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Educazione
CEC DON BOSCO Educazione Piccole storie per l'anima

piccole storie per l'anima
Il canto del grillo
C'è qualcuno lassù?
L'importante è la rosa

Il canto del grillo

- Il grillo e la moneta
- Per chi
- Il professore e il barcaiolo
- Festa al castello
- L'offerta
- Le zanzare
- Le tre pipe
- Father forgets
- Quando finisce la notte
- Manhattan
- Il topolino sagace
- Se tornassi a vivere
- Chi non prega
- Mi ami
- L'albero generoso
- Rapporto all'aquila
- La scelta del pittore
- Meno di niente
- Vicino al fuoco
- Il clown
- La grotta azzurra
- I due amici
- La rete da pesca
- Vedere Dio
- I propositi
- L'avventura dei ricci
- Il topo
- Sotto la stufa
- Gli amici e l'Orso
- Il silenzio
- Come si catturano le scimmie
- L'appuntamento
- Il monaco povero e il monaco ricco
- La scelta del pittore
- Che parole

Il grillo e la moneta

Un saggio indiano aveva un caro amico che abitava a Milano. Si erano conosciuti in India, dove l'italiano era andato con la famiglia per fare un viaggio turistico. L'indiano aveva fatto da guida agli italiani, portandoli a esplorare gli angoli più caratteristici della sua patria.
Riconoscente, l'amico milanese aveva invitato l'indiano a casa sua. Voleva ricambiare il favore e fargli conoscere la sua città. L'indiano era molto restio a partire, ma poi cedette all'insistenza dell'amico italiano e un bel giorno sbarcò da un aereo alla Malpensa.
Il giorno dopo, il milanese e l'indiano passeggiavano per il centro della città. L'indiano, con il suo viso color cioccolato, la barba nera e il turbante giallo attirava gli sguardi dei passanti e il milanese camminava tutto fiero d'avere un amico così esotico.
Ad un tratto, in piazza San Babila, l'indiano si fermò e disse: "Senti anche tu quel che sento io?".
Il milanese, un po' sconcertato, tese le orecchie più che poteva, ma ammise di non sentire nient'altro che il gran rumore del traffico cittadino.
"Qui vicino c'è un grillo che canta", continuò, sicuro di sé, l'indiano.
"Ti sbagli", replicò il milanese "io sento solo il chiasso della città. E poi, figurati se ci sono grilli da queste parti".
"Non mi sbaglio. Sento il canto di un grillo", ribatté l'indiano e decisamente si mise a cercare tra le foglie di alcuni alberelli striminziti. Dopo un po' indicò all'amico che lo osservava scettico un piccolo insetto, uno splendido grillo canterino che si rintanava
brontolando contro i disturbatori del suo concerto.
"Hai visto che c'era un grillo?", disse l'indiano.
"E' vero", ammise il milanese. "Voi indiani avete l'udito molto più acuto di noi bianchi...".
"Questa volta ti sbagli tu", sorrise il saggio indiano. "Stai attento...".
L'indiano tirò fuori dalla tasca una monetina e facendo finta di niente la lasciò cadere sul marciapiede.
Immediatamente quattro o cinque persone si voltarono a guardare.
"Hai visto?", spiegò l'indiano. "Questa monetina ha fatto un tintinnio più esile e fievole del trillare del grillo. Eppure hai notato quanti bianchi lo hanno udito?".

Queste piccole storie sono come il canto del grillo in città. Vogliono solo chiederti un momento di attenzione per quelle voci che abbiamo dimenticato di ascoltare.
Quelle voci e quei canti che abbiamo dentro e che ci parlano di cieli azzurri e aria pulita, di sogni e di batticuori, di voglia di abbracciarsi e piangere insieme, di un Dio sconvolgente che è venuto a chiederci di lasciarci salvare da Lui.


tratto da: Bruno Ferrero, Il canto del grillo, Elledici 1990


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