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| SolennitÀ della Chiesa Locale |
Anno C
Rimanere in Cristo, fonte dell’amore e della gioia
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Celebrare
Per una presentazione delle scelte celebrative, si veda il CD-Rom a cura di: Marino Gobbin, @men. Immagini e Messalino. Anno C, Elledici, Leumann 2003, qui riprese in forma sintetica. Oppure Carlo Franco in: Marino Gobbin (ed.), Omelie per un anno. Bibliche, patristiche, teologiche e pastorali-pratiche con indicazioni per la celebrazione e il canto. Vol. 2-Anno C: Tempo Ordinario e Solennità, Elledici, Leumann 2003, 430 pp.
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I formulari per la solennità della «Chiesa locale» potranno essere diversi: prepariamo prima questa celebrazione, sfogliamo il Messale e gli altri libri liturgici per scegliere i testi non tra i più facili ma tra quelli più ricchi perché i fratelli possano essere arricchiti spiritualmente. Cf Comune della Dedicazione della Chiesa (MR, p. 645ss), Per la Chiesa (MR, p. 775ss) e tra le Messe rituali quelle Per la Dedicazione (MR, p. 765ss). |
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In una occasione come questa si trovi lo spazio per un incontro ravvicinato con la chiesa-tempio. Si presenti la sua storia, le strutture… Cf Maurice Dilasser, Chiese e simboli, Elledici, Leumann 1999; Oliver Mignon – Frédéric Siard, Catechesi di pietra. Guida alla «lettura» di una chiesa, Elledici, Leumann 2001 (vedi quanto è riportato, come disegni, nel CD Rom @men/2. Immagini e Messalino. Anno A, Elledici, Leumann 2004); Mario Filippi, Alla scoperta della chiesa. Dalla chiesa di mattoni a quella di «pietre vive», Elledici, Leumann 2002; Roberto Gabetti, Chiese per il nostro tempo. Come costruirle, come rinnovarle, Elledici, Leumann 2000. In altre pubblicazioni, più idonee ai ragazzi, si trova una presentazione della chiesa nel suo interno: La Messa. Incontro con Gesù e i suoi amici, Elledici, Leumann 2001, pp. 4-5. |
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Oggi si potrebbe incensare ampiamente oltre all’altare, segno di Cristo pietra angolare, il popolo di Dio spiegando che il gesto è rivolto a Dio presente nell’assemblea convocata in preghiera. |
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Alla presentazione dei doni si tengano presenti le diverse realtà di chiesa e quanti sono stati inviati, a nome dei fratelli, a trasmettere il dono prima ricevuto. |
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Si metta in evidenza l’altare, lo si rivesta delle tovaglie della festa, dei fiori, delle luci; lo si incensi. È attorno ad esso, presenza di Cristo, che nasce la Chiesa. È oggi «Pasqua», Pasqua della Chiesa! |
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Prefazio: MR, pp. 646; 649; 766; 767; 771 «L’altare e Cristo»; nel tempo ordinario n. VIII. |
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Preghiera eucaristica: V/A «Dio guida la sua Chiesa»; V/D «La Chiesa in cammino verso l’unità». |
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Benedizione solenne: MR, pp. 647; 769; 772 con i ritocchi che fosse eventualmente necessario apportarvi. |
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Canti
(AdV = Armonia di Voci, rivista; AL = A. Lagorio, 12 canti a Maria; CdP = Casa
del Padre; CeI = Canti e inni; CF = Cantinfesta; CSResp = Canto Salmo Responsoriale; DmL = Dio della mia Lode, Edizioni Rinnovamento nello Spirito; Bat = G. Battistella, Come figli di un unico Padre; GL = G. Lubinu, Tutto ci parla di te; MG = M. Goia, Spalancate le porte a Cristo; MM = Marcello Marrocchi, La perla preziosa. Le parabole nel linguaggio dei giovani; PR = P. Ruaro, Canterò al Signore; SG = M. Giombini, I nuovi Salmi; SC = Salmi e
Cantici di D. Machetta).
