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«A Betlemme c'ero anch'io!»
Cronaca di uno straordinario avvenimento
La rivista «Mondo Erre, il Mondo dei ragazzi», ha spedito un giornalista nel piccolo paese della Giudea per capire che cosa è accaduto nella notte di Natale. La parola ai testimoni.
Dal nostro inviato
Betlemme è in subbuglio. La gente parla soltanto della nascita di un bambino di nome Gesù. Dicono che ci siano stati strani fenomeni in cielo: una stella luminosa, canti di angeli.
Dopo le prime ricerche abbiamo scoperto che il neonato è figlio di Giuseppe, un falegname della tribù di Davide, e di Maria, una giovane di Nazaret. Non si era mai sentito parlare di loro prima di oggi.
La coppia si trovava in città per il censimento ordinato da Erode. Non avendo trovato posto nella locanda, hanno dovuto riparare in un alloggio di fortuna. Per il momento le autorità non vogliono rilasciare dichiarazioni. Abbiamo perciò intervistato alcuni testimoni.
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Tobi, l'albergatore
Incontriamo
per primo Tobi, l'albergatore che ha
rifiutato di ospitare Maria e Giuseppe.
D. Che cosa è accaduto ieri sera?
Tobi: Quei due si sono presentati al
tramonto. Sembrava una coppia normale. Avrei voluto aiutarli, ma come potevo?
La locanda era piena come un uovo. E non avevano i documenti: se i romani
avessero fatto un controllo, mi avrebbero fatto chiudere bottega.
D. Che cosa ha fatto,
allora?
Tobi: Ho consigliato di andarsene, per
evitare guai a loro e a me. Però quella donna era incinta e mi faceva pena.
Così le ho indicato una stalla dove passare la notte. Ma ora a pensarci mi
mordo le mani!
D.: Perché?
Tobi: Se li avessi ospitati, oggi la
mia locanda sarebbe presa d'assalto dai clienti: farei un incasso formidabile.
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Il comandante Lucius
In effetti Betlemme è un via vai di gente che continua ad arrivare. La notizia deve aver preoccupato le autorità, vista la presenza di numerose guardie romane. Abbiamo avvicinato il comandante Lucius Coracius.
D. Capitano, quali le
novità?
Lucius: Innanzitutto vorrei chiarire che
è tutto sotto controllo. Non è successo nulla. I canti? Un gruppo di ubriachi,
tutto qui. E per quanto riguarda gli strani effetti atmosferici, come comete e
stelle cadenti, pensiamo si tratti di allucinazioni di gruppo.
D.
Capitano, le guardie imperiali da qualche tempo non sono popolari. Si parla di
indagini della polizia presso le donne che stanno per diventare madri e si
vocifera su un'azione chiamata in codice "Scovata il re!". C'è qualcosa di
vero? Questo re può essere il bambino nato la scorsa notte? E c'è un legame con
la delegazione di stranieri che l'altra Settimana era a Gerusalemme da Erode?
Lucius: Non dica sciocchezze! E non si
unisca alle voci maligne che infangano l'impero. Basta con le fandonie! La
delegazione è venuta ad omaggiare Erode per la sua saggezza e per quanto
riguarda i bambini, non conosco re che non li ami come il nostro. Pensate che a
tutti i bimbi sotto i due anni Erode farà un gran regalo. Anzi, approfitto per
chiedere a tutte le mamme di presentarsi con i loro piccoli. Cominci col farsi
avanti il piccolo nato ieri notte e di cui non si hanno più notizie.
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Sara e Set
In realtà, fonti abitualmente bene informate la pensano diversamente. Abbiamo contattato Sara di Jero, considerata il "gazzettino" di Betlemme e dintorni.
D. Allora, Sara, cosa
pensa di tutto questo?
Sara: Non so che cosa dire! Mi sembra
che stiano accadendo cose strane in tutta la Palestina. Non so come mai Erode
urli da giorni: "Sono io il re! Sono io, solo io!". E poi ieri notte, quella
luce.
D. Quale luce?
Sara: Un bagliore è apparso
all'improvviso. All'inizio era un punto lontano. Sembrava una stella come tutte
le altre, poi si è avvicinata diventando sempre più grande. Sembrava dovesse
caderci addosso. Ma è andata avanti e si è fermata sopra la stalla dove
alloggiava quella povera coppia. È lì che si è radunata tutta la gente. I primi
ad arrivare sembra che siano stati i pastori del gruppo di Set, il signore che sta passando.
D. Signor Set, ci può
raccontare cosa è successo?
Set: Beh. sì, sono ancora emozionato.
Sa, non è stata una cosa che si vede tutti i giorni. Prima quella voce.
D. Quale voce?
Set: Noi stavamo dormendo, eravamo
stanchi morti. Con tutta la gente del censimento le pecore sono più nervose e
noi lavoriamo molto di più. All'improvviso si sente un canto nella notte.
Subito mi è sembrato il canto di un ubriaco, poi mi sono accorto che la voce
aveva una dolcezza insolita. Allora mi sono svegliato e l'ho visto.
D. Chi ha visto?
Set: Come chi? Un Angelo! Era accanto alla stalla e
cantava "Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona
volontà". La prima cosa che mi sono detto è stata: "Canta amico, che qui di
pace ne abbiamo proprio bisogno!". Poi ho visto che cantava rivolto alla
stalla. Allora ho chiamato gli altri e siamo andati a guardare. Lì c'erano un
giovane falegname e sua moglie che aveva appena partorito. Il bambino stava
bene e aveva uno sguardo così intenso che mi sentivo in pace, ma anche turbato.
Come se una voce mi dicesse che stava cambiando qualcosa. A quel punto abbiamo
di nuovo udito il canto e siamo usciti fuori. Tutto il cielo era coperto di
angeli.
D. Signor Set, non le pare di
esagerare? Non è che per caso aveva bevuto troppo? Gli angeli, i canti, la luce: è difficile
crederle!
Set: Se non crede a me, vada da loro.
Uno è rimasto davanti alla stalla. I due sposi e il bimbo non li ho più visti,
ma lui è ancora là. Provi ad andare a vedere, è quella stalla laggiù.
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L'Angelo
Sono davanti alla stalla. Che mi venga un. è proprio un Angelo!
D. Mi scusi, signor
Angelo, può raccontarci lei che cosa sta accadendo?
Angelo: Certo! Vi annuncio che il Messia
è finalmente giunto! Dio è sceso fra gli uomini per portare la gioia e la
felicità. Il bimbo appena nato è il Salvatore del mondo.
D.
Incredibile! Ma come può dire queste cose e come faremo noi a riconoscerlo?
Angelo: Lui amerà talmente gli uomini
che darà la vita per la loro salvezza. Ma la morte non lo sconfiggerà. È venuto
per guarire i malati, dare una mano ai poveri, rialzare gli ultimi.
D.
Questa sì che è una bella notizia! Devo subito diffonderla. Così tutti sapranno
chi è quel Bambino.
Angelo: Non credo che sarà così facile.
Tra duemila anni saremo ancora qui ad annunciare questa bella notizia. Bella
solo per chi vuole ascoltarla e cambiare vita.
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di Luigi Cotichella
da: Mondo Erre n. 10, 2002, pp. 3-5
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