HomeContattiFaqMappa
Libreria on-line: -10%. Ricerca nel nostro catalogo on-line Ricerca Promozioni on-line Abbonamenti Carrello
Novità Le nostre librerie
Cec Bon Bosco
 
la messa nella domenica
 
i tempi liturgici
 
in parrocchia
 
strumenti
 
gli scaffali
 

Liturgia
CEC DON BOSCO Liturgia La Messa nella Domenica 34a del Tempo Ordinario - Cristo Re

MESSALINO ON-LINE


Anno A
34ª Domenica del Tempo Ordinario - Cristo Re

«…L'avete fatto a me»

- Celebrare
- Canti
- Introduzione
- Atto penitenziale
- Presentazione della Parola di Dio
- Annunciare la Parola
- Vivere la Parola
- Preghiera dei fedeli
- Monizione alla preghiera del Signore
- Parola ed Eucaristia




Celebrare
Per una presentazione delle scelte celebrative, si veda il CD-Rom a cura di: Marino Gobbin, @men/2. Immagini e Messalino. Anno A, Elledici, Leumann 2004, qui riprese in forma sintetica. Oppure Carlo Franco in: Marino Gobbin (ed.), Omelie per un anno. Bibliche, patristiche, teologiche e pastorali-pratiche con indicazioni per la celebrazione e il canto. Vol. 2-Anno A: Tempo Ordinario e Solennità, Elledici, Leumann 2004, 430 pp.

  • La liturgia dell’anno «A» mette in evidenza la regalità di Cristo, fondata sul servizio e sulla carità fraterna più esigente.
  • La pagina del Vangelo presenta la scena allegorica del giudizio finale. Essa segue immediatamente la parabola dei talenti (domenica precedente). È la conclusione del discorso escatologico o annuncio della «venuta del Figlio dell’uomo». Non può essere ridotto a una parabola a scopo morale. È una profezia della venuta di Cristo.
  • Questo giorno richiede alcune attenzioni: nell’accoglienza, nell’addobbo floreale che dovrebbe essere curato e di festa, nel canto che può orientare i fedeli verso la Pasqua, nell’intronizzazione e incensazione del Vangelo e dell’altare, segno di Cristo. Sarebbe bene esporre un’icona di Cristo in gloria o Risorto, o evidenziare con un fascio di luce la figura di Cristo nel catino absidale.
  • L’eucologia è propria. Si ricordi la possibilità della colletta alternativa che evidenzia i temi della Parola di Dio. Non si dovrebbe, ma sarebbe bene legare il prefazio proprio alla preghiera eucaristica V/C per il richiamo alla signoria di Cristo in essa contenuta.
  • La professione di fede fatta con le labbra, ha bisogno della compassione del cuore. Anche nel gesto della professione di fede con il simbolo apostolico intercalato da un ritornello, riemerga la nostra disponibilità ad amare («I care» = mi interessa) ed essere presenza del Cristo oggi là dove siamo posti ad operare.
torna su


CantiCanti

Cantacatechismo. 5 cd audio con libretto.


(AdV = Armonia di Voci, rivista; AL = A. Lagorio, 12 canti a Maria; CdP = Casa del Padre; CeI = Canti e inni; CF = Cantinfesta; CR = Carlo Russo, Autostrade verso il cielo; CSResp = Canto Salmo Responsoriale; DP = Dario Pagano, È il giorno del Signore; GB = G. Battistella, Come figli di un unico Padre; GL = G. Lubinu, Tutto ci parla di te; MG = M. Goia, Spalancate le porte a Cristo; MM = Marcello Marrocchi, La perla preziosa. Le parabole nel linguaggio dei giovani; PR = P. Ruaro, Canterò al Signore; SG = M. Giombini, I nuovi Salmi; SC = Salmi e Cantici spirituali di D. Machetta)
  • Per i canti secondo il repertorio Nella casa del Padre (CdP) si vedano le proposte presentate da Carlo Franco in: Omelie per un anno. Vol. 2-Anno A. Il CD Rom «@men/2» presenta nei testi dell’animazione liturgica una sua propria selezione di canti.
  • Per conoscere i criteri e la funzione stessa del canto nella celebrazione, si veda: Robert Philippe, Cantare la liturgia, Elledici, Leumann 2003.

