Editrice Elledici HomeContattiFaqMappa
Elledici è su Facebook I video di Elledici su YouTube Twitter Editrice Elledici - Home page
Libreria on-line: -10%. Ricerca nel nostro catalogo on-line Ricerca Promozioni on-line Abbonamenti Carrello
Novità Le nostre librerie
Cec Bon Bosco
 
la messa nella domenica
 
i tempi liturgici
 
in parrocchia
 
strumenti
 
gli scaffali
 

Liturgia

CEC DON BOSCO Liturgia Anno liturgico Il calendario liturgico

il calendario liturgico
Memoria, presenza e
       profezia

Il ritmo dell'anno
       liturgico

La struttura dell'anno
       liturgico

Il calendario liturgico

- Introduzione
- Tempo di Avvento
- Tempo di Natale
- Tempo di Quaresima e della Passione - Triduo Pasquale
- Tempo di Pasqua
- Tempo Ordinario

Per visualizzare l'animazione bisogna disporre dell'ultima versione del Plug-in di Flash.

A partire dall'esperienza dei cambiamenti nello scorrere uniforme del tempo, si è formata l'idea del calendario: il tempo viene organizzato nella società umana e diventa possibile situare in esso l'attività, gli avvenimenti, la memoria (personale e collettiva), i progetti e le attese. Nel calendario, i giorni non sono tutti uguali. Ci sono i giorni "normali", e ci sono le feste. Queste segnano i ritmi e le divisioni del tempo. Dire "festa" vuol dire un giorno speciale, diverso dagli altri. Tale diversità viene abitualmente percepita "in negativo": i giorni festivi sono diversi dagli altri perché non si lavora. La nozione di "festa" non si esaurisce nell'interruzione dell'attività quotidiana. La parola "festa" richiama sempre un qualche contenuto positivo: una festa è sempre "festa di" qualcosa o di qualcuno. Parlare di "festa" implica richiamare l'attenzione su ciò che viene festeggiato, come una realtà in qualche modo "importante" per chi celebra quella festa. E una festa si celebra sempre insieme con altri: non si fa festa da soli. La festa rappresenta per natura sua un fenomeno sociale, implica sempre una pluralità di persone che si incontrano nel nome di determinati valori comuni: quelli appunto che vengono "celebrati", siano essi di ordine religioso, etnico, politico o familiare.
Non c'è un unico calendario per tutti e dappertutto. Esistono tanti calendari diversi, come esistono popoli, culture e religioni diverse. Se è vero che il nostro calendario "civile" (quello che inizia il 1º gennaio e finisce il 31 dicembre) è diventato ormai quadro comune di riferimento, è altrettanto vero che continuano a esistere nel mondo altri modi di contare gli anni e di scandire i giorni sul ritmo di feste particolari.
Fra gli altri tipi di calendario presenti nel mondo c'è anche il calendario liturgico, che è il calendario proprio della Chiesa. Non inizia con il 1º gennaio, ma con la "Domenica 1ª di Avvento". Vi si trovano parecchie feste in comune con il calendario civile (stessa data, stesso nome); ma ci sono anche diversità. Per esempio, al 1º gennaio sul calendario liturgico non c'è scritto "Capodanno", bensì "Maria Santissima Madre di Dio". E nel calendario liturgico si parla di "Tempo di Avvento", "Tempo ordinario", "Tempo di Quaresima"...: nozioni che non compaiono invece nel calendario civile.
Il calendario liturgico è un modo di organizzare il tempo nel giro dell'anno sulla base di quei "valori" che fondano la fede cristiana e ne costituiscono i contenuti. La trama di fondo dell'anno liturgico è costituita dal succedersi regolare delle domeniche: perché la domenica - "giorno del Signore", giorno della risurrezione di Gesù da morte - è il giorno-simbolo della fede cristiana nella sua totalità. La prima festa annuale celebrata dai cristiani fu quella della Pasqua, intesa come memoria dell'evento centrale su cui si basa la fede cristiana, quello appunto della morte-risurrezione-glorificazione di Cristo (evento unitario, che viene ora celebrato nelle tre feste di Pasqua, dell'Ascensione e della Pentecoste). Mentre la seconda festa che si fissò nel calendario della comunità cristiana è centrata sulla memoria della "venuta/manifestazione" di Cristo nel mondo, ed è la festa doppia di Natale/Epifania.
Attorno a questi due "poli" (il mistero della Pasqua e quello del Natale) hanno acquisito gradualmente una loro fisionomia propria - nella preghiera, nella spiritualità e nelle iniziative della Chiesa - i "tempi" caratteristici di Pasqua, di Quaresima e di Avvento.
Così la Chiesa "celebra con sacra memoria", nel corso dell'anno, "tutto il mistero di Cristo", dall'incarnazione fino all'attesa del ritorno del Signore (integrando inoltre nella sua "memoria di preghiera" la venerazione della Vergine Maria, dei martiri e degli altri santi). In questo modo l'anno liturgico viene a costituire la traccia fondamentale sul quale si configura la spiritualità della Chiesa: un orientamento complessivo della preghiera e della vita spirituale dei credenti, incentrato direttamente sull'opera della grazia di Dio nella storia e sui "misteri della redenzione" che, proprio attraverso i sacramenti e le feste della Chiesa, vengono resi "in qualche modo presenti a tutti i tempi", affinché i fedeli "possano venirne a contatto ed essere pieni della grazia della salvezza" (cf SC 102-104).
torna su

