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Natale ed Epifania

La festa del Natale non è sempre esistita ed è una festa essenzialmente “occidentale”: alla Pasqua, fino ad allora unica festa dell’anno, a Roma verso il IV secolo si aggiunse la memoria della nascita di Gesù a Betlemme; questa venne fatta coincidere con il solstizio d’inverno, giorno in cui una festa pagana celebrava il “Natale del sole”, la vittoria della luce sulle tenebre, testimoniata dal fatto che da quella data in poi i giorni cominciano ad allungarsi. I cristiani diedero un nuovo significato a questa ricorrenza, ricordando Cristo “sole di giustizia” (Lc 1,78).
La festa dell’Epifania (che significa manifestazione), celebrata il 6 gennaio, ebbe origine sempre nel IV secolo come una festa piuttosto “orientale”, probabilmente in Egitto: ai significati del Natale, si aggiunse la memoria del battesimo di Gesù. In un Paese in cui il fiume era fonte di vita, viene sottolineata l’uscita di Gesù dalle acque del Giordano con la manifestazione della sua divinità. La festa si diffuse poi in tutto l’Oriente. Questo significato è ancora oggi prevalente per quelle chiese orientali che celebrano la nascita di Cristo il 25 dicembre, secondo la tradizione occidentale e romana, mentre altre chiese hanno mantenuto anche la memoria dell’incarnazione all’Epifania.
Quando la festa dell’Epifania viene accolta anche in Occidente, si focalizza sul tema della manifestazione-rivelazione di Cristo al mondo presentata in diversi episodi evangelici: in primo luogo l’adorazione dei magi, prima rivelazione ai pagani, ma anche il battesimo, in cui la sua identità viene proclamata dalla voce del Padre, e il primo miracolo a Cana. Di questa pluralità di significati è rimasta traccia nell’antifona dei Vespri dell’Epifania:

Tre prodigi celebriamo in questo giorno santo
oggi la stella ha guidato i magi al presepio,
oggi l’acqua è cambiata in vino alle nozze,
oggi Cristo è battezzato da Giovanni nel Giordano
per la nostra salvezza, Alleluia
Attualmente la festa dell’Epifania è centrata essenzialmente sull’episodio dei Magi, la memoria del Battesimo si celebra la domenica dopo l’Epifania, il miracolo di Cana compare nelle letture dell’anno C la domenica seguente (II del Tempo Ordinario) [D. Mosso, La liturgia è… , Elledici, 1997, pp. 75-81]

L’ottava di Natale celebra la vita della Chiesa e la sofferenza per l’accoglienza di Cristo (Santo Stefano, San Giovanni Evangelista e i Santi Martiri Innocenti), per concludere con la celebrazione molto antica della solennità di Maria, Madre di Dio. Una celebrazione fuori del tempo natalizio in quanto tale, ma ad esso strettamente legata è la festa della Presentazione dal Signore al Tempio, il 2 febbraio, detta anche della Candelora. Festa che ricorre 40 giorni dopo la nascita di Gesù.



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