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| Progetto: imparare a vivere insieme |
Progetto per gli alunni della scuola Primaria e Secondaria di I grado
Il progetto
Il contesto
La
società in cui viviamo si caratterizza sempre più per essere una società
multietnica e multireligiosa fortemente differenziata e, a volte, divisa al suo
interno. Il modello educativo più
diffuso tra le famiglie e nella scuola privilegia e premia la concorrenza, la
competizione, l'autorealizzazione anche a dispetto e a scapito degli altri.
Bambini
e ragazzi, inoltre, vivono in un mondo sempre più ricco di informazioni, il più
delle volte frammentate e decontestualizzate.
Una realtà attraversata da sollecitazioni e suggestioni di ogni genere.
I
problemi educativi e formativi presentano così aspetti particolarmente
complessi. Questa situazione richiede
alle famiglie, alla scuola e alle altre agenzie
educative un impegno attento e continuo, una sollecitudine scrupolosa e
incisiva.
L'avversario
da battere, così come affermava don
Milani, é il conformismo, il pregiudizio, il pensiero acritico,
l'adeguamento alle mode di tutti i tipi, la passività, la rinuncia a "sognare in grande" e ad un'esistenza
creativa e autonoma.
Si
vive in una società sempre più gremita di persone che hanno paura, che stanno
sulla difensiva, che aggrediscono, aggrappandosi ansiosamente a ciò che possiedono,
inclini a guardare con sospetto il mondo che le circonda, sempre in attesa di
un nemico che spunti, si intrometta, faccia loro del male.
Consapevoli
che alla base di rapporti interpersonali non violenti c'è la loro corretta e
precoce strutturazione, che la prevenzione della violenza necessita di un clima
scolastico tale da favorire una cultura di pace e rapporti interpersonali
basati sul rispetto reciproco, proponiamo il progetto IMPARARE A VIVERE INSIEME.
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Finalità
Il
progetto si pone come finalità quella di promuovere un processo educativo teso
a favorire rapporti interpersonali non
violenti, capacità di risolvere positivamente gli inevitabili conflitti che
caratterizzano la vita di relazione a tutte le età e a tutti i livelli; una
società antirazzista, tollerante, costruttrice di una pace intesa non come
assenza di conflitti, ma come "convivialità
delle differenze".
Come?
Aiutando
bambini e ragazzi a comprendere che l'intolleranza e il comportamento
'razzista' è solo frutto di ignoranza e di pregiudizi; che la persona
'tollerante' è colui che riconosce la positività e la bellezza delle
«diversità», colui che crede che attraverso il «confronto» e il «dialogo» si
può arrivare a risolvere i conflitti
senza vincitori o vinti; che l'altro non è un «competitore», né un
«concorrente», ma un valore, una risorsa, una ricchezza per la società ed per
ciascuno di noi; che la messa in comune delle reciproche ricchezze non
impoverisce nessuno, ma anzi rende tutti più ricchi e consapevoli.
Tutto
questo sottende una concezione dell'uomo e della donna, una antropologia che si riconosce nel personalismo, che sottolinea il primato delle relazioni interpersonali.
Esso si rifà ad una grande e feconda corrente di
pensatori ebrei (Buber, Rosenzweig,
Levinas), teologi protestanti (Brunner, Barth) e cattolici (Mounier, Marcel, Nédoncelle).
Caratteristiche
essenziali di questa visione sono:
| - |
essere-con-gli-altri:
l'uomo realizza se stesso solo entrando in dialogo con l'altro, proprio perché
persona vuol dire essere aperto all'altro.
Levinas parla di «epifania del volto»: il volto nella sua nudità mi rivela e mi
rende presente all'altro che mi guarda; in questo processo di incontro gioca un
ruolo essenziale la «parola». L'«io» si realizza quando entra in rapporto con
un «tu». In un linguaggio cristiano ciò significa che la persona realizza se
stessa solo quando entra in comunione
con l'altro suo fratello ma anche con l'Altro suo fondamento e creatore, Dio;
|
| - |
essere-per-gli-altri: «Da un punto di vista
antropologico l'uomo è un essere che realizza se stesso solo. con gli altri
uomini e con l'aiuto degli altri. L'uomo è un essere che realizza se stesso
donandosi agli altri. L'uomo possiede se stesso soltanto quando dona se stesso
agli altri.» (E. Schillebeecks, Die et l'homme, Bruxelles 1965). |
Riteniamo,
dunque, che compito imprescindibile della scuola sia orientare gli alunni a scelte non violente, contribuendo alla costruzione di personalità nelle quali
prevalgano atteggiamenti umanizzanti di cooperazione
e negoziazione anziché di competizione, antagonismo e prevaricazione.
