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Liturgia

CEC DON BOSCO Liturgia Domenica adolescenti 2ª domenica dopo Natale

Domenica adolescenti

3 gennaio – 2ª domenica dopo Natale


Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-18)

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.

Carissimo Walter,

sei stupito e amareggiato perché i tuoi amici non solo non ti hanno capito, ma hanno fatto lo stesso quella stupidata che mi hai raccontato e ora ti hanno messo da parte e ti prendono in giro, vantandosi e spalleggiandosi per la loro bravata. Lo so che tu hai fatto di tutto per convincerli e ti sembrava che i tuoi argomenti fossero chiari e decisivi. Così non è stato. Ora, perché sei solo, hai dei dubbi su di te e ti chiedi: “e se avessero ragione loro?” Non ti spaventare del comportamento dei tuoi amici e neanche dei tuoi dubbi: la verità e la giustizia hanno sempre una strada difficile da percorrere per arrivare al cuore delle persone.

La tua situazione, essere rifiutato pur dicendo cose vere e giuste, l’ha vissuta anche Gesù e Giovanni, l’apostolo ed evangelista, ci ha molto riflettuto e ce ne parla nel suo vangelo. Lui, dopo aver conosciuto Gesù, averlo visto in croce e risorto, nella sua riflessione risale all’inizio della creazione. È arrivato a capire che tutto ciò che esiste è stato creato per mezzo di Gesù, Figlio di Dio. In particolare gli uomini sono stati creati con la capacità di diventare figli di Dio anche loro. Non l’hanno capito e per questo invece di avvicinarsi a Dio se ne sono allontanati. Ma il Figlio eterno di Dio è venuto sulla terra proprio perché gli uomini potessero conoscere il Padre e vivere da figli suoi e fratelli tra di loro. E a questo punto succede l’incredibile: gli uomini non solo non hanno accolto Gesù, ma lo hanno crocifisso. Gesù però è risorto, ha vinto l’odio e ha messo a disposizione di chi lo accetta il dono che lui è venuto a portare: diventare figli di Dio.

Stai sperimentando sulla tua pelle che non basta essere sinceri e dire la verità, non basta neanche soffrire perché gli altri capiscano, accettino e cambino il loro pensiero e il loro comportamento. La difficoltà che stai vivendo ti chiede una decisione non molto facile: continuare a credere a ciò di cui sei convinto o cedere e, pur di essere accettato dagli altri, mettere da parte la verità. Coraggio. Mi hai detto che i tuoi amici non sono cattivi, perciò puoi avere fiducia che alla fine, anche se ci metteranno ancora un po’ di tempo, si accorgeranno di aver sbagliato.

Ti auguro una domenica di incontro con amici vecchi e nuovi
il tuo donS


Per i prossimi giorni
In queste sere prega per i tuoi amici che hanno sbagliato.



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