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Per i canti secondo il repertorio Nella casa del Padre (CdP) si vedano le proposte presentate da Carlo Franco in: Omelie per un anno. Vol. 2-Anno C. Il CD Rom «@men» presenta nei testi dell’animazione liturgica una sua propria selezione di canti. |
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Per conoscere i criteri e la funzione stessa del canto nella celebrazione, si veda: Robert Philippe, Cantare la liturgia, Elledici, Leumann 2003. |
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Inizio: Chiesa di Dio CdP 622; Gerusalemme nuova CdP 20; Il tempio tuo adorabile CdP 662; Festa di nozze, str. 1 PR; Come debole strumento PR; Canto di Osea GL. |
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Atto penitenziale: Pietà di noi Signore CdP 204-205. |
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Canto al Vangelo: Alleluia. Oggi la Chiesa, str. 1 CdP 258. |
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Preghiera dei fedeli: CdP 409, rit. |
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Presentazione dei doni: O Signore, raccogli i tuoi figli CdP 697. |
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Scambio della pace: Pace a te CF 268. |
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Padre nostro: PR. |
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Comunione: Nobile santa Chiesa CdP 681; L’anima mia desidera CdP 111; Il Signore è il mio pastore CdP 661; Come unico pane CdP 628; Tu sei pietra PR; Il Signore è il tuo custode GL; Figlia di Sion GL. |
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Conclusione: Christus vincit CdP 623-624; Ora PR; Canta con me GL. |
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Introduzione
La liturgia oggi ci aiuta a prendere consapevolezza del mistero della Chiesa che ci unisce a Cristo, suo Capo e tra di noi. Siamo membra di un unico corpo, come i tralci sono congiunti alla vite e formano un tutt’uno con essa. Ciò che siamo nel mistero deve essere realtà anche nella vita concreta di tutti i giorni: la comunione deve circolare in noi e tra noi. Il comandamento dell’amore, norma suprema del nostro vivere, deve intridere sempre più la nostra esistenza. Gesù ci chiama ad essere testimoni di questa comunione che anima la sua Chiesa e la rende credibile di fronte al mondo. Preghiamo per la nostra comunità, per la Chiesa diocesana e per il suo Pastore, affinché tutti, uniti a Cristo, possiamo portare frutti di vita eterna.
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Atto penitenziale
Gesù ci chiama amici perché tutto ciò che ha udito dal Padre ce lo ha fatto conoscere. Chiediamo perdono del peccato che offusca questa amicizia, soprattutto della mancanza di amore e di comunione che talvolta possono aver intralciato il nostro essere Chiesa.
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Signore, che ci chiami ad essere pietre vive del tuo edificio santo, abbi pietà di noi. |
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Cristo, che ci hai comandato di amarci gli uni gli altri, abbi pietà di noi. |
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Signore, che ci hai insegnato la legge dell’amore donando per noi la tua vita, abbi pietà di noi. |
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Testi Biblici
(Seguiamo il proprio diocesano della Conferenza Episcopale Piemontese)
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Es 19,3-8 - Sarete un regno di sacerdoti, una nazione consacrata. |
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Salmo 99 - Rit.: Venite al Signore con canti gi gioia! |
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2 Cor 8,7-9; 9,6-15 - Ciascuno dia quanto ha deciso nel suo cuore. |
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Canto al Vangelo - Alleluia, alleluia. Abiterò in mezzo a voi: sarò il vostro Dio e voi il mio popolo. Alleluia. |
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Gv 15,1-17 - Io sono la vite, voi i tralci. |
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Presentazione della parola di Dio
In alternativa, oltre ai testi digitali del CD Rom «@men» e alle indicazioni esegetiche (Per comprendere la parola) presenti nel volume «Omelie per un anno», si veda: Come profumo soave. Presentazione della Parola di Dio e Preghiera dei Fedeli per le domeniche e le solennità dell’Anno Liturgico «C», Elledici, Leumann 2003.
Prima lettura: Es 19,3-8
Mosè è colui che parla con Dio a viso scoperto. L’incontro avviene sul monte, il luogo per eccellenza della presenza di Dio, dove egli si manifesta. A Mosè viene annunciato che il popolo è scelto come proprietà di Dio. Un’appartenenza che instaura una comunione basata sull’ascolto della Parola e la custodia dell’Alleanza.
Salmo 99
Entriamo nella casa di Dio per celebrarlo e benedire il suo nome. Con il salmista riconosciamo la nostra appartenenza al Signore, la sua bontà e la sua misericordia. Il nostro Dio è il Dio fedele: ci ha creati e ci ha chiamati alla comunione con lui.
Seconda lettura: 2 Cor 8,7-9; 9,6-15
Paolo invita i cristiani di Corinto alla solidarietà. Essa è condivisione dei doni che Dio, nella sua bontà, ha elargito. Una generosità che ha il suo fondamento in Cristo, nostro modello. Infatti Gesù da ricco che era si fece povero per arricchire noi con la sua povertà.
Vangelo: Gv 15,1-17
Giovanni ci esorta a rimanere in Cristo, uniti a lui. Su questa comunione si fonda la vita della Chiesa. Tutti siamo tralci innestati sulla vite feconda che è Cristo. Il frutto che maturerà sarà l’amore. Un amore che si fonda sul dono vicendevole e che ci rende amici di Gesù.
