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Francesco Perez
Esperto di IRC.
Per contattare Francesco Perez (richieste e approfondimenti): redazionescuola@elledici.org
Valutazione: giudizio o voti?
... tempo di scrutini... tempo di valutazioni...tempo di voti nelle pagelle.
Nonostante la materia in termini di valutazione, sei complessa, alla fine... bisogna dare il voto!
Quesito breve: Nella mia scuola mi trova di fronte a due modi di dare i voti: nelle seconde e nelle terze il "vecchio" sistema non suff- suf- buono ecc.; nelle pagelle di prima, il collegio ha optato per i voti in decimali. Mi trovo in difficoltà per questi motivi.
1 - il voto richiama ad una valutazione di compiti scritti ed orali tout court, che non mi pare sia il criterio di valutazione dell'IRC.
2 - la valutazione classica non suff- suff- ecc..., a mio parere più corretta, perché noi IdR dovremmo sia per l'atipicità della materia, e d oggi sostenuti, mi pare anche dalla legge Moratti, richiama invece ad una valutazione sulla qualità del porsi di fronte all'IRC, misura meglio la partecipazione, l'interesse, ecc. insomma il modo di rappresentare, anche se sinteticamente, il percorso del singolo alunno dentro un processo di apprendimento: cioè punta molto di più a valutare la persona che il risultato.
3 - non ho ricevuto indicazioni in merito da parte né dell'Ufficio Diocesano, né da altre fonti.
Cosa ne dite? cordiali saluti
Risposta
La valutazione è un momento importante di un percorso didattico perché si vede se si sono raggiunti gli "obiettivi evidenziati nel Piano dell'Offerta Formativa e quindi nella programmazione di classe e di disciplina. Oggi, in ambito di autonomia didattica, ogni istituzione scolastica può formulare un percorso didattico (valutazione compresa) adeguato alle condizioni della propria realtà... effettivamente i voti in decimi sono un po’ "sorpassati" e in ogni caso vanno integrati con un giudizio sintetico da parte del docente. Per quanto riguarda l'IRC niente è innovato, quindi puoi adeguarti o far valere la normativa che prevede un giudizio che tiene conto dell'interesse, dell'impegno... in fondo la nostra valutazione è "a parte" e, certamente, possiamo godere anche noi di una certa autonomia.
P.S. Nulla ti vieta, se lo ritieni opportuno, di fare delle prove oggettive delle lezioni svolte e di avere anche dei voti in decimi.
Alla stessa domanda, risponde anche il dott. Cicatelli:
C'è da avanzare qualche perplessità sulla scelta di tornare ai voti numerici in coincidenza con l'applicazione della riforma Moratti, ma non si può entrare più di tanto nelle scelte delle scuole autonome. In ogni caso, se si torna ai voti, scatta di nuovo il divieto di usarli, previsto dalla legge 824/30 e dall'art. 309 del DLgs 297/94. Anche sulla legittimità di questa prescrizione ci sarebbe molto da dire, ma sembra inevitabile restare ancorati ai giudizi tradizionali.
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Ora di programmazione
Domanda
Sono un'insegnante di Religione nella scuola elementare. Le scrivo per chiederle aiuto riguardo un problema che mi si sta presentando: sono incaricata per dieci ore settimanali in un circolo e per sei in un altro. Il contratto con la segreteria del primo dei due circoli prevedeva 10 ore di lezione più una per la programmazione, mentre la seconda segreteria aveva previsto soltanto le sei ore di lezione.
Ora la segreteria del primo mi fa sapere che la ragioneria non intende pagare l'ora di programmazione, perché - non avendo 12 ore nello stesso circolo - non ne ho diritto.
Leggevo invece sul suo libro (p.255) che la retribuzione di questa ora mi spetta, ma non ho trovato indicazione della fonte normativa.
Chi ha ragione?
La segreteria mi ha invitato a rivolgermi direttamente alla ragioneria. Se ho diritto alla retribuzione come devo comportarmi con la ragioneria? A cosa devo fare riferimento?
Ringraziandola anticipatamente per la sua risposta La saluto cordialmente.
