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Educazione
CEC DON BOSCO Educazione Piccole storie per l'anima

piccole storie per l'anima
Il canto del grillo
C'è qualcuno lassù?
L'importante è la rosa

Il canto del grillo

- Il grillo e la moneta
- Per chi
- Il professore e il barcaiolo
- Festa al castello
- L'offerta
- Le zanzare
- Le tre pipe
- Father forgets
- Quando finisce la notte
- Manhattan
- Il topolino sagace
- Se tornassi a vivere
- Chi non prega
- Mi ami
- L'albero generoso
- Rapporto all'aquila
- La scelta del pittore
- Meno di niente
- Vicino al fuoco
- Il clown
- La grotta azzurra
- I due amici
- La rete da pesca
- Vedere Dio
- I propositi
- L'avventura dei ricci
- Il topo
- Sotto la stufa
- Gli amici e l'Orso
- Il silenzio
- Come si catturano le scimmie
- L'appuntamento
- Il monaco povero e il monaco ricco
- La scelta del pittore
- Che parole


La grotta azzurra

Era un uomo povero e semplice. La sera, dopo una giornata di duro lavoro, rientrava in casa spossato e pieno di malumore. Guardava con astio la gente che passava in automobile o quelli seduti ai tavolini dei bar.
"Quelli sì che stanno bene", brontolava l'uomo, pigiato nel tram, come un grappolo d'uva nel torchio. "Non sanno che cosa vuol dire tribolare...
Tutto rose e fiori, per loro. Avessero la mia croce da portare!".
Il Signore aveva sempre ascoltato con molta pazienza i lamenti dell'uomo.
E, una sera, lo aspettò sulla porta di casa.
"Ah, sei tu, Signore?", disse l'uomo, quando lo vide. "Non provare a rabbonirmi. Lo sai bene quant'è pesante la croce che mi hai imposto".
L'uomo era più imbronciato che mai.
Il Signore gli sorrise bonariamente. "Vieni con me. Ti darò la possibilità di fare un'altra scelta", disse.
L'uomo si trovò all'improvviso dentro una enorme grotta azzurra.
L'architettura era divina. Ed era piena di croci: piccole, grandi, tempestate di gemme, lisce, contorte.
"Sono le croci degli uomini", disse il Signore. "Scegline una".
L'uomo buttò con la malagrazia la sua croce in un angolo e, fregandosi le mani, cominciò la cernita.
Provò una croce leggerina, ma era lunga e ingombrante. Si mise al collo una croce da vescovo, ma era incredibilmente pesante di responsabilità e di sacrificio. Un'altra, liscia e graziosa in apparenza, appena fu sulle spalle dell'uomo cominciò a pungere come se fosse piena di chiodi. Afferrò una croce d'argento, che mandava bagliori, ma si sentì invadere da una straziante sensazione di solitudine e di abbandono. La posò subito. Provò e riprovò, ma ogni croce aveva qualche difetto.
Finalmente, in un angolo semibuio, scovò una piccola croce, un po' logorata dall'uso.
Non era troppo pesante, né troppo ingombrante. Sembrava fatta apposta per lui. L'uomo se la mise sulle spalle con aria trionfante.
"Prendo questa!", esclamò. Ed uscì dalla grotta.
Il Signore gli rivolse il suo sguardo dolce dolce. E in quell'istante l'uomo si accorse che aveva ripreso proprio la sua vecchia croce: quella che aveva buttato via entrando nella grotta. E che portava da tutta la vita.

"Come in un sogno mattutino, la vita si fa sempre più luminosa a mano a mano che la viviamo, e la ragione di ogni cosa appare finalmente chiara" (Richter).


tratto da: Bruno Ferrero, Il canto del grillo, Elledici 1990


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