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Liturgia

CEC DON BOSCO Liturgia Domenica adolescenti Anno A (2010-11) IV domenica del Tempo di Avvento

Domenica adolescenti

19 dicembre 2010 - IV domenica del Tempo di Avvento


Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 1, 18-24)

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Parola del Signore.

DOMANDA
'La vergine darà alla luce un figlio'? Come sarebbe? Ah già, è un mistero... ma perché è così importante sottolinearlo? Oppure vergine vuol dire semplicemente ragazza, fanciulla? Ma noi come facciamo a essere sicuri che Maria è incinta per opera dello Spirito Santo e non perché ha avuto una relazione con un altro uomo?
E Giuseppe... si ritrova la fidanzata incinta e non ne sa niente, la vuole spedire - e mi sembra pure giusto - poi basta un sogno e cambia idea. Ho quasi l’impressione che si tratti di una favola…

RISPOSTA
Le tue domande, per quanto audaci, sono tutte legittime, tra l’altro sono le domande che anche i primi cristiani si sono fatte e che trovano risposta proprio nei primi capitoli dei vangeli di Luca e di Matteo. Ma fermiamoci a questo brano di Matteo.

Devi fare un piccolo sforzo e provare a partire non dalla nascita di Gesù, ma dalla sua morte e risurrezione. Solo allora gli Apostoli hanno capito che Gesù è veramente quello che diceva di essere, non solo il Messia, ma il Figlio vero di Dio. Hanno così rivisto tutti gli avvenimenti della vita di Gesù e li hanno capiti meglio. Hanno scoperto che la vita di Gesù aveva realizzato diverse profezie del Primo Testamento e per la sua nascita le hanno confrontate con la testimonianza anzitutto di Maria, la madre di Gesù.

Le parole del profeta Isaia si riferivano alla nascita del figlio del re a cui lui stava parlando, ma gli Apostoli hanno capito che quella profezia si riferiva molto di più a Gesù: la nascita del figlio del re avrebbe mostrato l’intervento di Dio a favore del popolo di Israele, ma la nascita di Gesù realizzava ‘fisicamente’ la presenza di Dio sulla terra, davvero ‘il Dio con noi’. Per questo il vangelo dice che con Gesù si realizza pienamente la profezia di Isaia.

La madre del figlio del re sarebbe stata una fanciulla vergine, sposata dal re. Invece la madre di Gesù doveva dargli la vita senza l’intervento di un uomo e quindi essere ‘vergine’, diventando ‘madre’, altrimenti Gesù non sarebbe stato, anche in senso naturale, vero Figlio di Dio. Per questo il vangelo dice che è rimasta incinta per opera dello Spirito Santo. Infatti molte volte gli apostoli avevano sentito come Gesù parlava di Dio suo Padre, e avevano cominciato a capire che Gesù aveva con lui un rapporto tutto speciale e unico e ne parlava come un semplice uomo mai avrebbe potuto parlarne.

E arriviamo al sogno di Giuseppe. Possiamo essere sicuri che Maria ha raccontato a Giuseppe la sua esperienza straordinaria e lui, se pure per qualche istante possa aver dubitato, si è subito convinto dell’onestà di Maria e dell’intervento di Dio in lei. Il vangelo dice che Giuseppe era ‘giusto’, ciò vuol dire che era un uomo che si impegnava a compiere la volontà di Dio espressa nella Legge di Mosè. Di fronte a quello che era successo a Maria, egli si chiede: e io cosa c’entro? Che compito ho io in questa storia ‘divina’? Non riusciva a darsi una risposta chiara, allora pensò di farsi da parte, lasciare libera Maria di realizzare il piano di Dio, senza denunciarla come adultera. Ma Dio aveva altri programmi e per comunicarli a Giuseppe usa uno strumento che nel Primo Testamento aveva usato diverse volte: il sogno o, detta meglio, l’apparizione di un angelo durante il sonno. L’angelo gli spiega che Dio assegnava anche a lui un compito per la nascita del Messia: doveva proteggere la madre, come sua sposa, e dare il nome al bambino, cioè farlo appartenere alla sua famiglia e alla discendenza di Davide. Giuseppe si è fidato del sogno, ha accettato la sua missione e noi lo conosciamo come sposo di Maria e padre putativo (cioè solo creduto dagli altri) di Gesù.

Mi rendo conto di essere stato lungo, ma le tue domande sono molte e impegnative. Spero di averti aiutato a superare la sensazione di trovarti di fronte a una favola. In realtà siamo invece di fronte al più straordinario intervento di Dio nella storia dell’umanità, raccontato con il linguaggio della Bibbia. Ciò che convince noi cristiani a credere, come è successo agli apostoli, è il fatto che Gesù è morto e risorto per tutta l’umanità, quindi anche per me e per te.

Buona domenica in preparazione al Natale di Gesù.



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