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L’Anno C è caratterizzato dalla lettura del Vangelo secondo Luca.
Ma se Lui è con noi finché durano i tempi, non aspettiamo l’ultima ora per incontrarlo. Puntiamo lo sguardo, cerchiamo il volto, spiamo la traccia, scopriamolo, nascosto come un fuoco sotto la scorza della terra.
Ma se Lui è con noi
mentre intorno è violenza,
non ci illudiamo che sia assente
dove si muore.
Muoviamoci in fretta,
volgiamo a Lui la nostra pazienza,
andiamo verso l’uomo dei dolori
che ci fa segno sulla croce.
Ma se Lui è con noi
quando pesa la prova,
nessuno creda d’esser fedele
senza invocarlo.
Tendiamo la mano,
gridiamo a Lui la nostra speranza:
sappiamo riconoscere dal passo
colui che brucia il nostro male.
D. Rimaud, Ma quale amore mai, Elledici 1984, p. 22
Il nostro cammino verso il Signore è fatto di esperienze entusiasmanti e di semplici gesti ripetuti, di gioie e di fatiche, di speranze, di giustizia e di impotenza di fronte alla violenza che abita il nostro mondo, di “un tempo per gemere e un tempo per danzare” (Qo 3,4). Analogamente, anche il ritmo dell’anno liturgico alterna feriale e festivo, solenne e ordinario.
Da tempi ben caratterizzati - non a caso definiti “forti” - come l’Avvento, la Quaresima, il Tempo di Pasqua, si passa al tempo dell’anno, il cosiddetto Tempo Ordinario. Le grandi solennità della Pasqua e del Natale lasciano il posto a uno stile vivace e sobrio insieme: è questo il tempo propizio per riscoprire e valorizzare in tutta la sua ricchezza la Domenica, giorno dell’incontro settimanale con il Signore risorto. Giorno che ritma l’anno liturgico e ci richiama con forza a un rapporto equilibrato tra lavoro e riposo; giorno in cui salvaguardare in mezzo a tutto il nostro “fare” uno spazio di gratuità per celebrare l’amore di Dio che ci salva.
La traccia per il Tempo Ordinario pubblicata in questa pagina web è curata da Luciana Ruatta, collaboratrice dell’Ufficio liturgico della Diocesi di Torino.
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