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Liturgia

CEC DON BOSCO Liturgia Solennità e Santi Esaltazione della S. Croce

Esaltazione della S. Croce

Anno B

Di null’altro ci glorieremo,
se non della Croce del Signore


- Celebrare
- Canti
- Segno
- Introduzione
- Atto penitenziale
- Testi biblici
- Presentazione della parola di Dio
- Traccia per l'omelia
- Preghiera dei fedeli
- Monizione alla preghiera del Signore
- Vivere l'Eucaristia
- Dai Padri e dai Testimoni
- Spunti per la riflessione
- Preghiera



 

 

 


Celebrare
Per una presentazione più dettagliata delle indicazioni relative alle scelte celebrative, si veda il CD-Rom a cura di: Marino Gobbin, Mille immagini per… /5 e-Messalino, Elledici, Leumann 2002.
- Mettere in risalto la croce con una adeguata e generosa composizione floreale e una buona illuminazione e dei ceri accesi in segno di festa.
- Curare la processione con la Croce, incensarla.
- Per il bene pastorale si potrebbe sostituire la 1ª lettura con Is 53 (vedi il Venerdì santo). Oppure collegarla anche materialmente al vangelo.
- Dopo la comunione si può leggere o cantare in italiano l’inno «Vexilla Regis…».
- Al congedo, la benedizione solenne della Passione del Signore.
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Canti
(CdP = Casa del Padre; CF = Cantinfesta; CSResp = Canto Salmo Responsoriale; AdV = Armonia di Voci, rivista; DmL = Dio della mia Lode, Edizioni Rinnovamento nello Spirito)
- Inizio: In te la nostra gloria CdP 512; Ti saluto, o Croce santa CdP 522; Cristo Gesù, Salvatore CdP 633; Croce Santa AdV 1/2002; Dulce lignum AdV 1/2002; Croce di Cristo CdP 508; Croce di Cristo, noi ti adoriamo CdP 509; Signore, dolce volto CdP 516; O Cristo, tu regnerai CdP 514.
- Atto penitenziale: CdP 430 rit.; oppure CF 186.
- Canto al vangelo: Alleluia. La tua parola CF 13, str. 2.
- Canto dopo il vangelo: Adoramus te, Christe CF 5.
- Preghiera dei fedeli: CdP 511, rit.
- Mistero della fede: Tu ci hai redenti… CdP 335-337.
- Dossologia: CdP 359.
- Comunione: Tu sei la mia vita CdP 732; Gloria onore a te CdP 168; Chi potrà separarci CdP 905; Ecco l'uomo CdP 511; Crocifisso mio Signore CdP 510; Ti adoro, Redentore CdP 523; Volto dell'uomo CdP 525; Volto di Dio CF 399.
- Conclusione: Croce di Cristo, noi ti adoriamo CdP 509.
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Segno
- Intronizzazione della Croce: la processione d’inizio si apre con la croce (non croce astile, ma croce senza crocifisso, segno che Cristo è risorto ed è salvezza per tutti coloro che oggi sono crocifissi) e un canto di acclamazione alla croce (es.: Ti saluto o Croce santa CdP 522); viene collocata in luogo ben visibile e addobbata e quindi incensata; si accende anche una lampada.
- Acclamazione dopo il racconto dell’istituzione: «Tu ci hai redenti…».
- Benedizione finale con la croce.
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Introduzione
Il mistero della Croce viene celebrato in questa liturgia ed offerto alla nostra meditazione. Mistero presente nella vita di Gesù, che attraverso la Croce ha redento il mondo. Mistero presente nella vita di ognuno di noi. Mistero di dolore, ma soprattutto mistero di amore, che ci rende certi del perdono e della misericordia di Dio. Ringraziamo il Padre per averci salvati attraverso l’offerta redentiva di Cristo. Imploriamo il suo aiuto per essere capaci di partecipare alle sofferenze di Cristo per giungere un giorno a partecipare alla sua gloria.
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Atto penitenziale
Il memoriale della morte e della risurrezione del Signore ci assicura il perdono dei nostri peccati. Riconosciamo le nostre mancanze, le offese recate a Dio ed ai fratelli e l’insofferenza che avvertiamo di fronte al dolore.
- Tu che ci insegni a rinnegare noi stessi e a prendere ogni giorno la nostra croce, abbi pietà di noi.
- Tu che ti sei fatto obbediente fino alla morte e alla morte di croce, abbi pietà di noi.
- Tu che ci chiami a partecipare alla tua opera redentrice, abbi pietà di noi.
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Testi Biblici
- Nm 21,4b-9 – Chiunque, dopo essere stato morso guarderà il serpente, resterà in vita.
- Dal Salmo 77 – Rit.: Sei tu, Signore, la nostra salvezza.
- Fil 2,6-11 – Cristo umiliò se stesso: per questo Dio lo ha esaltato.
- Canto al Vangelo – Alleluia, alleluia. Noi ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo, perché con la tua croce hai redento il mondo. Alleluia.
- Gv 8,13-17 – Bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato.
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Presentazione della parola di Dio
Prima lettura: Nm 21,4b-9