  • Ingresso: CdP 614 Annunceremo il tuo regno; CdP 681 Nobile santa Chiesa; CdP 447 Cieli e terra nuova; CdP 547 Cristo risusciti; CdP 554 Mio Signore, gloria a te; CdP 633 Cristo Gesù, Salvatore (str. 1,2,5,6); CdP 648 Gioia nel cuore; CdP 364 Cristo, splendore del Padre; CdP 514 O Cristo, tu regnerai; CF 57 Cantate al Signore; AdV 1/2000 O Cristo, nostro Redentore; AdV 1/2000 Gloria a te, Cristo Gesù; AdV 2/2005 Lode all’Agnello.
  • Salmo responsoriale: CSResp.; CdP 88-89; 661; come ritornelli: CdP 90; 727.
  • Canto al Vangelo: CdP 446 Alleluia. Canto per Cristo; CdP 262 Alleluia! A Cristo Signore; CdP 665 Jubilate, servite.
  • Presentazione dei doni: CdP 308 O Dio dell’universo; CdP 309 Salga da questo altare; CF 239 Guarda questa offerta; CF 258 Offertorio.
  • Santo: CdP 313-326; CF 314-321.
  • Anamnesi: CdP 621 Christus; CF 79 Christus vincit; CdP 327-337; 353.
  • Dossologia: CdP 338-349; 354; 359; 364; 368; 398.
  • Comunione: CF 38 Avevo fame; CF 361 Ti ringrazio, mio Signore; CdP 548 Cristo, uomo nuovo; CF 93 Cristo non ha mani; CdP 451 Tu, quanto verrai; CdP 732 Tu sei la mia vita; CdP 711 Tu, fonte viva; CF 212 L’hai fatto a me; AdV 3/1999 Gloria a te, Cristo; AdV 3/1999 Tu sei l’unica salvezza; AdV 2/2002 Gesù, glorioso Principe.
  • Canto finale: CF 220 Lui ci ha dato i cieli.
torna su


IntroduzioneIntroduzione
Siamo riuniti perché Cristo ha un posto nella nostra vita. Approfitteremo di questa festa per capire un po' meglio l'importanza di tale posto. Cristo è presente in tutti gli incontri umani, è vivo nel nostro cuore. Noi affermeremo insieme che il suo potere è immenso, che il suo Spirito in noi è il meglio di noi, la forza che fa progredire l'umanità.
torna su


Atto penitenzialeAtto penitenziale
È ancora lontano il regno della giustizia in questo mondo... «Ho avuto fame, sete...»... È il Signore ad essere nudo, affamato, privo del necessario, prigioniero, solo, ammalato... E noi lo riconosciamo? Facciamo il possibile per lui?...
  • Signore, pastore delle pecore, abbi pietà di noi.
  • Cristo, vincitore del male e della morte, abbi pietà di noi.
  • Signore, che giudicherai tutti gli uomini, abbi pietà di noi.
torna su


Presentazione della Parola di DioPresentazione della Parola di Dio

@men. Cd rom 3.


In alternativa, oltre ai testi digitali del CD Rom «@men/2» e alle indicazioni esegetiche (Per comprendere la parola) presenti nel volume «Omelie per un anno 2/A», si veda: Come profumo soave. Presentazione della Parola di Dio e Preghiera dei Fedeli per le domeniche e le solennità dell’Anno Liturgico «A», Elledici, Leumann 2001.

  • Prima lettura – Ez 34,11-12.15-17: Voi siete mio gregge: io giudicherò fra pecora e pecora.
  • Il re-pastore di cui parla il profeta è figura di Gesù Cristo che ha dato la vita per le sue pecore affinché – radunate da tutte le parti del mondo – entrino nel regno preparato dal Padre.
  • Salmo 22 – Rit.: Tu mi conduci, Signore, nel regno della vita.
  • È un salmo di fiducia che canta con profondo senso religioso la bontà e la misericordia del Signore. Applicando a Cristo le immagini del salmo, la Chiesa ci fa comprendere il vero senso della regalità di Cristo che conduce il suo popolo alla mensa del banchetto eucaristico.
  • Seconda lettura – 1 Cor 15,20-26a.28: Consegnerà il regno a Dio Padre, perché Dio sia tutto in tutti.
  • La fede della nostra risurrezione ha il suo fondamento nella realtà della risurrezione di Cristo. I cristiani solidali con Cristo, capo della nuova umanità, partecipano alla sua vittoria sulla morte e sul peccato.
  • Canto al VangeloAlleluia, alleluia. Io sono l’Alfa e l’Omèga, colui che è, che era e che viene: tenete saldo il dono della fede fino al mio ritorno. Alleluia.
  • Vangelo – Mt 25,31-46: Si siederà sul trono della sua gloria e separerà gli uni dagli altri.
  • Tutte le scelte che, nella vita, ogni uomo ha fatto pro o contro il regno, e cioè pro o contro l’amore di Dio e dei fratelli, acquistano valore di eternità per i tempi nuovi, quando il Figlio di Dio verrà a giudicare il mondo.
torna su


