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| Celebrazioni e attivitÀ per i tempi liturgici |
Nove racconti per nove giorni
Novena di Natale per ragazzi

Eliogabalo e Matusalemme

Il piccolo e zoppo Matusalemme ed Eliogabalo (detto Gabalo)
erano due ragazzi poveri della città. Avevano sempre
vissuto, dalla nascita, nel collegio dei ragazzi poveri.
«Sai che domani è Natale?» chiese Gabalo,
un giorno che tutti e due stavano spalando la neve dall'ingresso
dell'istituto.
«Ah, davvero?» rispose Matusalemme. «Spero
proprio che la signora Pynchurn non se ne accorga. Diventa particolarmente
antipatica nei giorni di festa!»
L'antipatica signora Pynchum era la direttrice dell'istituto
dei poveri, ed era temuta da tutti. Matusalemme proseguì:
«Gabalo, tu credi che Babbo Natale ci sia davvero?».
«Certo che c'è».
«E allora perché non viene mai qui alla casa dei
poveri?».
«Beh», rispose Gabalo, «noi stiamo in una
strada tutte curve, lo sai no? Forse Babbo Natale non riesce
a trovarla».
Gabalo cercava sempre di mostrare a Matusalemme il lato bello
delle cose, anche quando non c'era!
Proprio in quel momento un'automobile investì un povero
cane che cadde riverso sulla neve. Gabalo corse subito in suo
aiuto e vide che aveva una zampa rotta. Fece una stecca e fasciò
strettamente la zampa del cane. Gabalo lesse sul collare che
il cane apparteneva al dottor Carruthers, un medico famoso nella
città. Lo prese in braccio e si avviò verso la
casa dei dottore.
«Io sono tutto quello che lui possiede»
Il dottore aveva una gran barba bianca lo accolse con un sorriso
e gli chiese chi aveva immobilizzato e steccato così
bene la zampa dei cane.
«Perbacco, io, signore», rispose Gabalo e gli raccontò
di tutti gli altri animali ammalati che aveva guarito.
«Sei un ragazzo davvero in gamba!» gli disse alla
fine il dottor Carruthers guardandolo negli occhi. «Ti
piacerebbe venire a vivere da me e studiare per diventare dottore?».
Gabalo rimase senza parole. Andare lontano dalla signora Pynchum
e non essere più uno «della Casa dei Poveri»,
diventare un dottore! «Oh, oh s-s-sì, signore!
Oh ... ».
Improvvisamente la gioia svanì dai suoi occhi. Se Gabalo
se ne andava, chi si sarebbe preso cura del piccolo e zoppo
Matusalemme?
«lo... io vi ringrazio, signore» disse. «Ma
non posso venire, signore! E prima che il dottore scorgesse
le sue lacrime corse fuori dalla casa».
Quella sera, il dottor Carruthers si presentò all'istituto
con le braccia cariche di pacchetti. Quando Matusalemme lo vide
cominciò a gridare: «è arrivato Babbo Natale!».
Il dottore scoppiò a ridere e, mentre consegnava al ragazzo
un pacchetto dai vivaci colori, notò che zoppicava e
gli fece alcune domande. Dopo un attimo, il dottor Carruthers
disse: «Conosco un ospedale in città dove potrebbero
guarirti. Hai parenti o amici?».
«Oh, sì», rispose subito Matusalemme, «ho
Gabalo!».
Il dottore lanciò uno sguardo penetrante a Gabalo. «È
per lui che non hai voluto venire a stare da me, figliuolo.»
«Beh, io... io sono tutto quello che lui possiede»,
rispose Gabalo.
Il dottore, profondamente commosso, disse: «E se prendessi
anche Matusalemme con noi?».
Questa volta a Gabalo non importò che tutti vedessero
le sue lacrime, e Matusalemme si mise a battere le mani dalla
gioia. Naturalmente non sapeva che sarebbe guarito e che un
giorno Gabalo sarebbe diventato un chirurgo famoso. Tutto quello
che sapeva era che Babbo Natale aveva trovato la strada per
la casa dei poveri e che lo portava via con Gabalo.
Per vivere diversamente
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«lo sono tutto quello che lui possiede»
dice Gabalo dì se stesso pensando al suo più
caro amico.
L'amicizia è un tesoro prezioso. |
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Celebrando la festa dell'amicizia tra Dio e gli uomini
è giusto ricordarsi dei propri amici. |
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Discutete insieme. Qual è il segreto per avere
amicizie autentiche ed arricchenti?
Che cosa apprezzate di più in un amico? |
Preghiamo
Sì dice che Mosè
non ti poteva guardare faccia a faccia
e che si levò i sandali per parlarti,
e questo è vero.
Che Isaia profeta si purificò le labbra
con un carbone acceso per pronunciare il tuo nome,
e questo è vero.
Si dice che il tuo popolo
ha curvato davanti a te la fronte nella polvere,
davanti a te Dio grandissimo per pregarti,
e questo è vero.
Ma tu sei il Dio che ama
e ti rifiuti di vedere l'uomo tremare davanti a te.
E per farti veramente conoscere,
hai preso posto in mezzo agli uomini.
Tu sei divenuto tutto prossimo.
Tu sei venuto in Gesù Cristo,
tuo amato Figlio,
a mostrare il tuo vero volto lucente di sudore,
corrugato per le preoccupazioni,
inquieto per la fame,
illuminato da mille soli per l'amicizia,
spezzato dal dolore.
lo so che questo è vero.
Io non ho più paura
perché Dio è con me.
Dio tra gli uomini,
Dio così vicino.
Dio.
Uomo.
lo so che questo è vero.
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