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2ª Domenica del Tempo Ordinario
ECCO L’AGNELLO DI DIO
Premessa
Inizia con questa domenica il Tempo Ordinario dell’Anno Liturgico cristiano. Viene chiamato Tempo Ordinario tutto quel tempo che non fa parte dei due grandi momenti: 1) AVVENTO, NATALE fino al BATTESIMO di GESÙ; 2) QUARESIMA, PASQUA fino all’ASCENSIONE.
Nel Tempo Ordinario quest’anno (Anno A), la Chiesa ci accompagna nella lettura del Vangelo Secondo San Matteo. Nelle domeniche seguiremo la vita pubblica di Gesù: insegnamenti, parabole, guarigioni e miracoli fino alla sua passione. Gesù sarà il nostro maestro che ci insegnerà a pensare e a vivere come Figli di Dio.
LA DOMENICA
Proponiamo di iniziare l’incontro facendo con i ragazzi una chiacchierata sull’Anno Liturgico: la divisione in ‘Tempi’, i colori dei paramenti, alcune caratteristiche particolari (Alleluia …), ecc.
Suggeriamo di utilizzare un sussidio che parli dell’Anno Liturgico. Presso la Elledici si possono trovare i poster-inserto realizzati dalle riviste L’Ora di Religione o Dossier Catechisti. Ottimo riferimento è la sezione Anno Liturgico del nostro sito.
| Obiettivo: |
Capire l’espressione «Agnello di Dio» che si trova nel Vangelo di oggi, ma che compare anche nella liturgia della Messa. |
| Occorrente: |
La scheda della domenica corrispondente (vedi Ecco l’Agnello di Dio).
Disegno dell’Agnello di Dio (vedi, in attività, Agnello di Dio). |
Subito dopo l’accoglienza (se non si affronta la tematica dell’Anno Liturgico), invitiamo i ragazzi ad alzarsi per ascoltare il Vangelo della Domenica.
L’animatore se opportuno richiama il perché dello ‘stare in piedi, per l’ascolto del Vangelo, il perché si canta Alleluia … (non diamo mai per scontato che i ragazzi sappiano o si ricordino!)
Cantiamo insieme: ALLELUIA
G. Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo san Giovanni (Gv 1,29-34)
T. Gloria a te, Signore!
Il giorno dopo, Giovanni vede Gesù venire verso di lui, e dice: "Ecco l'Agnello di Dio che prende su di sé il peccato del mondo. parlavo di lui quando dicevo: dopo di me viene uno che è più grande di me, perché esisteva già prima di me. Anch'io non lo conoscevo, tuttavia Dio mi ha mandato a battezzare con acqua, per farlo conoscere al popolo d'Israele".
Poi Giovanni portò questa testimonianza: "Ho visto lo Spirito di Dio scendere come colomba dal cielo, e rimanere sopra di lui. Anch'io non lo conoscevo quando Dio mi mandò a battezzare con acqua, ma Dio mi disse: "Vedrai lo Spirito scendere e fermarsi su un uomo - è lui che battezzerà con Spirito Santo". Ebbene, io l'ho visto accadere, e posso testimoniare che Gesù è il Figlio di Dio".
G. Parola del Signore.
T. Lode a te, o Cristo.
L’animatore invita i ragazzi a sedersi per commentare e svolgere l’attività.
Il Vangelo di Giovanni che abbiamo ascoltato non è facile da capire. Cerchiamo insieme di aiutarci a comprendere. In particolare oggi ci interessa capire perché Gesù è stato chiamato Agnello di Dio.
Talvolta, diciamo di qualcuno che è mite come un agnello; parliamo allora della mitezza degli agnellini. L’evangelista Giovanni non intende dire questo quando dice che Gesù è l’Agnello di Dio, egli pensa all’agnello che veniva ucciso e mangiato nella celebrazione della Pasqua presso gli Ebrei e fa allusione alla morte di Gesù.
È l’agnello della liberazione e anche quello vittorioso sulla morte.
(leggere i versetti che sono riportati nell’attività!)
ATTIVITÀ
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Scheda della domenica: Ecco l’Agnello di Dio |
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Agnello di Dio |
- Un disegno da … capire!
Si tratta del disegno di Gesù Agnello di Dio (vedi allegato: Agnello di Dio).
L’origine di questa rappresentazione simbolica di Gesù si trova nel Vangelo che abbiamo letto in questa domenica, ma anche nel libro dell’Esodo al capitolo 12 quando si raccontano i fatti della ‘notte della liberazione’ dall’Egitto (riportiamo i versetti più importanti: 21-33)
Mosè convocò tutti gli anziani d'Israele e disse loro: "Andate a procurarvi un agnello o un capretto per ogni vostra famiglia e sgozzatelo per la Pasqua. Prendete un mazzetto di issopo, intingetelo nel sangue raccolto nel catino e con questo fate un segno sugli stipiti delle porte. Nessuno di voi esca di casa fino al mattino seguente! Il Signore passerà per castigare l'Egitto e vedrà il sangue sugli stipiti: allora egli passerà davanti alla porta e non permetterà all'angelo sterminatore di entrare nella vostra casa per colpire. Osservate questo ordine come una legge! Varrà per voi e per i vostri figli, per sempre! Osserverete quest'usanza anche quando sarete entrati nella terra che il Signore ha promesso di darvi. Allora i vostri figli vi chiederanno: "Qual è il significato di quest'usanza?"; e voi direte loro: "È il sacrificio della Pasqua in onore del Signore, il quale, quando colpì gli Egiziani, ha risparmiato le case degli Israeliti e ha salvato le nostre famiglie".
Il popolo si inginocchiò e adorò il Signore. Poi gli Israeliti se ne andarono e fecero quello che il Signore aveva ordinato a Mosè e ad Aronne: lo eseguirono con cura.
A mezzanotte il Signore colpì ogni primogenito degli Egiziani, dal primogenito del faraone che regnava sull'Egitto, fino al primogenito del prigioniero rinchiuso nel carcere sotterraneo e tutti i primogeniti del bestiame. Quella notte il faraone fu costretto ad alzarsi, e, come lui, i suoi ministri e tutti gli Egiziani. In Egitto si alzò un urlo fortissimo di dolore: in tutte le case c'era un morto!
Nel cuore della notte il faraone convocò Mosè e Aronne e disse loro: "Allontanatevi dal mio popolo, voi due e tutti gli Israeliti! Andate a servire il Signore come avete detto! Fate come avete chiesto: prendete con voi i vostri greggi e il vostro bestiame e andatevene! Invocate anche per me il vostro Dio!".
Gli Egiziani dicevano: "Qui finiremo per morire tutti!", perciò fecero pressione sugli Israeliti perché se ne andassero in fretta dall'Egitto.
Seguire le indicazioni che trovate nell’allegato.
- Ricordiamo e commentiamo con i ragazzi le parole che dice il sacerdote quando presenta il Pane eucaristico (Comunione):
Beati gli invitati alla cena del Signore.
ECCO l’AGNELLO DI DIO che toglie i peccati del mondo.
- Preparare una preghiera dei fedeli
Come sempre i ragazzi torneranno in comunità prima della preghiera dei fedeli.
Il sacerdote celebrante segnali l’arrivo di ragazzi e, se possibile, valorizzi l’attività svolta mostrando il lavoro e facendo alcune domande ai ragazzi.
Uno dei ragazzi leggerà la preghiera che nell’attività è stata preparata.
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