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Anno A
Natale del Signore - Messa della notte
Oggi vi è nato il Salvatore
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Introduzione
Dio entra nella storia dell’uomo per instaurare il suo Regno, fondato sul diritto e la giustizia, su una vita che trova in Cristo il suo principio e la sua norma. La consapevolezza di questo evento fa sgorgare dai nostri cuori la meraviglia e lo stupore per l’amore che Dio ha per noi. Ma è la gioia il sentimento che ci pervade, quella gioia spontanea che si respira, la notte di Natale, la notte dell’attesa, la notte squarciata dalla vita nuova che nasce in noi. Lasciamo da parte, almeno un poco, le nostre convenzioni, le nostre abitudini e lasciamoci invadere dalla gioia, condividendo questo momento di comunione, di unità, pregando intensamente come fratelli, resi figli dal Figlio. torna su
Atto penitenziale
L’oscurità del peccato avvolge il nostro cuore, che pure si protende verso il bene, ed ha nostalgia dell’amore che potrebbe essere il nostro stile, il nostro atteggiamento guida nelle relazioni, nell’esistenza di ogni giorno. Chiediamo perdono al Signore, rinnovati dalla speranza che viene dalla sua misericordia. - Signore, che sei buono, abbi pietà di noi peccatori…
- Cristo, che vieni nel mondo, redimi la nostra esistenza…
- Signore, tu che sei amore, perdona il nostro egoismo…
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Presentazione della Parola di Dio
- Prima lettura - Is 9,1-3.5-6: Ci è stato dato un figlio.
La profezia si riferisce a un bambino che affermerà il suo regno fondato sul diritto e la giustizia, un bambino che viene chiamato "Dio potente". Nella lettura cristiana di questo brano è evidente il riferimento a Gesù, colui che squarcia le tenebre e rivela all’uomo il senso del vivere; colui che libera dal giogo del peccato e infonde nell’uomo redento una grande gioia. - Dal Salmo 95: Oggi è nato per noi il Salvatore.
La creazione, che attende la salvezza, può esultare di gioia, perché la potenza di Dio si è manifestata e davanti ad essa l’uomo si deve prostrare, ma può anche gioire, perché il Signore è buono e giudica con giustizia e nella verità. - Seconda lettura - Tt 2,11-14: È apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini.
La salvezza donata da Gesù comporta una vita nuova, una vita intessuta di opere buone, che accompagnano l’attesa e la speranza della manifestazione gloriosa del Signore risorto. - Vangelo - Lc 2,1-14: Oggi vi è nato il Salvatore.
Dio interviene nella storia e la storia è fatta di date, avvenimenti, riferimenti. Luca narra gli eventi connessi alla nascita di Gesù, ma il credente sa che questa narrazione è un trasparente primo piano da cui emerge una lettura teologica dell’incarnazione, per cui il bambino posto nella mangiatoia è riconosciuto come il Messia, il Cristo Signore.
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Annunciare la parola
- Tutti i grandi avvenimenti della storia della salvezza Dio li ha compiuti di notte: la creazione della luce che squarcia le tenebre, la richiesta ad Abramo del sacrificio di Isacco, la liberazione del popolo dall’Egitto, la nascita di Gesù, salvatore del mondo, la risurrezione di Cristo dalla morte. Ma la notte è il tempo delle tenebre, del caos, in cui le cose, private della luce, perdono forma e colore, riducendosi a presenze con cui non ci si incontra, ma ci si scontra, perché semplicemente si urtano. Le cose, di notte, sembrano perdere la loro identità. Del resto la notte è anche il tempo del crimine, infastidito dalla luce e attratto dall’oscurità che tutto avvolge e nasconde.
- Il rapporto notte e male è presente anche nella Bibbia e nella tradizione spirituale, che vede nella notte il tempo della paura e della tentazione, il tempo del peccato che pervade l’umanità, rendendola incapace di orientare la propria vita verso la pienezza e la vera realizzazione. Del resto il peccato è sempre una fuga dalla luce, ricerca di sé nell’occultamento e dunque nel tradimento del bene. Il peccato è fuga perché è un rifiuto, un uscire dall’ordine, dal disegno divino. E’ una fuga interiore dell’uomo che lascia se stesso perché lacera la sua coerenza, manomette la sua armonia interiore.
- In questa realtà si innesta l’iniziativa di Dio che va in cerca dell’uomo per salvarlo. Dio cerca il peccatore, tutti i peccatori. La salvezza è così il movimento di Dio che va verso l’uomo, in assoluta gratuità; ma contemporaneamente è il movimento dell’uomo che va verso Dio. Infatti la salvezza, come atteggiamento di risposta dell’uomo, è essenzialmente un ritorno, una conversione, un mutamento di cammino, un rifare a ritroso la strada percorsa nella fuga.
