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| Celebrazioni e attivitÀ per i tempi liturgici |
Nove racconti per nove giorni
Novena di Natale per ragazzi

I tre agnellini

Lassù sulle montagne del Tirolo, c'era un piccolo villaggio
dove tutti sapevano scolpire santi e Madonne con grande abilità.
Ma giunse il tempo in cui non ci furono più ordinazioni
per le loro belle statuine religiose.
Un pomeriggio Dritte, uno dei maestri intagliatori, entrando
nella sua bottega trovò un fanciullo biondo, che giocava
con le statuine del presepio. Dritte gli disse con fare burbero
che le statuine del presepio non erano giocattoli. Il bambino
rispose: «A Gesù non importa, Lui sa che non ho
giocattoli per giocare». Maestro Dritte commosso gli promise
un agnellino di legno con la testa che si muoveva.
«Vienilo a prendere domani pomeriggio, però, strano
che non ti abbia mai visto, dove abiti?»
«Là», rispose il fanciullo indicando vagamente
l'alto.
Il giorno dopo, prima di mezzogiorno, l'agnellino era pronto,
bello da sembrare vivo. Ad un tratto si affacciò alla
porta della bottega di Dritte una giovane zingara con un bambino
in braccio.
Il bambino appena vide l'agnellino protese le braccine e l'afferrò.
Quando glielo vollero togliere di mano si mise a piangere disperato.
Dritte che non aveva nulla da dare alla povera donna disse sospirando:
«Tienilo pure. Intaglierò un altro agnellino».
Nel pomeriggio tardi Dritte aveva appena terminato il secondo
agnellino quando Pino, un povero orfanello, venne a salutarlo.
«Oh! che meraviglioso agnello», disse. «Posso
averlo per piacere?». «Sì tienilo pure, Pino,
io ne intaglierò un altro».
E così fece. Ma il bambino dai capelli d'oro non ritornò,
e l'agnellino rimase abbandonato sullo scaffale della bottega.
La situazione del villaggio continuava a peggiorare e Dritte
cominciò ad intagliare giocattoli per i bambini del villaggio
per far loro dimenticare la fame. Un giorno un mercante di passaggio
si offrì di comperare tutti i giocattoli che Dritte riusciva
ad intagliare. Dritte rifiutò di intagliare giocattoli
per denaro: «Sono alla locanda», disse il commerciante,
«in caso cambiate idea».
La piccola Marta era molto malata e Dritte, per farla sorridere,
le regalò l'agnellino che aveva conservato sullo scaffale
della sua bottega. Mentre tornava dalla casa di Marta, incontrò
il bambino dai capelli d'oro.
«Ho tenuto l'agnellino fino ad oggi, ma tu non sei venuto.
Ne farò subito un altro».
«Non ho bisogno di un altro agnellino» disse il
fanciullo scuotendo il capo, «quelli che hai donato al
piccolo zingaro, a Pino e a Marta li hai donati anche a me.
Fare un giocattolo può servire alla gloria di Dio quanto
intagliare un santo».
Un attimo dopo il fanciullo era scomparso.
Quella notte Dritte si recò alla locanda.
«Costruirò giocattoli per voi», disse.
«Allora avete cambiato idea» sussurrò il
mercante.
«No», rispose Dritte con gli occhi scintillanti,
«ma ho ricevuto un segno da Dio!»
Per vivere diversamente
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La gioia di una festa è veramente
piena solo quando la si condivide. Il racconto è
un simpatico commento al detto di Gesù: «C'è
più gioia nel donare che nel ricevere». Dritte,
il maestro intagliatore, ha avuto anche la soddisfazione
di contribuire alla rinascita dell'economia del suo villaggio.
La nostra gioia-ricompensa sta invece nel sorriso degli
altri. |
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Leggete insieme, nel Nuovo Testamento, il
brano degli Atti degli Apostoli 4,32-37.
Il rendere partecipi gli altri dei nostri doni è
il mezzo migliore per togliere dal nostro cuore ciò
che impedisce di accogliere il Signore che viene. |
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Proponetevi prima della festa dei Natale
un gesto, concreto, di generosità. Sarà
ancora più ricco di significato se lo farete ad
uno che non vi può ricambiare oppure ad una persona
che vi è poco simpatica. |
Preghiamo
Tu sei grande Signore
e sei venuto in mezzo agli uomini.
Come un fratello,
come uno uguale a noi,
io ti dico,
con tutta la mia tenerezza:
tu sei colui che amo
e come te, Signore,
passerò tra i miei fratelli
portando la tenerezza.
Lo dirò a mio fratello,
come un messaggero che corre sui monti
e annunzia la pace
da un estremo all'altro della terra,
che l'uomo deve sperare.
Dio è vicino, egli viene per la tenerezza.
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