HomeContattiFaqMappa
Libreria on-line: -10%. Ricerca nel nostro catalogo on-line Ricerca Promozioni on-line Abbonamenti Carrello
Novità Le nostre librerie
Cec Bon Bosco
 
la messa nella domenica
 
i tempi liturgici
 
in parrocchia
 
strumenti
 
gli scaffali
 

Liturgia

CEC DON BOSCO Liturgia Tempo di Natale Alcuni testi della liturgia

Tempo di Natale
Alcuni testi della liturgia
La Novena di Natale
Natale ed Epifania
Per celebrare il tempo
       di Natale

Le messe
Il prodigioso mistero
       del Natale

Natale, una data
       e tanti perché

Un singolare decalogo
       per un Natale diverso

La celebrazione:
       incontro ‘visibile’
       dell’uomo con Dio

L’icona della natività
       del Signore

Alcuni testi della liturgia

Le cosiddette Antifone Maggiori o antifone “O” (così chiamate perché iniziano tutte con l’esclamazione “O”) che introducono il Magnificat nei vespri dal 17 al 23 dicembre, condensano una grande ricchezza biblica e spirituale, con un linguaggio poetico di grande spessore simbolico ed evocativo. Esprimono lo stupore della Chiesa nella contemplazione del mistero della venuta di Cristo, invocato con titoli presi da immagini della Bibbia: tra gli altri, “Sapienza” (Sir 24,3), “Germoglio di Iesse” (Is 11,1), “Astro che sorge” (Is 9,1; Mal 3,20), “Re delle genti” (Is 2,2), “Emmanuele” (Is 7,14). In ogni antifona alla contemplazione del Cristo segue un’invocazione: “Vieni…!”. Ne riportiamo alcune:

O Germoglio di Iesse, che ti innalzi come segno per i popoli: tacciono davanti a te i re della terra e le nazioni ti invocano: vieni a liberarci, non tardare! (19 dicembre)
O Astro che sorgi, splendore della luce eterna, sole di giustizia: vieni illumina chi giace nelle tenebre e nell’ombra di morte! (21 dicembre)
O Re delle genti, atteso da tutte le nazioni, pietra angolare che riunisci i popoli in uno: vieni e salva l’uomo che hai formato dalla terra! (22 dicembre)
O Emmanuele, nostro re e legislatore, speranza e salvezza dei popoli: vieni a salvarci, Signore, Dio nostro! (23 dicembre)
  • In Cristo si compiono le parole dei profeti, e l’adempimento delle promesse va oltre le attese. Il tempo è ormai compiuto, Egli è il Dio-con-noi, l’Emmanuele, la Parola definitiva del Padre: “Dio che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio” (Eb 1,1-2).
  • Siamo invitati a contemplare il Verbo che “si fece carne e pose la sua tenda in mezzo a noi” (Gv 1,14): assumendo la condizione umana, Cristo rinnova la creazione e salva l’uomo, creatura plasmata dal Creatore a sua immagine e somiglianza (Gn 1,27).
  • Cristo è, secondo le parole del Benedictus, “il sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte” (Lc 1,78-79). Quel bambino nato a Betlemme è il Salvatore morto, risorto e vivente,  che libera dal peccato e dalla morte. Celebrare il Natale è lasciarsi avvolgere da questa luce, senza la quale non possiamo vivere: “Chi rimane in me e io in lui fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5).
  • Natale è la celebrazione dell’accoglienza: il movimento per cui Dio diventa uomo e l’uomo figlio di Dio ha origine dall’iniziativa di Dio: “A quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12). Visto che, come ricorda la prima lettera di Giovanni (4,19) amore di Dio e amore del prossimo sono strettamente legati, siamo chiamati ad accogliere Dio incontrando il fratello.
O Dio, che in questo giorno, con la guida della stella, hai rivelato alle genti il tuo unico Figlio, conduci benigno anche noi, che già ti abbiamo conosciuto per la fede, a contemplare la grandezza della tua gloria (Epifania, orazione colletta)
  • In Cristo la salvezza è offerta a “uomini di ogni tribù, lingua popolo e nazione” (Ap 5,9). Tutti i popoli guardano a Lui, Re delle genti. L’universalità della salvezza in Cristo è sottolineata dai Magi, primi rappresentanti di quei pagani ai quali essa viene offerta. Gesù è il Salvatore anche di chi non lo conosce o non lo riconosce, e i cristiani sono chiamati all’apertura, alla solidarietà gratuita, al rispetto di ogni persona e di ogni cultura.
  • La ricerca dei Magi somiglia alla nostra, che ci chiediamo dove sia possibile incontrare Dio oggi. Cristo è il “grande segno”, dall’incontro con lui i magi ricevono un nuovo orientamento e tornano camminando su nuove strade. L’incontro con Gesù nella nostra storia ci spinge verso strade nuove, sui passi di colui che è venuto perché avessimo la vita in abbondanza (Gv 10,10) [A.A. V.V. Il cammino del discepolo, Effatà Editrice, 2000, pp. 37-38].


torna su
 
ContrattoPrivacyCredits
© Istituto Bernardi Semeria - Editrice ELLEDICI P.I. / C.F. 00070920053