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Via Matris - L'Ora della Madre
La Via Matris, come prima di essa la millenaria Via Crucis e di origine più recente la Via Pacis e Via Lucis, sono forme di preghiera appartenenti alla pietà popolare, sorte non senza qualche riferimento esplicito ai misteri di Cristo e di sua Madre celebrati nella liturgia e ispirate ad alcune sue modalità (ascolto di testi biblici, acclamazioni, invocazioni). Nella diversità-analogia della loro origine, sviluppo e diffusione, questi pii esercizi possono essere accomunati per l'impostazione, l'intenzione e il genere che li connota.
Questa pagina intende offrire alcune linee teologiche e liturgiche su questa pratica della pietà popolare, per questo, anche se i contenuti possono essere ripetitivi, vengono riportati alcuni articoli del recente «Direttorio su pietà popolare e liturgia». Alla fine sono offerti alcuni riferimenti pratici per continuare la ricerca e alcune indicazioni celebrative.
Preghiamo
Con
tutto il cuore
ci
rivolgiamo, da figli,
a
Colei che è infinitamente nobile,
perché
anche infinitamente cortese.
Infinitamente
accogliente.
A
Colei che è infinitamente ricca,
perché
è anche infinitamente povera.
A
Colei che è infinitamente alta,
perché
sa anche infinitamente discendere.
A
Colei che è infinitamente grande,
perché
è anche infinitamente piccola.
Infinitamente
umile.
Una
giovane madre.
A
Colei che è infinitamente giovane,
perché
è anche infinitamente madre.
A
Colei che è infinitamente eretta,
perché
è anche infinitamente china.
A
Colei che è infinitamente gioiosa,
perché
è anche infinitamente addolorata.
Settantasette
volte settanta addolorata.
A
Colei che è tutta Grandezza e Fede
perché
è anche tutta Carità.
A
Colei che è tutta Fede e Carità
perché
è anche tutta Speranza. Amen.
Tipologia e caratteristiche
La visita ai luoghi in cui Cristo visse i misteri della
sua Passione-Morte-Risurrezione, cronologicamente successivi eppure connessi in
modo da costituire un insieme unitario, ha progressivamente sviluppato un
cammino orante - invocazione, ascolto, lode, supplica - scandito da soste
attorno ai singoli eventi commemorati (le stazioni). Il passare da un luogo
all'altro in contesto di preghiera comunitaria ha dato vita ad un itinerario
che è assurto ad esperienza di cammino interiore. Del resto, il camminare
insieme è sentito in ambito religioso come una delle forme immediatamente
espressive del cammino interiore-spirituale. Il passare
spazialmente-simbolicamente da un mistero all'altro della vita di Cristo o di
Maria, conduce l'orante a contemplare gli eventi da essi vissuti, imprimendo
così nel proprio cuore i loro sentimenti e quelli suscitati reattivamente
davanti a loro. La struttura comune di
questi pii esercizi è dunque quella del cammino compiuto in momenti di
preghiera, alimentati dall'ascolto di passi dell'AT e NT, canti, invocazioni,
riflessioni. La forma e il numero delle stazioni, pur determinato, non è
definito e obbligante. Secondo il principio della libertà propria dei pii
esercizi regolati dall'Autorità competente, queste Vie conoscono diverse modalità e varietà, a seconda della
sensibilità e delle accentuazioni spirituali. Alla luce della sacra Scrittura e
nelle forme più antiche anche della tradizione popolare (es. la Veronica, la
deposizione di Cristo morto tra le braccia della Madre), queste pratiche di
pietà lasciano spazio al sentimento senza tuttavia indurre allo sterile
sentimentalismo, incapace di incidere nella vita concreta dei fedeli. La predicazione (non propriamente l'omelia)
che può accompagnare tali pii esercizi è un'opportunità volta a risvegliare e
prolungare l'interiorizzazione dei misteri di Cristo e di Maria testimoniati
dalle pagine evangeliche e celebrati dalla Chiesa nelle azioni liturgiche. In
questo orizzonte, le Vie esigono di
essere armonizzate con lo spirito liturgico (sintonia di contenuti) e con
l'Anno liturgico (tempi, giorni, ore). Da qui la convenienza pastorale della
connessione della Via Pacis con i
tempi di Avvento-Natale, della Via Crucis e Via Matris con la Quaresima, della Via Lucis con il tempo di Pasqua.
