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A partire dall'esperienza dei cambiamenti nello scorrere uniforme
del tempo, si è formata l'idea del calendario: il tempo
viene organizzato nella società umana e diventa possibile
situare in esso l'attività, gli avvenimenti, la memoria
(personale e collettiva), i progetti e le attese. Nel calendario,
i giorni non sono tutti uguali. Ci sono i giorni "normali",
e ci sono le feste. Queste segnano i ritmi e le divisioni del
tempo. Dire "festa" vuol dire un giorno speciale,
diverso dagli altri. Tale diversità viene abitualmente
percepita "in negativo": i giorni festivi sono diversi
dagli altri perché non si lavora. La nozione di "festa"
non si esaurisce nell'interruzione dell'attività quotidiana.
La parola "festa" richiama sempre un qualche contenuto
positivo: una festa è sempre "festa di" qualcosa
o di qualcuno. Parlare di "festa" implica richiamare
l'attenzione su ciò che viene festeggiato, come una realtà
in qualche modo "importante" per chi celebra quella
festa. E una festa si celebra sempre insieme con altri: non
si fa festa da soli. La festa rappresenta per natura sua un
fenomeno sociale, implica sempre una pluralità di persone
che si incontrano nel nome di determinati valori comuni: quelli
appunto che vengono "celebrati", siano essi di ordine
religioso, etnico, politico o familiare.
Non c'è un unico calendario per tutti e dappertutto.
Esistono tanti calendari diversi, come esistono popoli, culture
e religioni diverse. Se è vero che il nostro calendario
"civile" (quello che inizia il 1º gennaio e finisce
il 31 dicembre) è diventato ormai quadro comune di riferimento,
è altrettanto vero che continuano a esistere nel mondo
altri modi di contare gli anni e di scandire i giorni sul ritmo
di feste particolari.
Fra gli altri tipi di calendario presenti nel mondo c'è
anche il calendario liturgico, che è il calendario proprio
della Chiesa. Non inizia con il 1º gennaio, ma con la "Domenica
1ª di Avvento". Vi si trovano parecchie feste in comune
con il calendario civile (stessa data, stesso nome); ma ci sono
anche diversità. Per esempio, al 1º gennaio sul
calendario liturgico non c'è scritto "Capodanno",
bensì "Maria Santissima Madre di Dio". E nel
calendario liturgico si parla di "Tempo di Avvento",
"Tempo ordinario", "Tempo di Quaresima"...:
nozioni che non compaiono invece nel calendario civile.
Il calendario liturgico è un modo di organizzare il tempo
nel giro dell'anno sulla base di quei "valori" che
fondano la fede cristiana e ne costituiscono i contenuti. La
trama di fondo dell'anno liturgico è costituita dal succedersi
regolare delle domeniche: perché la domenica - "giorno
del Signore", giorno della risurrezione di Gesù
da morte - è il giorno-simbolo della fede cristiana nella
sua totalità. La prima festa annuale celebrata dai cristiani
fu quella della Pasqua, intesa come memoria dell'evento centrale
su cui si basa la fede cristiana, quello appunto della morte-risurrezione-glorificazione
di Cristo (evento unitario, che viene ora celebrato nelle tre
feste di Pasqua, dell'Ascensione e della Pentecoste). Mentre
la seconda festa che si fissò nel calendario della comunità
cristiana è centrata sulla memoria della "venuta/manifestazione"
di Cristo nel mondo, ed è la festa doppia di Natale/Epifania.
Attorno a questi due "poli" (il mistero della Pasqua
e quello del Natale) hanno acquisito gradualmente una loro fisionomia
propria - nella preghiera, nella spiritualità e nelle
iniziative della Chiesa - i "tempi" caratteristici
di Pasqua, di Quaresima e di Avvento.