Tempo di Avvento
Tempo: quattro settimane; inizia la domenica che cade il 30 novembre o in una data immediatamente seguente, e termina prima dei primi vespri di Natale. Due parti contraddistinguono questo tempo: la prima parte fino al 16 dicembre con le due prime domeniche, ha un carattere escatologico, guarda cioè all'ultima venuta del Signore Gesù alla fine dei tempi; la seconda parte dal 17 dicembre, la "settimana santa di Natale", fissa l'attenzione sulla preparazione ultima della festa dell'Incarnazione.
Atteggiamenti: gioiosa attesa nella fede e interiore povertà e speranza, e preparazione anche attraverso una ri-conversione delle propria vita (conversione e penitenza) alla venuta del Signore Gesù nella gloria alla fine dei tempi (seconda venuta) e nella sua natura umana (prima venuta). O se si preferisce, seguendo il lezionario domenicale: vigilanza (I), conversione (II), gioia (III) e disponibilità (IV).
Personaggi: il profeta Isaia, il precursore Giovanni Battista, e Maria di Nazaret, la Madre, è lei la protagonista dell'Avvento più che di altri mesi dell'anno, con i personaggi ad essi correlati, cioè Zaccaria, Elisabetta e Giuseppe.
Colore liturgico: viola.
Segni: non si canta o proclama il gloria, segno di festa; precedenza assoluta alla celebrazione domenicale con le sue tematiche su quella di qualsiasi altra memoria o festa; è richiesta anche una sobrietà floreale; per il richiamo "penitenziale" e di conversione e disponibilità ai fratelli, è auspicabile che venga realizzato qualcosa per il "natale del povero" attraverso una previa comunicazione della scelta di un intervento concreto che s'intende realizzare.

