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Liturgia
CEC DON BOSCO Liturgia La Messa nella Domenica Domenica prossima

domenica prossima

Le tracce per le celebrazioni domenicali, che pubblichiamo ogni lunedì che precede la festa, sono curate dal diacono Giovanni Marchioni.

Anno A
Santissima Trinità

Dio, non solitario, ma ricco d'amore...



- Introduzione
- Atto penitenziale
- Presentazione della Parola di Dio
- Annunciare la parola
- Preghiera dei fedeli
- Monizione alla preghiera del Signore




IntroduzioneIntroduzione

Possiamo intendere il mistero di Dio paragonandolo al sole. Se mi incaponissi a fissare a lungo il sole, ad occhio nudo, ne rimarrei con la vista turbata, se non addirittura spenta. Se mi proponessi di andare a toccarlo, per rendermi conto con le mie stesse mani di che cosa si tratti, e se riuscissi a toccarlo davvero, anche solo un momento, ne resterei incenerito. Ma sta di fatto che sono la sua luce e il suo calore ad illuminarci le giornate e a maturare i frutti della terra. Allo stesso modo il credente investiga la realtà, per scoprirvi le leggi che la regolano, ma in essa riconosce la presenza dell'ineffabile, del mistero di Dio che colora e dà senso alle cose e al tempo. Come sarebbe assurdo negare l'esistenza del sole perché non si riesce a fissarlo e toccarlo, così è insensato negare l'esistenza di Dio perché non lo si capisce, perché non rientra nei nostri schemi, nelle nostre categorie, nei nostri progetti. Confessiamo dunque la nostra incapacità di sondare il mistero di Dio, ma anche la gioia che sgorga dai nostri cuori, perché ci sentiamo amati da lui.

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Atto penitenzialeAtto penitenziale

Signore, lo sai che siamo un popolo dalla dura cervice, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa' di noi i tuoi servi fedeli.

  • Signore, che sei misericordioso e pietoso, abbi pietà di noi…
  • Cristo, ricco di grazia e di fedeltà, perdona le nostre colpe…
  • Signore, Dio dell’amore e della pace, abbi pietà di noi…
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Presentazione della Parola di DioPresentazione della Parola di Dio
  • Prima lettura - Es 34,4b-6.8-9: Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso.
  • Mosè con le tavole della Legge viene convocato da Dio che si mostra buono e misericordioso, perdonando il peccato del popolo d’Israele, il quale aveva costruito il vitello d’oro.

  • Cantico - Dn 3,52-56: A te la lode e la gloria nei secoli!
  • Il Dio dei Padri viene benedetto nei secoli. Deve essere benedetto il suo nome, il suo tempio, la sua provvidenza, la sua creazione.

  • Seconda lettura - 2 Cor 13,11-13: La grazia di Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito.
  • Paolo sprona i Corinti a tendere alla perfezione vivendo nella gioia, perché Dio è presente tra i suoi fedeli con il suo amore e la sua pace.

  • Vangelo - Gv 3,16-18: Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
  • Nell’incontro con Nicodemo Gesù afferma che l’uomo avrà la salvezza solo riconoscendo in lui, Gesù, il Cristo. E questo è possibile perché chi va a Cristo va al Padre, e ciò mediante lo Spirito Santo.

