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Liturgia

CEC DON BOSCO Liturgia Domenica ragazzi Anno B (2008-09) Domenica delle Palme e Passione del Signore

domenica ragazzi

Domenica delle Palme e Passione del Signore

«La sesta domenica di Quaresima, in cui ha inizio la Settimana Santa, si chiama domenica delle Palme e della Passione del Signore» (NGC 30).
La caratteristica più saliente in questa domenica è la commemorazione dell’entrata del Signore a Gerusalemme e la solenne proclamazione della Passione.

Nella processione d'entrata viene messo in rilievo il fatto che è arrivata l'«ora» in cui Gesù, come Messia e Servo, entra in Gerusalemme e compie la sua offerta pasquale per salvare l'umanità. La comunità cristiana, con canti al Messia e agitando le palme, professa la sua fede che la Croce e la Morte sono in definitiva una vittoria.
Il colore rosso delle vesti di questo giorno simboleggia la morte del Martire e la sua Vittoria.
Pertanto si collega l'ingresso di Gesù con la sua morte e risurrezione.
Apprendiamo dalla pellegrina Egeria che già alla fine del IV secolo l'entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme veniva commemorata in questa città con una processione dal monte degli Ulivi fino alla città. In seguito questa tradizione passò in Occidente, in Gallia e in Spagna e, verso il IX secolo, a Roma.

In seguito all'ultima riforma, la proclamazione del Vangelo della Passione- altro importante evento di questa domenica - avviene seguendo questa suddivisione:nella domenica delle Palme o di Passione è proclamato ogni anno il racconto secondo l'evangelista dell'anno (anno A, Matteo; anno B, Marco; anno C, Luca), mentre il Venerdì Santo viene letto sempre il Vangelo di Giovanni. A tempi molto antichi risale anche l'uso che questa proclamazione del Vangelo della Passione - in questi giorni momento privilegiato per la fede del popolo cristiano e degno della massima cura - venga fatta da tre lettori diversi: uno dice le parole di Gesù, l'altro quelle del narratore ed il terzo quelle degli altri personaggi della Passione.

L'organizzazione della quaresima, come preparazione al triduo di Pasqua per poi sfociare nella cinquantina della gioia, ha posto in evidenza che la Pasqua di Cristo ha due versanti: uno faticoso e doloroso, che culmina il venerdì santo sulla croce, e uno lieto e glorioso che inizia all'alba del primo giorno dopo il sabato. La Pasqua è un vertice esprimente l'esistenza storica e gloriosa di Cristo Signore, essa è anche per i cristiani un «modello» da contemplare e vivere, ora sul versante della prova e della fedeltà ora sul versante della letizia e dell'abbandono alla iniziativa divina.


RITI DI INIZIO
Celebriamo con solennità la commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme. È bene trovarsi fuori dalla chiesa dove sono pronti gli ulivi da benedire e il lezionario per proclamare il vangelo.
Il sacerdote brevemente spiega i gesti che si compiranno poi, senza altre spiegazioni, si celebra. Per questo è importante che i bambini e i ragazzi siano radunati insieme vicino al sacerdote, abbiano il ramoscello di ulivo … nella processione saranno ultimi vicino al sacerdote.
Entrati in chiesa i bambini e i ragazzi si radunano vicino all’altare e ascoltano la preghiera del sacerdote prima di andare a vivere la ‘loro’ messa con le attività.


PROCLAMAZIONE DEL VANGELO
È il momento importante e dobbiamo celebrarlo il meglio possibile.

Oggi non ci sono i gesti in preparazione all’ascolto del vangelo,ma si invitano i bambini a fare un momento di silenzio quindi si inizia subito con:

PASSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO SECONDO IL VANGELO DI MARCO

Proponiamo di utilizzare la forma breve del vangelo della Passione, ma dialogata. Invitate solo per la proclamazione del vangelo una mamma (voce femminile) e un papà (voce maschile) oltre all’animatrice/ore.
È fondamentale che ogni lettore abbia la sua parte ben segnata …Non sarebbe male fare almeno una prova! Certamente non improvvisare!
Alla fine della lettura non si bacia il vangelo.

