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Educazione
CEC DON BOSCO Educazione Piccole storie per l'anima

piccole storie per l'anima
Il canto del grillo
C'è qualcuno lassù?
L'importante è la rosa

C'è qualcuno lassù

-Noi siamo qui
- La predica di San Francesco
- Un povero vecchio
- La cosa più bella del papà
- Giallo in fabbrica
- Ma che sia una regina
- La statua
- La corruzione
- Al suo posto
- La regina Vittoria
- La scala
- Il re scricciolo
- Uno strano giovane
- Il nome di Dio
- Cronaca familiare
- E Dio creò il Padre
- Perchè avete paura
- La partenza del soldato
- Al crocicchio del villaggio
- Accontentarsi
- Lo struzzo Oliver
- L'anello magico
- Io vado avanti come un asino
- Tutti devono lavorare
- Vestiti per i poveri
- Il perdono
- La porta
- L'incontro
- Scritto nella sabbia
- Due amici
- La dieta della bellezza
- Il giudizio universale
- L'ultimo della classe

L'ultimo della classe

Quando era seminarista, Giovanni Battista Vianney, il futuro santo Curato d'Ars, aveva enormi difficoltà con la scuola. Non riusciva a capire neppure le nozioni più semplici.
I superiori del seminario lo avevano rimandato a casa più volte. Ma lui caparbiamente insisteva. Aveva ormai 21 anni e sedeva in aula con ragazzi che avevano dieci anni meno di lui.
Uno di questi, undicenne, cominciò ad aiutarlo nello studio.
Giovanni Battista Vianney era molto grato al suo piccolo maestro, ma le difficoltà persistevano: non capiva, non ricordava, si smarriva, balbettava.
Il ragazzino si lamentò di questo con i compagni di scuola. Giovanni Battista Vianney lo sentì. Si alzò dal suo banco, si inginocchiò davanti al ragazzino e gli disse: "Perdonami perché sono così stupido".

In un campo di grano, quasi tutte le spighe stavano curve verso terra.
Solo alcune avevano lo stelo ben diritto e fissavano con alterigia il cielo, i passanti e le loro compagne.
"Noi siamo le migliori" garrivano all'intorno.
"Non viviamo piegando lo stelo come schiave, davvero si può dire che dominiamo gli eventi e la situazione!". Ma il vento, che conosce la vita meglio di tutti, sogghignò:
"Stanno ben dritte, certo... Perché sono vuote!".


tratto da: Bruno Ferrero, C'è qualcuno lassù?, Elledici 1993


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