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Mercoledì delle ceneri
• Per la liturgia del giorno riportiamo il link al sito della CEI: www.chiesacattolica.it
Verso il V secolo l’inizio della Quaresima viene anticipato al mercoledì precedente la prima domenica: in questo modo si ha un periodo di penitenza e digiuno esattamente di 40 giorni, tenuto conto che nelle cinque domeniche di Quaresima, come in ogni domenica dell’anno, la dimensione festiva prevale decisamente su quella penitenziale (tanto che nelle chiese d’Oriente si ritiene il digiuno incompatibile con la domenica). Anche per questa celebrazione l’origine è legata all’antica prassi penitenziale: il sacramento della penitenza, che assumerà in seguito una connotazione fortemente individuale, aveva nei primi secoli un forte carattere comunitario e pubblico: il rito del Mercoledì delle Ceneri dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che avrebbero ricevuto il perdono dei peccati la mattina del giovedì santo. Successivamente, il gesto viene esteso a tutti.
La simbologia delle ceneri è ricca di risonanze bibliche. Abramo, in quella pagina in cui osa rivolgersi a Dio e “mercanteggiare” con lui la sorte degli abitanti di Sodoma, ricorda con umiltà di non essere altro che “polvere e cenere” (Gen 3,19); con la stessa espressione anche Giobbe riconosce la debolezza e la fragilità della condizione umana (Gb 30,19). La cenere è anche segno di pentimento: il re di Ninive, quando viene a sapere della minaccia di Dio, si copre di sacco e si mette a sedere sulla cenere (Gio 3,6); anche Giuditta invita tutto il popolo a cospargersi il capo di cenere, vestire di sacco e alzare le mani per supplicare il Signore (Gdt 4,11).
Questi due significati sono espressi anche dalle formule che accompagnano il gesto di imposizione delle ceneri: “Ricordati che sei polvere, e in polvere ritornerai” (Gen 3,19) dice la fragilità, la precarietà dell’uomo;
“Convertiti e credi al Vangelo” sottolinea l’aspetto positivo della Quaresima, la disponibilità ad intraprendere un cammino di conversione e a lasciarsi riconciliare con Dio (2Cor 5,20).
«Con questo rito penitenziale sorto dalla tradizione biblica e conservato nella consuetudine ecclesiale fino a i nostri giorni, viene indicata la condizione dell’uomo peccatore che confessa esternamente la sua colpa davanti a Dio ed esprime così la volontà di una conversione interiore, nella speranza che il Signore sia misericordioso verso di lui. Attraverso questo stesso segno inizia il cammino di conversione, che raggiungerà la sua meta nella celebrazione del sacramento della penitenza nei giorni prima della Pasqua» (Paschalis solemnitatis n. 21)
Con il segno penitenziale delle Ceneri, sorto nella tradizione biblica e conservato dalla chiesa, riconosciamo di essere bisognosi del perdono di Dio ed esprimiamo la nostra fiducia nella sua misericordia; Egli si getta dietro le spalle i nostri peccati e ci reintegra nella comunione con lui. Il segno della cenere sul nostro capo sia il segno della risolutezza del nostro cammino di conversione nelle scelte del nostro quotidiano, nelle nostre relazioni interpersonali, nella nostra appartenenza alla comunità cristiana.
Signore, ecco le nostre fronti segnate dalle ceneri,
come stipiti delle porte
di coloro che tu stavi per liberare dall’Egitto.
Ecco i nostri cuori segnati dalle ceneri,
quelle delle nostre colpe
bruciate dal fuoco del tuo amore.
Ecco le nostre mani segnate dalle ceneri,
quelle delle nostre violenze
distrutte dalla tua tenerezza
Ecco i nostri piedi segnati dalle ceneri,
quelle dei falsi idoli
dissolti al roveto ardente della Verità.
La tua colonna di fuoco ha bruciato le spine:
le ceneri renderanno fertile
il terreno pietroso delle nostre aride vite.
Così segnati dalle ceneri
eccoci, Signore, pronti a seguirti,
sulla via ardente che conduce alla Vita.
Alla chiamata della tua bruciante Parola,
noi presenteremo i nostri cuori
e ci convertiremo al Vangelo.
Al segno delle ceneri è legata la pratica del digiuno: il Mercoledì delle Ceneri è l’unico giorno, insieme al Venerdì Santo, di digiuno e astinenza, come segno di vera conversione, per affrontare vittoriosamente la tentazione e la lotta contro il male.
Il rito della benedizione e imposizione delle ceneri può essere inserito anche in una celebrazione non eucaristica. In questo caso esso è preceduto da una liturgia della Parola (secondo lo schema della Messa: canto iniziale, orazione, letture, omelia) e seguito dalla preghiera dei fedeli.
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