Così la Chiesa "celebra con sacra memoria",
nel corso dell'anno, "tutto il mistero di Cristo",
dall'incarnazione fino all'attesa del ritorno del Signore (integrando
inoltre nella sua "memoria di preghiera" la venerazione
della Vergine Maria, dei martiri e degli altri santi). In questo
modo l'anno liturgico viene a costituire la traccia fondamentale
sul quale si configura la spiritualità della Chiesa:
un orientamento complessivo della preghiera e della vita spirituale
dei credenti, incentrato direttamente sull'opera della grazia
di Dio nella storia e sui "misteri della redenzione"
che, proprio attraverso i sacramenti e le feste della Chiesa,
vengono resi "in qualche modo presenti a tutti i tempi",
affinché i fedeli "possano venirne a contatto ed
essere pieni della grazia della salvezza" (cf SC 102-104). torna su Tempo di Avvento Tempo: quattro settimane; inizia la domenica che cade
il 30 novembre o in una data immediatamente seguente, e termina
prima dei primi vespri di Natale. Due parti contraddistinguono
questo tempo: la prima parte fino al 16 dicembre con le due
prime domeniche, ha un carattere escatologico, guarda cioè
all'ultima venuta del Signore Gesù alla fine dei tempi;
la seconda parte dal 17 dicembre, la "settimana santa di
Natale", fissa l'attenzione sulla preparazione ultima della
festa dell'Incarnazione. Atteggiamenti: gioiosa attesa nella fede e interiore
povertà e speranza, e preparazione anche attraverso una
ri-conversione delle propria vita (conversione e penitenza)
alla venuta del Signore Gesù nella gloria alla fine dei
tempi (seconda venuta) e nella sua natura umana (prima venuta).
O se si preferisce, seguendo il lezionario domenicale: vigilanza
(I), conversione (II), gioia (III) e disponibilità (IV). Personaggi: il profeta Isaia, il precursore Giovanni
Battista, e Maria di Nazaret, la Madre, è lei la protagonista
dell'Avvento più che di altri mesi dell'anno, con i personaggi
ad essi correlati, cioè Zaccaria, Elisabetta e Giuseppe. Colore liturgico: viola. Segni: non si canta o proclama il gloria, segno di festa;
precedenza assoluta alla celebrazione domenicale con le sue
tematiche su quella di qualsiasi altra memoria o festa; è
richiesta anche una sobrietà floreale; per il richiamo
"penitenziale" e di conversione e disponibilità
ai fratelli, è auspicabile che venga realizzato qualcosa
per il "natale del povero" attraverso una previa comunicazione
della scelta di un intervento concreto che s'intende realizzare.
Avvento da "adventus": venuta, arrivo. La Parola
di Dio e la preghiera delle celebrazioni domenicali e feriali
del "Tempo di Avvento" si configurano come un intrecciarsi
di temi che scaturiscono dalla meditazione sul senso della
memoria liturgica del Natale e sul valore della storia della
salvezza riletta alla luce dell'attesa di ciò che ne
costituirà il "compimento". Ogni attesa ha
senso se alimenta in chi attende un grande ideale, dunque,
una grande speranza. Questo tempo è pertanto un tempo
ricco di desiderio e di gioia, che saranno alimentati anche
dalla nostra capacità di conversione, cioè di
ritorno all'essenziale, alla Chiesa, alla Parola, a Dio...
Tutto ciò implica un ritorno a se stessi, come unica
fonte sorgiva di capacità di conversione e di accoglienza
di questo dono di Dio.
Il lezionario feriale, sovente disatteso, ha un suo sviluppo
tematico caratteristico che necessita d'essere sinteticamente
ricordato per un'azione pastorale più proficua:
1. Ciclo di Isaia (I sett. fino al mercoledì della
II sett): lettura progressiva del profeta Isaia, vangelo tratto
da Matteo - l'annuncio di Isaia si compie in Gesù -;
il movimento provocato è positivo, muove alla speranza,
al desiderio.
2. Ciclo di Giovanni Battista (giovedì II settimana
fino a venerdì III sett., 16 dic.): vengono letti i
passi evangelici che si riferiscono al precursore, è
tempo di fare attenzione, di cambiare vita, ormai tutto ricorda
che è il tempo della risposta di Dio.
3. Ciclo di Maria (17-24 dicembre): qui domina il vangelo
con l'annuncio concreto che l'attesa è prossima a finire,
la nascita di Giovanni prelude la nascita di Cristo; è
il ciclo della maternità e del canto di gioia delle
due donne. torna su Tempo di Natale Tempo: inizia con i primi vespri di Natale il 24 dicembre
sera e termina con la festa del Battesimo del Signore la domenica
successiva alla festa dell'Epifania. Atteggiamenti: la gioia per la nascita del Dio-con-noi,
ma anche l'adorazione, l'accoglienza, la disponibilità
a donare la vita per lui (v. i martiri). Personaggi: Gesù, il Messa annunciato, i suoi
genitori, Maria e Giuseppe, i pastori, i sapienti dell'oriente,
il re Erode e sul finale Giovanni Battista. Nell'ottava fanno
corona a Cristo il protomartire Stefano, Giovanni evangelista,
i santi martiri Innocenti Colore liturgico: bianco. Segni: il canto del gloria, la luce ("Cristo luce"),
l'apparato floreale festoso, lo scambio degli auguri e la condivisione
di doni con i fratelli
La festa del Natale risale forse all'anno 354 così
come ci è documentata nel calendario Filocaliano. La
data è in qualche modo anche connessa con i nove mesi
che la separano dal concepimento di Gesù, 25 marzo
Annunciazione a Maria. Le celebrazioni del Natale vanno dalla
Messa della vigilia (24 sera), "Messa del gallo"
a mezzanotte, alla Messa dell'aurora e a quella del giorno.