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Obiettivi formativi
Le
attività e i percorsi didattici verranno articolati sui seguenti obiettivi
formativi:
| a) |
favorire la formazione di persone più sensibili alle
questioni etiche, consapevoli che questo significa migliorare la propria vita e
quella degli altri; |
| b) |
aiutare a prendere consapevolezza che vi è continuità tra
comportamenti microsociali e macrosociali; |
| c) |
promuovere un processo educativo teso a favorire rapporti
interpersonali non violenti e capacità di risolvere i conflitti attraverso la
negoziazione e la cooperazione. |
Si
tratta di un percorso, ne siamo consapevoli, che richiede tempi lunghi,
continuità e radicamento, raccordi forti col territorio inteso come comunità educante.
Diffidiamo delle soluzioni
sbrigative e semplicistiche perché siamo consapevoli che perseguire queste mete
comporta profondi mutamenti nei comportamenti e nei paradigmi culturali ed
entrambi questi processi sono, per loro natura, processi lenti e poco
appariscenti, ma che danno luogo a una rivoluzione silenziosa e non
violenta. Così come recita un proverbio
orientale: "Fa più rumore un albero che
cade di una foresta che cresce".
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Destinatari e tempi
Il progetto ha come destinatari gli alunni della Scuola
Primaria.
Può avere la durata di un anno scolastico o
articolarsi su più anni. Noi suggeriamo la seconda ipotesi.
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Orizzonte
Il progetto si
pone traversale alle discipline e alle educazioni, quindi con forti collegamenti interdisciplinari;
intende caratterizzare tutto il lavoro degli insegnanti, senza isolare le attività dal contesto curricolare e
senza diventare una "disciplina" in più, utilizzando una chiave di lettura e
una metodologia centrate sugli Obiettivi Formativi individuati.
Intende coinvolgere
il più possibile attivamente le famiglie
e il territorio in cui vivono gli alunni, sia creando occasioni di
collaborazione sia cogliendo le opportunità che essi già offrono.
Fa riferimento al PECUP, in particolar modo per quanto
riguarda la formazione dell'identità personale e della convivenza civile.
Va condiviso con gli
altri docenti e dunque inserito nel POF
di Circolo o quanto meno di Plesso.
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Piano di lavoro
Il progetto si
articola in tre macrotemi:
| 1. |
Ottobre/Dicembre:
Conoscere
se stessi e i propri pregiudizi nei confronti dell'altro
Una delle condizioni di base per lo sviluppo di una
personalità non violenta é la sicurezza.
La sicurezza primaria si fonda su un solido senso
di identità.
Aiutare il bambino a sviluppare una buona sicurezza e
conoscenza di sé significa valorizzarlo.
La valorizzazione porta il
bambino ad avere fiducia in se stesso e gli consente di superare senza timore,
e perciò senza mobilitare aggressività difensive, gli ostacoli, gli insuccessi
e le frustrazioni.
Insieme si può intervenire efficacemente contro l'insorgere dei pregiudizi e delle incomprensioni
culturali, innanzitutto
aiutando il bambino a rendersi conto dei suoi pregiudizi nei confronti dell'altro, nella società,
nella scuola, nella propria visione del mondo.
La conoscenza porta non solo alla
tolleranza, ma anche all'accoglienza e al desiderio di cogliere la ricchezza personale
dell'altro, della sua storia e della sua cultura. La conoscenza sconfigge la cultura del
"nemico", i pregiudizi, la paura dell'altro perché "non si può mai essere felici contro gli altri". Tutti si
appartiene alla stessa famiglia umana, tutti si è titolari di
diritti e di doveri.
Offriamo una
possibile traccia di lavoro e alcuni materiali che possono essere
utilizzati dall'insegnante. Si ricorda
l'attenzione al Territorio come ambiente vitale del ragazzo (parrocchia,
associazioni, enti locali .)
| Percorso
di Apprendimento: |
Pre-requisiti
Racconto
Lettura
Dati
Gioco
Attività
Riferimento pedagogico
Riferimento
religioso |
| Portfolio |
|
|
| 2. |
Gennaio/Marzo:
Sviluppare
l'empatia e la capacità di valutare aspetti positivi, negativi o
problematici nell'incontro con l'altro
Strettamente legata alla sicurezza é l'identificazione con l'altro, che costituisce uno dei più potenti
inibitori dell'aggressività.
