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CEC DON BOSCO Liturgia Celebrazioni e attivitą per i tempi liturgici Natale Un magico Natale

Celebrazioni e attivitÀ per i tempi liturgici

Un magico Natale
In viaggio con i signori venuti da lontano

La rivista «Mondo Erre, il Mondo dei ragazzi», ha pubblicato nel numero di dicembre 2004 uno «speciale» dedicato ai Magi qui riprodotto per gentile concessione del suo direttore, don Valerio Bocci.

Chi erano i re Magi? In quale Paese abitavano? Cosa li aveva spinti fino a Betlemme? Sono domande che non hanno mai avuto risposte certe. Ma dal «diario» di Set e Sara forse riusciremo a saperne qualche cosa di più.

- 1° giorno: a Cana
- 2° giorno: i tre signori
- 3° giorno: il debole e il forte
- 4° giorno: con gli occhi al cielo
- 5° giorno: l’incontro con Erode
- 6° giorno: verso Betlemme
- 7° giorno: i tre bauli
- 8° giorno: l’incontro nella stalla
- 9° giorno: un bambino speciale
- Per saperne di più

La notizia li aveva elettrizzati e stentavano ancora a crederci anche adesso che stavano «preparando i bagagli». Era accaduto qualche giorno prima. Il padre, carovaniere, li aveva chiamati e comunicato che sarebbero partiti per un lungo viaggio insieme a tre strani e ricchi personaggi di passaggio dalle loro parti. Set e Sara avevano sgranato gli occhi per la felicità: avrebbero visto nuove terre e incontrato altre persone.
Certo, il lavoro non sarebbe mancato, e anche la fatica: badare ai cammelli, alle scorte di cibo e acqua, montare le tende e così via. Ma il richiamo dell’avventura era troppo forte. E per fissare quel percorso per sempre nella memoria, lo avrebbero scritto anche nel «diario di bordo» che tenevano con loro da tempo. Gli episodi da raccontare non sarebbero mancati. Set e Sara non sapevano ancora che stavano per diventare testimoni di una vicenda straordinaria accompagnando i Re Magi in quel viaggio. Ecco i loro appunti.

1° giorno: a Cana


«Sono già un po' di giorni che non passa alcun viandante qui a Cana. La situazione non è delle migliori: il dominio dei Romani, in piedi da oltre cinquant'anni, è più che mai solido e ricchi opportunisti ne approfittano per imbastire i loro affari. Come Erode, fattosi proclamare re dall'imperatore romano, che tiranneggia la gente sempre più povera.
Anche i nostri scribi, che ogni giorno interpretano e insegnano la Legge di Mosè, e i sacerdoti, che offrono sacrifici nel tempio, non riescono a fare nulla. Ci vorrebbe qualche novità, qualcuno che cambiasse le carte in tavola. E invece: nulla! Speriamo che questa situazione non duri a lungo. Se continua così, più che badare ai cammelli, saremo costretti a mangiarli!»
Set
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2° giorno: i tre signori
«Le tre persone arrivate stamane sembrano proprio dei signori. Il capo-carovana dice che vengono da molto lontano. D'altra parte, chi arriva dall'Oriente di solito fa una sosta a Cana prima di continuare il viaggio. Non sono riuscita a capire i loro nomi, parlano una lingua incomprensibile. Uno di loro, però, parla come noi, altrimenti sarebbero stati guai seri. Beh, certamente non per noi ragazzi, a cui è proibito rivolgere la parola ai gran signori.
Così, come al solito, abbiamo dovuto caricare bagagli tutto il giorno. Tra l'altro, ci sono tre bauli dall'aria preziosa che non perdono mai di vista. Dovrò cercare di scoprire cosa contengono, ma c'è tempo: il viaggio è appena cominciato».
Sara
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3° giorno: il debole e il forte


«Un re? Sono venuti a trovare il figlio di un re? Ma Erode non ha figli appena nati! Di chi stanno parlando? Questi tipi sono un po' strani: rimangono per ore in silenzio e quando aprono bocca declamano detti e proverbi. L'altro giorno, per esempio, quando il loro capo si è scelto il cammello più vecchio, a me è venuto da ridere: «Saggia scelta!» ho pensato. Lui si è girato e come se mi avesse letto nel pensiero ha detto: «Non giudicare mai dalle apparenze! A volte il cielo sceglie il debole per confondere il forte!».
Cosa avrà voluto dire? Francamente non lo capisco, per fortuna che sono gentili con tutti, anche con noi: la sera intorno al fuoco insistono per far mangiare subito anche noi ragazzi, è la prima volta che non dobbiamo aspettare gli avanzi».
Set
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4° giorno: con gli occhi al cielo
«Il cielo stellato è meraviglioso! Starei a guardarlo per ore, proprio come i signori che stiamo accompagnando. Ogni notte lo osservano con attenzione usando degli strani strumenti, per poi parlottare fittamente tra loro.
L'altra sera uno di questi signori, il più basso, era rimasto solo a scrutare l'oscurità. All'improvviso, si è voltato e mi ha vista. Mi sono spaventata ma lui con un sorriso ha fatto cenno di avvicinarmi. Mi ha messo un braccio sulle spalle, ha indicato il cielo e ha sussurrato: «È grande il Dio che ha fatto tutto questo!». È vero, non ci avevo mai pensato: se è grande il cielo sopra noi, quanto sarà grande Dio sopra i cieli! Peccato solo che sia così lontano».
Sara
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5° giorno: l'incontro con Erode