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Via Matris (dolorosae)
Modellata sulla Via
Crucis e fiorita dal tronco della devozione ai "sette dolori"
della Vergine, cara all'Ordine dei Servi di Maria, questa forma di preghiera
germinata nel sec. XVI si è progressivamente imposta, fino ad attestarsi nella
forma attuale nel sec. XIX. La tematica fondante è la considerazione
sintonica-cordiale del cammino di prova vissuto da Maria, nel suo
pellegrinaggio di fede, lungo l'arco della vita del suo Figlio e sigillato in
sette stazioni: la rivelazione di Simeone (Lc 2,34-35); la fuga in Egitto (Mt
2,13-14); lo smarrimento di Gesù (Lc 2,43-45); l'incontro con Gesù sulla via
del Calvario; la presenza sotto la croce del Figlio (Gv 19,25-27);
l'accoglienza di Gesù deposto dalla croce (cf Mt 27,57-61 e par.); la sepoltura
di Cristo (cf Gv 19,40-42 e par.). In quattro stazioni la presenza materna di
Maria è esplicitamente testimoniata dai Vangeli, mentre nelle rimanenti è
tradizionalmente supposta dalla pietà cristiana. Risalta in tutte la comunione
della Madre ai misteri salvifici del Figlio. L'itinerario doloroso di Cristo, a
cui la Madre è stata intimamente associata (cf LG 61: alma divini Redemptoris Mater, singulariter prae aliis generosa socia),
dev'essere compreso alla luce della Pasqua: il dolore è vissuto da Maria nella
fede, speranza e carità, illuminate dalla risurrezione. Sulla base degli
orientamenti di SC 13, LG cap. VIII e MC sono stati elaborati in anni recenti
degli schemi rinnovati di questa preghiera. Accanto alla Via Matris menzioniamo L'Ora
della Madre, pratica rilanciata specialmente per il Sabato santo quale
revisione della Desolata (pio
esercizio che ricordava lo strazio di Maria durante la sepoltura del Figlio).
Il tempo privilegiato per pregare la Via Matris in armonia col sentire
liturgico è rappresentato dal periodo quaresimale (specie venerdì o sabato): il
dolore di Maria causato dal rifiuto del Figlio da parte degli uomini, mentre
rimanda all'amore paziente e misericordioso del Servo sofferente, sprona alla
conversione e alla compunzione del cuore. La Via Matris è indicata anche per disporsi interiormente alla memoria
liturgica dell'Addolorata il 15 settembre (o a prolungarne il ricordo), così
come nei venerdì o sabati del tempo ordinario ed, inoltre, in occasioni in cui
la sofferenza e il coraggio di Maria si rivelano esemplari per chi vive
situazioni di smarrimento e di dolore. L'andamento orante di questo pio esercizio
(testi biblici, responsori, acclamazioni, suppliche, canti) può essere
avvalorato da un adeguato intervento di riflessione-esortazione. Tale
intervento sarà ordinato ad illuminare, alla luce della Scrittura: il senso ed il valore del dolore della
Madre di Cristo (motivo e unità dei dolori della Vergine, il progressivo
cammino di fedele discepola fino al sepolcro, nell'attesa piena di speranza del
"terzo giorno"); la sua personale
associazione alla sofferenza del Redentore; il frutto ecclesiale del dolore di Maria; l'imitazione delle sue virtù nell'ora della prova. Il ricordo della Mater dolorosa è stimolo per i fedeli
a raccoglierne l'esempio di fede,
speranza e carità, ed a sperimentarne la
comunione nel cammino di conformazione a Cristo, crocifisso per amore.
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Corrado Maggioni
da: Via Pacis, Via Crucis, Via Matris, Via Lucis,
in: Manlio Sodi - A.M. Triacca, «Dizionario di omiletica»,
Elledici-Velar, Leumann-Gorle 1998, pp. 1651-1654, qui 1651.1653 |
La «Via Matris»
136. Associati nel progetto salvifico di Dio (cf Lc 2,34-35), Cristo crocifisso e la
Vergine addolorata sono associati anche nella Liturgia e nella pietà popolare.
Come
Cristo è l'«uomo dei dolori» (Is 53,3),
per mezzo del quale piacque a Dio «riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando
con il sangue della sua croce [...] le cose che stanno sul la terra e quelle
dei cieli» (Col 1, 20), così Maria è
la «donna del dolore», che Dio volle associata a suo Figlio come madre e partecipe
della sua Passione (socia passionis).
Fin
dai giorni dell'infanzia di Cristo, la vita della Vergine, coinvolta nel
rifiuto di cui era oggetto suo Figlio, trascorse, tutta, sotto il segno della
spada (cf Lc 2,35). Tuttavia la pietà
del popolo cristiano ha individuato nella vita dolorosa della Madre sette
episodi principali e li ha contraddistinti come i «sette dolori» della beata
Vergine Maria.
Così,
sul modello della Via Crucis, è sorto
il pio esercizio della Via Matris
dolorosae o semplicemente Via Matris,
anch'esso approvato dalla Sede Apostolica (cf Leone XIII, Lettera apostolica Deiparae Perdolentis, in: Leonis XIII Pontificis Maximi Acta,
III, Typographia Vaticana, Romae 1884, pp. 220-222). Forme embrionali della Via Matris sono individuabili fin dal
secolo XVI, ma nella sua forma attuale, essa non risale oltre il secolo XIX.
