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Liturgia

CEC DON BOSCO Liturgia Feste Mariane Assunzione della Beata Vergine Maria

Assunzione della Beata Vergine Maria

Anno A

Maria, Arca di Salvezza

- Celebrare
- Canti
- Segno
- Introduzione
- Atto penitenziale
- Testi biblici
- Presentazione della parola di Dio
- Traccia per l'omelia
- Preghiera dei fedeli
- Monizione alla preghiera del Signore
- Vivere l'Eucaristia
- Dai Padri e dai Testimoni
- Spunti per la riflessione
- Preghiera


 

 

 


Celebrare
- Ai nostri giorni il 15 agosto più che come festa religiosa ha rilevanza sociale come «ferragosto»: giorno-simbolo delle ferie, della vacanza, del riposo... Anche per questo ci vorrà un supplemento di impegno nel preparare, animare e presiedere le Messe di questa giornata, perché siano vissute e partecipate in clima di fede e di intensa preghiera.
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Al congedo suggeriamo la benedizione solenne (cf Messale, p. 440); prima di uscire di chiesa si può cantare ancora una lode alla Madonna (meglio se tra la benedizione e il saluto finale).

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Canti (CdP = Casa del Padre; CF = Cantinfesta)
Cf Canti mariani, in: Armonia di voci n. 2, 1999, p. 4; n. 1, 2000, p. 2.
Primizia dell'umanità redenta, in: Armonia di voci n. 1, 2001, p. 7;
- Come canto d'ingresso segnaliamo (CdP): Beata sei tu, Maria, str. (1) 3 e 5 (574); Madre del Salvatore (584); O Vergine purissima (589); O santissima (588).
- Per l'atto penitenziale suggeriamo (CdP): Buon pastore, str. 2 (208); Figlio del Dio vivente, str. 8 (206).
- Per quanto possibile, sarà bene cantare anche il Gloria (cf CdP 220-229, ed eventualmente il n. 650).
- Come ritornello al salmo si possono utilizzare (CdP): O Maria, tu sorgi come aurora (121-122); Si allieta il mio spirito in Dio (162); O Regina del mondo, Maria (425); Ave, Maria, piena di grazia (400); il ritornello del canto Ave, Maria (571).
- Per l'Alleluia oggi può essere particolarmente indicato (CdP): Canto per Cristo, str. 3 (446); Alleluia! Venite a me, str. 3 (259)
- Ritornelli per la preghiera universale (CdP): Figlio di Maria vergine (413); Maria, piena di grazia, interceda per noi (422).
Dopo la comunione proponiamo il canto del «Magnificat» (CdP): L'anima mia magnifica il Signore (61; 159-164) oppure Lieta armonia (581).
Magnificat, in: Spalancate le porte a Cristo, Elledici Multimedia 2000, p. 21.
- A conclusione della Messa, prima di uscire di chiesa, si può cantare ancora una lode alla Madonna (meglio se tra la benedizione e il congedo) (CdP): Madre santa (585); O Maria santissima (586); O Vergine purissima (589); Rallégrati, Maria, rallégrati!, str. 1-2 (817); Salve, o dolce Vergine (820); Santa Maria del cammino (593); Vergine del silenzio (595); Madre del Salvatore (CF 227); Ave Maria di Gianpaolo Battistella, in: Come figli di un unico Padre. Canti per l'assemblea, Elledici Multimedia 2001, pp.33-35.
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Segno
- L'addobbo floreale "generoso" stabilisca una relazione tra la mensa eucaristica e l'immagine di Maria presente nella chiesa.
- Nelle chiese parrocchiali si può collocare il cero pasquale vicino all'altare (II lettura).
- I canti si possono scegliere anche dal repertorio pasquale.
- In luogo adatto (ambone, altare.) scrivere in caratteri grandi qualche versetto del Magnificat.
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Introduzione
Rallegriamoci nel Signore e celebriamo con gioia il mistero di Dio che si rivela a noi nel compimento in Maria della Pasqua di Cristo. In lei contempliamo la primizia e il destino a cui ogni cristiano è chiamato. Tale destino di gloria a cui guardiamo con speranza, ci impegna a vivere nel mondo costantemente rivolti ai beni eterni per poter condividere un giorno la gioia di essere con Dio per sempre.
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Atto penitenziale
Davanti alla gloria e alla beatitudine di Maria, riconosciamo i limiti della nostra esistenza e le colpe che ritardano il nostro incontro con Dio già su questa terra. A lui chiediamo perdono ed invochiamo la sua misericordia.
- Signore, che in Maria ci fai contemplare la nostra destinazione celeste, perdona il nostro ritardo nell'incontro con te. Signore pietà.
- Cristo, che in Maria assunta in cielo ci offri un segno della nostra salvezza, perdona la nostra poca fede. Cristo pietà.
- Signore, che in Maria hai rivelato la tua vittoria sulla morte, perdonaci se la nostra vita non è sempre orientata a te. Signore pietà.
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Testi Biblici
- Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab - Apparve una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi.
- Dal Salmo 44 - Rit.: Risplende la Regina, Signore, alla tua destra.
