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CEC DON BOSCO Educazione Piccole storie per l'anima |
| piccole storie per l'anima |
Il canto del grillo
Rapporto all'aquila
L'aquila, regina degli uccelli, sentiva da tempo magnificare le grandi qualità dell'usignolo.
Da brava sovrana, volle rendersi conto se quanto si diceva era vero e, per sincerarsene,
mandò a controllare due dei suoi funzionari: il pavone e l'allodola. Avrebbero
dovuto valutare la bellezza e il canto dell'usignolo.
I due adempirono la loro missione e tornarono dall'aquila.
Il pavone riferì per primo: "L'usignolo ha una livrea così modesta
da rasentare il ridicolo: questo fatto mi ha talmente infastidito, che non ho
prestato la minima attenzione al suo canto".
L'allodola disse: "La voce dell'usignolo mi ha letteralmente incantato,
tanto che mi sono completamente scordato di badare al suo vestito".
Nello scompartimento c'era solo un anziano sacerdote,
che bisbigliava il suo breviario.
Ad una stazione entrò un giovane dall'aspetto trasandato:
capelli lunghi, jeans bisunti, scarpe sformate. Ma soprattutto
un giornale notoriamente laicista e antiecclesiale che gli
spuntava dalla tasca.
Il sacerdote seguì il giovane con un lungo ed eloquente
sguardo di disapprovazione.
Il giovane si sedette e cominciò a leggere il suo
giornale. Dopo un po' alzò la testa e chiese: "Scusi,
reverendo, che cos'è la dispepsia?".
"Ecco una buona occasione per fargli un po' di predica", pensò il
sacerdote e ad alta voce proseguì:
"La dispepsia è una malattia terribile che prende
quelli che vivono male, senza orari e senza ideali, concedendosi
tutti i vizi e gli stravizi, che non si ricordano che
Qualcuno ci vede e ci giudicherà!".
Il giovane seguiva il discorso con curiosità e anche
un po' di apprensione.
"Ah", disse alla fine, "perché qui c'è
scritto che il Papa ha la dispepsia".
Ciascuno nota negli altri, ciò che vuol vedere o sentire.
Si è così presi dai propri pensieri che non
si ascolta veramente il prossimo.
"Non si seziona un uccello per trovare l'origine del suo canto. Quel che
si deve sezionare è il proprio orecchio". (Joseph Brodsky)
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