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CEC DON BOSCO Liturgia Domenica adolescenti Anno A (2010-11) Solennitą di Nostro Signore Gesł Cristo Re dell'universo, Anno A

Domenica adolescenti

20 novembre 2011 - Solennitą di Nostro Signore Gesł Cristo Re dell'universo, Anno A


Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25, 31-46)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Parola del Signore.

DOMANDE
Che vangelo! Non c'è da scherzare oggi: questo Gesù giudice è proprio terribile! se non gli va bene quello che hai fatto ecco pronto l'inferno. Ma io dico, che ne sapeva la gente con cui sta parlando che fare o non fare una cosa ai piccoli significa farla o non farla a lui? Non so, ma sono senza parole... E poi, chi sono questi ‘piccoli’? Io ho paura, che ne so io di cosa devo fare per non finire tra i dannati?


RISPOSTA
Caspita, sei proprio spaventata! Non me l’aspettavo. Ti sei concentrata sul castigo e ti sei lasciata sfuggire il senso di tutto il brano. Se uno ti dice in anticipo le domande dell’interrogazione, tu che fai? sei contenta e ti ripassi le risposte oppure ti angosci con la paura di sbagliare?

Non nego che il brano possa risultare inquietante nella seconda parte, persino Michelangelo ha rappresentato nella Cappella Sistina un Cristo ‘arrabbiato’ e basta… e a me non piace (lascio da parte l’arte). Ma vediamo con calma questa anticipazione del giudizio universale.

Il discorso è molto concreto, ci sono sei azioni di aiuto e solidarietà che sono considerate determinanti per il giudizio: dar da mangiare, da bere, da vestire, accogliere lo straniero, visitare malati e carcerati. Chi le ha fatte è benedetto, chi non le ha fatte è condannato.

E chi lo dice? Gesù, un uomo come noi che sta cercando di far conoscere a tutti le verità che riguardano Dio e gli uomini: ha già detto che sarà ucciso per salvare l’umanità e proprio lui, alla fine, si presenterà nella sua gloria (cioè in una situazione in cui tutti, anche quelli che non gli hanno creduto, lo riconosceranno per quello che è davvero, il Figlio di Dio e Dio lui stesso) e farà i conti con tutti gli uomini di ogni tempo e di ogni razza. E i conti si faranno solo su questo: aiuto e solidarietà con i bisognosi. Gesù è sicuramente contento di premiare quelli che hanno fatto il bene, ma è altrettanto sicuramente dispiaciuto di dover condannare gli altri, visto che lui ha tentato in tutti i modi di salvarli.

La cosa che crea un po’ si sconcerto è il fatto che Gesù si identifica con i bisognosi (non ti sembra molto bella questa cosa? a me, sì) e tutti dicono di non averlo saputo. Allora secondo il vangelo il fatto di saperlo, o no, non è decisivo, l’importante è aver amato i fratelli più deboli.

Per noi cristiani, rispetto a questo racconto, è cambiata una cosa: noi sappiamo molto bene che in ogni bisognoso c’è Gesù e non potremo accampare nessuna scusa, in questo senso la condanna per un cristiano sarà ancora più dura.

Tu però non hai nessun motivo di avere paura: sai già cosa devi fare per far parte della schiera dei ‘benedetti’. In certi momenti può essere faticoso, ma non ti pare che il premio promesso valga la pena?... e che il castigo conseguente, possa essere un buon motivo per darsi una mossa a lottare contro il proprio egoismo?

In fondo, vedi, l’evangelista Matteo, raccontando questa scena, ha sintetizzato tutto l’insegnamento di Gesù su come dobbiamo comportarci in attesa che arrivi il nostro ultimo giorno: amare concretamente, e non solo a parole, i fratelli che il Signore ci mette accanto, specialmente quelli che hanno più bisogno, senza distinzione di razza, religione o nazionalità (questi sono i ‘piccoli’).

E anche chi non conosce Gesù, ha la strada giusta per salvarsi: seguire la voce della coscienza che spinge a considerare fratelli tutti gli uomini e a essere solidali e compassionevoli con i più poveri. Uno spagnolo, san Giovanni della Croce, amico di santa Teresa d’Avila, aveva sintetizzato il tutto in una bella frase, che puoi imparare a memoria: “Alla sera della vita saremo giudicati sull’amore”. Bravo, questo spagnolo, no?

Buona domenica




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