- 1 Cor 15,20-27a - Cristo è la primizia dei risorti; poi risorgeranno quelli di Cristo.
- Canto al Vangelo - Alleluia, alleluia. Maria è assunta in cielo: esultano le schiere degli angeli. Alleluia.
- Lc 1,39-56 - Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente.
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Presentazione della parola di Dio
Prima lettura: Ap 11,19a;12,1-6a.10ab
Il brano dell'Apocalisse presenta una serie di elementi simbolici. Essi illustrano il significato teologico della figura di Maria e della sua glorificazione. Maria è la nuova Eva che realizza la profezia della Genesi rivolta al serpente (Gen 3,15).
Dal Salmo: 44
Il Salmo è un canto nuziale. Si celebra l'amore tra Dio e il suo popolo, i quali vengono spesso descritti come re e regina. Nella figura femminile si possono ritrovare i tratti mariani: la sua elezione, il suo ascolto, la sua glorificazione.
Seconda lettura: 1 Cor 15,20-27a
Paolo ci presenta quanto è avvenuto in Maria come un esempio di ciò che avverrà per noi, seppure in modo diverso. Nulla in lei è individuale: la speranza escatologica degli uomini in lei è realtà. Dove lei ci ha preceduti un giorno anche noi giungeremo.
Vangelo:  Lc 1,39-56
È l'incontro di due donne: Elisabetta e Maria. Elisabetta, per privilegio conosce la chiamata di Maria e la risposta della sua fede. Nel cantico Maria loda la grazia di Dio scesa su di lei e canta le attenzioni di Dio che guarda all'umiltà della sua serva e in lei realizza tutte le sue promesse.
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Traccia per l'omelia
- La solennità dell'assunzione al cielo di Maria è strettamente collegata con il mistero della risurrezione di Gesù. Possiamo chiamarla «Pasqua di Maria». È l'occasione per riflettere sul senso profondo della nostra vita e della nostra destinazione al termine del pellegrinaggio terreno. Dalla contemplazione del «non ancora» dipende la misura del vivere quotidiano, la profondità delle giornate, l'autenticità delle scelte. La Chiesa ci invita a riflettere su questi temi nel periodo delle ferie. In esse il lavoro e l'occupazione quotidiana lasciano il posto ad un meritato riposo e alla possibilità di parentesi di silenzio che facilitano il pensare a Dio e al nostro rapporto con lui.
- Celebrare Maria assunta in cielo vuol dire prendere coscienza che lei è anticipo e primizia del nostro destino di vita, e partecipazione alla risurrezione di Cristo alla fine dei tempi. La nostra carne risorgerà ma nell'attesa della risurrezione possiamo riconoscere con Paolo che mai nessuno ha visto ed udito ciò che Dio ha preparato per coloro che lo amano (cf 1 Cor 2,9).
- L'Apocalisse ci presenta una grandiosa scena: Maria è descritta come segno di un'alleanza nuova. La liturgia terrena di Israele era solo figura della liturgia celeste. La scena dell'Apocalisse allude alla storia dell'antica alleanza e celebra con gioia ed entusiasmo l'inaugurazione della nuova che ha il suo compimento nel mistero pasquale di Cristo. La riflessione sulla storia della salvezza mette in risalto l'inimicizia posta da Dio fra la donna e il serpente (Gen 3,15). Essa è un conflitto tra l'umanità ed il potere demoniaco e tutti lo sperimentiamo nella nostra vita. Si delinea così la figura di una donna, ma l'interpretazione non è univoca. Ella rappresenta il simbolo del rapporto sponsale dell'umanità con Dio. In questa donna, possiamo vedere la figura della Vergine Maria e nel figlio che dà alla luce si può riconoscere Gesù. La lotta tra la donna e il serpente, che tenta di divorare il parto di lei, si conclude con un canto di vittoria che celebra la realizzazione del regno di Dio e la glorificazione di Cristo. È la rovina di Satana. La Chiesa, contemplando Maria, vede in lei il compimento della salvezza.
- Come in un breve frammento apocalittico, Paolo descrive un quadro della risurrezione futura, sottolineando la dipendenza da Cristo. Il corso della storia è visto da Paolo come una grande battaglia tra Cristo e le forze del male dove alla fine Cristo vincerà. Maria, colei che appartiene a Cristo in pienezza, partecipa alla sua vittoria sul male e condivide già ora la sua risurrezione.
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Le meraviglie della vita e della nascita al cielo di Maria, sono sintetizzate nel cantico evangelico del Magnificat. Maria è modello del discepolo credente che con Gesù si mette in viaggio per servire. Nel brano evangelico c'è un'allusione alla Pasqua di Cristo. C'è un movimento verso l'alto che non è solo dell'andare di Maria da Elisabetta, ma tutta la sua vita è attirata dal Figlio. Il punto massimo di arrivo è la condivisione del suo compimento glorioso. Nel suo cantico di lode Maria presenta l'azione della grazia di Dio scesa su di lei., Come la Chiesa, ella è il luogo delle meraviglie messianiche, senza esserne la causa e la destinataria esclusiva.