L'intuizione fondamentale è quella di considerare l'intera vita della Vergine,
dall'annuncio profetico di Simeone (cf Lc 2,34-35) fino alla morte e sepoltura del Figlio, come un cammino di fede e di
dolore: cammino articolato appunto in sette «stazioni», corrispondenti ai «sette
dolori» della Madre del Signore.
137. Il pio esercizio della Via Matris si armonizza bene con alcune tematiche proprie
dell'itinerario quaresimale. Infatti, essendo il dolore della Vergine causato
dal rifiuto di Cristo da parte degli uomini, la Via Matris rinvia costantemente e necessariamente al mistero di
Cristo servo sofferente del Signore (cf Is 52,13-53,12), rifiutato dal suo popolo (cf Gv 1,11; Lc 2,1-7; 2,34-35; 4,28-29; Mt 26,47-56; At 12,1-5). E rinvia ancora al mistero della Chiesa: le stazioni
della Via Matris sono tappe di quel
cammino di fede e di dolore, nel quale la Vergine ha preceduto la Chiesa e che
questa dovrà percorrere fino alla fine dei secoli.
La Via Matris ha come massima espressione la «Pietà», tema
inesauribile dell'arte cristiana sin dal Medioevo.
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L'«Ora della Madre»
147. In Maria, secondo l'insegnamento
della tradizione, è come radunato tutto il corpo della Chiesa: ella è la
«credentium collectio universa» (Ruperto di Deutz, De glorificatione Trinitatis, VII,13: PL 169,155D). Perciò la
Vergine Maria che sosta presso il sepolcro del Figlio, come la rappresenta la
tradizione ecclesiale, è icona della Vergine Chiesa che veglia presso la tomba
del suo Sposo, in attesa di celebrarne la Risurrezione.
A questa
intuizione del rapporto tra Maria e la Chiesa si ispira il pio esercizio dell'Ora della Madre: mentre il corpo del
Figlio riposa nel sepolcro e la sua anima è scesa negli inferi per annunciare
ai suoi antenati l'imminente liberazione dalla regione dell'ombra, la Vergine,
anticipando e impersonando la Chiesa, attende piena di fede la vittoria del
Figlio sulla morte.
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Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei Sacramenti,
Direttorio su pietà popolare e liturgia. Principi e orientamenti,
Libreria Editrice Vaticana 2002 |
Suggerimenti e materiali
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Uno strumento sempre valido e molto utile è il volume: In preghiera con la Madre di Gesù, Comitato Nazionale per l'Anno Mariano - CEI 1987. |
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Stefano M. Manelli, Via Matris
Pagine di amore e di dolore che aiutano a percorrere la Via percorsa da Maria SS.ma nella sua vita di immolazione, insieme al Figlio, per la nostra salvezza. |
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Tra le opere della ditta Fratelli Taccini si possono ammirare i bassorilievi della Via Matris preparati per l'Eremo S. Martino Agliati Palaia (PI) |
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Una proposta di Via Matris in inglese. |
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Ora della Madre - Celebrazione per il Sabato Santo svoltasi nel Santuario della Madonna di Pietrasanta in San Giovanni a Piro (SA). |
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Magnificat
Grandi cose ha fatto il
Signore per noi,
noi siamo immersi nella
gioia.
Volesti e facesti in modo
che al mio battesimo
mi dessero il nome della
tua santissima Madre
e questo contro il parere
di tutti.
Poi, che fossi io la
preferita di tutta la famiglia.
Quando, nei primi anni di
vita, mi ammalai
volesti curarmi
miracolosamente
per mezzo della Vergine
e da allora diventò per me
«la mia mammina bella»
e io per lei «la sua
prediletta»
come tu stesso mi dicesti
in seguito:
«Tu sei la prediletta di
mia Madre
e la coccolata di mio
Padre».
Mi concedesti anche, senza
meritarlo,
la grazia più bella che si
possa dare
quaggiù a una creatura:
una fiducia filiale
cieca e illimitata nel tuo
infinito potere
e nella tua saggezza e
bontà
e una sicurezza
sicurissima
per i bisogni altrui,
soprattutto dei poveri,
chiedendoti costantemente
di vivere tra loro
e a loro dedicarmi interamente.
E tu me l'hai concesso
pienamente.
Poi, a quale suora della
congregazione
hai dato non un'aula
solamente
ma addirittura una casa
una cappella
e perfino un consultorio
medico,
e tutto ciò che ho pensato
e desiderato per queste
opere?
E come me lo hai dato
tutto ciò?
Facendo meraviglie e
prodezze
con il tuo braccio!
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Beata suor Maria Romero Menenes
Figlia di Maria Ausiliatrice fondate da don Bosco |
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