- Tutto ciò viene rivelato in modo stupendo da Gesù. Egli viene a salvarci, entra nella nostra storia in modo imprevedibile e meraviglioso, secondo un’iniziativa divina assolutamente gratuita come l’Incarnazione, e ritorna al Padre riportando con sé l’uomo che era fuggito nel suo peccato. Egli spezza le tenebre della notte e del peccato e irrompe nella storia come una luce che svela i contorni delle cose e la verità dei nostri comportamenti, turbando il nostro animo con l’amarezza di chi si rende conto dei propri tradimenti e delle proprie fughe, ma anche con la gioia, frutto della speranza nella salvezza, nel riscatto, operato a partire dall’innocenza, dalla debolezza di "un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia" (Lc 2,12).
- Con la nascita di Gesù "il popolo che era nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in una terra tenebrosa una luce rifulse" (Is 9,1). Questa luce è donata da un bambino, che è "Consigliere ammirabile", eppure non sa che vagire; è "Dio potente" e manca di tutto; è "Padre per sempre" (Is 9,5) e giace in una mangiatoia… La forza, la superbia, l’orgoglio, la ricerca dell’affermazione di sé sono ridotti a nulla dalla semplicità, dall’innocenza di questo bambino che squarcia le tenebre e mette in fuga l’oscurità del peccato, dando alle cose e alle relazioni tra gli uomini i loro giusti contorni, rivelando il vero senso del vivere e dell’essere nel mondo.
- Anche noi, fratelli e sorelle, siamo salvati da Cristo, e anche noi siamo chiamati, in questa notte santa, a lasciarci ammaestrare dal Bambino, a lasciarci illuminare dalla sua luce, affinché guidi "i nostri passi sulla via della pace" (Lc 1,79). Questo significa aprire il cuore a Gesù che ci invaderà con il suo amore misericordioso, ma significa anche seguirlo, dare sostanza alla nostra conversione, scegliendo Dio come orientamento, come opzione nuova della nostra esistenza. La scelta di Dio deve poter orientare la vita, dandole il perché, il fine, l’ispirazione. La consapevolezza della nostra povertà e della nostra debolezza, che ci rendono incoerenti, infedeli, ci porta a dire che la conversione, come moto del cuore ma anche come decisione libera e voluta, deve essere considerata un impegno permanente.
- La conversione, infatti, non è un avvenimento che si consuma in un dato spazio di tempo, ma è un movimento interiore, una tensione spirituale. Perciò quando releghiamo la conversione al passato forse abbiamo smesso di cercare il Signore con quell’ardore e quell’autenticità che egli ci chiede. La conversione infatti è una realtà che ci fa continuamente nuovi, attraverso una sorta di fermentazione interiore che ci rende umili e docili davanti al Signore. Del resto, come la il peccato nasce dalla superbia e di superbia vive, così la conversione nasce dall’umiltà e di umiltà vive. Che il Natale ci dia la forza e il coraggio di incamminarci verso la conversione del cuore, seguendo Gesù, che per noi è via, verità e vita.
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Preghiera dei fedeli
In questa notte oscura, squarciata dalla luce di Cristo che nasce nei nostri cuori, rivolgiamoci al Signore del mondo e della vita, per ringraziarlo del dono del suo Figlio e per affidargli, ancora una volta, le nostre attese, le nostre speranze. Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci Signore. - Perché i cristiani sappiano annunciare al mondo Gesù Cristo nel segno della tenerezza, dell’amicizia, dell’umiltà. Preghiamo.
- Rischiara, o Signore, le tenebre del mondo, che si chiamano anche violenza, ingiustizia, egoismo, con la luce del tuo figlio Gesù che questa notte nasce in mezzo a noi. Preghiamo.
- Fa’, o Signore, che questo tempo di grazia non sia inquinato dal consumismo, dalla superficialità, ma sia occasione per un vero incontro con Gesù. Preghiamo.
- Signore, fa’ che l’Incarnazione di Cristo, vita nuova per il mondo, sia sollievo per tutti coloro che soffondo nel corpo e nello spirito. Preghiamo.
- Fa, o Signore, che anche noi possiamo compiere opere buone e scrivere così un pezzetto di quella storia che realizzerà il tuo regno d’amore. Preghiamo.
Ascolta le nostre preghiere, o Padre, anche se siamo piccoli, infedeli, incapaci di corrispondere alla tua bontà. Tu che hai voluto che tuo figlio nascesse in una povera capanna, accogli anche la nostra povertà e riempila con il tuo amore. Per Cristo nostro Signore. torna su
Monizione alla preghiera del Signore
Con la gioia e la fiducia di figli, uniamoci alla preghiera di Gesù e diciamo…
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