«Oggi siamo arrivati a Gerusalemme. La città santa richiama un sacco di gente con il tempio e il palazzo reale. Noi abbiamo puntato proprio verso questo ultimo edificio. Mentre i tre signori entravano nella reggia, io ho rintracciato mio cugino Beniamino, che fa lo stalliere per i soldati di Erode. L'ho convinto a farmi entrare nel palazzo attraverso un passaggio segreto. Volevo assistere all'incontro tra il sovrano e i miei «amici».
I Magi, senza tanti giri di parole, hanno chiesto a Erode dove fosse nato il re dei Giudei. Quindi, c'è un altro re! Non ne bastava uno? Già così siamo messi male. La domanda non è piaciuta a Erode: gli è scivolato il bicchiere di vino dalla mano e si è macchiato la tunica. Deve aver pensato che un altro sovrano può sottrargli potere. L'espressione del suo viso non prometteva niente di buono».
Set
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6° giorno: verso Betlemme
«Secondo giorno a corte. Abbiamo saputo da Beniamino che Erode è diventato incredibilmente gentile. A parer suo, non è un buon segno. Oggi è stato urgentemente riunito il sinedrio e il consiglio degli scribi. Erode vuol sapere dove nascerà il re dei Giudei secondo le Scritture.
A Gerusalemme non si parla d'altro e alcuni gruppi di persone hanno iniziato ad inneggiare al Messia. I Romani non sono stati a guardare, compiendo alcuni arresti».
Sara

«Verso sera, partiamo per Betlemme. A pensarci bene un nuovo sovrano non poteva che nascere nella città del nostro re Davide. È strano, però, che non siano arrivati in visita altre grosse personalità. Mi chiedo come sarà questo re. E anche Erode è curioso: "Mi raccomando, al ritorno passate a portarmi sue notizie", ha detto ai Magi».
Set
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7° giorno: i tre bauli
«Questa notte, mentre tutti dormivano, ho aperto i tre bauli misteriosi. Che splendore! Il primo era ricolmo di oro e la cosa mi è sembrata ovvia: quale regalo migliore per un re? Il secondo conteneva incenso dal profumo meraviglioso. Il terzo dell'amarissima mirra, e la cosa mi ha lasciato perplesso: perché portare a un re una medicina usata anche come unguento per i morti?
Stavo ancora domandandomelo quando uno dei signori, il più alto e magro, è comparso davanti a me. Ho cominciato a tremare come una foglia al vento: "Adesso mi frustano a sangue!". Lui, fissandomi, ha detto: "Sono doni per il re. Sarà un grande re, potente e forte. Salverà il suo popolo e per esso darà tutto, anche la sua vita". Poi, chiusi i bauli, mi ha invitato ad andare a dormire. Sono rimasto ammutolito».
Set
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8° giorno: l'incontro nella stalla
«Giunti a Betlemme, aspettammo la sera per cercare la casa del re. I Magi continuavano a scrutare il cielo; poi, indicando una luce, puntarono decisi verso una strada. Arrivammo davanti a una modesta casa. I signori bussarono, salutarono il padrone e dissero di essere lì per il re. L'uomo non parve meravigliato e s'incamminò verso la stalla. I tre invitarono me e Set a seguirli.
Entrati nella stalla, li vedemmo. In un angolo, c'erano un uomo e una donna con lo sguardo amorevole rivolto a un bambino. Uno dei Magi ci disse di consegnare i doni alla madre. Noi restammo senza parole. Set divenne rosso come un peperone. Il signore ci tranquillizzò: «Non temete, voi ragazzi sarete i primi a entrare nel suo regno!». Consegnammo i doni. La madre li aprì sorridendo. Solo quando vide la mirra sembrò che un'ombra le oscurasse il viso. Ma uno dei signori le sussurrò: «È un grande re e alla fine uscirà vittorioso». Lo sguardo della donna tornò a farsi sereno.
Che emozione! Rimanemmo nella stalla per l'intera notte, per poi partire al mattino presto. Ero convinta di ripassare a Gerusalemme, ma i Magi insistettero per andare direttamente a casa. Strano. E strano anche il loro «capo»: ho notato che durante il viaggio aveva il viso rigato di lacrime, ma non erano lacrime di gioia. Sembrava che avesse ricevuto la notizia di una tragedia. La conferma arrivò da Kaleb, l'aiutante arabo: «Ho sentito i signori parlare di una visione di un angelo, che ha dato nuovi ordini». Certo che se non l'avessi visto non ci crederei: bambini, re, angeli, sogni, stelle! Questa storia ha dell'incredibile».
Sara
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9° giorno: un bambino speciale
«Erode è un mostro. Quando si è accorto che i signori non sono ripassati da lui ha ordinato che in tutta la sua terra venisse ucciso ogni bambino maschio dai due anni in giù. Appena l'ho saputo, ho lasciato l'accampamento e sono corso come un matto a Betlemme per salvare quel neonato.
Quando sono arrivato, ho trovato la stalla vuota. Il padrone di casa mi ha detto che erano partiti verso l'Egitto dopo la nostra visita. Avevano fretta. Vinto dalla curiosità, ho chiesto cosa avesse di speciale quel bambino. Il padrone, con un pizzico d'imbarazzo, ha risposto: "La notte in cui è nato una grande luce si è formata sopra la mia casa attirando i pastori del posto. E molte persone mi hanno giurato di aver visto un coro di angeli che inneggiava a Dio".
Sono rimasto a bocca aperta. Ho continuato a pensarci mentre tornavo a casa. Se non avessi conosciuto i signori venuti da lontano forse non avrei creduto a una simile storia, ma in questi giorni molte cose sono cambiate nel mio animo. Sì, dopo aver assistito a un evento del genere, la mia vita non può essere più la stessa».
Set
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Per saperne di più