Il popolo di Dio si trova di nuovo a disagio nel suo viaggio verso la terra promessa. Si lamenta nei confronti di Dio e di Mosè, e il Signore invia loro serpenti velenosi. Ma poi indica a Mosè il rimedio ai morsi che portano la morte: un serpente di bronzo innalzato sopra un’asta. Esso sarà figura della salvezza dono del Crocifisso.
Dal Salmo 77
Il Signore è la nostra salvezza! Lo ha sperimentato molte volte il popolo ebreo nel deserto, lo sperimentiamo anche noi nelle vicende quotidiane della vita. Ma soprattutto lo constatiamo nel perdono che Dio è sempre pronto a donare, guadagnato dalla morte di Cristo sulla croce.
Seconda lettura: Fil 2,6-11
Paolo canta con toni stupendi la realtà dell’Incarnazione. Mistero di umiltà e di annientamento per il Figlio di Dio che, assunta la nostra natura umana, si è sottoposto alla morte, ed alla morte di croce.
Vangelo: Gv 8,13-17
Le parole di Gesù a Nicodemo danno luce all’episodio narrato dalla prima lettura. L’umanità ora è invitata a volgere lo sguardo a colui che è stato innalzato per noi. La fede nel Crocifisso, segno dell’amore di Dio per noi, è pegno di vita eterna.
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Traccia per l'omelia
- Nella croce è enucleato l’evento decisivo della nostra salvezza. Siamo invitati oggi a conoscere sempre più profondamente il mistero di amore dal quale ci troviamo avvolti, per poter poi un giorno goderne i frutti in cielo. Frutti di dolore, frutti di sangue: frutti di misericordia di un Dio che ha tanto amato il mondo da donare a noi suo Figlio.
- La celebrazione odierna si caratterizza come celebrazione del mistero di morte e risurrezione di Cristo ed indica nella croce non un oggetto sacro di particolare efficacia (quasi fosse un talismano) ma il segno che ricorda a noi l’evento decisivo della nostra storia, l’icona dell’amore immenso del Padre e del Figlio, unica fonte di salvezza per l’umanità.
- Le tre letture hanno come riferimento il mistero di passione e di morte del Signore. Ci viene anticipato dal libro dei Numeri l’evento della crocifissione attraverso l’immagine del serpente innalzato da Mosè nel deserto. Se il guardare la croce di rame voleva dire scampare dalla morte, a maggior ragione solo nella croce di Cristo vi è la salvezza. Paolo indica ai cristiani, quindi anche a noi, la via interiore della redenzione: l’abbassamento/innalzamento dell’Incarnazione. Ed il Vangelo esplicita senza dubbi che Gesù Cristo è il compimento dell’antica promessa di salvezza.
- L’uomo non può conoscere il mistero di Dio, ma solo Dio glielo può rivelare. Gesù si presenta a Nicodemo, e anche a noi, come colui che svela tale mistero. Tale rivelazione è fatta all’uomo perché sappia riconoscere la via della salvezza e si salvi. Ma quale mistero è rivelato oggi a noi? Il primo è l’immagine veterotestamentaria, che il vangelo di Giovanni riprende: il serpente innalzato nel deserto. È un’immagine che allude chiaramente alla crocifissione di Gesù. Attraverso la felice ambiguità espressa dal verbo «innalzare», Giovanni ci presenta contemporaneamente la tragedia della croce e, dietro ad essa ed in essa, la gloria salvifica di Gesù.
- Il secondo mistero è il dono del Figlio da parte del Padre. Per quanto cerchiamo di comprenderlo e di contemplarlo, rimarrà tale fino a quando ci sarà svelato in cielo. Dio «dona» agli uomini suo Figlio perché egli porti a noi la vita. Il «dono» per Giovanni equivale alla «consegna» da parte del Padre. Il binomio donato-consegnato nasconde la tragedia della croce. Perché è attraverso la croce che Gesù dona a tutti gli uomini il perdono e la vita eterna.
- Ma c’è un altro mistero che coinvolge Dio e l’uomo: la fede. Nel mistero della fede si intrecciano il dono divino e la disposizione dell’uomo ad accoglierlo. Solo quando giungono all’abbraccio vi è l’accoglienza piena del dono di Dio. Perché credere non vuol dire tanto aderire con l’intelletto a una serie di verità, ma accogliere nella vita, abbracciare dunque fin nel profondo di noi stessi, la Verità di Dio nel suo Figlio Gesù.
- E il Figlio, perché potesse avvenire questo abbraccio, si è svuotato. Paolo dice che lo svuotamento è stato operato da Gesù quando si fece uomo ed assunse la condizione di servo. La vera umiltà di Gesù, il suo svuotamento, è nell’accettare fino in fondo di essere «uomo», obbediente al Padre per tutta la vita. Un’obbedienza che lo porterà alla morte di croce. Da questa obbedienza nascerà la nostra salvezza.
- Terminare con una professione di fede. Essa sgorghi spontaneamente dal cuore dopo aver contemplato la croce di Gesù: Sei tu, Signore, la nostra salvezza! Ricordiamola durante la settimana, ricordiamola nei momenti più delicati o più tristi, quando siamo tentati di cercare «altro» che ci faccia da salvagente, che ci permetta di non affondare nel mare in tempesta della nostra vita.
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Preghiera dei fedeli

