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CEC DON BOSCO Liturgia Celebrazioni e attività per i tempi liturgici Feste Mariane Via Matris

Celebrazioni e attivitÀ per i tempi liturgici

Via Matris - L'Ora della Madre

La Via Matris, come prima di essa la millenaria Via Crucis e di origine più recente la Via Pacis e Via Lucis, sono forme di preghiera appartenenti alla pietà popolare, sorte non senza qualche riferimento esplicito ai misteri di Cristo e di sua Madre celebrati nella liturgia e ispirate ad alcune sue modalità (ascolto di testi biblici, acclamazioni, invocazioni). Nella diversità-analogia della loro origine, sviluppo e diffusione, questi pii esercizi possono essere accomunati per l'impostazione, l'intenzione e il genere che li connota.

Questa pagina intende offrire alcune linee teologiche e liturgiche su questa pratica della pietà popolare, per questo, anche se i contenuti possono essere ripetitivi, vengono riportati alcuni articoli del recente «Direttorio su pietà popolare e liturgia». Alla fine sono offerti alcuni riferimenti pratici per continuare la ricerca e alcune indicazioni celebrative.

- Preghiamo
- Tipologia e caratteristiche
- Via Matris (dolorosae)
- La «Via Matris» (Direttorio PPeL 136-137)
- L'«Ora della Madre» (Direttorio PPeL 147)
- Suggerimenti e materiali
- Magnificat (b. suor M. Romero)

Preghiamo
Con tutto il cuore
ci rivolgiamo, da figli,
a Colei che è infinitamente nobile,
perché anche infinitamente cortese.
Infinitamente accogliente.
A Colei che è infinitamente ricca,
perché è anche infinitamente povera.
A Colei che è infinitamente alta,
perché sa anche infinitamente discendere.
A Colei che è infinitamente grande,
perché è anche infinitamente piccola.
Infinitamente umile.
Una giovane madre.
A Colei che è infinitamente giovane,
perché è anche infinitamente madre.
A Colei che è infinitamente eretta,
perché è anche infinitamente china.
A Colei che è infinitamente gioiosa,
perché è anche infinitamente addolorata.
Settantasette volte settanta addolorata.
A Colei che è tutta Grandezza e Fede
perché è anche tutta Carità.
A Colei che è tutta Fede e Carità
perché è anche tutta Speranza. Amen.
torna su Charles Péguy
da: Scelta per Madre,
Elledici, p. 76-77

