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25 marzo 2007 - V domenica di Quaresima
Gv 8, 1-11
In quel tempo, Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. Ma all’alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più». |
Carissima Elena,
una tua compagna alla festa di diciott’anni di Patrizia si è lasciata andare con un ragazzo, anche se lei sta con un altro e ora li ‘frequenta’ entrambi e non sa che fare. In classe lo sanno tutte e tutte si mostrano solidali e hanno consigli da dare, ma, sotto sotto, la stima per lei è calata. E tu ti interroghi su cosa fare con lei e che faresti se ti trovassi nella stessa situazione. Se ti conosco bene, credo che tu non ti ci saresti messa in una situazione simile. E comunque qui sono in gioco la bellezza dell’amore di coppia e la fragilità di uomini e donne di fronte ad esso, fragilità dalla quale nessuno è al riparo. Interroghiamo il Vangelo.
Hanno scoperto una donna sposata insieme ad un altro. La legge è chiara: gli adùlteri devono essere uccisi a colpi di pietra dalla folla… ma gli uomini se la cavavano più facilmente. I farisei approfittano di questo fatto per tendere un tranello a Gesù. Sanno che predica la misericordia e frequenta i peccatori, perciò lo mettono di fronte a un bivio: se assolve la donna va contro la legge; se la condanna, contraddice il suo stesso insegnamento. Così, attraverso la donna, in pratica vogliono processare Gesù stesso. E lui è amareggiato per il peccato della donna, ma molto di più per la cattiveria degli uomini che l’accusano. È stupendo il giudizio che dà: “siete tutti peccatori! Provate a tirare una sola pietra contro di lei!” Se ne andarono tutti… forse alcuni hanno iniziato allora a meditare sui propri peccati, perché Gesù voleva salvare anche loro, non umiliarli. La conclusione accende una luce di speranza per tutti: Gesù non sorvola sulla colpa della donna ma le restituisce la dignità perduta, la invita a non sbagliare più e le apre la porta ad una vita nuova al posto della morte cui era destinata. Non la lega alla colpa, la libera e si fida di lei.
È bello rimanere a bocca aperta di fronte a questa pagina del Vangelo. Non abbiamo il diritto di giudicare nessuno. Dobbiamo però saper distinguere cosa è bene e cosa è male. Male e bene non sono uguali, non sono senza conseguenze, producono sempre frutti velenosi o salutari. Perciò dobbiamo stare attenti, essere giudici di noi stessi e cercare di fare le scelte giuste. Nei confronti degli altri possiamo fare come Gesù: far capire dov’è l’errore, avere misericordia, offrire fiducia nella loro capacità di correggersi e migliorare. Prova a fare così con la tua compagna e prega per lei, perché solo Gesù è capace di convertire i cuori.
Ti auguro una domenica senza scagliare pietre e senza esserne colpita.
Il tuo DonS
Impegno
Proposta per questa settimana (puoi anche pensarne un’altra più adatta a te): allenati a riconoscere gli errori tuoi e degli altri e ad avere misericordia per tutti, anche per te stessa.
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