La festa vuol celebrare la presenza viva di Gesù Cristo,
nel mistero, in mezzo agli uomini: il Dio-con-noi, ora risorto
e glorioso, è sempre presente accanto al suo popolo,
la Chiesa, ed effonde su di esso la sua grazia, egli ci rigenera
come figli di Dio fino a farci condividere la vita di Dio.
La parola Epifania (6 gennaio) significa manifestazione, nel
senso di qualcosa che si rivela, che "appare" o
si manifesta pubblicamente, qualcosa di nascosto che viene
fatto conoscere e diventa palese. La festa inizialmente celebrata
in oriente aveva lo stesso significato del Natale, venuta
o apparizione nel mondo, incarnazione e nascita Ma ben
presto si è unito anche il ricordo del battesimo di
Gesù. Nella festa dell'Epifania non si celebra tanto
un preciso avvenimento riguardante Gesù Cristo, quanto
piuttosto la sua "manifestazione/rivelazione" al
mondo: un tema che si riscontra presente ed emergente dai
diversi episodi riferiti dai Vangeli, in particolare l'adorazione
dei Magi (prima rivelazione di Cristo Salvatore ai pagani),
il battesimo di Gesù (la sua vera identità,
proclamata dalla "voce" che viene dal cielo in quell'occasione:
"Tu sei il Figlio mio prediletto"), il primo miracolo
di Gesù (cf Gv 2,11: "Gesù diede inizio
ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua
gloria e i suoi discepoli credettero in lui"). Attualmente,
nella liturgia romana, la memoria del Battesimo di Gesù
viene celebrata ogni anno la domenica seguente all'Epifania;
l'episodio evangelico delle nozze di Cana, invece, compare
nel lezionario festivo solo ogni tre anni (precisamente la
seconda domenica del tempo ordinario dell'anno "C");
mentre la festa dell'Epifania è tutta incentrata sull'episodio
dei Magi, narrato nel c. 2 del Vangelo di Matteo (una traccia
del riferimento di questa festa al Battesimo di Gesù
e al miracolo di Cana è rimasta nell'inno e nell'antifona
al Magnificat di questo giorno).
La festa del Battesimo di Gesù è la celebrazione
che chiude il tempo di Natale, se si esclude l'appendice,
la celebrazione della Presentazione al Tempio del Signore
il 2 febbraio. Con il Battesimo Gesù da inizio alla
sua attività messianica.
Come Pasqua ha la sua ottava, così la festa del Natale.
Nell'ottava trova posto il ricordo di coloro che diedero la
vita per Cristo, gli Innocenti e santo Stefano, di colui che
fu più vicino durante la sua vita al Signore e accolse
Maria nella sua casa, Giovanni, l'evangelista; e ancora la
festa della Sacra Famiglia (il 30 dicembre o la domenica che
cade nell'ottava) e soprattutto la più antica festa
di Maria, la festa della Madre di Dio che coincide con il
capodanno e, più recentemente, con la giornata della
pace. torna su Tempo di Quaresima e della Passione -Triduo
Pasquale Tempo: dal Mercoledì delle Ceneri al Giovedì
Santo pomeriggio: 40 giorni. Il Tempo di Quaresima comprende
5 domeniche più, per il Tempo di Passione, la domenica
detta di Passione e delle Palme che inaugura la Settimana Santa.
Il Triduo Pasquale è a sé stante: Giovedì
Santo dalla "Cena del Signore"; Venerdì Santo
della Passione, Morte e Sepoltura del Signore; Sabato Santo
unico giorno senza liturgia: Gesù è nella tomba,
nella serata/notte con la solenne Veglia Pasquale si celebra
la Risurrezione di Gesù ed ha inizio il Tempo di Pasqua. Atteggiamenti: preparazione ultima al battesimo per i
neofiti, conversione e ritorno nella Chiesa per tutti i fedeli. Personaggi: al centro c'è sempre Gesù e
la sua opera in mezzo agli uomini per i quali dona la sua vita.