Tipologia e caratteristiche
La visita ai luoghi in cui Cristo visse i misteri della sua Passione-Morte-Risurrezione, cronologicamente successivi eppure connessi in modo da costituire un insieme unitario, ha progressivamente sviluppato un cammino orante - invocazione, ascolto, lode, supplica - scandito da soste attorno ai singoli eventi commemorati (le stazioni). Il passare da un luogo all'altro in contesto di preghiera comunitaria ha dato vita ad un itinerario che è assurto ad esperienza di cammino interiore. Del resto, il camminare insieme è sentito in ambito religioso come una delle forme immediatamente espressive del cammino interiore-spirituale. Il passare spazialmente-simbolicamente da un mistero all'altro della vita di Cristo o di Maria, conduce l'orante a contemplare gli eventi da essi vissuti, imprimendo così nel proprio cuore i loro sentimenti e quelli suscitati reattivamente davanti a loro. La struttura comune di questi pii esercizi è dunque quella del cammino compiuto in momenti di preghiera, alimentati dall'ascolto di passi dell'AT e NT, canti, invocazioni, riflessioni. La forma e il numero delle stazioni, pur determinato, non è definito e obbligante. Secondo il principio della libertà propria dei pii esercizi regolati dall'Autorità competente, queste Vie conoscono diverse modalità e varietà, a seconda della sensibilità e delle accentuazioni spirituali. Alla luce della sacra Scrittura e nelle forme più antiche anche della tradizione popolare (es. la Veronica, la deposizione di Cristo morto tra le braccia della Madre), queste pratiche di pietà lasciano spazio al sentimento senza tuttavia indurre allo sterile sentimentalismo, incapace di incidere nella vita concreta dei fedeli. La predicazione (non propriamente l'omelia) che può accompagnare tali pii esercizi è un'opportunità volta a risvegliare e prolungare l'interiorizzazione dei misteri di Cristo e di Maria testimoniati dalle pagine evangeliche e celebrati dalla Chiesa nelle azioni liturgiche. In questo orizzonte, le Vie esigono di essere armonizzate con lo spirito liturgico (sintonia di contenuti) e con l'Anno liturgico (tempi, giorni, ore). Da qui la convenienza pastorale della connessione della Via Pacis con i tempi di Avvento-Natale, della Via Crucis e Via Matris con la Quaresima, della Via Lucis con il tempo di Pasqua.
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Via Matris (dolorosae)
Modellata sulla Via Crucis e fiorita dal tronco della devozione ai "sette dolori" della Vergine, cara all'Ordine dei Servi di Maria, questa forma di preghiera germinata nel sec. XVI si è progressivamente imposta, fino ad attestarsi nella forma attuale nel sec. XIX. La tematica fondante è la considerazione sintonica-cordiale del cammino di prova vissuto da Maria, nel suo pellegrinaggio di fede, lungo l'arco della vita del suo Figlio e sigillato in sette stazioni: la rivelazione di Simeone (Lc 2,34-35); la fuga in Egitto (Mt 2,13-14); lo smarrimento di Gesù (Lc 2,43-45); l'incontro con Gesù sulla via del Calvario; la presenza sotto la croce del Figlio (Gv 19,25-27); l'accoglienza di Gesù deposto dalla croce (cf Mt 27,57-61 e par.); la sepoltura di Cristo (cf Gv 19,40-42 e par.). In quattro stazioni la presenza materna di Maria è esplicitamente testimoniata dai Vangeli, mentre nelle rimanenti è tradizionalmente supposta dalla pietà cristiana. Risalta in tutte la comunione della Madre ai misteri salvifici del Figlio. L'itinerario doloroso di Cristo, a cui la Madre è stata intimamente associata (cf LG 61: alma divini Redemptoris Mater, singulariter prae aliis generosa socia), dev'essere compreso alla luce della Pasqua: il dolore è vissuto da Maria nella fede, speranza e carità, illuminate dalla risurrezione. Sulla base degli orientamenti di SC 13, LG cap. VIII e MC sono stati elaborati in anni recenti degli schemi rinnovati di questa preghiera. Accanto alla Via Matris menzioniamo L'Ora della Madre, pratica rilanciata specialmente per il Sabato santo quale revisione della Desolata (pio esercizio che ricordava lo strazio di Maria durante la sepoltura del Figlio). Il tempo privilegiato per pregare la Via Matris in armonia col sentire liturgico è rappresentato dal periodo quaresimale (specie venerdì o sabato): il dolore di Maria causato dal rifiuto del Figlio da parte degli uomini, mentre rimanda all'amore paziente e misericordioso del Servo sofferente, sprona alla conversione e alla compunzione del cuore. La Via Matris è indicata anche per disporsi interiormente alla memoria liturgica dell'Addolorata il 15 settembre (o a prolungarne il ricordo), così come nei venerdì o sabati del tempo ordinario ed, inoltre, in occasioni in cui la sofferenza e il coraggio di Maria si rivelano esemplari per chi vive situazioni di smarrimento e di dolore. L'andamento orante di questo pio esercizio (testi biblici, responsori, acclamazioni, suppliche, canti) può essere avvalorato da un adeguato intervento di riflessione-esortazione. Tale intervento sarà ordinato ad illuminare, alla luce della Scrittura: il senso ed il valore del dolore della Madre di Cristo (motivo e unità dei dolori della Vergine, il progressivo cammino di fedele discepola fino al sepolcro, nell'attesa piena di speranza del "terzo giorno"); la sua personale associazione alla sofferenza del Redentore; il frutto ecclesiale del dolore di Maria; l'imitazione delle sue virtù nell'ora della prova. Il ricordo della Mater dolorosa è stimolo per i fedeli a raccoglierne l'esempio di fede, speranza e carità, ed a sperimentarne la comunione nel cammino di conformazione a Cristo, crocifisso per amore.
torna su Corrado Maggioni
da: Via Pacis, Via Crucis, Via Matris, Via Lucis,
in: Manlio Sodi - A.M. Triacca, «Dizionario di omiletica»,
Elledici-Velar, Leumann-Gorle 1998, pp. 1651-1654, qui 1651.1653