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Annunciare la parolaAnnunciare la parola
  • Mosè aveva distrutto le tavole della Legge (cf Es 32,19) che Dio gli aveva dato. Di fronte al vitello d'oro (cf Es 32,1-6) costruito dagli ebrei, non poteva farne a meno. Non è possibile presentare le parole d'amore di un Dio che ti indica la via da seguire per essere felice, a coloro che invece adorano un totem, un idolo, al quale attribuiscono poteri e volontà, a coloro che divinizzano un oggetto perché visibile, "comprensibile", arredato delle caratteristiche che gli uomini attribuiscono al vero Dio. Chiunque, di fronte a tale tradimento, a tale tracotanza, si sarebbe allontanato sdegnato. Ma Dio no.
  • Il Dio cristiano è un Dio strano, che addirittura cerca l'uomo. A differenza delle altre religioni, in cui è l'uomo che s'impegna ad avvicinarsi, a scoprire le meraviglie del divino, il cristianesimo ha di strano che è Dio a farsi incontro agli uomini, a cercarli quando loro, specialisti in fughe, si allontanano dalla sua presenza, dall'intimità con lui. E' questo Dio a chiamare Mosè per dirgli di ripresentarsi sul monte, luogo separato dal chiasso, dalla normalità e dunque immagine del raccoglimento, della disponibilità all'incontro con il divino (cf Es 34,4).
  • Questo non significa che anche noi dobbiamo lasciare i nostri affetti e le nostre occupazioni per ritirarci su un monte come gli eremiti; ma significa che se vogliamo incontrare Dio dobbiamo farlo sul suo terreno e non sul nostro. E il terreno di Dio è il silenzio, l'ascolto, la meditazione della sua Parola.
  • Mosè dunque sale sul monte, ricercato da un Dio "misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di grazia e fedeltà" (Es 34,6), un Dio che dona all'uomo sviato, decaduto e disorientato, la sua Legge, un indicatore di direzione verso il bene. Il Dio severo, giusto, che punisce l'uomo per i suoi peccati, lascia qui il posto a un Dio paziente, buono, che interviene soltanto per aiutare, per salvare.
  • Infatti, anche di fronte al rifiuto della Legge, Dio non cede, non abbandona l'uomo, ma mette in atto il più grande progetto che la storia umana ricordi: manda agli uomini Gesù, suo Figlio (cf Gv 3,16), venuto non "per giudicare il mondo, ma per salvarlo" (Gv 3,17). Tuttavia il Vangelo ci parla anche di condanna, qualora non si creda in Gesù (cf Gv 3,18). Come è possibile una tale reazione, in un Dio che si dichiara buono e misericordioso?
  • In realtà, quando noi rifiutiamo l'unità con Cristo, quando non ci interessa la sua volontà, ma vogliamo realizzare la nostra; quando la sua croce diventa un'immagine sbiadita e impolverata, anzichè essere segno e richiamo di un cammino di conversione, allora noi ci stiamo perdendo da soli, come quel tale che, pur avendo le indicazioni, i segnali che lo guidano verso la meta, decide di cambiare strada e finisce nel fosso, perchè pretende che la meta sia dove vuole lui e non è disponibile a seguire la via che invece ve lo porta.
  • Siamo come colui che rifiuta di credere al sole perché non lo può guardare e non lo può spiegare; siamo come colui che nega l'esistenza della luce perché le volge le spalle e pretende che la realtà sia soltanto quella che è coperta dalla sua ombra. Cristo è il sole, Cristo è la luce del mondo, Cristo è la salvezza dell'uomo. Chi riconosce Gesù come il sole della propria vita non ha bisogno di idoli, non ha bisogno di cercare rassicurazioni o di rimuovere le sue paure, perché la realtà è illuminata, è chiara, e le cose acquistano significato, tanto che, anche nelle difficoltà, s'intravede la speranza.
  • Inoltre, come un unico sole illumina il mondo, così la luce di Cristo si spande su tutti coloro che credono in lui. Perciò san Paolo afferma: "State lieti, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi" (2Cor 13,11). È bello pensare che siamo riscaldati dall'amore di Gesù, sia come singole persone, uniche e irripetibili, ma anche come comunità: del resto se pensiamo al sole, con i suoi raggi, ci rendiamo conto che quanto più essi si avvicinano al sole tanto più si avvicinano tra loro. Allo stesso modo, quanto più i credenti si immergono in Cristo, tanto più sono uniti tra loro, formando un corpo solo.
  • Questo significa che la comunità cristiana è il luogo della salvezza. Ciascuno di noi, infatti, ha un rapporto con Cristo Capo, al quale facciamo riferimento essendo membra vive, aventi una funzione di servizio. Infatti le membra di un corpo non sono soltanto una decorazione, ma sono uno strumento operativo, una possibilità di espressione del corpo stesso.
  • Ma il fatto di essere costituiti come corpo, un unico corpo, crea anche l'esigenza della solidarietà, della comunione tra noi. Questa comunicazione delle membra, questa "conglutinazione" è ancora una volta garantita dall'effusione dello Spirito, principio vitale della comunità. Il Padre misericordioso; il Figlio salvatore; lo Spirito che anima la nostra vita cristiana. Ecco il mistero della Trinità, un mistero d'amore, che noi non sappiamo esplorare, ma che riconosciamo perché ci è stato rivelato nella Scrittura e confermato dalla Chiesa.
  • "Vibra nel vento con tutte le sue foglie il pioppo severo: spasima l'anima in tutte le sue doglie nell'ansia del pensiero. Dal tronco in rami per fronde s'esprime tutte al ciel tese con raccolte cime; fermo rimane il tronco del mistero e il tronco s'inabissa ov'è più vero" (C. Rebora).
  • La "pianta" del mondo e il "tronco" della realtà affondano le loro radici, cioè traggono la loro ragion d'essere, a un livello per noi inafferrabile, dentro un abisso a noi insondabile: è proprio il livello del divino, del mistero, rifiutato da quelli che non accettano di legare la loro vita a uno "Sconosciuto" (L. Giussani). Forse, se costoro avessero sperimentato l'Amore, ora sarebbero disposti a sacrificargli tutto, ad essere dipendenti da lui, ad accettare e basta.
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Preghiera dei fedeliPreghiera dei fedeli

Chiediamo al Padre di renderci aperti alla guida dello Spirito, perché possiamo riconoscere in Gesù il Signore della nostra vita. Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

  1. Perché la Chiesa venga riconosciuta come popolo del Signore, che ha come legge la carità e come missione l’annunciare a tutti la salvezza. Preghiamo.
  2. Perché i cristiani sappiano trovare nella preghiera e nella contemplazione la capacità di accostarsi al mistero del Dio uno e trino. Preghiamo.
  3. Perché gli uomini di cultura e gli scienziati non cessino di cercare la verità e trovino in Dio la chiave delle risposte ai problemi del mondo. Preghiamo.
  4. Perché i popoli ricchi ascoltino il grido dei diseredati, dei poveri e degli oppressi, e convertano il loro cuore alla condivisione e alla solidarietà. Preghiamo.
  5. Perché nella nostra comunità scorra la linfa dell’unità e di quell’amore che rende bella e gioiosa la vita cristiana. Preghiamo.

O Santissima Trinità, Padre che ci hai creati, Figlio che ci hai redenti, Spirito che ci doni luce e forza, rendici consapevoli della tua presenza misteriosa e forte che opera in ogni cristiano, rendendoci testimoni del tuo amore nel mondo. Per Cristo nostro Signore.

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Monizione alla preghiera del SignoreMonizione alla preghiera del Signore

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo preghiamo dicendo…




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