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31 dicembre - Domenica della Santa Famiglia
Lc 2, 41-52
I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero le sue parole. Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini. |
Carissima Benedetta,
è naturale che la festa della Santa Famiglia di Nazareth ti faccia pensare alla tua famiglia, ai tuoi genitori, a tuo fratello, che… certe volte… lo regaleresti a qualche amica tua. Ma no... Quando state insieme sembrate cani e gatti, ma quando lui non c’è… guai a chi te lo tocca. Mi hai raccontato di quella discussione con i tuoi. Come va ora? Siete riusciti a capirvi? Lo sai che non è facile e il motivo è fin troppo semplice: loro ragionano da genitori e tu ti stai proiettando in un futuro tutto tuo e rivendichi la tua libertà e vuoi dimostrare che almeno qualche volta hai ragione anche tu e sei capace di decidere, senza fare stupidaggini.
Il vangelo di oggi credo che abbia qualcosa di interessante da dire sia a te che ai tuoi genitori: Cominciamo a guardare che razza di scherzo fa Gesù ai suoi.
Gesù decide di rimanere a Gerusalemme senza avvisare Maria e Giuseppe: simpatico, no? E poi si permette di rispondere a sua madre che lei avrebbe dovuto sapere dov’era e che cosa stava facendo. Chissà quanti genitori quando sentono questo vangelo scuotono la testa e non capiscono.
Intanto, tu ora non prendere lo spunto per pensare che puoi sparire, come Gesù, senza dire niente ai tuoi. Questo episodio non vuole favorire le fughe temporanee dei ragazzi, ma dice qualcosa di diverso. Vediamo.
San Luca scrive il suo vangelo per i cristiani che lo leggeranno e qui sta dicendo loro che Gesù, a 12 anni, mentre assume le responsabilità di un adulto nei confronti della legge ebraica, assume anche la responsabilità di cominciare a realizzare la missione per la quale Dio, suo Padre, lo ha inviato sulla terra. E lo presenta, ancora molto giovane, come un maestro in mezzo agli esperti della Bibbia, difatti ce lo mostra seduto (è proprio questa la posizione dei rabbini quando insegnano ai loro discepoli) e in grado di stupire quei sapienti perché capisce la Parola di Dio meglio di loro, che hanno tanto studiato.
Mentre Gesù insegna, Maria e Giuseppe hanno passato tre giorni d’inferno e non è per niente facile per loro capire il suo comportamento e la sua risposta: lo sanno che ha una missione speciale, ma non sanno ancora in che cosa consista. Intuiscono però che dovranno accettare di lasciarlo andare per la strada per la quale lo chiama Dio.
Comunque, dopo questo temporale improvviso, torna il sereno: Gesù segue i suoi a Nazareth e, anche se è consapevole della sua missione, non fa nessuna difficoltà a rimanere per altri vent’anni nascosto e ‘sottomesso’. È chiaro che, obbedendo a Maria e Giuseppe, si sta allenando ad obbedire al Padre.
Anche tu hai la tua missione, anche tu hai una famiglia in cui cresci, anche tu ogni tanto dici delle cose che i tuoi non capiscono e fai delle cose che i tuoi non approvano.
La Santa Famiglia può essere una luce per te e per loro. Sai cosa tiene uniti Gesù, Maria e Giuseppe? Il fatto che prima ancora di amarsi tra di loro amano Dio e obbediscono a lui: Giuseppe è l’uomo giusto che obbedisce all’angelo e prende Maria come sposa; Maria è la serva del Signore, Gesù è il Figlio che mette la volontà del Padre davanti a tutto. Sono convinto che nelle famiglie cristiane le cose andrebbero molto meglio se invece di tentare di affermare ognuno la propria volontà, cercassero tutti insieme la volontà di Dio. Allora obbedirsi a vicenda sarebbe molto più facile. Ma tu non dimenticare che sei una figlia e, se davvero vuoi prepararti alla tua missione futura, devi imparare a mettere insieme il desiderio di vivere pienamente la tua vita con l’amore e l’obbedienza ai tuoi genitori e con l’amore e l’obbedienza al Signore. Non sempre è facile anzi a volte richiede perfino qualche litigio. Coraggio.
Don Bosco augurava ai ragazzi di crescere con 3 s: salute, scienza, santità. Ha copiato un po’ da san Luca. Ed io queste tre s le auguro a te
Il tuo DonS
Impegno
Proposta di impegno per oggi (puoi anche pensarne un altro più adatto a te): riparare una disobbedienza che hai fatto ai tuoi o al Signore.
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