 |
| |
| la messa nella domenica |
| |
| i tempi liturgici |
| |
| in parrocchia |
| |
| strumenti |
| |
| gli scaffali |
| |
|
|

Anno A
Natale del Signore - Messa dell'aurora
I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino
|
|
Introduzione
L’evento della natività di Gesù, narrata con semplicità dal Vangelo, ci dispone a divenire annunciatori della pace natalizia, in un mondo che è tormentato dal chiasso e dal consumismo, che ci rende ansimanti nell’inseguire le cose e spesso lascia arido e vuoto il cuore, occupato da ciò che non sazia ma gonfia il desiderio e incapace di lasciar risuonare la delicatezza della voce divina che ci chiama all’amore. Disponiamoci dunque all’incontro con il Signore, grati della sua venuta in mezzo a noi, popolo che attende ogni giorno di essere salvato dal suo amore misericordioso. torna su
Atto penitenziale
Quando ci guardiamo allo specchio e togliamo le nostre maschere, scopriamo di essere piccoli uomini. Ma la consapevolezza delle nostre mancanze non fa venir meno la speranza nel perdono di Dio: - Signore, che ami senza misura, perdona i nostri tradimenti …
- Cristo, luce del mondo, abbi pietà della nostra cecità…
- Signore, nostra salvezza, riscatta le nostre colpe…
torna su
Presentazione della Parola di Dio
- Prima lettura - Is 62,11-12: Ecco, arriva il tuo Salvatore.
Qui c’è un Dio che danza davvero tra le righe della storia ed elegge gratuitamente Israele come suo popolo. A questa gente dispersa e sconfitta viene annunciata la salvezza, viene proclamata la buona notizia di un Dio che ama, che protegge, che si prende cura dei suoi eletti. - Dal Salmo 96: Oggi la luce risplende su di noi.
Il salmo ci trasmette la gioia e l’esultanza di chi loda il Signore. La terra, le isole, i cieli e i popoli tutti riconoscono la grandezza di Dio, e i giusti in particolare si rallegrano, perché trovano corrispondenza tra la loro rettitudine e l’amore di Dio. - Seconda lettura - Tt 3,4-7: Dio ci ha salvati per la sua misericordia.
L’amore è diffusivo, l’amore non chiede nulla in cambio, l’amore non si compra e non si vende. Poiché Dio ci ama ci ha salvati dal peccato e non per i nostri meriti, quasi che la salvezza fosse il prezzo delle nostre opere. E’ Gesù Cristo, il Dio che si è fatto uomo, la nostra salvezza. Lo Spirito di Cristo ci ha resi figli di Dio, fratelli di Cristo, amati dal Signore. - Vangelo - Lc 2,15-20: I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino.
Colui che è povero è disponibile a cercare una condizione migliore di quella che ha. Forse era questo lo stato d’animo dei pastori, poco considerati nella Palestina al tempo di Gesù. Eppure proprio a loro viene annunciata la nascita del salvatore. Ed essi si mettono in cammino, vanno a vedere ciò che è stato annunziato. Siamo disponibili anche noi a metterci in cammino per incontrare Gesù?
torna su
Annunciare la parola
- Caro Gesù, quest’anno voglio scrivere a te, per tanti motivi. Prima di tutto, perché so che tu mi leggerai di sicuro e la mia lettera non rischierà di finire come le tue. Ce ne hai scritte tante, e sono tutte lettere d’amore, ma molte non le abbiamo neppure aperte. Nel migliore dei casi le abbiamo scorse frettolosamente e con aria annoiata. Poi, perché so che tu non ti fermi a fare l’analisi estetica di ciò che ti dico. Tu vai sempre al nocciolo, o alla radice, e sei imbattibile a leggere sotto le righe. E anche stavolta, ne sono certo, sotto le righe sai scorgere il mio cuore gonfio di paure e di speranze, di preoccupazioni e di tenerezze. Poi, perché tu rispondi sempre, e non passi mai nulla sotto silenzio. Non c’è volta che tu ti rifiuti di ricambiare il saluto o di accusare ricevuta.
- Con gli altri, lo sai, non sempre è così. Più che la "ricevuta", sembra che accusino "il colpo". Ma soprattutto scrivo direttamente a te, perché so che a Natale ti incontrerai con tantissime persone che verranno a salutarti. Tu le conosci una ad una. Beato te, che le puoi chiamare tutte per nome. Io non ci riesco. Dal momento, però, che passeranno a trovarti, se non nell’Eucaristia e nei sacramenti almeno nel presepe, perché non suggerisci loro, discretamente, che non te ne andrai più dalla terra e che, pur trovandoti altrove per i tuoi affari, hai un recapito fisso nella tua Chiesa, dove ti potranno incontrare ogni volta che lo vorranno?
