HomeContattiFaqMappa
Libreria on-line: -10%. Ricerca nel nostro catalogo on-line Ricerca Promozioni on-line Abbonamenti Carrello
Novità Le nostre librerie
Cec Bon Bosco
 
la messa nella domenica
 
i tempi liturgici
 
in parrocchia
 
strumenti
 
gli scaffali
 

Liturgia

CEC DON BOSCO Liturgia Feste Mariane Assunzione della Beata Vergine Maria

Assunzione della Beata Vergine Maria

Anno B

«Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente»

- Celebrare
- Canti
- Segno
- Introduzione
- Atto penitenziale
- Testi biblici
- Presentazione della parola di Dio
- Traccia per l'omelia
- Preghiera dei fedeli
- Monizione alla preghiera del Signore
- Vivere l'Eucaristia
- Dai Padri e dai Testimoni
- Spunti per la riflessione
- Preghiera



Dormizione di Maria

 

 

 


Celebrare
- Contempliamo Maria, la figlia di Dio perfettamente riuscita, l’umile serva diventata regina. La Chiesa chiama anche noi ad essere parte della gioia eccezionale di Maria. La fedeltà alla parola di Dio e l’impegno totale, di corpo e di anima, a rispondere ad essa sono la sorgente e il vaso da cui si espande questa gioia. Manifestazione di essa è la santità, che è partecipazione alla vittoria di Cristo, la sua risurrezione. Maria, dal Figlio ha ricevuto la forza per trionfare sulla morte. Ora essa è dove anche noi dobbiamo andare: con Gesù ci «prepara un posto». È Madre di speranza: «segno di consolazione e di speranza» la definisce il prefazio. Onorando Maria assunta in cielo, intravediamo come realizzata la profezia del Magnificat: «Tutte le generazioni mi chiameranno beata». Le stesse meraviglie il Signore compie per il suo popolo, la Chiesa. Maria ci faccia veri credenti, capaci di metterci al servizio della parola.
- È la «Pasqua mariana dell’estate». Questa festa si pone in raccordo con la Pasqua di Cristo. Così si dovrà pensare alla coreografia della celebrazione: addobbo floreale generoso, suono festoso delle campane, cero pasquale come segno della presenza della luce di Cristo Risorto (2ª lettura), aspersione con l’acqua lustrale in ricordo del Battesimo; canto solenne del Gloria e dell’Alleluia; venerazione del libro del vangelo…
- Esporre una icona o venerare Maria presso l’altare a lei dedicato e messo in evidenza con fiori e luci. In questo caso ci si reca presso l’altare alla processione finale per un atto di venerazione.
- Si valuti l’utilità spirituale di proclamare la preghiera eucaristica IV che, presentando la storia della salvezza, inquadra il mistero celebrato nell’esatto contesto biblico liturgico.
- Al congedo la benedizione solenne per le feste della Madonna o dalle Messe per la BVM.
- Si concretizzi la gioia biblica che pervade la celebrazione con un incontro nelle sale parrocchiali, uno stare insieme anche con un segno di festa conviviale molto semplice.
torna su

Canti
(CdP = Casa del Padre; CF = Cantinfesta; CSResp = Canto Salmo Responsoriale; AdV = Armonia di Voci, rivista; DmL = Dio della mia Lode, Edizioni Rinnovamento nello Spirito)
- Angelo Lagorio, Dodici canti a Maria, Elledici 2002.
- Inizio: Madre santa CdP 585; Tu splendi, o Vergine CdP 926; Cristo risusciti CdP 547.
- Gloria: CdP 220–229; CF 139-149.
- Acclamazione al vangelo: CdP 248
- Canto dopo il vangelo: Beati quelli che ascoltano CdP 615.
- Mistero della fede: Tu ci hai redenti...
- Comunione: Santa Maria della speranza CF 313; Sub tuum praesidium CdP 921; Magnificat CdP 159-164; Madre del Salvatore CdP 584; Madonna Nera CF 225; Preghiera a Maria CdP 920.
torna su

Segno
- Quadro o icona dell’Assunzione con la scritta «Ora la salvezza si è compiuta» (1ª lettura), «primizia di coloro che sono morti» (2ª lettura).
- All’inizio si compie l’incensazione del quadro o dell’altare/statua della Madonna.
- Al Credo si accende una candela davanti al quadro: «credo nella risurrezione».
- Alla comunione cantare il «Magnificat».
torna su

Introduzione
Oggi celebriamo la gloria di Maria che riflette in sé quella di Gesù suo Figlio. Grazie alla sua risurrezione la Madre partecipa, prima fra tutti gli esseri viventi che credono nel Figlio, alla gioia della risurrezione. Gesù, vivente oltre la morte, è con noi. La sua risurrezione è vita eterna e gioia senza limiti preparata anche per noi. Maria, che è già in cielo con il Figlio, ci guidi nel tempo all’eternità. Ci indichi la via da percorrere e ci insegni a magnificare il Signore per le opere che ha compiuto in lei e che continua a compiere in coloro che, come lei, sono umili servi.
torna su