Risposta
Lei ha diritto ad un'ora di programmazione (Cfr. CM 24/7/1996, n.366 - pag. 204 del Prontuario giuridico, Edizioni Queriniana). Può utilizzarla nella scuola dove ha il maggior numero di ore o può suddividerla, in proporzione, fra le due scuole.
Alla Ragioneria deve far presente, per iscritto, la suddetta normativa.
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Punteggio concorso
Domanda
Sono un'idr siciliana, abbonata al periodico "L'ora di religione". Ho partecipato al concorso per la scuola dell'infanzia ed elementare con i seguenti titoli:
- titolo di accesso: diploma di scuola secondaria superiore congiunto a "diploma rilasciato da un istituto di scienze religiose riconosciuto dalla CEI", conseguito con voto 30 e lode
- titoli aggiuntivi: Diploma accademico di Magistero in Scienze religiose rilasciato da un istituto di scienze religiose approvato dalla Santa Sede".
Ho ricevuto 4 punti nella valutazione dei titoli professionali, mentre ritenevo, in base al bando di concorso, di aver diritto a 4,50 punti di cui: 4 per il titolo di accesso; 0,50 per il titolo aggiuntivo.
Un'altra perplessità riguarda l'attribuzione del punteggio relativo ai titoli di servizio.
Ho presentato queste certificazioni:
-AS 96/97 dal 5/11/96 al 20/11/96 h 24
-AS 96/97 dal 17/01/97 al 30/06/97 h 12 tot gg. AS 96/97: 181
-AS 97/98 dal 01/09/97 al 31/08/98 h 16,30
-AS 98/99 dal 01/09/98 al 31/08/99 h 18
-AS 98/99 dal 20/10/98 al 10/06/99 h 2 (supplenza per ROL)
-AS 99/00 dal 01/09/99 al 31/08/00 h 24
-AS 00/01 dal 01/09/00 al 31/08/01 h 24
-AS 01/02 dal 01/09/01 al 31/08/02 h 24
-AS 02/03 dal 01/09/02 al 31/08/03 h 24.
Pensavo quindi di conseguire, per i titoli di servizio, un punteggio di 4,20 mentre mi è stato attribuito un punteggio di 3,60. A cosa potrebbe essere dovuto?
E' una valutazione corretta o devo presentare un reclamo? Grazie per la cortese attenzione.
Maria
Risposta
Sicuramente deve presentare il reclamo per il punteggio relativo al titolo di studio.
Così pure per quanto riguarda il servizio, che deve essere stato svolto con il possesso dei titoli professionali:
- il 96/97 è valido in quanto è "stato prestato dal 1° febbraio al termine delle operazioni dello scrutinio finale" (cfr. Bando di Concorso Allegato n.5 A) ), così pure gli altri gli altri 6 anni (97/98, 98/99, 99/00, 00/01, 01/02, 02/03).
Quindi le devono assegnare 4,20 punti.
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Insegnante di classe e IRC
Domanda
Avrei due quesiti in merito ad una riorganizzazione in accordo con il dirigente scolastico per il plesso in cui lavoro:
- un insegnante titolare di classe può decidere di occuparsi delle ore di religione su tutte le classi del plesso ? Il dirigente ed io pensiamo sia corretto che possa svolgere questa materia solo sulle classi sulle quali opera.
- Questa stessa insegnante sostiene con sicurezza che nel caso desse la non disponibilità all'insegnamento della religione a favore di un IDR specialista, il marito, a sua volta IDR nella scuola secondaria, potrebbe essere penalizzato.. è possibile?
In attesa di una cortese risposta ringrazio e saluto cordialmente,
Risposta
Nel Protocollo addizionale al n.5 si specifica che l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole materne (oggi dell'infanzia) e nelle elementari (primarie) "può essere impartito dall'insegnante di classe, riconosciuto idoneo dall'autorità scolastica".
Quindi l'insegnante titolare (cioé di classe) potrà insegnare l'IRC solo nella sua classe.
