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Liturgia

CEC DON BOSCO Liturgia Feste del Signore Per celebrare

Feste del Signore
Alcuni testi
Per celebrare

Per celebrare

  • Il colore liturgico è il bianco-giallo caratteristico delle solennità.
  • Abbiamo già segnalato come queste feste riprendano temi centrali dell’esperienza celebrativa cristiana, caratteristici in particolare del tempo ordinario e presenti in tutto l’Anno liturgico.
  • Il grado di solennità espresso dai segni festivi può essere analogo a quello delle domeniche ordinarie, sottolineando magari maggiormente, di volta in volta, qualche elemento connesso al tema su cui ciascuna delle feste è centrata. Ad esempio:
    • Un’attenzione al segno della croce che apre e chiude la celebrazione, una professione di fede inframmezzata da un ritornello cantato (ad esempio: Credo, Signore, Amen!), l’Amen della Dossologia che chiude la Preghiera Eucaristica cantato (se già non è abitudine consolidata) per la Santa Trinità.
    • Un gesto più significativo per la frazione del pane (ad esempio, spezzando un’ostia più grande) accompagnato dal canto dell’Agnello di Dio, la comunione al pane e al vino per il Corpo e Sangue di Cristo.
    • Una sottolineatura sul regno che deve venire (ad esempio, l’acclamazione cantata Tuo è il regno, tua la  potenza… e ritornello alla preghiera universale, eventualmente cantato, Venga il tuo regno, Signore), oltre ad altre scelte per evidenziare la dimensione di compimento degli ultimi tempi, per Cristo Re, domenica conclusiva dell’Anno Liturgico.
  • Soltanto due di tutte queste feste comportano riti propri, distinti rispetto alla “normale” celebrazione eucaristica: la Presentazione del Signore e il Corpo e Sangue di Cristo.
  • La messa della Presentazione è preceduta da una processione con le candele, a ricordo del Nunc dimittis del vecchio Simeone, che aveva salutato nel bambino Gesù presentato al Tempio la “luce per illuminare le genti” (Lc 2,30).
  • La messa della solennità del Corpus Domini è invece seguita, se le circostanze pratiche lo consentono, dalla processione con il Santissimo Sacramento. Questa processione segue l’orazione dopo la comunione (i riti di conclusione si omettono): il presidente pone l’ostia consacrata durante la messa nell’ostensorio, la incensa e dopo aver sostato per un momento di adorazione dà inizio alla processione. È preferibile che la processione si snodi da una chiesa a un’altra, ma secondo le possibilità potrà tornare nella chiesa da cui è partita. Il cammino processionale può essere animato con canti, testi, preghiere che aiutino a meditare il mistero dell’Eucaristia. La conclusione non sia frettolosa: al termine della processione si può invitare l’assemblea a sostare per un momento in adorazione silenziosa, concludendo poi con la benedizione finale.


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