- Maria per gli uomini è un segno che porta alla salvezza. La sua glorificazione è l'indicazione persuasiva di ciò che saremo. Dio guarda all'umiltà della sua ancella. Due esigenze convergenti: che Dio guardie che l'uomo sia umile. Umile vuol dire essere talmente vuoto di sé da lasciarsi guidare dallo Spirito. E lui agisce solo se in trova uno spazio di azione e di santità. Cioè se si rimane strumenti nelle mani del Signore.
- Il canto del Magnificat è il canto dell'intera Chiesa: un canto pasquale di vittoria e di liberazione, un canto che sgorga dall'aver assaporato l'amore del Signore. Maria, la donna vestita di sole, cioè della santità di Dio, indica alla Chiesa, a ciascuno e all'umanità intera, il loro destino. Un destino di santità, un destino di gloria, un destino che ha sapore di vita eterna.
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Preghiera dei fedeli



Celebrando l'assunzione al cielo di Maria, affidiamo alla sua intercessione le invocazioni che eleviamo a Dio per la Chiesa, per il mondo, per la nostra comunità.

Preghiamo insieme e diciamo: Maria, intercedi per noi.
1.   Maria, nella sua Assunzione al cielo, ci indica la meta a cui siamo destinati. Perché accogliamo riconoscenti l'annuncio pasquale della risurrezione, attuato in Maria, preghiamo.
2.   Maria, assunta in cielo, è il modello della nostra configurazione a Cristo. Perché attuiamo nella nostra vita il disegno del Padre che ci vuole figli nel Figlio, rispettando il corpo come tempio vivo dello Spirito Santo, preghiamo.
3.   Maria è primizia ed immagine della Chiesa, in cui Dio ha rivelato il mistero di salvezza. Perché la Chiesa si rifletta in Maria, insegnando e testimoniando che la nostra vera patria è il cielo, preghiamo.
4.   Maria, glorificata in anima e corpo è primizia della redenzione in tutta la sua pienezza. Perché ci sostenga nel dolore, ci aiuti a vincere il peccato e a lottare contro la concezione materialistica della vita, preghiamo.
5.   Maria, Vergine gloriosa nel cielo, interceda per i nostri defunti: possano godere con lei la gioia di ricongiungersi a Cristo, eredi del suo regno. Preghiamo.