Avvento da "adventus": venuta, arrivo. La Parola di Dio e la preghiera delle celebrazioni domenicali e feriali del "Tempo di Avvento" si configurano come un intrecciarsi di temi che scaturiscono dalla meditazione sul senso della memoria liturgica del Natale e sul valore della storia della salvezza riletta alla luce dell'attesa di ciò che ne costituirà il "compimento". Ogni attesa ha senso se alimenta in chi attende un grande ideale, dunque, una grande speranza. Questo tempo è pertanto un tempo ricco di desiderio e di gioia, che saranno alimentati anche dalla nostra capacità di conversione, cioè di ritorno all'essenziale, alla Chiesa, alla Parola, a Dio... Tutto ciò implica un ritorno a se stessi, come unica fonte sorgiva di capacità di conversione e di accoglienza di questo dono di Dio.
Il lezionario feriale, sovente disatteso, ha un suo sviluppo tematico caratteristico che necessita d'essere sinteticamente ricordato per un'azione pastorale più proficua:
1. Ciclo di Isaia (I sett. fino al mercoledì della II sett): lettura progressiva del profeta Isaia, vangelo tratto da Matteo - l'annuncio di Isaia si compie in Gesù -; il movimento provocato è positivo, muove alla speranza, al desiderio.
2. Ciclo di Giovanni Battista (giovedì II settimana fino a venerdì III sett., 16 dic.): vengono letti i passi evangelici che si riferiscono al precursore, è tempo di fare attenzione, di cambiare vita, ormai tutto ricorda che è il tempo della risposta di Dio.
3. Ciclo di Maria (17-24 dicembre): qui domina il vangelo con l'annuncio concreto che l'attesa è prossima a finire, la nascita di Giovanni prelude la nascita di Cristo; è il ciclo della maternità e del canto di gioia delle due donne.
torna su

Tempo di Natale
Tempo: inizia con i primi vespri di Natale il 24 dicembre sera e termina con la festa del Battesimo del Signore la domenica successiva alla festa dell'Epifania.
Atteggiamenti: la gioia per la nascita del Dio-con-noi, ma anche l'adorazione, l'accoglienza, la disponibilità a donare la vita per lui (v. i martiri).
Personaggi: Gesù, il Messa annunciato, i suoi genitori, Maria e Giuseppe, i pastori, i sapienti dell'oriente, il re Erode e sul finale Giovanni Battista. Nell'ottava fanno corona a Cristo il protomartire Stefano, Giovanni evangelista, i santi martiri Innocenti
Colore liturgico: bianco.
Segni: il canto del gloria, la luce ("Cristo luce"), l'apparato floreale festoso, lo scambio degli auguri e la condivisione di doni con i fratelli…

La festa del Natale risale forse all'anno 354 così come ci è documentata nel calendario Filocaliano. La data è in qualche modo anche connessa con i nove mesi che la separano dal concepimento di Gesù, 25 marzo Annunciazione a Maria. Le celebrazioni del Natale vanno dalla Messa della vigilia (24 sera), "Messa del gallo" a mezzanotte, alla Messa dell'aurora e a quella del giorno. La festa vuol celebrare la presenza viva di Gesù Cristo, nel mistero, in mezzo agli uomini: il Dio-con-noi, ora risorto e glorioso, è sempre presente accanto al suo popolo, la Chiesa, ed effonde su di esso la sua grazia, egli ci rigenera come figli di Dio fino a farci condividere la vita di Dio.
La parola Epifania (6 gennaio) significa manifestazione, nel senso di qualcosa che si rivela, che "appare" o si manifesta pubblicamente, qualcosa di nascosto che viene fatto conoscere e diventa palese. La festa inizialmente celebrata in oriente aveva lo stesso significato del Natale, venuta o apparizione nel mondo, incarnazione e nascita… Ma ben presto si è unito anche il ricordo del battesimo di Gesù. Nella festa dell'Epifania non si celebra tanto un preciso avvenimento riguardante Gesù Cristo, quanto piuttosto la sua "manifestazione/rivelazione" al mondo: un tema che si riscontra presente ed emergente dai diversi episodi riferiti dai Vangeli, in particolare l'adorazione dei Magi (prima rivelazione di Cristo Salvatore ai pagani), il battesimo di Gesù (la sua vera identità, proclamata dalla "voce" che viene dal cielo in quell'occasione: "Tu sei il Figlio mio prediletto"), il primo miracolo di Gesù (cf Gv 2,11: "Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui"). Attualmente, nella liturgia romana, la memoria del Battesimo di Gesù viene celebrata ogni anno la domenica seguente all'Epifania; l'episodio evangelico delle nozze di Cana, invece, compare nel lezionario festivo solo ogni tre anni (precisamente la seconda domenica del tempo ordinario dell'anno "C"); mentre la festa dell'Epifania è tutta incentrata sull'episodio dei Magi, narrato nel c. 2 del Vangelo di Matteo (una traccia del riferimento di questa festa al Battesimo di Gesù e al miracolo di Cana è rimasta nell'inno e nell'antifona al Magnificat di questo giorno).
La festa del Battesimo di Gesù è la celebrazione che chiude il tempo di Natale, se si esclude l'appendice, la celebrazione della Presentazione al Tempio del Signore il 2 febbraio. Con il Battesimo Gesù da inizio alla sua attività messianica.
Come Pasqua ha la sua ottava, così la festa del Natale. Nell'ottava trova posto il ricordo di coloro che diedero la vita per Cristo, gli Innocenti e santo Stefano, di colui che fu più vicino durante la sua vita al Signore e accolse Maria nella sua casa, Giovanni, l'evangelista; e ancora la festa della Sacra Famiglia (il 30 dicembre o la domenica che cade nell'ottava) e soprattutto la più antica festa di Maria, la festa della Madre di Dio che coincide con il capodanno e, più recentemente, con la giornata della pace.
torna su