Annunciare la ParolaAnnunciare la Parola
  • Ecco che, domenica dopo domenica, siamo arrivati a quella che è l'ultima dell'anno liturgico. A conclusione di questo tempo, immagine della nostra vita terrena, celebriamo oggi la solennità del nostro Signore Gesù Cristo, Re dell'universo; festa che ci ricorda che siamo in cammino per incontrarci e restare definitivamente con Colui che si è fatto nostra via, nostro pastore e guida, nostro re e redentore; con Colui che si è fatto uomo senza cessare di essere Dio, che è ritornato al Padre senza staccarsi da noi, che si è fatto il servo di tutti senza rinunciare ad essere il Signore.
  • Questo Gesù ci viene presentato innanzitutto come colui che realizza le promesse del Padre: «Ecco io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura... Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all'ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte». Veramente ha compiuto alla lettera questa Parola! Basta solo sfogliare i Vangeli per rendersi conto che Gesù non ha trascurato nessuna categoria di persone, e se ha privilegiato i poveri non ha dimenticato i ricchi, se ha cercato i peccatori non ha disdegnato la compagnia dei giusti, se si è rivolto agli adulti non ha allontanato i bambini.
  • Sbaglia chi vuol fare di Cristo un rivoluzionario politico, un difensore di una qualche categoria sociale o etichettarlo in qualche modo. Gesù è per l'uomo, ogni uomo, tutto l'uomo e basta! «Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi» (Mt 11,28). «Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la sua vita per le pecore» (Gv 10,11). Sue pecore sono tutti gli uomini, per questo non si preoccupa solo di quelli che lo seguono ma dice: «Ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore» (Gv 10,16).
  • Perché questo si realizzasse per tutta l'umanità, lui, il Pastore grande delle pecore, è andato alla morte e il Dio della pace lo ha fatto tornare dai morti (cf Eb 13,18), quale «primizia di coloro che sono morti». Così «l'Agnello ha redento il suo gregge, l'Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre» (liturgia). Il peccatore è stato perdonato, lo smarrito ha ritrovato la strada del ritorno, il vizioso ha ricevuto forza per ricominciare, chi era caduto ha trovato un luogo dove essere curato, il pigro ha ricevuto un incoraggiamento e il forte un aumento di grazia.
  • Ma le altre pecore? Quelle non appartenenti all'ovile di Cristo che è la Chiesa? Come e quando udranno la sua voce e diventeranno suo unico gregge? Cristo, infatti, è morto e risorto per tutti gli uomini, egli è il re dell'universo!
  • «Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti». In quel momento tutti udranno la sua voce perché tutti saranno giudicati secondo le loro opere compiute o no per amore di Cristo. Ma come possono aver fatto qualche cosa contro Cristo o a suo favore ed essere quindi giudicati, se qui sulla terra non l'hanno conosciuto? Gesù stesso risponde: «Ogni volta che (non) avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, (non) l'avete fatto a me». Chi sono questi «fratelli più piccoli» di Gesù tanto importanti da permettere o impedire agli uomini di entrare nel Regno dei cieli?
  • Leggiamo nel Vangelo che Gesù dice: «Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello» (Mt 12,50); e risorto, dà alle donne questo comando riguardante gli apostoli: «Andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno» (Mt 28,10). Ma c'è ancora un testo che ci può indicare meglio chi intenda Gesù per «miei fratelli più piccoli». Al termine del discorso missionario, parlando ai discepoli, dice: «Chi accoglie voi accoglie me... Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta... E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa» (Mt 10,40-42).
  • Da questi testi si può dedurre che per «miei discepoli più piccoli» si intende i discepoli di Cristo, i cristiani. Così, colui che accoglie un cristiano in quanto tale, riceverà la ricompensa riservata ai cristiani: sarà annoverato tra le pecore dell'unico ovile sotto l'unico Pastore, e suo sarà il Regno dei cieli!
  • Fratelli miei, possiamo concludere che da parte nostra, di noi cristiani, è richiesta una vera conversione: è necessario che ci lasciamo trovare, guarire e guidare dal nostro Re-Pastore per meritare di essere messi, in quel giorno, alla sua destra dopo esser stati, qui sulla terra, sue pecore riconoscibili come tali dagli «altri» i quali, dopo averci individuati e averci fatto del bene, possano, per questo, essere accolti nel Regno dei cieli da Cristo, re dell'universo. A lui sia lode, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.
torna su


