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Per celebrare il tempo ordinario
Il colore liturgico di questo tempo è il verde.
La peculiarità di questo tempo rispetto ai tempi di preparazione (Avvento e Quaresima) e alle grandi solennità (Pasqua e tempo di Pasqua, Natale ecc.) può emergere grazie a una pratica intelligente dei segni festivi: il tono è festoso per sottolineare la centralità dell’eucaristia domenicale, ma senza la straordinarietà di altre occasioni più solenni. Le composizioni floreali possono variare di domenica in domenica il loro stile, ricorrendo di volta in volta a piante e fiori diversi, secondo la disponibilità di stagione dal risveglio primaverile della natura all’autunno.
Riguardo al canto, questo tempo può rappresentare una buona occasione per valorizzare alcune parti cantate del rito della Messa, usando melodie semplici e conosciute a cui tutti possano unirsi facilmente. Un ritornello del Gloria cantato all’inizio e alla fine del testo dell’inno recitato, un Santo vivace e gioioso, l’acclamazione al Mistero della fede, l’Amen che conclude la dossologia “Per Cristo, con Cristo e in Cristo…” proclamata dal sacerdote sono soltanto alcuni esempi.
Gli atteggiamenti caratteristici discendono dal fatto di considerare il tempo come dono di Dio, un dono sempre rinnovato che ci precede e ci supera, che non possiamo dominare ma solo accogliere:
- tempo come spazio aperto alla relazione con Dio e con gli altri, tempo di pazienza, in cui ci sintonizziamo sul tempo dell’altro, ne rispettiamo il cammino e le fatiche, in cui accogliamo i tempi di Dio anche se non li comprendiamo; tempo della perseveranza di una fede capace di fedeltà, ma anche di creatività;
- tempo che unifica passato e futuro nell’oggi in cui Dio ci incontra e ci raggiunge, tempo dell’ascolto della sua Parola, della responsabilità dell’uomo, tempo in cui scoprire l’azione di Dio e la sua presenza al cuore della storia;
- tempo limitato, la cui fine è nelle mani del Signore, tempo in cui troviamo consolazione nel fiducioso affidamento all’unico che può colmare i nostri limiti e la nostra finitezza; tempo in cui ci si può rialzare dopo una caduta, in cui il peccato è perdonato e la misericordia di Dio ci sostiene nella conversione a una vita nuova;
- tempo in cui esprimiamo gratitudine, in cui facciamo memoria della nostra esperienza di salvezza e di guarigione, in cui rendiamo grazie per i doni ricevuti.
(Luciano Manicardi, Il tempo e il cristiano, Qiqajon 2000)
Prendi la mano che Dio ti porge:
è questo il tempo in cui fa grazia al nostro mondo
Gesù è morto per darci vita;
è questo il tempo per dire grazie al Padre nostro
In te lo Spirito redime il tempo;
prendiamo tempo: viviamo in grazia con i fratelli.
(D. Rimaud, Ma quale amore mai, Elledici 1984, p. 49)
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