Passiamo alla seconda domanda (senz'altro "intrecciata"): come può un'insegnante "specializzato" penalizzare un IdR delle secondarie, marito di un'insegnante di classe? Sinceramente non ci vedo collegamenti, anzi... Il "marito" perde il posto? Perchè?
Un insegnante "specializzato" in un plesso scolastico e un IdR "potenziale" in meno nelle scuole secondarie.
Non vedo "penalizzazione" se non all'interno di "complotti di palazzo" in cui mi astengo dall'intervenire perché comunque tutte le nomine sono "d'intesa" e, di conseguenza, dovrei coinvolgere il responsabile diocesano per l'IRC.
Evitiamo, quindi, conclusioni affrettate e chiariamo il perché della "penalizzazione".
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Fine del Concorso e problemi di inizio anno.
Domanda
Chiedo scusa vorrei sapere se il concorso dell'IRC di
insegnante di Religione Cattolica è un concorso di Stato? I
punti presi dell'esame scritto, orale, titoli e di insegnamento che scopo hanno
per lo Stato in graduatoria e per la Diocesi di appartenenza?
La graduatoria che finalità ha per noi docenti di
Religione Cattolica? Sia di Stato che di Diocesi?
Grazie a presto
Risposta
Il Concorso statale, per esami e titoli, a posti
d'insegnante di religione cattolica è stato indetto, il 2 febbraio 2004, dal
Ministero Istruzione Università Ricerca (Direzione Generale per il personale
della scuola) e le procedure sono state curate dai diversi Uffici scolastici
regionali.
Il punteggio finale di ogni IdR (scritto e orale,
titoli, servizio) ha valore solo per l'Ufficio Scolastico Regionale che è
preposto alla compilazione e approvazione di una graduatoria generale e,
successivamente, divisa per le varie Diocesi dove gli IdR svolgono il loro
servizio.
L'uso della graduatoria è essenziale per poter assegnare
le "cattedre" (il 70% dei posti funzionanti nel territorio di pertinenza a
ciascuna diocesi) perché il numero dei candidati, anche vincitori di concorso,
è generalmente superiore al numero dei posti disponibili precisati, ogni anno,
dall'Ufficio scolastico regionale.
Lo stesso Ufficio scolastico regionale, fissata
ufficialmente la graduatoria finale, spedisce ai diversi Ordinari diocesani gli
elenchi (non graduatorie) degli
insegnanti (in ordine alfabetico) che hanno diritto ad un contratto a tempo
indeterminato ("posto cattedra") e dovranno essere nominati "dal dirigente
regionale d'intesa con l'ordinario diocesano competente per territorio (cfr.
Legge 18 luglio 2003, n.186, art.3, comma 8).
L'unico compito dell'insegnante di religione, dopo aver
superato gli esami, è quello di controllare il suo punteggio finale per
segnalare eventuali errori ed omissioni.
____________________________________________________________________
Domanda
Buongiorno, desidererei
sapere come vengono valutati i titoli
presentati per accedere al concorso. Sono un'insegnante in possesso di
Scuola Magistrale (voto diploma: 45/60), Maturità Scientifica (Voto:
71/100) e Diploma di ISSR (voto
diploma: 94/100).
Mi sono vista attribuire
un punteggio e non riesco a comprendere come sia stato calcolato.
Una mia collega in
possesso di Diploma dell'Istituto Magistrale (voto diploma: 83/100) e di
Diploma di ISSR (voto diploma: 100/100) si è vista attribuire un punteggio di
2,00 e non ritiene sia corretto.
Abbiamo visionato la
tabella di attribuzione punteggio e non siamo state in grado di comprendere
come funziona!
Richiediamo per tanto il
vostro aiuto soprattutto per capire quale sia la procedura e confidiamo in una
vostra sollecita risposta in quanto i tempi per il ricorso sono brevissimi.
Ringraziandovi per la
collaborazione porgo
Distiniti Saluti
Risposta
Non si può essere precisi
nelle risposte se non si sa per quale tipo di scuola si è partecipato al
Concorso e di quale titolo professionale si era in possesso negli anni di
insegnamento.