Il Signore Gesù ci salva dal male e ci dona il suo aiuto in tutte le circostanze della vita. A lui presentiamo fiduciosi la preghiera per la Chiesa e per il mondo intero.

Diciamo insieme: Per il mistero della tua croce, salvaci, Signore Gesù.
1. Cristo, crocifisso e risorto, aiuta la Chiesa a testimoniare la fede in te con l’impegno quotidiano della sequela, ti preghiamo.
2. Signore, che non sei venuto a condannare ma a perdonare, dona la salvezza a quanti credono nel tuo nome e concedi a chi non crede di scoprire il tuo amore, ti preghiamo.
3. Cristo, donaci di imitare la tua obbedienza filiale e ad accogliere il progetto che Dio ha su ognuno di noi, ti preghiamo.
4. Cristo, che per la tua morte fosti esaltato da Dio, donaci di perseverare nella fede fino al giorno della tua venuta, ti preghiamo.
5. Figlio unigenito di Dio, che ti sei immolato per la salvezza del mondo, concedi la vita eterna a tutti i defunti e a coloro che sperano nella tua croce, ti preghiamo.

Signore Gesù, morto in croce e risorto per la nostra salvezza, che hai rivelato al mondo il tuo amore, guarda alla nostra debolezza. Donaci la fede per accogliere il mistero del dolore che visita la nostra vita e la certezza che esso è pegno di risurrezione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
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Monizione alla preghiera del Signore
Guardando a Cristo, innalzato per la nostra salvezza, eleviamo al Padre la nostra preghiera e il grazie per averci salvati e perdonati.
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Vivere l'Eucaristia
- Rivediamo se in casa c’è la croce: davanti ad essa accendiamo una candela.
- Cerchiamo di fare bene il segno della croce pensando all’amore di Gesù per noi.
- Se qualcosa non va secondo i nostri gusti, accogliamolo come partecipazione al mistero della croce.
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Dai Padri e dai Testimoni
- La Croce è infatti il segno della nostra salvezza e della comune libertà del genere umano, è il segno della misericordia del Signore che per amor nostro si è lasciato condurre come pecora al macello. Quando, dunque, ti fai questo segno, ricorda tutto il mistero della Croce e spegni in te l’ira e tutte le altre passioni. E ancora, quando ti segni in fronte, riempiti di grande ardimento e ridà alla tua anima la sua libertà.
S. Giovanni Crisostomo
- Chi non cerca la croce di Cristo, non cerca la gloria di Cristo.
S. Giovanni della Croce
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Spunti per la riflessione
Questa festa è una occasione in più (Venerdì Santo e Trinità) per realizzare una riflessione e offrire qualche proposta concreta sul «Segno di Croce». È sempre da riscoprire. La proposta di «Dossier Catechista» del settembre 2002, anche se ha un indirizzo catechistico, offre del materiale utile a tutti: bambini ed adulti. Può servire soprattutto nelle famiglie che utilizzano abitualmente internet per prepararsi alla celebrazione domenicale offrendo ai bambini di colorare il disegno.
Portare la riflessione sulla Croce è prendere in considerazione tutta la vita di Cristo e del cristiano. I giovani sono interpellati. Queste pagine scritte per loro possono stimolare tutti in una verifica. Vedi: Valentino Salvoldi, In cammino verso la Verità. Catechesi giovanile sui temi di «Venite e vedrete», Elledici, Leumann 2003, pp. 121-133 passim.
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Preghiera
Vedi il Foglio liturgico


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