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8 aprile 2007 – Pasqua di Risurrezione (Veglia)
Lc 24, 1-12
Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea, dicendo che bisognava che il Figlio dell’uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e risuscitasse il terzo giorno». Ed esse si ricordarono delle sue parole. E, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli. Quelle parole parvero loro come un vaneggiamento e non credettero ad esse. Pietro tuttavia corse al sepolcro e chinatosi vide solo le bende. E tornò a casa pieno di stupore per l’accaduto. |
Carissima Elisabetta,
ti sembra di essere al buio e non vedi alcuna luce davanti a te e io sono qui per dirti che non è vero, anche se ora non la vedi, la luce c’è. Un mio amico carissimo, prete e salesiano come me, anzi meglio di me, Antonio, 10 anni fa scoprì di avere un tumore, non si poteva operare, i medici gli diedero 6 mesi di vita, ma lui ha lavorato per 9 anni, era parroco e ha seguito con amore molti malati di tumore. Un anno e mezzo fa ha dovuto essere operato. Da allora non si è più alzato dal letto: aveva la parte destra del corpo semi paralizzata e soprattutto non riusciva a dire se non qualche parola. Era una situazione da disperazione, ma non è stato così. Perfettamente cosciente, ha accettato quella condizione e l’ha unita alla sofferenza di Gesù per la salvezza dei giovani, si è affidato alle persone che gli volevano bene, ha suscitato una catena di amore tra i familiari e gli amici e ha risposto con tutto l’amore di cui era capace, sorridendo, ringraziando, pregando interessandosi alla vita delle persone che andavano a trovarlo. Di fronte alla morte che lo assaliva ha fatto trionfare la vita e l’amore. La domenica delle Palme abbiamo celebrato insieme alla passione e morte di Gesù quella di Antonio, con la sua e la nostra certezza di risurrezione.
Siamo nella stessa situazione dei discepoli di Gesù. Anch’essi erano angosciati per la morte di Gesù e quando le donne hanno portato la notizia che Gesù era risorto non sono stati pronti a credere, sembrava una cosa impossibile. Eppure Gesù lo aveva preannunciato diverse volte. Ma noi uomini siamo fatti così: siamo chiusi nell’orizzonte di questo mondo, crediamo solo a quello che vediamo con gli occhi e tocchiamo con le mani. Ma quello che il nostro cuore desidera e spera, la vita senza fine, l’amore senza fine e la gioia senza fine, non ci sembra possibile. E allora ci accontentiamo di una mezza vita, di briciole di amore, e di piccole gioie intermittenti. Ma proprio per noi Gesù risorto è la luce sfolgorante che squarcia il buio della disperazione e dice che i figli di Dio non sono prigionieri della morte, ma possono attingere a piene mani alla vita eterna e attraversare le vicende, liete o tristi, di questo mondo, sapendo con certezza che alla fine si spalancheranno le porte della casa di Dio, dove lui stesso ha preparato un posto per ciascuno dei suoi amici.
Non avere paura, Elisabetta. La notte di Pasqua, dopo aver partecipato alla veglia, fermati cinque minuti in chiesa. Aspetta un po’, prima di lanciarti nello scambio di auguri con i tuoi amici. Fa’ risuonare dentro di te l’annuncio pasquale: “Cristo è risorto per me”, e poi presentagli la tua situazione. Gesù non sa resistere a chi gli chiede con fede di essere illuminato dalla luce della sua risurrezione.
Ti auguro di poter dire con gioia nel giorno di Pasqua: “Sì, davvero Gesù è risorto per me”.
Il tuo DonS
Impegno
Proposta per questa settimana (puoi anche pensarne un’altra più adatta a te): interessati di un amico o amica in difficoltà e cerca di arrivare a dirgli una parola di speranza.
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