Fatta questa premessa
direi che alla "collega" è stato valutato il Diploma d'Istituto
Magistrale con il voto in sessantesimi (49,8/60) corrispondete a 2,00 e non è
stato dato alcun voto aggiuntivo (0,5) per l'ISSR.
Nel suo caso, invece,
ipotizzando sempre l'accesso alla scuola dell'infanzia e nella scuola
elementare, possono averle dato 0,80 (corrispondente alla valutazione per la
scuola magistrale) più 0,50 per l'ISSR.
Oppure le hanno
considerato il titolo liceale + l'ISSR e, in questo caso il punteggio è 3,20.
Anche voi, comunque,
potete valutare i punteggi utilizzando l'allegato
5 del Bando di Concorso.
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Domanda
Cara redazione, Le scrivo
per sottoporre un quesito circa la
settimana corta. Abbiamo deciso di sperimentare la settimana corta nella
nostra scuola ma alcuni colleghi ritengono che ciò sia impossibile.
Innanzitutto abbiamo calcolato il monte ore annuale per ogni classe( per
esempio, per una classe che tradizionalmente fa 36 alla settimana dovrà fare
36x33= cioè 1188) ; dopo abbiamo tolto tutti i sabati e le festività indicate
dal calendario regionale e calcolato il numero dei giorni per le attività
didattiche (= 190 giorni).
Successivamente, abbiamo
calato il monte ore annuale ( esempio 1188 della classe x ) nei 190 giorni di attività didattiche. Ciò comporta
un recupero di ore da effettuare nel pomeriggio ( ad esempio, 60 ore con
sportelli didattici, attività interdisciplinari, area del progetto....). Alcuni
colleghi ritengono che la settimana corta sia impossibile, poiché togliendo
tutti i sabati da settembre a giugno non si raggiunge il numero di 200 giorni.
Le chiedo se può darmi
conferma di questo: precisamente nonostante il monte ore annuale venga
rispettato (visto che si attivano anche attività didattiche pomeridiane), la
settimana corta non è praticabile in quanto bisogna comunque rispettare il
numero minimo di 200 giorni di lezione.
Grazie.
Risposta
Il problema non sono i 200
giorni, ma gli orari curricolari. Voi nel pomeriggio dovete recuperare le ore
delle lezioni curricolari che non si effettuano alla mattina (cfr. autonomia
organizzativa).
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Domanda
Sono supplente annuale di
Religione Cattolica nella scuola dell'infanzia e tra i giorni d'insegnamento
settimanali mi reco un giorno in alta montagna (sopra i 600 m.).
Ora vi chiedo cortesemente
se la disposizione di legge per i docenti in genere che prestano tale servizio appunto in alta montagna vale
anche per gli I.R.C.
In attesa di gradite
notizie al riguardo mi è gradito porgere distinti saluti.
Risposta
Se la normativa è la
valida per tutti gli insegnanti di conseguenza ha valore anche per l'IdR. Se,
invece, vale solo per gli insegnanti con contratto a tempo indeterminato, gli
IdR sono fuori. Quindi verificare la normativa indicata.
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Domanda
Vorrei cortesemente sapere se il diploma in Scienze Religiose, da me recentemente conseguito,
potrebbe avere un qualche valore (punteggio) ai fini di un eventuale aggiornamento delle graduatorie permanenti
della scuola elementare dove io sono inserita. Grazie.
Risposta
No. E' valido solo per
l'insegnamento della religione cattolica nella scuola.
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Domanda
In ordine al concorso per
insegnanti di religione, vorrei sapere se in materia di assunzione obbligatoria
di soggetti con handicap, verrà
seguita la normativa prevista dal punto a), 1° comma, art. 3, della legge
68/1999.
Se sì, in che misura, per
ogni diocesi, verranno calcolati i soggetti con h. da immettere in ruolo.
Risposta
Nel Bando di Concorso,
alla sezione F dell'allegato 1, c'è la dichiarazione per aver diritto alla
riserva dei posti ai sensi della legge 12 marzo 1999, n.168. Quindi la norma
verrà applicata come per gli altri Concorsi pubblici.
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