La «Via Matris»
136. Associati nel progetto salvifico di Dio (cf Lc 2,34-35), Cristo crocifisso e la Vergine addolorata sono associati anche nella Liturgia e nella pietà popolare.
Come Cristo è l'«uomo dei dolori» (Is 53,3), per mezzo del quale piacque a Dio «riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce [...] le cose che stanno sul la terra e quelle dei cieli» (Col 1, 20), così Maria è la «donna del dolore», che Dio volle associata a suo Figlio come madre e partecipe della sua Passione (socia passionis).
Fin dai giorni dell'infanzia di Cristo, la vita della Vergine, coinvolta nel rifiuto di cui era oggetto suo Figlio, trascorse, tutta, sotto il segno della spada (cf Lc 2,35). Tuttavia la pietà del popolo cristiano ha individuato nella vita dolorosa della Madre sette episodi principali e li ha contraddistinti come i «sette dolori» della beata Vergine Maria.
Così, sul modello della Via Crucis, è sorto il pio esercizio della Via Matris dolorosae o semplicemente Via Matris, anch'esso approvato dalla Sede Apostolica (cf Leone XIII, Lettera apostolica Deiparae Perdolentis, in: Leonis XIII Pontificis Maximi Acta, III, Typographia Vaticana, Romae 1884, pp. 220-222). Forme embrionali della Via Matris sono individuabili fin dal secolo XVI, ma nella sua forma attuale, essa non risale oltre il secolo XIX. L'intuizione fondamentale è quella di considerare l'intera vita della Vergine, dall'annuncio profetico di Simeone (cf Lc 2,34-35) fino alla morte e sepoltura del Figlio, come un cammino di fede e di dolore: cammino articolato appunto in sette «stazioni», corrispondenti ai «sette dolori» della Madre del Signore.
137. Il pio esercizio della Via Matris si armonizza bene con alcune tematiche proprie dell'itinerario quaresimale. Infatti, essendo il dolore della Vergine causato dal rifiuto di Cristo da parte degli uomini, la Via Matris rinvia costantemente e necessariamente al mistero di Cristo servo sofferente del Signore (cf Is 52,13-53,12), rifiutato dal suo popolo (cf Gv 1,11; Lc 2,1-7; 2,34-35; 4,28-29; Mt 26,47-56; At 12,1-5). E rinvia ancora al mistero della Chiesa: le stazioni della Via Matris sono tappe di quel cammino di fede e di dolore, nel quale la Vergine ha preceduto la Chiesa e che questa dovrà percorrere fino alla fine dei secoli.
La Via Matris ha come massima espressione la «Pietà», tema inesauribile dell'arte cristiana sin dal Medioevo.
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L'«Ora della Madre»
147. In Maria, secondo l'insegnamento della tradizione, è come radunato tutto il corpo della Chiesa: ella è la «credentium collectio universa» (Ruperto di Deutz, De glorificatione Trinitatis, VII,13: PL 169,155D). Perciò la Vergine Maria che sosta presso il sepolcro del Figlio, come la rappresenta la tradizione ecclesiale, è icona della Vergine Chiesa che veglia presso la tomba del suo Sposo, in attesa di celebrarne la Risurrezione.
A questa intuizione del rapporto tra Maria e la Chiesa si ispira il pio esercizio dell'Ora della Madre: mentre il corpo del Figlio riposa nel sepolcro e la sua anima è scesa negli inferi per annunciare ai suoi antenati l'imminente liberazione dalla regione dell'ombra, la Vergine, anticipando e impersonando la Chiesa, attende piena di fede la vittoria del Figlio sulla morte.
torna su Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei Sacramenti,
Direttorio su pietà popolare e liturgia. Principi e orientamenti,
Libreria Editrice Vaticana 2002

Suggerimenti e materiali
-   Uno strumento sempre valido e molto utile è il volume: In preghiera con la Madre di Gesù, Comitato Nazionale per l'Anno Mariano - CEI 1987.
-   Stefano M. Manelli, Via Matris
Pagine di amore e di dolore che aiutano a percorrere la Via percorsa da Maria SS.ma nella sua vita di immolazione, insieme al Figlio, per la nostra salvezza.
-   Tra le opere della ditta Fratelli Taccini si possono ammirare i bassorilievi della Via Matris preparati per l'Eremo S. Martino Agliati Palaia (PI)
-   Una proposta di Via Matris in inglese.
  Ora della Madre - Celebrazione per il Sabato Santo svoltasi nel Santuario della Madonna di Pietrasanta in San Giovanni a Piro (SA).
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Magnificat
Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
noi siamo immersi nella gioia.
Volesti e facesti in modo che al mio battesimo
mi dessero il nome della tua santissima Madre
e questo contro il parere di tutti.
Poi, che fossi io la preferita di tutta la famiglia.
Quando, nei primi anni di vita, mi ammalai
volesti curarmi miracolosamente
per mezzo della Vergine
e da allora diventò per me «la mia mammina bella»
e io per lei «la sua prediletta»
come tu stesso mi dicesti in seguito:
«Tu sei la prediletta di mia Madre
e la coccolata di mio Padre».
Mi concedesti anche, senza meritarlo,
la grazia più bella che si possa dare
quaggiù a una creatura:
una fiducia filiale
cieca e illimitata nel tuo infinito potere
e nella tua saggezza e bontà
e una sicurezza sicurissima
per i bisogni altrui,
soprattutto dei poveri,
chiedendoti costantemente di vivere tra loro
e a loro dedicarmi interamente.
E tu me l'hai concesso pienamente.
Poi, a quale suora della congregazione
hai dato non un'aula solamente
ma addirittura una casa
una cappella
e perfino un consultorio medico,
e tutto ciò che ho pensato
e desiderato per queste opere?
E come me lo hai dato tutto ciò?
Facendo meraviglie e prodezze
con il tuo braccio!
  Beata suor Maria Romero Menenes
Figlia di Maria Ausiliatrice fondate da don Bosco



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