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Liturgia

CEC DON BOSCO Liturgia Tempo di Quaresima Per celebrare

Tempo di Quaresima
Alcuni testi della liturgia
Mercoledì delle ceneri
Impariamo a digiunare
Per celebrare
Le Domeniche

Per celebrare

Per le cinque domeniche di Quaresima il ciclo triennale (A-B-C) ci fa percorrere tre itinerari complementari; ciascuno di essi apre spazi di creatività per sottolineare di anno in anno contenuti diversi:
- Un itinerario battesimale (anno A) per riscoprire tutta la ricchezza della nostra iniziazione cristiana. Ai brani delle tentazioni nel deserto e della trasfigurazione seguono gli incontri di Gesù con la samaritana, il cieco nato e la risurrezione di Lazzaro (valorizzazione dei sacramenti e della celebrazione come luogo di iniziazione; segni battesimali…).
- Un itinerario cristocentrico-pasquale (anno B) che focalizza la nostra attenzione sul mistero pasquale  e sulla progressiva rivelazione del compimento dell’ora di Gesù (intercessione per le realtà di sofferenza e malattia della comunità, sottolineatura della figura di Cristo attraverso la scelta dei canti…).
- Un itinerario penitenziale (anno C) che offre l’occasione di un’approfondita catechesi sulla riconciliazione, sulla conversione e sul perdono (sottolineatura dell’atto penitenziale, percorso di celebrazioni di riconciliazione lungo tutto il tempo di Quaresima…).


  • Il colore liturgico di questo tempo è il viola (volendo, il rosaceo per la quarta domenica, quella “laetare”).
  • Gli atteggiamenti caratteristici sono la penitenza e la conversione; i segni festivi assumono una certa sobrietà: organizzazione dello spazio celebrativo, composizione floreale, stile globale, canto e musica. In Quaresima si omette l’inno del Gloria e l’Alleluia viene sostituito da una acclamazione; la scelta dei canti si orienta verso testi che riprendono i temi caratteristici del tempo o che si ispirano a testi liturgici o salmici. I tre elementi ricordati nel Vangelo del Mercoledì delle Ceneri (elemosina, digiuno e preghiera) mettono insieme l’aspetto del cammino personale (purificazione da tutto ciò che può “appesantire” la vita spirituale e centralità della preghiera)  e della carità fraterna nelle relazioni.
  • Il tema penitenziale può essere evidenziato cantando l’atto penitenziale e l’Agnello di Dio. Per dare il senso della continuità è opportuno mantenere costante la stessa melodia per tutto il tempo di Quaresima. Questa ripetizione rappresenta anche un’occasione propizia per l’apprendimento da parte dell’assemblea di qualche semplice elemento cantato (ad esempio, la riposta Signore Pietà oppure Abbi pietà di noi/Dona a noi la pace).
  • La centralità della Parola di Dio può essere manifestata concretamente con una maggiore cura della Liturgia della Parola. Salvo emergenze, è preferibile che i lettori vengano stabiliti in anticipo, così da potersi preparare la lettura; il tempo quaresimale e la settimana santa rappresentano delle occasioni privilegiate in cui organizzare incontri di formazione dei lettori o incontri per “lavorare” insieme su una lettura espressiva dei testi delle varie celebrazioni (ad esempio, la lettura della Passione per la domenica delle Palme o alcune letture domenicali). La Liturgia della Parola può essere preceduta da un brevissimo invito all’ascolto tra l’orazione-colletta e la prima lettura (un intervento strumentale, la lettura di un breve testo, il canto di un ritornello tipo Fa’ che ascoltiamo, Signore, la tua voce, ecc.). oppure da un momento più prolungato di silenzio. L’incontro con Dio è aiutato da una celebrazione senza fretta, in cui ci prendiamo il tempo necessario per celebrare, con qualche breve spazio di silenzio che favorisce il cammino di conversione e interiorizzazione e prepara alla celebrazione della Pasqua.
  • La Quaresima è un tempo privilegiato per riscoprire la dimensione sacramentale dell’esperienza cristiana: fare memoria del Battesimo, celebrare il sacramento della riconciliazione, riscoprire l’Eucaristia come vero pane di vita che alimenta e sostiene la vita cristiana. E’ un tempo in cui dare continuità alla preghiera personale e comunitaria, anche esercitando una creatività sapiente che permetta di sperimentare anche forme celebrative diverse dalla celebrazione eucaristica: Liturgia delle Ore, Via Crucis (il venerdì), liturgie della Parola ecc.
  • Ai catecumeni (nella chiesa antica e ancora oggi nel cammino dell’Iniziazione cristiana degli adulti) durante la Quaresima vengono “consegnati” il Padre Nostro e il Credo: è la cosiddetta traditio (consegna), cui segue in una domenica successiva la redditio, cioè la restituzione attraverso la proclamazione della preghiera ricevuta. Secondo uno schema più libero, la professione di fede e il Padre Nostro possono essere sottolineati e valorizzati in vari modi (ritornelli cantati, coinvolgimento di gruppi della catechesi o di categorie diverse, gesti ecc.) nel tempo di Quaresima manifestando che si tratta di due testi condivisi da tutti i cristiani e significativi per esprimere l’appartenenza ecclesiale.
  • La penitenza e la conversione hanno una dimensione fortemente comunitaria ed ecclesiale, anche quando vengono vissute e celebrate singolarmente: questo può essere evidenziato attraverso una o più celebrazione penitenziali comunitarie.



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