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Le Domeniche

Le Domeniche di Quaresima - Anno «A»
Nuovi testi Anno «A» 2010/2011

- 1ª Domenica di Quaresima
- 2ª Domenica di Quaresima
- 3ª Domenica di Quaresima
- 4ª Domenica di Quaresima
- 5ª Domenica di Quaresima
- Domenica delle Palme e della Passione del Signore

1ª Domenica di Quaresima (13 marzo 2011)
Fidarsi di Dio significa vincere il male
La liturgia ci propone di iniziare il cammino quaresimale prendendo coscienza di una verità scomoda: siamo mortali, fragili e peccatori. Negare questa verità, tentare di “vincere la morte”, significa offrire campo libero al male che punta proprio sul nostro risentimento verso Dio. Il cammino del Cristiano è invece indicato ed esemplificato da Gesù che, nel momento della prova, si affida all’amore del Padre, fiducioso che egli non abbandona mai i suoi figli.
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2ª Domenica di Quaresima (20 marzo 2011)
Dio benedice e salva in Gesù
In questa seconda domenica di Quaresima siamo invitati a contemplare la gloria del Cristo trasfigurato per comprendere il significato della sua morte. Accettare la croce è stato difficile per i discepoli, che ne rimasero scandalizzati, ed è difficile per ciascuno di noi. Pertanto, è necessario accogliere con disponibilità il comando di Dio proclamato dalla voce che si ode dalla nube sul Tabor: «Ascoltatelo». Dall’adempimento di questo invito può sorgere in noi la stessa disponibilità che fu di Abramo, e la stessa dedizione al vangelo che fu di san Paolo.
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3ª Domenica di Quaresima (27 marzo 2011)
Gesù Cristo è fonte di acqua viva
Gesù proclama il suo annuncio di salvezza nel mondo pervaso dal peccato e dalla divisione. L’uomo è incapace di fedeltà duratura, è diviso da appartenenze etniche o religiose, è incoerente e, nella sua debolezza, soggetto alla sfiducia. In una parola è peccatore. Cristo non si sottrae al confronto: ama l’uomo in profondità, non si accontenta da lui di un’adesione superficiale a dei precetti, ma vuole renderlo capace di adorare Dio in spirito e verità.
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4ª Domenica di Quaresima (3 aprile 2011) - Domenica Laetare
Cristo luce del mondo
Gesù è una mano di Dio tesa verso l’uomo. L’uomo può afferrare questa mano perché Dio stesso gli offre le possibilità di poterlo fare. Basta che egli lo voglia. C’è solo una condizione per afferrare questa mano: desiderare di vederla. Su questa condizione preventiva si concentra la liturgia di oggi. La vicenda del cieco nato è quella di ognuno di noi che raggiunto dalla grazia di Dio sia disponibile a lasciarsi illuminare per crescere nella fede.
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5ª Domenica di Quaresima (10 aprile 2011)
L'amore di Dio opera la resurrezione dai morti
Gesù è in continua comunicazione col Padre. Davanti al sepolcro di Lazzaro afferma di sapere che Dio lo ascolta sempre. Tuttavia egli si commuove profondamente, fino alle lacrime, per la morte del suo amico. Questo incontro tra l’onnipotenza di Dio e il dolore umano è la fonte della nostra salvezza. Gesù è un canale aperto tra il Padre e l’umanità. Se da parte nostra possiamo affidare a Dio il peso dei nostri peccati, egli, da parte sua, ci riscatta dal dominio della morte.
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Domenica delle Palme e della Passione del Signore (17 aprile 2011)
L'obbedienza di Cristo compimento dell'amore
Di fronte alla previsione della passione di Gesù, la sofferenza del giusto, tutti vorremmo fare nostre le parole di Pietro: anche se tutti dovessero abbandonarti, io non ti abbandonerò. Il racconto del vangelo, però, dimostrerà quanto fosse velleitaria questa generosità dell’apostolo, come i fatti dimostrano che troppo spesso i giusti continuano a non trovare sostegno di fronte ai loro oppressori. Il dolore, l’umiliazione e la lotta ci spaventano. Questo fa parte della nostra natura umana. Gesù ha condiviso con noi la nostra fragilità, ma con la sua passione ci ha anche insegnato come superare i nostri limiti: accogliendo nell’obbedienza la volontà salvifica di Dio, non confidando nelle nostre forze ma nella sua, e accordando il nostro cuore alla sua infinita passione per l’uomo.



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