La conoscenza dell'altro e il suo riconoscimento come simile
a sé, passa attraverso la comunicazione,
lo scambio, la condivisione delle emozioni e dei sentimenti. Sottolineare ciò che
unisce anziché ciò che divide favorisce i processi di identificazione ed
empatia, ponendo le basi per l'acquisizione di comportamenti cooperativi anziché competitivi.
Offriamo una
possibile traccia di lavoro e alcuni materiali che possono essere utilizzati
dall'insegnante. Si ricorda
l'attenzione al Territorio come ambiente vitale del ragazzo (parrocchia,
associazioni, enti locali .)
| Percorso
di Apprendimento: |
Racconto
Lettura
Dati
Gioco
Attività
Riferimento pedagogico
Riferimento
religioso |
| Portfolio |
|
|
| 3. |
Aprile/Giugno: Saper gestire
il conflitto in modo non violento giungendo a soluzioni "senza perdenti"
Nell'ultima tappa di questo percorso intendiamo guidare
l'alunno a comprendere come quella in cui vive sia una
società complessa e variegata, come il rapporto
con l'altro sia un tema di pressante quotidianità e come nella scuola si riflettano, in
piccolo, le stesse dinamiche del mondo "più grande".
Quello scolastico é l'ambiente adatto
per favorire nei bambini e nei ragazzi occasioni di
apertura mentale e sociale attraverso una maggiore attenzione ai loro stili cognitivi e
alle sollecitazioni che la vita di gruppo pone, incoraggiando la conoscenza reciproca. In quest'ottica la relazione positiva e non
violenta tra individui viene alimentata sia attraverso la conoscenza e la valorizzazione dell'altro, sia
attraverso la gestione non violenta dei conflitti
che ogni rapporto interpersonale può far nascere.
Offriamo una possibile traccia di lavoro e alcuni materiali che possono essere
utilizzati dall'insegnante. Si ricorda
l'attenzione al Territorio come ambiente vitale del ragazzo (parrocchia,
associazioni, enti locali .)
| Percorso
di Apprendimento: |
Racconto
Lettura
Dati
Gioco
Attività
Riferimento pedagogico
Riferimento
religioso |
| Portfolio |
|
|
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Indicatori di competenze
A
conclusione di ogni macrotema, osservare se il bambino o il ragazzo SA:
| • |
Riconoscere la
complessità della società e degli eventi, facendo esempi legati sia alla Storia
sia alla quotidianità |
| • |
Riconoscere ed
esplicitare tratti della propria identità personale e di popolo |
| • |
Esplicitare le
proprie paure e i propri pregiudizi nei confronti dell'altro |
| • |
Riconoscere e
valorizzare le proprie capacità, anche per il bene di tutti |
| • |
Sostenere una
discussione, dimostrando di saper pensare "con la propria testa" |
| |
|
| • |
Vivere atteggiamenti
e comportamenti di rispetto per la propria vita e per quella altrui |
| • |
Assumere
atteggiamenti e comportamenti di solidarietà umana, di non spreco delle risorse
ambientali e dei beni personali |
| • |
Usare segni di
incoraggiamento (parole, frasi, espressioni del viso, posture del corpo) verso
i compagni in difficoltà, anche esplicitando speranze e aspettative positive |
| • |
Mostra atteggiamenti
e comportamenti di "simpatia" e valorizzazione dell'altro e delle sue capacità |
| • |
Mostrare
comportamenti e atteggiamenti di ascolto attivo verso compagni e insegnanti |
| |
|
| • |
Riconoscere
situazioni di conflitto e ipotizzare possibili soluzioni "senza perdenti" |
| • |
Intervenire nei
conflitti tra compagni di classe e non, ponendosi come mediatore, aiutando a
riconoscere le ragioni dell'altro, senza usare forme di violenza verbale e non |
| • |
Riconoscere gli
aspetti positivi della convivenza interpersonale non violenta e quelli negativi della convivenza violenta,
sia per se stesso sia per la società |
| • |
Reagire senza
aggressività agli ostacoli e agli insuccessi personali |
| • |
Manifestare
comportamenti di collaborazione, cooperazione e negoziazione nelle varie
circostanze legate alla vita di relazione |
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Metodologia
L'educazione
scolastica non può essere fatta coincidere con la mera acquisizione di
informazioni e contenuti, dimenticando le profonde valenze che la relazione (= lo stile educativo
dell'insegnante) e la metodologia
hanno sulla formazione di personalità adeguate ai valori di cui ci facciamo
portatori.
Solitamente,
infatti, tendiamo ad attribuire importanza a ciò che bambini e ragazzi
realizzano (al contenuto) piuttosto
che al processo attraverso cui viene
raggiunto l'obiettivo. Ma se si ignorano il processo e le dinamiche, lavorare e
vivere in gruppo diventa difficile e alla fine anche il contenuto ne soffrirà.