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Traccia per l'omelia
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Oggi è un giorno di comunione: comunione con il Signore e tra di noi. Vogliamo celebrare ciò che ci unisce e ci rende pietre dello stesso edificio, della nostra Chiesa. In un mondo dove c’è divisione, dobbiamo come cristiani ricercare i motivi per una rinnovata esperienza ecclesiale nello Spirito. |
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Gesù, nel brano di Vangelo che abbiamo ascoltato, usa l’immagine della vite e dei tralci per spiegarci il mistero della Chiesa: del Capo unito al Corpo. Perché celebrare la solennità della Chiesa è prima di tutto celebrare Cristo Sposo e Capo della sua Chiesa. |
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Nell’Antico Testamento la vigna è diventata per i profeti, nella prospettiva dell’Alleanza, il simbolo stesso di Israele, dal quale Dio attende i frutti. Dio ha posto nella sua vigna tutta la sua speranza, ma nel corso della storia la sua vigna è diventata selvatica. Il tema di amore e di tenerezza che scorreva tra Dio e la sua vigna si tramuta in un tema di collera e di delusione. Gesù ha ripreso questo tema biblico sotto diverse forme. Nell’ultima Cena egli fa del prodotto della vigna il sacramento della nuova Alleanza nel suo sangue, primizia del banchetto preparato nel Regno dal Padre. |
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In Giovanni il simbolo della vite si concentra nella persona di Cristo. È lui la vera Vite, in lui si realizza il popolo della nuova ed eterna Alleanza. E questo perché egli è il Figlio e il Padre è il vignaiolo. Nessuno fa parte del nuovo popolo di Dio se non è in lui, come il tralcio è nella vite. Gesù continua a ripetere, come un ritornello, l’invito a restare in lui sia nella forma positiva, sia in quella negativa: «se non rimanete in me…». Ogni tralcio che è in lui diviene una cosa stessa con lui: è il mistero della Chiesa. Ma nello stesso tempo in cui si crea questa unione profonda sia la vite che i tralci rimangono perfettamente unici e personali: è lo stesso mistero di unità e di unicità che lega il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. La Chiesa si costituisce a partire da Gesù e in lui con i discepoli a lui uniti mediante la fede. Solo essa ha la forza di rendere possibile questo «innesto» e questo permanere in Gesù. |
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Ma vi è un altro accento essenziale: quello che ci ricorda il frutto. Il frutto è attribuito ai tralci. Di esso dobbiamo sentirne tutta la responsabilità. Condizione assoluta è rimanere nella Vite, in Gesù, e che le parole di Gesù rimangano in noi. Solo così esse ci aiutano a rimanere nel suo amore e ad obbedire con la vita al suo comandamento dell’amore. I discepoli di Cristo devono seguire il Maestro sulla via del sacrificio di sé e dell’amore ai fratelli fino alla fine. Attraverso l’amore noi porteremo frutti di vita e lo riveleremo al mondo. |
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Infatti, se i tralci sono uniti alla vite, per mezzo della vite stessa sono uniti anche fra di loro. Questa comunione, reclama il donarsi vicendevole, pagando di persona. Un dono di sé all’altro che prima del «fare» è un «essere». Accoglienza, dunque, che si fa desiderio di capire l’altro, accettandolo come è. La comunione è responsabilità verso l’altro fino a correggerlo fraternamente. La comunione è ricomporre le diversità vivendole come ricchezza e non come un saccheggio vicendevole. Sappiamo bene quanta fatica costa questo passaggio in una comunità parrocchiale ma anche in una realtà diocesana. |
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Comunione è camminare insieme. Se lo imparassimo davvero, quante crisi, quanti fallimenti si potrebbero evitare. Saremmo credibili, saremmo eco dell’intima comunione della Trinità. La Chiesa è un corpo che ha bisogno di tutti. Ognuno l’arricchisce col suo dono. Riusciremmo, giorno dopo giorno, a ricomporre quel meraviglioso mosaico, che Cristo Sposo affida alla Chiesa Sposa. Mosaico di tanti tasselli e colori diversi, sotto la guida dei singoli Vescovi cui dobbiamo obbedienza e a cui spetta la guida del cammino delle singole comunità. |
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Inscindibile dall’amore è la gioia. Essa ci è stata promessa da Gesù. La gioia e l’amore devono formare il «clima» delle nostre comunità, della nostra Chiesa. La gioia si diffonderà nei nostri cuori nella misura dell’unione nostra con Gesù, del nostro «rimanere in lui». Essa permane anche nelle sofferenze perché sa riconoscere in esse la mano del Padre che «pota» perché portiamo più frutto. |
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Celebrare la solennità della Chiesa locale è imparare ad amarla. Forse dovremo vincere la tentazione che ce la fa giudicare o sottovalutare. Cristo ci chiede di amarla anche se ai nostri occhi non sembra bella: sembra più peccatrice che santa. Ci chiede di amarla perché attraverso il nostro amore diventi più bella. Gesù, la vera Vite, ha amato la Chiesa, i suoi tralci, l’ha amata fino a donare la sua vita per lei. L’ha voluta e l’ha amata come mistero di comunione. Sapeva che sarebbe stata composta da uomini chiamati alla santità, ma peccatori. L’ha amata affinché diventasse bella, affinché potesse avere una sposa senza macchia né ruga (cf Ef 25,27). Imparando ad amare la Chiesa avremo il cuore pieno di riconoscenza e di gioia per il Signore e per tutti i fratelli che condividono il nostro cammino. |
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Preghiera dei fedeli
In alternativa, oltre ai testi digitali del CD Rom «@men», si vedano le pubblicazioni: Come profumo soave. Presentazione della Parola di Dio e Preghiera dei Fedeli per le domeniche e le solennità dell’Anno Liturgico «C», Elledici, Leumann 2003; Preghiera dei fedeli. Proposte per le domeniche e feste degli anni «A-B-C», Elledici, Leumann 2002.