Vivere la Parola

Omelie per un anno. Con cd rom. Vol. 1: Anno B.


  1. Come traduciamo nella nostra vita pratica la dottrina che Cristo è re innanzitutto sulla croce?
  2. «Venga il tuo regno»: che cosa chiediamo? È nostra abituale preghiera la richiesta dell’avvento del Regno di Dio?
  3. Siamo persuasi che partecipare alla regalità di Cristo significa sentirsi vincitori con lui del peccato, della morte, delle attrattive transitorie di questo mondo?
  4. Il Cristiano partecipa alla regalità di Cristo lavorando nel suo settore particolare per l’affermazione del Regno di Dio sulla terra: è questo il nostro programma, e come intendiamo realizzarlo?
  5. Crediamo che Cristo esercita la sua regalità sulla Chiesa attraverso i pastori da lui stabiliti?
torna su


Preghiera dei fedeliPreghiera dei fedeli
In alternativa, oltre ai testi digitali del CD Rom «@men/2», si vedano le pubblicazioni: Come profumo soave. Presentazione della Parola di Dio e Preghiera dei Fedeli per le domeniche e le solennità dell’Anno Liturgico "A", Elledici, Leumann 2001; Preghiera dei fedeli. Proposte per le domeniche e feste degli anni "A-B-C", Elledici, Leumann 2002.

In Cristo, il Padre ha voluto perdonare, riscattare, riconciliare. Innalziamo la nostra preghiera a Dio per mezzo di Cristo Re dell'universo.

Preghiamo insieme e diciamo: Signore re di amore, ascoltaci.

  1. La Chiesa, attraverso i suoi pastori, riveli al mondo la giustizia e la pace. Preghiamo.
  2. Coloro che nel mondo detengono l'autorità, sull'esempio di Cristo Re, si facciano servi di ogni uomo. Preghiamo.
  3. Quanti esercitano la giustizia umana, riconoscano Cristo in coloro che soffrono. Preghiamo.
  4. Gli oppressi, i prigionieri, i condannati vedano spuntare la propria salvezza e siano confortati dalla vicinanza dei fratelli. Preghiamo.
  5. La nostra assemblea eucaristica sia segno di condivisione e di amore universale. Preghiamo.
Signore Gesù, al quale Dio onnipotente ha sottomesso tutte le cose alla tua regalità, fa' entrare tutti gli uomini nell’unico regno di giustizia, di amore e di pace. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
torna su


Monizione alla preghiera del SignoreMonizione alla preghiera del Signore
Con le parole di Gesù, rendiamo grazie a Dio Padre che ci ha messi in grado di partecipare all'eredità dei santi, facendoci entrare nel regno del suo Figlio diletto: Padre nostro.
torna su


Parola ed Eucaristia
  • L'Eucaristia ci fa proclamare che «il suo regno non avrà fine»; che questo regno è universale, e continua a radunare il suo popolo perché in ogni parte della terra (il testo latino dice: «dall'Oriente all'Occidente», è la profezia di Malachia) presenti un'offerta pura; un giorno sarà compiuto e consegnato da Cristo alla signoria del Padre; per lui, con lui, ecc.
  • Con l'unzione del battesimo e della cresima siamo introdotti e confermati nel regno di Dio. Nella celebrazione eucaristica scopriamo il senso di questa unzione regale: siamo il popolo di Dio che acclama il suo re e signore. Gesù Cristo, che ha conquistato sulla croce il regno del Padre, viene per regnare in noi col suo amore e per farci comprendere sempre meglio le esigenze del suo regno.


torna su
 
ContrattoPrivacyCredits
© Istituto Bernardi Semeria - Editrice ELLEDICI P.I. / C.F. 00070920053