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Alcuni testi della liturgia

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.
Al suo primo avvento nell’umiltà della nostra natura umana egli portò a compimento la promessa antica, e ci aprì la via dell’eterna salvezza.
Verrà di nuovo nello splendore della gloria, e ci chiamerà a possedere il Regno promesso che ora osiamo sperare, vigilanti nell’attesa.
(Prefazio per il tempo di Avvento 1)

Dio, che vi dà la grazia di celebrare la prima venuta del suo Figlio e di attendere il suo Avvento glorioso vi santifichi con la luce della sua visita.
(dalla benedizione solenne per l’Avvento)
  • Il tema centrale è la venuta di Cristo, anzi la sua duplice venuta: quella verificatasi nella storia e quella gloriosa alla fine dei tempi (la cosiddetta parusía). Questi due eventi, caratterizzati ciascuno da un tempo e una modalità diversi, sono strettamente uniti quanto ai significati. Per questo potremmo parlare di un’unica venuta di Cristo, realizzata in due fasi storiche.
  • Il tempo di Avvento sottolinea il tema dell’attesa con una doppia sfumatura: tempo di preparazione alla solennità del Natale, in cui si ricorda la prima venuta nella carne del Figlio di Dio; e tempo in cui, attraverso tale ricordo, teniamo viva l'attesa della seconda venuta del Cristo alla fine dei tempi. Si ha quindi un intrecciarsi di temi che si radicano nel senso della memoria liturgica del Natale e in una lettura della storia alla luce dell'attesa di ciò che ne costituirà il "compimento".
  • Nella prima parte dell’Avvento l’attenzione è focalizzata sulla parusía, cioè la venuta nella gloria di Cristo, mentre nella seconda parte la Chiesa è tutta protesa a fare memoria dell'Incarnazione e della manifestazione di Cristo nel Natale-Epifania.
  • Al centro di questa dinamica si trova la persona di Cristo, mandato dal Padre per realizzare la promessa di Dio e per manifestarla pienamente alla fine dei tempi; per portarci la salvezza e rendercene definitivamente partecipi quando “lo vedremo così come Egli è” (1 Gv 3,2).
  • Noi ci troviamo tra la prima venuta, da cui dipendiamo, e la seconda, verso cui siamo orientati e protesi. Guardiamo al passato (tempo di Avvento-Natale) e insieme al futuro, al compimento finale, punto di arrivo della storia della salvezza (ultime domeniche del Tempo Ordinario e prime di Avvento).
  • L’attesa non è passiva e sterile, ma attiva, vigilante, sostenuta dalla fede, aperta alla speranza. Concretamente, siamo chiamati a cogliere tutte le implicanze della “venuta del Signore” nella nostra esperienza quotidiana. La spiritualità tipica dell’Avvento mostra il cammino del discepolo  - di colui cioè che si prepara nella fede all'incontro con il Signore – come un riconoscere che il Cristo è presente e operante, ma anche che una serie di realtà e di dinamiche attendono un pieno compimento.
(da Rinaldo Falsini, Commento ai prefazi dell’anno liturgico, Edizioni O.R. 1997, rielaborato)



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