Preghiamo il Padre perché la Chiesa, Sposa di Cristo, sia sempre tempio della sua presenza e della sua gloria. Sia unita e salda nella fede, luogo di comunione con lui e con i fratelli.
Ripetiamo insieme: Rinnova la Chiesa, o Padre.
1. La Chiesa, innestata vitalmente in Cristo, fondi la sua efficacia pastorale non sui mezzi umani ma sulla preghiera e l’adesione al suo Signore, preghiamo.
2. Le comunità cristiane sappiano riconoscere le vie del Signore; si impegnino con tutte le forze a rimanere in lui, preghiamo.
3. Quanti si sono staccati dalla Chiesa, Dio li riporti a vivere in Cristo il suo mistero di comunione e di amore ricco di speranza, preghiamo.
4. Uniti a Cristo partecipiamo allo stesso amore che nello Spirito lo unisce al Padre. Esso ci renda disponibili ad essere purificati e potati, preghiamo.
5. Quanti ci hanno preceduto nella vita eterna godano in pienezza la gioia di vedersi tralci uniti per sempre alla Vite che è Cristo, preghiamo.
O Padre, proteggi la Chiesa ed assistila con il tuo aiuto. Lo Spirito Santo doni ai tuoi figli di offrirti il servizio della lode con cuore puro e lieto e di essere veri tralci della tua vigna. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen.
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Monizione alla preghiera del Signore
Con la Chiesa imploriamo da Dio serenità e pace su tutte le comunità dei credenti e sul mondo intero. Preghiamo insieme dicendo: Padre nostro…
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Dai Padri e dai Testimoni
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Amate questa Chiesa, siate questa Chiesa!
S. Agostino |
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Il legame dell’anima a Cristo è qualcosa di diverso dall’unione fra persone terrene; è un radicarsi in Lui e un crescere in Lui (questo ci dice la parabola della vite e dei tralci): inizia col Battesimo, si rinsalda sempre più con gli altri sacramenti, assumendo nei singoli un diverso orientamento. Questo reale diventare uno con Cristo ha per conseguenza il diventar membra gli uni negli altri, per tutti i cristiani. E così la Chiesa diviene il Corpo di Cristo.
S. Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) |
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Materiali e approfondimenti
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Tassarsi per la Chiesa? – Una predica originale che ci può esser di aiuto per introdurre i giovanissimi nella vita della Chiesa e farli partecipare in prima persona alla sua vita. Vedi: Willi Hoffsümmer, Predicare con le cose. 133 prediche per bambini con oggetti della vita quotidiana, Elledici, Leumann 2004, pp. 114-115. Relativamente al testo evangelico di Gv 15 si possono vedere le prediche nn. 35 (p. 56); 103 (pp. 122-123). |
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Preghiera
Spirito di Dio, fa’ della tua Chiesa…
Spirito di Dio, fa' della tua Chiesa un roveto
che arde di amore per gli ultimi.
Alimentane il fuoco col tuo olio,
perché l'olio brucia anche.
Da’ alla tua Chiesa
tenerezza e coraggio.
Lacrime e sorrisi.
Rendila spiaggia dolcissima
per chi è solo e triste e povero.
Disperdi la cenere dei suoi peccati.
Fa' un rogo delle sue cupidigie.
E quando, delusa dei suoi amanti,
tornerà stanca e pentita a Te,
coperta di fango e di polvere
dopo tanto camminare,
credile se ti chiede perdono.
Non la rimproverare.
Ma ungi teneramente le membra
di questa sposa di Cristo
con le fragranze del tuo profumo
e con l'olio di letizia.
E poi introducila,
divenuta bellissima
senza macchie e senza rughe,
all'incontro con Lui
perché possa guardarlo negli occhi
senza arrossire,
e possa dirgli finalmente:
«Sposo mio».
Tonino Bello
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