Atto penitenziale
Al Dio che vive in eterno e che ha coronato di gloria la vita di Maria, chiediamo perdono dei nostri peccati. Le nostre ferite non ostacolino la sua misericordia ed essa sia per noi sostegno per la nostra speranza.
- Signore, che in Maria ti sei fatto uomo condividendo la nostra mortalità, abbi pietà di noi.
- Cristo, che sei stato glorificato nella tua risurrezione donando a noi la vita immortale, abbi pietà di noi.
- Signore, che hai voluto accanto a te nella gloria colei che ti ha portato in grembo, Maria, abbi pietà di noi.
torna su

Testi Biblici
- Ap 11,19a;12,1-6a.10ab – Apparve una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi.
- Dal Salmo 44 – Rit.: Risplende la Regina, Signore, alla tua destra.
- 1 Cor 15,20-27a – Cristo è la primizia dei risorti; poi risorgeranno quelli di Cristo.
- Canto al Vangelo – Alleluia, alleluia. Maria è assunta in cielo: esultano le schiere degli angeli. Alleluia.
- Lc 1,39-56 – Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente.
torna su

Presentazione della parola di Dio
Prima lettura: Ap 11,19a;12,1-6a.10ab
Giovanni ci presenta oggi una donna inerme, che porta in grembo il mistero di una nuova vita. In essa vede l’immagine della Chiesa. Ma la Chiesa stessa vi vede oggi la figura di Maria, assunta nella gloria del cielo.
Dal Salmo 44
Il salmista canta oggi la gloria della Regina che diviene sposa al re messianico. La liturgia vi legge la gloria di Maria nella sua incoronazione a regina del cielo e della terra. Lei risplende ora come una regina nel regno dei santi.
Seconda lettura: 1 Cor 15,20-27a
Paolo ci ricorda che Cristo è primizia dei risorti e con lui siamo chiamati a risorgere anche noi. Ciò che per noi avverrà alla fine dei tempi, si è compiuto in Maria con la sua assunzione. Ravviviamo la nostra fede e la nostra speranza in questo mistero.
Vangelo: Lc 1,39-56
Quali furono i sentimenti di Maria nel momento della sua salita alla gloria del cielo? La Chiesa li proclama nel canto da lei innalzato in ringraziamento a Dio, il Magnificat. Facciamo nostri quei sentimenti, perché Maria è nostra Madre. La sua gloria è la nostra gloria.
torna su