Tempo di Quaresima e della Passione -Triduo Pasquale
Tempo: dal Mercoledì delle Ceneri al Giovedì Santo pomeriggio: 40 giorni. Il Tempo di Quaresima comprende 5 domeniche più, per il Tempo di Passione, la domenica detta di Passione e delle Palme che inaugura la Settimana Santa. Il Triduo Pasquale è a sé stante: Giovedì Santo dalla "Cena del Signore"; Venerdì Santo della Passione, Morte e Sepoltura del Signore; Sabato Santo unico giorno senza liturgia: Gesù è nella tomba, nella serata/notte con la solenne Veglia Pasquale si celebra la Risurrezione di Gesù ed ha inizio il Tempo di Pasqua.
Atteggiamenti: preparazione ultima al battesimo per i neofiti, conversione e ritorno nella Chiesa per tutti i fedeli.
Personaggi: al centro c'è sempre Gesù e la sua opera in mezzo agli uomini per i quali dona la sua vita. Poi di volta in volta, a seconda del ciclo di letture domenicali e delle stesse domeniche si intravedono: il Diavolo, il Padre, Mosè, Elia, i tre discepoli: Pietro, Giovanni e Giacomo, e la samaritana, il cieco e Lazzaro…
Colore liturgico: viola.
Segni: ceneri, digiuno, parola di Dio, riunioni di preghiera, opere di carità; assenza del Gloria, dell'alleluia, della musica strumentale; austerità floreale nell'ornare lo spazio celebrativo; l'esercizio della Via Crucis, la "confessione pasquale", cioè la celebrazione del Sacramento della Penitenza-Riconciliazione come preparazione alla festa di Pasqua.

A far assumere un particolare significato alla Quaresima ha certamente contribuito il simbolismo biblico del numero quaranta: 40gg di diluvio prima dell'alleanza con Noè, 40gg di Mosè sul monte, 40aa del popolo nel deserto, 40gg di cammino di Elia verso l'incontro con Dio sul monte, 40gg di Gesù nel deserto prima di iniziare la sua missione. Tutto questo ha posto in evidenza che questo tempo serve da prova, da purificazione e da preparazione ad un avvenimento di grande importanza, la Pasqua. La caratteristica principale di questo periodo è il digiuno e poiché a Roma non si digiunava la domenica, "Giorno del Signore", è stato anticipato il suo inizio al Mercoledì delle ceneri. A volte abbiamo creduto troppo facilmente, a causa degli inviti alle privazioni, che questo tempo fosse caratterizzato da aridità del cuore. Al contrario, i Vangeli proposti dal lezionario mettono in chiara luce tutta la bontà del cuore di Gesù. Egli "prova" vera tenerezza per coloro che gli stanno attorno, per noi. Tre sono le tappe di queste settimane e sono segnate dai vangeli delle domeniche: prime due domeniche, tentazioni e trasfigurazione; le altre tre si concentrano sulle catechesi battesimali (anno A) o tematiche affini; con la sesta domenica inizia il tempo di Passione e viene inaugurata la Settimana Santa. Tutta la parola di Dio aiuta a realizzare un cammino di crescente conversione e di preparazione alla celebrazione della Pasqua.
torna su

