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La struttura dell'anno liturgico

La santa madre Chiesa considera suo dovere celebrare con sacra memoria in giorni determinati nel corso dell'anno l'opera della salvezza del suo Sposo divino. Ogni settimana, nel giorno a cui ha dato il nome di domenica, fa la memoria della risurrezione del Signore, che ogni anno, unitamente alla sua beata passione, celebra a Pasqua, la più grande delle solennità. Nel corso dell'anno poi, distribuisce tutto il mistero di Cristo, dall'Incarnazione e dalla Natività fino all'Ascensione, al giorno di Pentecoste e all'attesa della beata speranza e dell'avvento glorioso del Signore. Ricordando in tal modo i misteri della redenzione, essa apre ai fedeli le ricchezze delle azioni salvifiche e dei meriti del suo Signore, in modo tale da renderli in qualche modo presenti a tutti i tempi, perché i fedeli possano venirne a contatto ed essere ripieni della grazia della salvezza (SC 102).

I vari tempi non sono diversi quadri della vita di Gesù (come a teatro), ma ogni frammento porta in sé la pienezza del mistero. Mistero multiforme e sempre sovrabbondante rispetto alle strutture simboliche, ai mezzi che lo esprimono. Il centro unificante è il Mistero Pasquale, sintesi della storia della salvezza. Nei primi secoli le comunità cristiane lo hanno prima concentrato (nei primi tre secoli l’evento pasquale è stato identificato con il mistero di Cristo), e successivamente distribuito in una serie di tempi.

Secondo un percorso più o meno cronologico:
  • Inizialmente l’unica festa era la domenica settimanale, giorno della risurrezione e delle apparizioni del risorto, giorno in cui le prime comunità si radunavano per celebrare la risurrezione. Ancora oggi costituisce l’ossatura dell’anno liturgico.
  • La domenica più importante era la Pasqua (la Grande Domenica) che si prolungava per 50 giorni, fino a Pentecoste: nasce così il tempo di Pasqua.
  • L’interesse per gli avvenimenti storici della passione fa sì che a Gerusalemme vengano celebrate passione, morte e risurrezione di Gesù, insieme ai pellegrini: è il primo nucleo del triduo pasquale e  della settimana santa.
  • La Quaresima viene aggiunta come periodo di preparazione per la riconciliazione dei penitenti e per i catecumeni che si preparavano a ricevere il Battesimo la notte di Pasqua.  Successivamente diviene un periodo proposto a tutti i cristiani, anche a quelli già battezzati.
  • L’Incarnazione viene celebrata in Occidente con la festa del Natale (in Oriente con l’Epifania). Anche questa festa viene connotata in senso “pasquale”: è l’inizio della discesa del Figlio di Dio che culminerà con la croce.
  • Al Natale viene anteposto un periodo di preparazione analogo alla Quaresima, con sfumatura escatologica: a venuta nella carne viene associata al ritorno glorioso alla fine dei tempi. È l’Avvento.
  • Si diffondono il culto dei martiri, dei santi e le feste di Maria.



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