- A proposito di "recapito", non pensi che la tua Chiesa, il cui grembo hai deciso di abitare per sempre dopo aver abitato per nove mesi in quello di tua Madre, abbia bisogno di qualche restauro? Si tratterà, caro Signore, di restauri costosi, perché da ricca deve diventare povera, da superba deve divenire umile, da troppo sicura deve imparare a condividere le ansie e le incertezze degli uomini, da riserva per aristocratici deve diventare fontana del villaggio. Chi è profano in certe faccende pensa che sia un restauro quasi senza spese, sotto costo, perché si tratta di ridurre invece di accrescere. Invece io so che occorre uno di quegli stanziamenti fortissimi della tua grazia, perché, se no, non se ne farà nulla.
- Visto che mi sono messo sulla strada delle "raccomandazioni", posso approfittare dell’amicizia per fartene qualche altra? Aiuta me e tutti i miei fratelli sacerdoti a lasciarci condurre dallo Spirito, che è Spirito di comunione e non di rivalità, Spirito di servizio e non di potere, Spirito di fratellanza e non di parte.
- Dona ai laici della nostra Chiesa la gioia di te, che fai "nuove" tutte le cose. Ispira in essi i brividi dell’inizio, le freschezze del mattino, l’intuito del futuro. Esorcizza nelle nostre comunità la paura del volto, l’impressione che si campi solo sulle parole, il sospetto che, di ardito, amiamo solo le metafore. Metti nel cuore di chi sta lontano una profonda nostalgia di te. Asciuga le lacrime segrete di tanta gente che non ha il coraggio di piangere davanti agli altri. Entra nelle case di chi è solo, di chi non attende nessuno, di chi a Natale non riceve neppure una cartolina e, a mezzogiorno, non avrà commensali. Gonfia di speranza il cuore degli uomini, piatto come un otre disseccato dal sole.
- Ricordati di tutti i poveri e gli infelici, i cui nomi hanno trovato accoglienza sterile solo sulla mia agenda ma non ancora nel mio impegno di vescovo, chiamato a presiedere alla carità. Ricordati, Signore, di chi ha tutto e non sa che farsene: perché gli manchi tu.
- Buon Natale, fratello mio Gesù, che oltre a vivere e regnare per tutti i secoli, muori e sei disprezzato, minuto per minuto, su tutta la faccia della terra, nella vita sfigurata degli ultimi. Ti stringo al cuore (A. Bello, Parola d’amore, La Meridiana, Molfetta, 1993, p. 29).
torna su
Preghiera dei fedeli
Come i pastori, anche noi ci siamo messi in viaggio per giungere in questo tempio benedetto, nel quale si rinnova il mistero della presenza reale di Gesù. Grati di poter incontrare ancora una volta il Signore della vita, eleviamo al Padre, in quanto figli, le nostre sincere preghiere. Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci Signore. - Signore, che hai sperimentato le dolcezze di una famiglia umana, rendi le nostre famiglie unite, salde nella fede, generose nella carità, laboratori di comunione. Preghiamo.
- Insegnaci, Signore, ad apprezzare i fratelli, anche quelli che secondo i nostri criteri valgono poco. Insegnaci a riconoscere in ciascuno di loro una persona speciale, che tu ami in modo unico, singolare. Preghiamo.
- Il Natale, Signore, rivela che il tuo amore generoso e fedele ci accompagna e ci custodisce. Con questa consapevolezza donaci la pace nell’affrontare gli affanni e le preoccupazioni della vita. Preghiamo.
- Signore, che ti sei fatto uomo per amore degli uomini, ispira nei nostri cuori la passione per la verità, per la giustizia, per il bene. Preghiamo.
- Rendi la nostra comunità parrocchiale, o Signore, una famiglia di famiglie, attenta in modo particolare ai più piccoli, affinché essi possano respirare l’atmosfera della fede. Preghiamo.
Ti rivolgiamo le nostre preghiere, o Padre, sicuri di essere ascoltati e confidiamo nel tuo aiuto, perché ogni nostro pensiero abbia da te il suo inizio e in te il suo compimento. Per Cristo nostro Signore. torna su
Monizione alla preghiera del Signore
In comunione con Gesù, che è presente in mezzo a noi, eleviamo al Padre la nostra preghiera...
|