Tempo di Pasqua
Tempo: dalla celebrazione della Risurrezione di Gesù nella Veglia di Pasqua fino alla domenica di Pentecoste, che celebra il dono dello Spirito Santo agli Apostoli e alla Chiesa: 50 giorni.
Atteggiamenti: gioia ed esultanza, accoglienza e disponibilità a lasciarsi trasformare dallo Spirito Santo e a seguire il Cristo ormai risorto e salito al Padre per essere presenza d'amore per i suoi, per noi.
Personaggi: Cristo attorniato dalle donne e dai discepoli ai quali si rivela risorto; lo Spirito Santo.
Colore liturgico: bianco.
Segni: riprende solenne il canto del Gloria e dell'Alleluia, la chiesa è ornata di fiori, splende il cero pasquale, c'è l'acqua per i battesimi…

È stato scritto: "Lasciate la notte del pianto, / venite, correte alla soglia: / è Dio che vuole la festa / insieme godremo nel canto. // Un grande mattino di luce / ha aperto i nostri sepolcri. / Uscite di lì: farà bello. / È tempo di un vivere nuovo". Questo tempo può essere definito: "Una stagione per vivere". All'alba del primo giorno lasciamoci prendere dal desiderio di bramare la vita, senza pudore e senza vergogna amiamo la nostra vita. Questo breve mattino è la stagione di Dio. La festa di Pasqua è il mistero culminante di tutto l'anno: tutto l'Anno Liturgico trova qui la sua prima origine e la sua forza di essere. È un tempo d'intensa gioia e di grande condivisione di vita con Cristo e di pace: Dio è gioia eterna per l'uomo. Lui, il risorto, ci attrae tutti a sé, ci chiama a condividere la sua vita. I verbi caratteristici di questo tempo sono: "contemplare" il risorto, "attingere" e "rimanere" in Cristo.
Due sono gli elementi importanti per vivere questa esperienza di gioia e di festa con Cristo. Primo l'ottava. Per l'importanza che ha il giorno di Pasqua, esso è seguito, quasi prolungato eternamente, da sette giorni di festa che sono un solo giorno con la Pasqua. Grazie alla riflessione successiva e alla nozione della perfezione e della pienezza è stato aggiunto un giorno, l'ottavo. Cristo è la pienezza della settimana della creazione, è colui che ricapitola in sé tutta la storia della salvezza e che la compie definitivamente. La Pasqua è così seguita da una ottava in cui i cristiani battezzati nella Veglia pasquale seguono le istruzioni mistagogiche di approfondimento della fede e della morale; nell'ottavo giorno essi deponevano la veste bianca ricevuta nel battesimo. Da questo fatto la seconda domenica di Pasqua prese il nome di "Domenica in albis". Il Tempo di Pasqua dura 50 giorni, numero simbolico per gustare tutta la pienezza del tempo (7 x 7+1= pienezza totale, perfezione massima) e della gioia. Numero che fa riferimento alla festa delle Capanne che il popolo eletto celebrava sette settimane dopo la Pasqua. In questo periodo trovano posto le feste che sono una unità inscindibile con la Risurrezione, e cioè la festa dell'Ascensione e della Pentecoste.
Le tematiche a contrasto che la liturgia fa proprie in questi giorni e che ritornano in continuazione nella parola di Dio e nella liturgia sono: tenebre - luce, morire - risorgere, seme - pianta, tomba luogo di morte - mensa luogo di vita…
torna su

