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Liturgia

CEC DON BOSCO Liturgia Tempo di Pasqua

Tempo di Pasqua
Alcuni testi della liturgia
Per celebrare
Domenica di Pasqua
Domenica di Pentecoste
L'icona dell'Anastasis
L'icona di Pentecoste

Presentazione

Dove vai Maddalena?
Lascia stare i profumi.
Non andare alla tomba se la morte ora è vinta!
non andare alla tomba se Gesù non vi è più!
Non è il Giardiniere che ha preso il Signore!
Nel cuore del cuore tu devi cercarlo.
Ormai non temere: il suo corpo dormiva.
In cuore al suo cuore il tuo nome è scolpito.
D. Rimaud, Ma quale amore mai, Elledici 1984, pp. 102-103


I misteri celebrati nel Triduo richiedono tempo per essere interiorizzati e concretizzati nella vita, per questo l’esperienza della Veglia pasquale e del giorno di Pasqua continua nel Tempo pasquale. I 50 giorni che si succedono dalla Domenica di Risurrezione alla domenica di Pentecoste, si celebrano nella gioia come un solo giorno di festa, come «la grande domenica» di cui parlano i testi patristici dei primi secoli.

A partire dal IV secolo furono inserite le feste dell’Ascensione e di Pentecoste, rispettivamente 40 e 50 giorni dopo Pasqua. L’unità del mistero pasquale (morte, risurrezione, ascensione, discesa dello Spirito) trova il suo filo conduttore nel Tempo pasquale come tempo dello Spirito. In questo senso la domenica di Pentecoste rappresenta il compimento della Pasqua.

I Vangeli delle domeniche di questo periodo testimoniano una fede che si lascia “lavorare” in profondità dal cammino pasquale di Cristo; una fede che passa per la croce e guarda alla luce della risurrezione, sui passi di Cleofa (uno dei discepoli di Emmaus, vedi Lc 24,13-35) e di Maddalena (Gv 20,11-18): un cammino a cui ogni discepolo è chiamato per annunciare a tutti l’incontro con il Risorto.


In nome di Cleofa

Gesù, che mi hai bruciato il cuore
al crocevia delle vive Scritture,
non lasciare che questa ferita
in me si chiuda:
volgi i miei sensi entro di me,
spingi i miei passi all’avventura,
e il grande fuoco della nostra gioia
ne accenda altri!


D. Rimaud, Gli alberi nel mare, Elledici 1977, p. 91


Beato chi viene alla luce nella notte di Gesù,
        chi accoglie se stesso dalle mani del suo Dio,
        chi trova la vita nella morte di Gesù:

una strada gli si apre nel cuore,
non temerà la morte seconda.
Nel Giardino di Dio
il vincitore si nutrirà dell’Albero di vita.
Beato chi nasce dall’alto e dal sangue di Gesù,
        chi resta innestato entro il corpo del suo Dio,
        chi vive di Spirito afferrato da Gesù:

una strada gli si apre nel cuore,
e mangerà la manna nascosta.
Nel Giardino di Dio
il vincitore riceverà la Pietra con il nome.
Beato chi lieto cammina sotto il giogo di Gesù,
        chi offre se stesso al volere del suo Dio,
        chi rende lo spirito con la voce di Gesù:

una strada gli si apre nel cuore,
e sederà sul trono del Figlio.
Nel Giardino di Dio
il vincitore riceverà gli abiti di gioia.


D. Rimaud, Ma quale amore mai, Elledici 1984, pp. 89-90


La traccia per il Tempo di Pasqua pubblicata in queste pagine Web è curata da Luciana Ruatta, collaboratrice dell’Ufficio liturgico della Diocesi di Torino.



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