Poi di volta in volta, a seconda del ciclo di letture domenicali
e delle stesse domeniche si intravedono: il Diavolo, il Padre,
Mosè, Elia, i tre discepoli: Pietro, Giovanni e Giacomo,
e la samaritana, il cieco e Lazzaro Colore liturgico: viola. Segni: ceneri, digiuno, parola di Dio, riunioni di preghiera,
opere di carità; assenza del Gloria, dell'alleluia, della
musica strumentale; austerità floreale nell'ornare lo
spazio celebrativo; l'esercizio della Via Crucis, la "confessione
pasquale", cioè la celebrazione del Sacramento della
Penitenza-Riconciliazione come preparazione alla festa di Pasqua.
A far assumere un particolare significato alla Quaresima
ha certamente contribuito il simbolismo biblico del numero
quaranta: 40gg di diluvio prima dell'alleanza con Noè,
40gg di Mosè sul monte, 40aa del popolo nel deserto,
40gg di cammino di Elia verso l'incontro con Dio sul monte,
40gg di Gesù nel deserto prima di iniziare la sua missione.
Tutto questo ha posto in evidenza che questo tempo serve da
prova, da purificazione e da preparazione ad un avvenimento
di grande importanza, la Pasqua. La caratteristica principale
di questo periodo è il digiuno e poiché a Roma
non si digiunava la domenica, "Giorno del Signore",
è stato anticipato il suo inizio al Mercoledì
delle ceneri. A volte abbiamo creduto troppo facilmente, a
causa degli inviti alle privazioni, che questo tempo fosse
caratterizzato da aridità del cuore. Al contrario,
i Vangeli proposti dal lezionario mettono in chiara luce tutta
la bontà del cuore di Gesù. Egli "prova"
vera tenerezza per coloro che gli stanno attorno, per noi.
Tre sono le tappe di queste settimane e sono segnate dai vangeli
delle domeniche: prime due domeniche, tentazioni e trasfigurazione;
le altre tre si concentrano sulle catechesi battesimali (anno
A) o tematiche affini; con la sesta domenica inizia il tempo
di Passione e viene inaugurata la Settimana Santa. Tutta la
parola di Dio aiuta a realizzare un cammino di crescente conversione
e di preparazione alla celebrazione della Pasqua. torna su Tempo di Pasqua Tempo: dalla celebrazione della Risurrezione di Gesù
nella Veglia di Pasqua fino alla domenica di Pentecoste, che
celebra il dono dello Spirito Santo agli Apostoli e alla Chiesa:
50 giorni. Atteggiamenti: gioia ed esultanza, accoglienza e disponibilità
a lasciarsi trasformare dallo Spirito Santo e a seguire il Cristo
ormai risorto e salito al Padre per essere presenza d'amore
per i suoi, per noi. Personaggi: Cristo attorniato dalle donne e dai discepoli
ai quali si rivela risorto; lo Spirito Santo. Colore liturgico: bianco. Segni: riprende solenne il canto del Gloria e dell'Alleluia,
la chiesa è ornata di fiori, splende il cero pasquale,
c'è l'acqua per i battesimi
È stato scritto: "Lasciate la notte del pianto,
/ venite, correte alla soglia: / è Dio che vuole la
festa / insieme godremo nel canto. // Un grande mattino di
luce / ha aperto i nostri sepolcri. / Uscite di lì:
farà bello. / È tempo di un vivere nuovo".
Questo tempo può essere definito: "Una stagione
per vivere". All'alba del primo giorno lasciamoci prendere
dal desiderio di bramare la vita, senza pudore e senza vergogna
amiamo la nostra vita. Questo breve mattino è la stagione
di Dio. La festa di Pasqua è il mistero culminante
di tutto l'anno: tutto l'Anno Liturgico trova qui la sua prima
origine e la sua forza di essere. È un tempo d'intensa
gioia e di grande condivisione di vita con Cristo e di pace:
Dio è gioia eterna per l'uomo. Lui, il risorto, ci
attrae tutti a sé, ci chiama a condividere la sua vita.
I verbi caratteristici di questo tempo sono: "contemplare"
il risorto, "attingere" e "rimanere" in
Cristo.
Due sono gli elementi importanti per vivere questa esperienza
di gioia e di festa con Cristo. Primo l'ottava. Per l'importanza
che ha il giorno di Pasqua, esso è seguito, quasi prolungato
eternamente, da sette giorni di festa che sono un solo giorno
con la Pasqua. Grazie alla riflessione successiva e alla nozione
della perfezione e della pienezza è stato aggiunto
un giorno, l'ottavo. Cristo è la pienezza della settimana
della creazione, è colui che ricapitola in sé
tutta la storia della salvezza e che la compie definitivamente.