O Dio, che nella tua bontà hai voluto salvare tutti gli uomini e in Maria hai indicato a noi la destinazione celeste, ascolta le nostre preghiere che affidiamo a lei, Madre di Cristo e Madre nostra. Per Cristo nostro Signore. Amen.
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Monizione alla preghiera del Signore
Evochiamo con Maria le gradi cose che Dio ha fatto per noi ed esprimiamo al Padre la nostra gratitudine chiedendo di vivere per la sua gloria.
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Vivere l'Eucaristia
- Celebriamo in Maria il volto materno di Dio: "Dio è Padre, ma ancor più Madre" (Giovanni Paolo I).
- Maria Santissima ci fa riscoprire che siamo "immagine di Dio".
- Consegnare a tutti i partecipanti un piccolo segno di festa e di gioia da condividere in famiglia o con gli amici, anche attraverso la pratica di un versetto del Magnificat (Vangelo).
- Non dimentichiamo i poveri. La celebrazione eucaristica si apra concretamente alla carità: condividiamo con i poveri della parrocchia la gioia di questo giorno.
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Dai Padri e dai Testimoni
- Maria avrebbe dovuto, così sembrerebbe, essere introdotta in cielo fin dal momento in cui vi salì il Signore. Perché allora questo ingresso venne ritardato almeno per breve tempo ed essa restò separata da suo Figlio? Perché il suo desiderio sì santo, ardente più del fuoco, non fu subito appagato? Si è che questo intervallo non fu di lieve consolazione per i discepoli di Cristo. L'intervallo non tolse nulla alla madre, mentre apportò al mondo rimedi di salvezza. Il Signore Gesù volle in effetti che, dopo il suo ritorno al Padre, gli apostoli potessero gioire dell'assistenza ed educazione materne. Per quanto già istruiti dallo Spirito, essi avevano ancora molto da imparare da colei che dette al mondo il Sole di giustizia e fece scaturire per noi dal suo seno immacolato, come da un prato verginale, la sorgente della Sapienza. Infine, nella sua mirabile bontà, la Provvidenza ha voluto che la Chiesa primitiva, che non vedeva più Dio presente nella nostra carne, potesse vedere la sua madre ed essere confortata da così amabile vista.
Amedeo di Losanna
- Maria ci ha generati secondo la vita della grazia, avendo dato tutta se stessa, corpo e anima, per essere Madre di Dio. Da qui nasce un'unione strettissima tra lei e noi: ella ci ama, ci conosce, ed è interamente disponibile per renderci quali dobbiamo essere.
S. Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein)
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Spunti per la riflessione
-   Maria come Modello - Dio sceglie Maria come Madre terrena per suo Figlio. La sceglie quando è ancora molto giovane e le affida Gesù, il Cristo, cioè il Messia.
Maria si impegna e accetta. Dio confida in lei, ed essa confida in Dio.
Maria si apre al mondo - a un mondo nuovo - fatto di realtà nuove.
Essa ha un suo progetto di vita, e Dio gliene propone un altro, molto diverso. Essa lo accetta senza condizioni, e offre tutta la sua collaborazione e il suo impegno. Diventa così la Madre del Redentore.
Oggi Maria serve da modello a tanti giovani e adulti che intendono portare avanti un ideale, una vita impegnata, ricca di progetti, di speranze e di ottimismo.
La generosità giovanile di Maria, Madre di Gesù, stimola i giovani generosi, disponibili, fiduciosi, a impegnarsi per i loro fratelli, con il cuore aperto a Cristo che bussa alla loro porta per realizzare grandi opere.
