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Le messe - Anno «C»
Nuovi testi Anno «C» - 2009/10
Natale del Signore - Messa della notte
Gesù, luce vera per l'umanità
Il cammino dell’Avvento ci ha condotti a questa notte gloriosa. In queste domeniche siamo stati invitati all’attesa, alla carità e alla gioia. L’atteggiamento sommesso e semplice di Maria, la passione per la giustizia di Giovanni Battista, questa notte lasciano spazio al rifulgere della luce di cui parla Isaia e allo splendore dell’angelo che appare ai pastori. Queste grandi manifestazioni di gloria non sono però in antitesi al cammino fin qui svolto, bensì lo portano a compimento: fanno della piccolezza un segno di salvezza.
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Natale del Signore - Messa del giorno
Gesù, luce vera per l'umanità
Questo giorno, insieme al suo compimento ultimo che sarà la croce e la resurrezione di Gesù Cristo, è la chiave di volta di tutta la nostra fede. Il Messia a lungo atteso da Israele, non è un liberatore ma la nostra stessa libertà; non è un sapiente, ma la Sapienza; non è il più grande degli uomini, ma è il Figlio di Dio. Ci accostiamo nello stupore a contemplare tale grandezza che sceglie di incarnarsi nella piccolezza e nella debolezza di un bambino.
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Santa Famiglia (Domenica 27 dicembre 2009)
Famiglia: custode del mistero
Appena passato il Natale la liturgia della Chiesa pone immediatamente in primo piano la famiglia in cui Gesù nasce e, quindi, in cui Dio viene ad abitare. Questo è significativo: il primo luogo in cui siamo chiamati a tradurre in concreti atti di amore i doni e le illuminazioni che riceviamo da Dio è la famiglia o, più in generale, la nostra vita di tutti i giorni. Il nostro quotidiano, ed in esso la nostra famiglia, non è un aspetto della vita “nonostante il quale” giungiamo alla santità. Esso costituisce, infatti, il primo laboratorio dove sperimentare la nostra adesione al progetto di Dio.
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Solennità di Maria Santissima Madre di Dio
Maria Madre di Cristo nostra pace
La realtà storica di Gesù, venuto nel mondo grazie alla disponibilità al progetto di Dio di Maria, non avviene, come ci ricorda Paolo, per meriti umani o all’interno di un orizzonte umano. È invece un’iniziativa di Dio stesso con cui Maria, Giuseppe e tutti gli uomini di buona volontà sono invitati a collaborare. Porre il nuovo anno che oggi comincia sotto la sua benedizione, secondo le parole della prima lettura, significa accogliere il dono della Sua grazia, disponibili alla collaborazione con il Signore perché il mondo cammini verso il Regno.
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Seconda Domenica dopo Natale (Domenica 3 gennaio 2010)
Gesù Cristo, rivelazione del Padre
Siamo ancora nel tempo di Natale. La liturgia ci fa riflettere sulle conseguenze della venuta di Gesù Cristo nel mondo. L’antica alleanza tra Dio e l’uomo, di cui il popolo ebraico è stato protagonista, è stata definitivamente completata dall’incarnazione del Verbo. La Sapienza, di cui parla la prima lettura tratta dal libro del Siracide, ha posto una volta per tutte la sua tenda in mezzo a noi, come dice il vangelo di Giovanni, perché è la persona di Gesù che ci dona di essere figli di Dio.
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Epifania del Signore
Il progetto del Padre rivelato in Cristo a tutte le genti
La festa dell’Epifania rivela la portata della nascita del Figlio di Dio. Non è un evento riservato ad una cultura o ad un popolo particolare; non si inserisce all’interno di uno schema di pensiero e non è privilegio di alcuni a scapito di altri. Gesù Cristo è per l’umanità intera. È la risposta alla ricerca di verità, di giustizia e di bellezza dell’uomo, ricerca che lo distingue in quanto uomo e lo conduce verso Dio.
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Battesimo del Signore (Domenica 10 gennaio 2010)
Rinnovati a sua immagine
In questa domenica, ancora parte del tempo natalizio, siamo invitati a riflettere sulle scelte di Gesù e, di conseguenza, sulle scelte che noi facciamo, essendoci proposti, come Cristiani, di seguire il Suo esempio. Il Figlio di Dio si reca come tutti i suoi contemporanei a farsi battezzare da Giovanni il Battista. Il gesto di Gesù oltre ad avere un significato morale ha un preciso senso teologico: Dio non disprezza la nostra debolezza. Entra invece in essa, s’incarna, e la redime con forza e tenerezza.
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