Traccia per l'omelia
- Oggi il tempo si illumina di eternità e l’eternità rinnova lo scorrere del tempo proiettandolo verso il suo fine, la sua pienezza: la partecipazione dell’umanità alla risurrezione del Capo, Cristo. Maria, primizia dell’umanità redenta è lì, accanto al Figlio suo e suo Signore splende di gloria alla sua destra. Ella dal cielo ci indica la strada per raggiungerla. Essa è già tracciata: parte dall’albero della croce ed abbraccia ogni uomo rigenerato dal sangue prezioso di Cristo. La solennità odierna è invito a contemplare la gloria di Maria. In lei possiamo vedere il compimento del destino di ogni creatura aperto a noi dalla Pasqua del Figlio.
- Con questa speranza, rinvigorita dalla fede, facciamo nostre le parole della Colletta: «inseriti nel mistero della salvezza, – fa’, o Padre, che – anche noi possiamo... giungere fino a te nella gloria del cielo». Una speranza deve sostenere il nostro pellegrinaggio terreno e rinvigorirlo mentre ci avviciniamo alla meta promessa del nostro cammino: ciò che contempliamo oggi in Maria ormai giunta al coronamento della sua esistenza, è quanto viene riservato anche per noi.
- Maria, arca di alleanza, viene cantata oggi dalla liturgia come segno per l’umanità e per la Chiesa della dimora di Dio tra il suo popolo. Ella è colei nella quale prese dimora Dio, incarnandosi: è la nuova Eva, la prima donna della nuova creazione rigenerata dopo il peccato, la vera madre dei viventi nel Figlio suo Gesù. Nell’Apocalisse, colei che porta il Signore è insidiata da un enorme drago: la lotta nella storia raggiunge il suo culmine ai piedi della croce quando il serpente antico è vinto per sempre.
- Maria, appare nel Vangelo come aurora della salvezza, come colei che apre l’uomo e la Chiesa alla gioia. Consapevole della sua maternità divina, subito si mette in viaggio. La muove la fretta di recare il più lieto annunzio mai udito sulla terra. Vuole invitare l’umanità simboleggiata da Giovanni e da Elisabetta alla festa di nozze con il suo Re e Signore! L’essere colmata dallo Spirito all’annunciazione non può che averla colmata di beatitudine e di gioia: una gioia che contagia anche la cugina Elisabetta mentre riceve la visita ed ascolta da Maria il cantico di lode del Magnificat. Lo Spirito Santo rivela ai poveri le meraviglie di Dio e fa sgorgare dai loro cuori la benedizione.
- Oggi contempliamo Maria mentre dal cielo ci annuncia un’altra grande gioia: saremo un giorno con lei e come lei, in corpo ed anima, nella patria eterna! Sì, grandi cose ha fatto l’Onnipotente nella vita delle sue creature! E Paolo ci porta ad ascoltare con profonda fede l’esperienza di ciò che ci attende nel partecipare alla risurrezione di Cristo. È da Cristo che noi, come Maria, riceviamo la prospettiva dell’immortalità. Questo dono ci viene riservato grazie alla sua vittoria sul peccato e sulla morte.
- Il Magnificat di Maria colma di stupore per le meraviglie di Dio non solo il nostro presente ma anche il nostro futuro, la nostra eternità. La visione della gloria che ci attende è sorgente di gioia e di entusiasmo per la vita di ogni giorno e ci insegna a costruire il presente accogliendo e sapendo scoprire la presenza del Dio che salva. Col canto del magnificat Maria ci vuole insegnare che è sempre possibile la certezza di luce nel buio del tempo, una certezza che si basa sulla fedeltà amorosa di Dio.
- La Chiesa ci invita a tenere fisso lo sguardo sull’esaltazione di Maria per aprire il nostro cuore ad orizzonti che alimentano i nostri desideri di eternità. Sono spesso inespressi, celati e custoditi nel profondo del cuore, ma vogliono trovare espressione e certezza nel futuro che Dio ha preparato a coloro che lo amano. Maria ci invita ad avere uno sguardo lanciato al cielo. Lei è là, che ci aspetta, che ci incoraggia, che ci aiuta a fare della nostra vita terrena un Magnificat, per celebrarlo con lei nell’eternità.
torna su

Preghiera dei fedeli

Chiesa della Dormizione di Maria a Gerusalemme
Maria, partecipe della gloria del Risorto, è segno di speranza per tutti noi. Affidiamo a lei le nostre invocazioni perché le presenti a Gesù suo Figlio e nostro fratello.

Ripetiamo insieme: Cristo, figlio di Maria, ascoltaci.
1. Signore, all’annuncio dell’angelo Maria ha accolto il tuo progetto su di lei. Fa’ che la Chiesa sia aperta ad ogni tuo dono e sia testimone del tuo progetto di salvezza per ogni uomo, ti preghiamo.
2. Signore, andando da Elisabetta, Maria ci ha insegnato la sollecitudine verso i nostri fratelli. Dona pace al mondo intero ed infondi nei cuori la passione per la giustizia e la solidarietà verso tutti, ti preghiamo.
3. Signore, alle nozze di Cana è stata tua Madre che ti ha chiesto di trasformare l’acqua in vino. Dona a noi di essere solleciti verso le necessità di chi ci vive accanto, ti preghiamo.
4. Signore, alla fine della tua vita Maria era ai piedi della croce. Conforta coloro che piangono per la perdita dei loro cari e dona ai malati il sostegno della tua consolazione, ti preghiamo.
5. Signore, hai voluto Maria accanto a te nella gloria. Apri il tuo cielo ai nostri defunti e a coloro che in questi giorni terminano il pellegrinaggio terreno, ti preghiamo.

Signore Gesù che ci chiami a condividere la tua vittoria sulla morte, fa’ che la tua risurrezione illumini i nostri giorni di una luce gioiosa ed immortale: concedi a noi di partecipare con Maria alla beatitudine del cielo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
torna su

Monizione alla preghiera del Signore
In Maria ci è stato rivelato il compimento della salvezza. Chiediamo al Padre che si realizzi in noi la sua volontà per godere un giorno la beatitudine del cielo. A lui rivolgiamo la nostra preghiera: Padre nostro...
torna su

Vivere l'Eucaristia
- Nei momenti di preghiera familiare diciamo l’Ave Maria, facendo attenzione alle parole «nell’ora della nostra morte», momento in cui si compie anche per noi il passaggio «da questo mondo al Padre».
- Diciamo almeno una volta il Magnificat, quale canto della nostra speranza.
torna su

