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Educazione
CEC DON BOSCO Educazione Piccole storie per l'anima

piccole storie per l'anima
Il canto del grillo
C'è qualcuno lassù?
L'importante è la rosa

C'è qualcuno lassù

-Noi siamo qui
- La predica di San Francesco
- Un povero vecchio
- La cosa più bella del papà
- Giallo in fabbrica
- Ma che sia una regina
- La statua
- La corruzione
- Al suo posto
- La regina Vittoria
- La scala
- Il re scricciolo
- Uno strano giovane
- Il nome di Dio
- Cronaca familiare
- E Dio creò il Padre
- Perchè avete paura
- La partenza del soldato
- Al crocicchio del villaggio
- Accontentarsi
- Lo struzzo Oliver
- L'anello magico
- Io vado avanti come un asino
- Tutti devono lavorare
- Vestiti per i poveri
- Il perdono
- La porta
- L'incontro
- Scritto nella sabbia
- Due amici
- La dieta della bellezza
- Il giudizio universale
- L'ultimo della classe

Lo struzzo Oliver

Uno struzzo austero e autorevole teneva lezione ai giovani struzzi sulla superiorità della loro specie su tutte le altre. "Siamo gli uccelli più grandi e perciò i migliori".
Tutti i presenti esclamarono: "Certo! Certo!" tranne uno struzzo pensieroso, un certo Oliver. "Noi non voliamo all'indietro come il colibrì" disse a voce alta.
"Il colibrì perde terreno" replicò lo struzzo anziano.
"Noi progrediamo, andiamo avanti". "Certo! Certo!" esclamarono tutti gli altri struzzi, tranne Oliver.
"Facciamo le uova più grandi e perciò le migliori" continuò l'anziano maestro. "Le uova del pettirosso sono più belle" disse Oliver. "Dalle uova di pettirosso escono solo pettirossi" replicò l'anziano struzzo. "
I pettirossi si dedicano solo ai vermi dei prati e basta!".
"Certo! Certo!" esclamarono tutti gli altri struzzi, tranne Oliver.
"Noi camminiamo su quattro dita mentre all'uomo ne occorrono dieci" rammentò l'anziano struzzo ai suoi allievi.
"Ma l'uomo può volare stando seduto e noi non voliamo affatto" commentò Oliver.
L'anziano struzzo lo squadrò con occhi severi. "L'uomo vola troppo in fretta per un mondo che è rotondo. Presto raggiungerà se stesso con un gran cozzo posteriore, e l'uomo non saprà mai che ciò che l'ha colpito da dietro è stato l'uomo".
"Certo! Certo!" esclamarono tutti gli altri struzzi, tranne Oliver.
"Poi, in momenti di pericolo, possiamo renderci invisibili cacciando la testa nella sabbia" declamò il maestro. "Nessun altro lo sa fare".
"Come facciamo a sapere che non ci vedono se non vediamo?" chiese Oliver.
"Cavilli!" esclamò l'anziano struzzo, e tutti gli altri struzzi, tranne Oliver, esclamarono: "Cavilli!" senza sapere che cosa significasse.
Proprio in quel momento, maestro e allievi udirono uno strano rombo minaccioso, come un tuono che si avvicinava sempre più. Non era un tuono del cielo ma il rombo di un'immensa orda di rozzi elefanti in piena carica che, spaventati da nulla, fuggivano alla cieca. L'anziano struzzo e tutti gli altri, tranne Oliver, cacciarono immediatamente la testa nella sabbia.
Oliver andò invece a ripararsi dietro una gran roccia poco distante e li rimase, finché quella tempesta di animali fu passata. Quando venne fuori vide davanti a sé una distesa di sabbia, ossa e piume: tutto quanto restava dell'anziano maestro e dei suoi allievi. Tanto per essere sicuro, Oliver fece l'appello ma non ebbe risposta fino al proprio nome.
"Oliver" chiamò.
"Presente!" si rispose. E fu l'unico suono nel deserto.

tratto da: Bruno Ferrero, C'è qualcuno lassù?, Elledici 1993


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