Tutto Natale


Stiamo un po' insieme Gesù

• Il termine «Magi», più che stregone, indica un dignitario e un sacerdote, esperto di astronomia proveniente dall'Oriente. I Magi quindi provengono dalla Mesopotamia o dalla Persia.

• La tradizione dei Re Magi nasce nel terzo secolo, quando si accostano alcuni salmi al vangelo di Matteo. Nei salmi si parla di re che dall'Oriente verranno ad onorare il Messia: così i magi diventano dei re.

• Il numero tre è da attribuirsi sia al suo significato simbolico (il tre come numero perfetto) sia ai tre doni che i Magi portarono con sé.

• È del sesto secolo la tradizione dei nomi provenienti da alcuni vangeli apocrifi: «I re Magi erano tre fratelli: Melchiorre, che regnava sui persiani, poi Baldassare che regnava sugli indiani, ed il terzo, Gaspare, che dominava sul paese degli arabi».

• Secondo una tradizione legata ai numeri simbolici, i Magi sarebbero arrivati 13 giorni dopo la nascita di Gesù. Eppure Erode fa uccidere i bambini dai due anni in giù. Se i Magi hanno visto la stella lo stesso giorno in cui è nato Cristo, allora sicuramente hanno impiegato più tempo per arrivare. La tradizione vuole invece che siano stati avvisati prima da un angelo.

• Sono due le ipotesi più accreditate riguardanti la stella: una scientifica e l'altra miracolistica. La prima ormai esclude che l'astro fosse una cometa e, in particolare, la cometa di Halley, che sarebbe passata intorno al 12 a.C., quindi troppo presto. Più esatta appare l'idea di Keplero, incentrata sulla particolare congiunzione di Giove con Saturno verificatasi intorno al 7 a.C., molto vicino alla nascita di Cristo attribuita al 6 a.C.
La seconda ipotesi parla invece di un intervento diretto di Dio che avrebbe fatto cadere un meteorite apparso come stella cadente, al di là di ogni legge fisica.

• Circa la fine dei Magi, la leggenda li vuole martiri nell'Oriente. Sant'Eustorgio ne trasporterà poi i corpi a Milano, dove rimarranno sepolti fino al 1162. Successivamente il Barbarossa, che aveva raso al suolo il capoluogo lombardo, ordina la traslazione delle salme nel duomo di Colonia, dove attualmente sono riposte all'interno del più grande sarcofago d'Europa.
Milano, rimanendo legata al culto dei Magi, otterrà soltanto nel 1903 il ritorno di alcune reliquie da Colonia, attualmente conservate proprio nella Chiesa di Sant'Eustorgio.

• Proprio a Colonia, nel 2005, si svolgerà la XX giornata mondiale della gioventù. Il tema sarà legato ai Magi. Lo slogan: «Siamo venuti ad adorarlo!».
  di Luigi Cotichella
da: Mondo Erre n. 10, 2004, pp. 4-6
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