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Liturgia

CEC DON BOSCO Liturgia Triduo pasquale Venerdì santo - Celebrazione della Passione del Signore

Triduo pasquale
Giovedì santo
Venerdì santo
Sabato santo
Veglia pasquale

Venerdì santo - Celebrazione della Passione del Signore

- Introduzione
- Alcuni testi della liturgia
- Per celebrare


Introduzione


Legno infuocato, roveto in fiamme
che non dà cenere,
croce su cui appendono il Figlio – è la sua ora –
Dio parla in te, tu porti il prezzo per il riscatto;
del suo amore tu dici la misura
mostrandoci il corpo e la ferita
che ci rivela qual è il suo amore.
Legno in cui muore il Primo-nato
sotto le spine
dove si immola il sacerdote per i peccati,
tu sei la pietra su cui riposa il Prediletto:
sul tuo altare si compie il sacrificio
fra i canti di una festa di nozze,
e le nazioni sono la sua dote.

D. Rimaud, Gli alberi nel mare, Elledici, 1977, pp. 44-45

Nel giorno in cui “Cristo nostra pasqua è stato immolato” (1Cor 5,7), la chiesa con la meditazione della passione del suo Signore e con l’adorazione della croce commemora la sua origine dal fianco di Cristo, che riposa sulla croce, e intercede per la salvezza di tutto il mondo. Oggi non si celebra l’Eucaristia; a chi desidera fare la comunione viene distribuito il pane consacrato il giorno precedente.
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Alcuni testi della liturgia
O Dio, che nella passione del Cristo nostro Signore ci hai liberati dalla morte, eredità dell’antico peccato trasmessa a tutto il genere umano, rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio e come abbiamo portato in noi, per la nostra nascita, l’immagine dell’uomo terreno, così per l’azione del tuo Spirito, fa’ che portiamo l’immagine dell’uomo celeste.
(Orazione colletta)
  • L’opera meravigliosa che il Padre ha realizzato in Cristo ci ha liberato dalla schiavitù del peccato e della morte e ci ha resi partecipi del mistero della Pasqua. In Cristo, Dio ci ha scelti e chiamati a diventare partecipi della gloria del Figlio e della sua condizione. Il peccato è perdonato, la morte è vinta e noi non siamo più nemici, ma figli e fratelli.
  • La risurrezione è l’inizio della nuova condizione alla quale tutti  credenti sono chiamati a partecipare. In forza della risurrezione di Cristo, vincitore della morte e del peccato, siamo entrati nella vita nuova che è partecipazione dell’eternità e della vita stessa di Dio. Il cammino è aperto definitivamente. La morte è la condizione per risorgere e la vita presente è destinata a trasformarsi nella vita futura: “Quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è” (1 Gv 3,2).
  • Le celebrazioni della settimana santa ricordano l’evento paradossale per cui il Figlio di Dio è stato crocifisso dagli uomini e un figlio d’uomo, Gesù di Nazareth, è stato risuscitato dai morti. La fede nella risurrezione e la certezza che la morte non trionferà fondano la nostra speranza, rinnovano la nostra vita e ci orientano al compimento escatologico, alla fine dei tempi.
Per la Chiesa: Preghiamo per la santa chiesa di Dio […]. Dio onnipotente ed eterno, che hai rivelato in Cristo la tua gloria a tutte le genti, custodisci l’opera della tua misericordia, perché la tua chiesa, diffusa su tutta la terra, perseveri con saldezza di fede nella confessione del tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

Per l’unità dei cristiani: Preghiamo per tutti i fratelli che credono in Cristo […]. Dio onnipotente ed eterno, che riunisci i dispersi e li custodisci nell’unità, guarda benigno al gregge del tuo Figlio, perché coloro che sono stati consacrati da un solo Battesimo formino una sola famiglia nel vincolo dell’amore e della vera fede.

Per i non cristiani: Preghiamo per coloro che non credono in Cristo […]. Dio onnipotente ed eterno, fa’ che gli uomini che non conoscono il Cristo, possano conoscere la verità camminando alla tua presenza in sincerità di cuore, e a noi tuoi fedeli concedi di entrare profondamente nel tuo mistero di salvezza e di viverlo con una carità sempre più grande tra noi, per dare al mondo una testimonianza credibile del tuo amore.

Preghiera universale:
  • La preghiera universale del venerdì presenta una forma tipica, tramandata dall’antichità e particolarmente ampia che è opportuno mantenere in tutta la sua ampiezza di intenzioni. Essa esprime la potenza universale della passione di Cristo, appeso sulla croce per la salvezza di tutto il mondo, e in questo momento una preghiera prolungata lascia emergere una grande ricchezza di significati: vengono ricordati il papa, i ministri ordinati, tutti i fedeli, in particolare i catecumeni che si preparano a ricevere i sacramenti dell’iniziazione cristiana nella veglia pasquale; si prega anche per l’unità dei cristiani, per gli ebrei, per i fedeli di altre religioni, per i non credenti, per i governanti, per tutti coloro che soffrono. In caso di particolare necessità è possibile aggiungere una o più intenzione ad hoc.
  • Ogni intenzione presenta una struttura tipica, equilibrata da opportuni stacchi di silenzio:
    • invito (preghiamo fratelli)
    • intenzione,
    • orazione del sacerdote
    • risposta dell’assemblea (Amen)
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Per celebrare

  • Il colore liturgico è il rosso.
  • La celebrazione della passione del Signore comprende tre parti: liturgia della parola, adorazione della croce e comunione. Siamo ormai al culmine della passione di Gesù e questa struttura molto essenziale e sobria, che non va oltre lo strettamente necessario dandole però tutto lo spazio evocativo che merita, è valorizzata da un clima di silenzio e rispetto che il mistero del Cristo sofferente – così come ogni sofferenza e ogni dolore – richiede.
  • Il sacerdote e i ministri si recano all’altare in silenzio, senza canto. Se vengono dette parole di introduzione, ciò sia fatto prima dell’ingresso dei ministri. Il sacerdote e i ministri, fatta la riverenza all’altare, si prostrano in terra; questa prostrazione, come rito proprio di questo giorno, assume il significato di umiliazione dell’uomo terreno e partecipazione alla sofferenza di Cristo.
  • La lettura della Passione secondo Giovanni può essere ritmata da un ritornello cantato o dalla strofa di un corale adatto che ne segua la progressione.
  • Dopo la lettura della passione la preghiera universale, di ampiezza inusuale, rappresenta il modello della nostra preghiera di invocazione lungo tutto l’anno liturgico. Questo testo molto bello e articolato merita di essere valorizzato, preparandolo in precedenza (ad esempio nel gruppo dei lettori) e realizzandolo con un ritmo che ne favorisca l’interiorizzazione, conservando tutte le intenzioni.
  • L’altare: spogliato al termine della messa della Cena del Signore, viene preparato prima di distribuire la comunione; alla fine della celebrazione viene nuovamente spogliato e così rimane per tutto il sabato santo. Ancora una volta questo gesto sottolinea il tempo dell’assenza e del silenzio dei segni sacramentali.



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