Tempo ordinario

Tempo: è diviso in due periodi, dal giorno seguente la celebrazione della festa del Battesimo di Gesù fino al Mercoledì delle ceneri (dalle 4 alle nove settimane), e dal giorno dopo la Pentecoste fino ai primi vespri dell'Avvento (dalla 6ª alla 34ª settimana in relazione alla quantità di settimane disponibili, eventualmente si tralasciano tutte le settimane in più alla ripresa per finire sempre con la 34ª settimana). Questo periodo è costellato di molte altre feste del Signore, della Madonna, degli Apostoli e dei Santi. È il tempo della Chiesa e della riflessione e celebrazione pacata del mistero del suo Fondatore.
Atteggiamenti: nello scorrere della vita di ogni giorno, senza particolari sussulti, il cristiano è invitato a verificare la sua esistenza sulla parola di Dio. Egli è chiamato (1ª parte) a rispondere all'invito del Signore Gesù "Vieni e segui me!" e a scoprire (2ª parte) che cosa vuole Dio da lui. La chiamata è al tempo stesso personale e comunitaria.
Personaggi: Cristo e la Chiesa, di ieri e di oggi… È una galleria fittissima di avvenimenti della vita di Cristo, di Maria, sua Madre, della Chiesa e dei santi e martiri di tutti i tempi e le età.
Colore liturgico: verde
Segni: è festa serena, pacata, del profondo…

Il "Tempo Ordinario" in gergo liturgico è detto "Tempo per annum". È il tempo dedicato al "cammino" della Chiesa nella quotidianità della vita. Con la Chiesa e alla sua scuola, il cristiano si lascia condurre dalla parola di Dio per dare un significato profondo alle realtà ordinarie del lavoro, della famiglia, dell'impegno sociale. Sostenuto dallo Spirito Santo, conformerà la sua vita a quella di Cristo; con lui si consegnerà al Padre giorno per giorno fino all'approdo nel regno dei cieli dove Gesù ci ha preceduti e ci invita al banchetto delle sue nozze. Ma per realizzare tutto questo ci vuole perseveranza, santità di vita e il non aver mai perso di vista la meta definitiva. Lo Spirito sostiene, verifica e incoraggia.
In questo quadro d'ordinaria amministrazione e sempre vigile attenzione per non smarrire la meta definitiva e vera, la Chiesa vive le tappe e le situazioni vissute da Gesù condotta per mano dai percorsi dei Vangeli sinottici di Marco (prima scoperta di Gesù, anno B), Matteo (il cammino del discepolato, anno A) e Luca (l'annuncio degli evangelizzatori, anno C). Al seguito di questi maestri e con piccoli interventi tratti dall'evangelista Giovanni, il bagaglio del Tempo Ordinario si fa ricco e variegato di sviluppi: c'è il percorso dei discepoli, ci sono i detti di Gesù, ma ancora ci sono una galleria di figure bibliche, di similitudini e parabole e di discorsi del Cristo entro cui la Chiesa e il cristiano si muovono e fanno sempre più approfondita conoscenza di Gesù fino a giungere alla gloria definitiva nel regno del Padre. Ci sono però anche tutta quella miriade di santi e di testimoni che hanno vissuto con radicalità la loro vita al seguito di Cristo e che la Chiesa ci propone come battistrada e guide sicure per arrivare più velocemente alla meta. Prima e fondamentale testimone è Maria, la Madre di Gesù, poi gli apostoli e quanti hanno dato la loro vita a Cristo e si sono fidati della sua parola fedele.


torna su
 
ContrattoPrivacyCredits
© Istituto Bernardi Semeria - Editrice ELLEDICI P.I. / C.F. 00070920053