 |
| |
| la messa nella domenica |
| |
| i tempi liturgici |
| |
| in parrocchia |
| |
| strumenti |
| |
| gli scaffali |
| |
|
|

Per celebrare
- Il colore liturgico di questo tempo è il bianco (o giallo-oro).
- Oltre che caratterizzare le vesti liturgiche, questi colori potrebbero rappresentare il filo conduttore di tutto il tempo di Pasqua per quanto riguarda le composizioni floreali. Nella stagione primaverile sono disponibili molte qualità di fiori che vanno dal bianco alle varie sfumature del giallo, all’arancio.
- Per quanto riguarda i luoghi da “far fiorire”, un’attenzione particolare può essere riservata al cero pasquale, simbolo caratteristico di questo tempo, da valorizzare in tutta la sua ricchezza di significati. Esso può essere collocato vicino all’ambone o all’altare, secondo le possibilità dello spazio celebrativo e viene acceso durante le celebrazioni. Lungo l’anno liturgico rimarrà poi come memoria viva dell’esperienza pasquale nella celebrazione del sacramento del Battesimo e del rito delle esequie. Un altro luogo da infiorare potrebbe essere l’ambone, luogo dell’annuncio della Risurrezione e della proclamazione delle meraviglie che Dio ha compiuto e compie nella storia della salvezza.
- Un segno caratteristico che può essere mantenuto per tutto il tempo di Pasqua è quello dell’aspersione con acqua benedetta, in sostituzione dell’atto penitenziale. Il gesto può essere accompagnato dalla lettura delle antifone bibliche riportate nel messale, oppure da un canto adatto sul tema del Battesimo, della conversione o della vita nuova. Uno dei formulari previsti per la benedizione dell’acqua risulta particolarmente adatto per coinvolgere tutta l’assemblea, in quanto dopo ogni invocazione prevede una risposta di tutti (detta o, meglio, cantata: Gloria a te, Signor/Gloria, gloria, cantiamo al Signore e simili).
- Il tempo di Pasqua si pone come un prolungamento della festa di Pasqua: ce lo richiamano continuamente i testi, le letture, il “tono” delle celebrazioni: il repertorio dei canti è quello pasquale (con sottolineature particolari per la domenica di Pentecoste legate al tema dello Spirito Santo). Ciò è particolarmente evidente per l’ottava di Pasqua (fino alla domenica successiva, II di Pasqua) in cui l’esperienza del giorno di Pasqua viene dilatato, meditato e interiorizzato per otto giorni. L’unità del tempo può essere evidenziata mantenendo costanti alcuni canti - ad esempio un Alleluia, un Gloria, un Santo ecc., di tono gioioso e vivace.
- In particolare l’acclamazione Alleluia (che in ebraico significa “Lodate Dio!”) è un’espressione di gioia… per definizione. Parola non da dire, ma da cantare (anche nel tempo ordinario, tant’è vero che il messale ricorda che se non si canta si può omettere). È la parola-sintesi della preghiera di lode, nell’Antico Testamento e nel Nuovo, fino all’Apocalisse, come ci ricordano alcuni cantici presenti nella liturgia delle ore: “Alleluia! Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio … Alleluia! Lodate il nostro Dio, voi tutti suoi servi, piccoli e grandi … Alleluia!” (Ap 19,1-8). Comprendiamo bene che questa acclamazione va curata in tutti i periodi dell’anno in cui è prevista, e nel tempo di Pasqua rappresenta una grande occasione di lode comunitaria da valorizzare pienamente, in modo che risuoni con verità non solo nelle nostre celebrazioni, ma anche nello stile del nostro quotidiano (D. Mosso, Liturgia è…, Elledici 1997, pp. 96-98).
- Gli atteggiamenti caratteristici di questo tempo sono la lode, la gioia, il rendimento di grazie; questi vengono manifestati dalla solennità dei segni festivi che devono distinguere chiaramente questo tempo rispetto alle domeniche ordinarie dell’anno. Questa solennità può essere concretizzata con tutta la ricchezza simbolica dei vari linguaggi: musica e canto, preparazione dello spazio, gesti e movimenti nella celebrazione ecc. Ogni comunità parrocchiale può trovare, compatibilmente con le possibilità e la situazione concreta, il modo giusto per esprimere la sua lode al Padre e manifestare la centralità dell’esperienza pasquale nell’esperienza personale e di Chiesa.
- Già nella Chiesa antica e ancora oggi per gli adulti che hanno ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana nella Veglia pasquale, questo tempo è riservato alla “mistagogia”, cioè alla rilettura di ciò che è stato vissuto e celebrato, per coglierne tutta la pienezza di significato. Questo è particolarmente evidente nell’ottava di Pasqua, che si conclude con la domenica in albis, in cui i neofiti deponevano la veste bianca ricevuta la notte di Pasqua dopo il Battesimo ed entravano a far parte dell’assemblea liturgica come cristiani adulti. È opportuno che il gruppo liturgico rifletta e proponga qualche sottolineatura particolare per far sì che la ricchezza simbolica di questa tempo possa essere feconda e aiuti ad accostarsi più profondamente al mistero che celebriamo. Si tratta veramente di un tempo privilegiato per entrare nella dinamica simbolica che ci accompagna ogni domenica dell’anno liturgico, in particolare quando celebriamo l’Eucaristia. Il legame con i sacramenti dell’iniziazione cristiana (che noi celebriamo, salvo eccezioni separatamente) viene mantenuto in quanto il Tempo di Pasqua è un tempo propizio per celebrare le Prime comunioni e le Cresime.
- La scelta delle letture proposte dal lezionario costituisce la migliore catechesi della Pasqua; vengono privilegiati in particolare il libro degli Atti e il vangelo di Giovanni. Una liturgia della Parola celebrata con calma e un uso sapiente dei vari linguaggi (silenzio, parola, canto ecc.) può aiutare la comunità cristiana ad appropriarsi dell’esperienza vissuta nella Veglia pasquale, interiorizzandone i significati.
- Un'altra possibilità è rappresentata dalla valorizzazione delle acclamazioni cantate presenti nella preghiera eucaristica, rendimento di grazie per eccellenza: si possono cantare il dialogo al prefazio, il prefazio stesso (se il sacerdote possiede la necessaria abilità!), il Santo, l’acclamazione al mistero della fede, l’Amen finale dopo la dossologia “Per Cristo, con Cristo e in Cristo …”. Uno strumento interessante, soprattutto se sono coinvolti fanciulli per i sacramenti dell’iniziazione cristiana, è rappresentato dalla preghiera eucaristica dei fanciulli: essa presenta una struttura leggermente semplificata ed è arricchita da una serie di semplici acclamazioni cantate che possono aiutare anche gli adulti ad entrare maggiormente nella dinamica di questa parte significativa della celebrazione.
 |
|