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CEC DON BOSCO Liturgia Tempo di Quaresima Alcuni testi della liturgia

Tempo di Quaresima
Alcuni testi della liturgia
Mercoledì delle ceneri
Impariamo a digiunare
Per celebrare
Le Domeniche

Alcuni testi della liturgia

Egli consacrò l’istituzione del tempo penitenziale con il digiuno di quaranta giorni, e vincendo le insidie dell’antico serpente ci insegnò a dominare le seduzioni del peccato perché celebrando con spirito rinnovato il mistero pasquale, possiamo giungere alla Pasqua eterna.
(Prefazio I domenica di Quaresima)
  • A partire dal III secolo la preparazione alla Pasqua, fino ad allora limitata al digiuno nei due giorni immediatamente precedenti, comincia a strutturarsi, per assumere alla fine del IV secolo la durata a noi familiare di sei settimane, a partire da alcune necessità legate all’organizzazione delle prime comunità cristiane. Lo sviluppo della Quaresima è legato in primo luogo al catecumenato, cioè al cammino di preparazione al Battesimo, che poteva durare anche alcuni anni; nelle ultime settimane precedenti la Pasqua, i catecumeni che si preparavano a ricevere il battesimo nella veglia pasquale vivevano un periodo di preparazione più intensa, sul piano della catechesi, della preghiera e dell’ascesi personale. Un’altra base per l’organizzazione della Quaresima è legata alla disciplina per la riconciliazione dei penitenti: coloro che avevano mancato agli impegni battesimali dopo un certo tempo di penitenza venivano riammessi nella comunione eucaristica e la riconciliazione avveniva la mattina del giovedì santo.
  • Le due dimensioni essenziali della penitenza e del battesimo – espresse simbolicamente dalle ceneri che aprono la Quaresima e dall’acqua battesimale che la conclude - accomunano catecumeni e fedeli nella celebrazione del mistero pasquale: anche i fedeli già battezzati, attraverso la preghiera e l’ascolto più frequente della Parola di Dio, si preparano con la penitenza a rinnovare le promesse battesimali. Il cammino spirituale di riconoscimento dei propri peccati, pentimento, conversione e accoglienza del perdono di Dio consente di rinnovare l’adesione a Cristo espressa con il Battesimo. Questo tempo di penitenza si configura quindi come un tempo di conversione, per camminare da battezzati nella novità di Cristo: «Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova» (Rm 6,4). Potremmo dire che la Quaresima è un invito a tutti i battezzati a “rifarsi cristiani”.
  • I quaranta giorni di questo tempo liturgico ricordano il tempo di prova e di conversione di cui narrano le Scritture: la peregrinazione del popolo nel deserto, liberato dalla schiavitù d’Egitto, i quaranta giorni trascorsi da Mosè sulla montagna, avvolto dalla nube, i quaranta giorni del cammino di Elia verso l’Oreb, e soprattutto i quaranta giorni che Gesù passò nel deserto, durante i quali egli respinse le tentazioni del potere e dell’idolatria. Il digiuno di Gesù diventa così modello della nostra Quaresima, tempo di solitudine e digiuno in senso ampio, inteso come presa di distanza dalle preoccupazioni eccessive e ricerca dell’incontro con Dio. Cristo vince la tentazione, prova di cui ogni uomo fa esperienza nel proprio vissuto, e inaugura i tempi nuovi, aprendo anche a noi la possibilità di superare la tentazione.
  • Il clima quaresimale non è triste, ma positivo e gioioso, nella fiducia che Cristo trionferà sulla morte e sul peccato. Celebrando la Pasqua anche noi partecipiamo alla sua vittoria e, di anno in anno, la celebrazione pasquale è una tappa che ci avvicina alla Pasqua eterna del Regno.
O Dio, che hai pietà di chi si pente e doni la tua pace a chi si converte, accogli con paterna bontà la preghiera del tuo popolo e benedici questi tuoi figli che riceveranno l’austero simbolo delle ceneri, perché, attraverso l’itinerario spirituale della Quaresima, giungano completamente rinnovati a celebrare la Pasqua del tuo Figlio
(Benedizione delle ceneri)
  • Anche in questa formula per la benedizione delle ceneri riecheggiano i temi caratteristici della Quaresima che abbiamo delineato: la fiducia nella misericordia di Dio, un cammino spirituale di penitenza e conversione espresso concretamente dal segno della cenere, l’apertura al compimento pasquale.
[rielaborazione da Rinaldo Falsini, Commento ai prefazi dell’anno liturgico, Edizioni O.R. Milano 1997, pp. 39-43 e Domenico Mosso, La liturgia è... Elledici, 1997, pp. 82-84]



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