Dai Padri e dai Testimoni
- La morte non avrà nulla da gloriarsi su di te, poiché tu hai portato nel tuo ventre la Vita. Sei stata il mio recipiente; nessuna cosa lo spezzerà, nessuna caligine ti porterà nel buio. Vieni da tuo Figlio di buon animo, voglio farti felice, come lo può volere un figlio: voglio ricompensarti per avermi ospitato nel tuo seno: voglio ripagarti per il latte che m’hai dato: voglio contraccambiarti l’avermi allevato; voglio darti testimonianza che sei mia madre...Ti farò il mondo debitore e farò più gloriosa la tua uscita dal mondo. Ti farò muro del mondo, ponte di quelli che sono sbattuti dai flutti, bastone di quelli che non si reggono, avvocata dei peccatori, scala che porti al cielo i mortali. Vieni felice. Apri il paradiso, che Eva tua parente, compagna della tua razza, aveva chiuso. Vieni nella gioia di tuo Figlio.
Germano di Costantinopoli
- Maria dirige la nostra barchetta sulle onde agitate di questa vita e siamo sicuri di arrivare al porto della salvezza eterna.
B. Elisabetta della Trinità
torna su

Spunti per la riflessione
- Alcune notizie storiche sulla solennità della «Pasqua di Maria» nella sua Assunzione al cielo, «segno di sicura speranza e di consolazione per il pellegrinante popolo di Dio» (cf LG 68) - Dei racconti del transitus, cioè della morte o Pasqua di Maria se ne conoscono almeno 13; la loro storia è travagliata, la loro attendibilità apocrifa. Resta il fatto che a Gerusalemme, nella valle del Cedron, presso il Getsemani, fin dal II secolo si venera la tomba di Maria. Le Chiese orientali vi si recano il 15 agosto scendendo dalla porta dei Leoni o della Sittim Maria con una solenne processione. I racconti del Transitus Mariae si possono trovare nella raccolta Apocrifi del Nuovo Testamento a cura di L. Moraldi.
La solennità dell'Assunta è stata introdotta a Roma da Papa Sergio I (687-701). Fino a Pio V (1566) è stata celebrata con una processione stazionale che, partendo da Sant'Adriano al Foro, percorreva le vie della Città per terminare a Santa Maria Maggiore. Erano prescritti il digiuno, la vigilia e un'ottava di festa. Per l’Occidente la celebrazione liturgica venne precisata con il magistero infallibile. Pio XII nel 1950 definì che «la beata Vergine Maria, terminato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo»; e il Concilio Vaticano II aggiunse: «perché fosse più pienamente conformata col Figlio suo, Signore dei dominanti e vincitore del peccato e della morte» (LG 59).
Nelle Chiese d'Oriente, fin dal tempo del Concilio di Efeso (431), la solennità del Transito o Dormizione è la «festa delle feste» della Madre di Dio. Tutte le Chiese orientali - siriaca, alessandrina, etiopica, greca ed armena, non esclusa l'assira, che già viveva isolata nel secolo V oltre i confini dell'impero bizantino - considerano la Dormizione di Maria come la più grande festa mariana, e vi si preparano con molti giorni di preghiere e di austeri digiuni.
Nella Chiesa bizantina la Dormizione è celebrata come «la Pasqua della Madre di Dio». I quattordici giorni che precedono la Festa sono chiamati «piccola quaresima della Vergine», in analogia con la grande quaresima che conduce alla Pasqua di Cristo. Anche per questo è apparso l'uso di iniziare questo giorno con la celebrazione della «Veglia dell'Assunta» a imitazione della grande «Veglia del Sabato Santo». Essa vuol mettere in piena luce l'intimo nesso che unisce la Pasqua di Cristo Capo alla Pasqua del suo mistico Corpo, anticipata in Maria.
- Per approfondire il discorso, vedi la pagina sulla Dormizione e Assunzione della Vergine di Olivier Clément.
torna su

Preghiera
Invocazioni a Maria
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi
Tu che hai detto «sì» all’angelo
Tu che hai accolto Cristo nella fede
Tu che sei stata sollecita nel visitare Elisabetta
Tu che hai esultato in Dio salvatore
Tu che hai creduto nella misericordia di Dio
Tu che hai generato il Figlio di Dio
Tu che hai accolto i pastori a Betlemme
Tu che hai mostrato Gesù ai Magi
Tu che hai presentato Gesù al tempio
Tu che hai chiesto il miracolo a Cana
Tu che hai seguito il tuo Figlio fino alla croce
Tu che hai accolto Giovanni come figlio
Tu che hai sperato al di là di ogni speranza umana
Tu che hai perseverato con gli apostoli in preghiera
Tu che hai implorato il dono dello Spirito
Tu che hai collaborato all’opera della salvezza
Tu che intercedi continuamente in nostro favore
Tu che sei nostra madre e regina



torna su
 
ContrattoPrivacyCredits
© Istituto Bernardi Semeria - Editrice ELLEDICI P.I. / C.F. 00070920053