Nell’intento di valorizzare e di far conoscere la Nuova traduzione della Conferenza Episcopale Italiana, la utilizzeremo nei testi dei vangeli. Si può, con i bambini, utilizzare anche la Traduzione interconfessionale in lingua corrente edita da ABU - ELLEDICI.


IL VANGELO (Mc 14,1-15,47)

Indicazioni per la lettura dialogata: X = Gesù; C = Cronista; P =Popolo

PASSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO SECONDO MARCO

C Venuta la sera, Gesù arrivò con i Dodici. Ora, mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: X «In verità io vi dico: uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà». C Cominciarono a rattristarsi e a dirgli, uno dopo l’altro: P «Sono forse io?». C Egli disse loro: X «Uno dei Dodici, colui che mette con me la mano nel piatto. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo, dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!».

C E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: X «Prendete, questo è il mio corpo». C Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: X «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».

C Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Giunsero a un podere chiamato Getsèmani. Qui arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Il traditore aveva dato loro un segno convenuto, dicendo: P «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». C Appena giunto, gli si avvicinò e disse: P «Rabbì» C e lo baciò. Quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono.

Condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. Al mattino, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò: P «Tu sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: X «Tu lo dici». C I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: P «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». C Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito.
A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. Pilato rispose loro: P «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». C Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. Pilato disse loro di nuovo: P «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». C Ed essi di nuovo gridarono: P «Crocifiggilo!». Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: P «Crocifiggilo!». C Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: P «Salve, re dei Giudei!». C E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa “Luogo del cranio”, e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.

Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.

Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: P «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!». C Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: P «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». C E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: X «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». C Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: P «Ecco, chiama Elia!». C Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: P «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». C Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

Qui si genuflette e si fa una breve pausa

Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: P «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».

C Venuta la sera, Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro. Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano a osservare dove veniva posto.

Parola del Signore.
Lode a te, o Cristo.


PER LA RIFLESSIONE
Alla fine della proclamazione, se c’è tempo, aiutiamo i bambini ad interiorizzare il grande messaggio della Passione di Gesù!
Alcune domande per riflettere: Che cosa ti ricordi di quello che ha detto Gesù? Quale azione ti ha colpito? Perché? Secondo te, perché Gesù è morto in croce? Che cosa hanno fatto gli amici di Gesù?
Lasciate che i bambini esprimano le loro emozioni!
Per molti è la prima volte che ascoltano la Passione di Gesù!


ATTIVITÀ

  1. Calendario della settimana santa
    Desideriamo che i bambini/ragazzi riescano a conoscere e a vivere (se possibile) gli avvenimenti dell’ultima settimana di vita terrena di Gesù e le feste che i cristiani oggi celebrano durante la settimana santa.
    Per questo motivo l’attività è ricostruire il calendario della settimana santa.

    Scaricare gli allegati Calendario della settimana santa 1-2.
    Seguire le indicazioni contenute nel n. 1 e utilizzare i disegni del n. 2.
    Calendario della settimana santa 1
    Calendario della settimana santa 2

    Siate ‘presenti’ durante il lavoro con alcune domande: che cosa stai disegnando? Ti ricordi il fatto che è rappresentato nel disegno? … Sono importanti perché il bambino ‘interiorizzi’ ciò che sta facendo.

  2. Usare la piantina della città di Gerusalemme (allegato)
    I bambini/ragazzi con la piantina potranno conoscere i movimenti e i luoghi della passione di Gesù.
    Piantina di Gerusalemme

  3. Cantiamo insieme
    Oltre ai canti che trovate proposti in Canti a Messa, insegnate ai bambini l’acclamazione al Vangelo per il Tempo di Quaresima. Una proposta è:
    Gloria, gloria, cantiamo al Signore!, tratto da La Famiglia cristiana nella casa del Padre, n. 278. Vedi il canto in Mp3.

Come sempre i ragazzi torneranno in comunità prima della preghiera dei fedeli.
Il sacerdote celebrante segnali l’arrivo di ragazzi e, se possibile, valorizzi l’attività svolta mostrando il lavoro e facendo alcune domande ai ragazzi.
Uno dei ragazzi leggerà la preghiera che nell’attività è stata preparata.


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