Maria ci apre un nuovo cammino partendo dalla realtà concreta che ogni giorno dobbiamo vivere.
Imitare Maria non significa dover compiere opere straordinarie, perché vogliamo vedere in lei una donna della nostra stessa natura, che vive tra noi nella semplicità di una famiglia.
Come dice Paolo VI, la figura di Maria è giunta a noi, molte volte, un po' mitizzata. Indubbiamente è stata dotata di privilegi eccezionali, unici: immacolata, madre vergine, madre di Dio, assunta in cielo subito dopo morte... ma per il resto ha condotto una vita simile alla nostra.
Occorre liberare Maria da certi orpelli, tipici di una letteratura di esaltazione che ci allontana da lei. I suoi comportamenti e i suoi valori umani saranno per noi la ragione più convincente per sentirla vicina.
Maria condusse la vita comune di una donna giovane, nel seno di una famiglia, mantenendo le abitudini proprie degli israeliti e dei suoi tempi. Non è sensato separarla da questa realtà, che comporta i limiti umani. Essa ha gli stessi sogni dei giovani; si fidanza con un giovane... Guarda al futuro di una vita familiare semplice. E aspetta, come tutti gli israeliti, il compimento della promessa del Signore: l'arrivo del Messia.
Dio interviene nel suo futuro e la rende, per la sua disponibilità, «Madre di suo Figlio»... Qui inizia la nuova era.
Maria, donna credente, risponde con generosità alla chiamata di Dio... Manifesta un coraggio giovanile nell'affrontare i possibili rischi. Chiede solo un chiarimento: «Come è possibile? Non conosco uomo».
Con il suo comportamento Maria dimostra la sua fede, la sua fiducia, disponibilità e impegno.
-   Maria,  giovane donna, oggi si presenta come un ideale, un modello da seguire, sia per i giovani che per gli adulti, desiderosi di arricchire la loro vita.
Maria   accetta i nuovi valori. Per lei fu tutto nuovo, diverso dal passato, perfino misterioso. Tuttavia, essa lo ha accettato con generosità e dedizione.
Non è questo un valore per oggi?
Maria   è ottimista e desidera realizzarsi come donna: concreta, autentica, piena di vita.
Non è questo un valore per oggi?
Maria   è una donna libera che decide di accettare consapevolmente quello che le viene chiesto. Maria è libera, comprensiva, comunicativa, sa convivere e apprezza il suo prossimo.
Non è questo un valore per oggi?
Maria   è una donna attiva. Non si chiude in se stessa, è disposta ad aiutare, a stimolare, a fidarsi e a valorizzare le cose, per quanto insignificanti possano essere.
Non sono questi i valori che cerchiamo oggi?
-   In Maria, nonostante il poco che ci dice il Vangelo, appaiono i valori per i quali lotta l'uomo di oggi: generosità, disponibilità, accoglienza, solidarietà, comprensione, familiarità, dialogo... In una parola: amore e carità.
Maria è una donna feconda che ci offre Cristo, il Salvatore. La sua generosità nel darci l'Uomo Perfetto ci riempie di ottimismo. Imitare lei vuol dire imitare suo Figlio... Noi aspiriamo a questo, alla perfezione, a sentirci pienamente figli di Dio e fratelli di Cristo (da: Manuel Bravo, Maggio con Maria. Riflessioni e incontri in gruppo e in comunità, Elledici 2000, pp. 133-136 passim).
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Preghiera
Vedi il Foglio Liturgico.



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