Proprio perché contenuto e processo sono strettamente in relazione.
Particolare
attenzione andrà dunque rivolta alla creazione di una relazione educativa positiva e di un clima di fiducia, di incoraggiamento e collaborazione reciproca
all'interno della classe e della scuola stessa. Il clima umano é, infatti, il risultato delle relazioni sociali di
tutti i membri della scuola (dirigente, insegnanti, alunni, famiglie, personale
non docente) e influisce notevolmente sullo svolgimento e sulla realizzazione
delle loro attività. Esso si crea "quando i diversi membri vivono in modo significativo i contenuti
scolastici, quando possono stabilire dei contatti socio-affettivi in cui
sperimentano la vicinanza degli altri e quando possono instaurare relazioni
socio-operative nelle quali comportarsi in modo produttivo e creativo e
non recettivo e riproduttivo" (H.
Franta).
L'azione educativa
andrà mirata all'individuazione e al riconoscimento di strade alternative
all'uso della violenza, anche quella ritenuta "giusta" per ristabilire la
giustizia negata. Questo per evitare che l'educazione alla pace si fermi ai
buoni sentimenti, su cui tutti sono d'accordo. compresi i commercianti di armi!
Per
far fronte in modo ragionevolmente adeguato alle difficoltà relazionali che il
bambino può incontrare, intendiamo realizzare attività che favoriscano la creativa ricerca delle alternative migliori di fronte ai problemi,
sollecitando la capacità di pensare e decidere assieme e imparando a vivere i conflitti sapendone uscire
positivamente senza usare la violenza.
La
scuola riconosce alla famiglia la sua funzione
primaria nell'educazione e la sua capacità di offrire un insostituibile
supporto alla crescita equilibrata del bambino.
La
famiglia é il "laboratorio" in cui si mettono a punto prototipi di relazioni
sociali da esportare nel mondo esterno e in cui i bambini sperimentano i primi
conflitti. Essa è il luogo più naturale dove iniziare ad esercitarsi ai
rapporti interpersonali non violenti. Laddove la famiglia non risponde
adeguatamente ai bisogni di sicurezza dei figli e soffoca in loro il bisogno di
autonomia, ovvero di realizzazione personale, genera comportamenti aggressivi.
Perciò, andranno potenziati
anche i rapporti con le famiglie degli alunni, puntando ad un loro
coinvolgimento attivo e profondo per favorire il cambiamento del rapporto
educativo nella direzione indicata.
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Verifica - Valutazione
Le
schede di verifica aiuteranno il bambino e il ragazzo a prendere consapevolezza
delle conoscenze acquisite, sia relative ad ogni macrotema sia generali.
La
valutazione sarà orientata ad accertare il processo di apprendimento e le
capacità dei bambini e dei ragazzi di riutilizzare, a livello comportamentale e
concettuale, quanto appreso (competenza). Ovviamente, tenendo conto dell'età e
di quanto la psicologia dell'età evolutiva ci insegna.
La valutazione
dovrebbe inoltre rendere gli alunni
capaci di praticare microanalisi, elementi importanti per dare luogo a
generalizzazioni che conducano alla comprensione di eventi di più vaste
dimensioni, parte integrante di un processo di crescita nella consapevolezza e
nella conoscenza.
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Portfolio
Le Indicazioni Nazionali per le Attività
Educative della Scuola dell'infanzia e per i Piani di Studio Personalizzati
della Scuola Primaria e Secondaria di primo grado introducono l'uso del Portfolio delle competenze individuali,
inteso come strumento educativo che descrive e documenta il percorso compiuto
da ogni singolo alunno per conseguire determinati traguardi di conoscenza e di
maturazione globale.
Verranno perciò
inseriti nel Portfolio " produzioni"
individuali e di gruppo che si prestino a dimostrare il conseguimento delle
competenze precedentemente indicate (prove significative, test, questionari.),
commenti dei docenti, osservazioni dei genitori, indicazioni di sintesi quali
emergono da colloqui con alunni e famiglie e quant'altro verrà ritenuto
significativo da alunni, docenti e famiglie.
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Per finire...
Una festa insieme per
far vivere agli altri (parenti, amici, vicini di casa.) attraverso giochi,
canti, danze, rappresentazioni teatrali, cartelloni, specialità culinarie., COME E QUANTO SI È IMPARATO A VIVERE
INSIEME!
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Francesca Sgarrella - Riccardo Grassi |
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