La Pasqua è così seguita da una ottava in cui
i cristiani battezzati nella Veglia pasquale seguono le istruzioni
mistagogiche di approfondimento della fede e della morale;
nell'ottavo giorno essi deponevano la veste bianca ricevuta
nel battesimo. Da questo fatto la seconda domenica di Pasqua
prese il nome di "Domenica in albis". Il Tempo di
Pasqua dura 50 giorni, numero simbolico per gustare tutta
la pienezza del tempo (7 x 7+1= pienezza totale, perfezione
massima) e della gioia. Numero che fa riferimento alla festa
delle Capanne che il popolo eletto celebrava sette settimane
dopo la Pasqua. In questo periodo trovano posto le feste che
sono una unità inscindibile con la Risurrezione, e
cioè la festa dell'Ascensione e della Pentecoste.
Le tematiche a contrasto che la liturgia fa proprie in questi
giorni e che ritornano in continuazione nella parola di Dio
e nella liturgia sono: tenebre - luce, morire - risorgere,
seme - pianta, tomba luogo di morte - mensa luogo di vita torna su
Tempo ordinario Tempo: è diviso in due periodi, dal giorno
seguente la celebrazione della festa del Battesimo di Gesù
fino al Mercoledì delle ceneri (dalle 4 alle nove settimane),
e dal giorno dopo la Pentecoste fino ai primi vespri dell'Avvento
(dalla 6ª alla 34ª settimana in relazione alla quantità
di settimane disponibili, eventualmente si tralasciano tutte
le settimane in più alla ripresa per finire sempre
con la 34ª settimana). Questo periodo è costellato
di molte altre feste del Signore, della Madonna, degli Apostoli
e dei Santi. È il tempo della Chiesa e della riflessione
e celebrazione pacata del mistero del suo Fondatore. Atteggiamenti: nello scorrere della vita di ogni giorno,
senza particolari sussulti, il cristiano è invitato
a verificare la sua esistenza sulla parola di Dio. Egli è
chiamato (1ª parte) a rispondere all'invito del Signore
Gesù "Vieni e segui me!" e a scoprire (2ª
parte) che cosa vuole Dio da lui. La chiamata è al
tempo stesso personale e comunitaria. Personaggi: Cristo e la Chiesa, di ieri e di oggi
È una galleria fittissima di avvenimenti della vita
di Cristo, di Maria, sua Madre, della Chiesa e dei santi e
martiri di tutti i tempi e le età. Colore liturgico: verde Segni: è festa serena, pacata, del profondo
Il "Tempo Ordinario" in gergo liturgico è
detto "Tempo per annum". È il tempo dedicato
al "cammino" della Chiesa nella quotidianità
della vita. Con la Chiesa e alla sua scuola, il cristiano
si lascia condurre dalla parola di Dio per dare un significato
profondo alle realtà ordinarie del lavoro, della famiglia,
dell'impegno sociale. Sostenuto dallo Spirito Santo, conformerà
la sua vita a quella di Cristo; con lui si consegnerà
al Padre giorno per giorno fino all'approdo nel regno dei
cieli dove Gesù ci ha preceduti e ci invita al banchetto
delle sue nozze. Ma per realizzare tutto questo ci vuole perseveranza,
santità di vita e il non aver mai perso di vista la
meta definitiva. Lo Spirito sostiene, verifica e incoraggia.
In questo quadro d'ordinaria amministrazione e sempre vigile
attenzione per non smarrire la meta definitiva e vera, la Chiesa
vive le tappe e le situazioni vissute da Gesù condotta
per mano dai percorsi dei Vangeli sinottici di Marco (prima
scoperta di Gesù, anno B), Matteo (il cammino del discepolato,
anno A) e Luca (l'annuncio degli evangelizzatori, anno C). Al
seguito di questi maestri e con piccoli interventi tratti dall'evangelista
Giovanni, il bagaglio del Tempo Ordinario si fa ricco e variegato
di sviluppi: c'è il percorso dei discepoli, ci sono i
detti di Gesù, ma ancora ci sono una galleria di figure
bibliche, di similitudini e parabole e di discorsi del Cristo
entro cui la Chiesa e il cristiano si muovono e fanno sempre
più approfondita conoscenza di Gesù fino a giungere
alla gloria definitiva nel regno del Padre. Ci sono però
anche tutta quella miriade di santi e di testimoni che hanno
vissuto con radicalità la loro vita al seguito di Cristo
e che la Chiesa ci propone come battistrada e guide sicure per
arrivare più velocemente alla meta. Prima e fondamentale
testimone è Maria, la Madre di Gesù, poi gli apostoli
e quanti hanno dato la loro vita a Cristo e si sono fidati della
sua parola fedele.