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CEC DON BOSCO Catechesi Scuola catechisti L'INCONTRO CATECHISTICO

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- L'INCONTRO CATECHISTICO
- CATECHESI: UN AFFASCINANTE VOLO
- IL PIANO DI VOLO
- LA PRIMA COMUNIONE IL GIOVEDI' SANTO? Le vostre domande
- PRIMA COMUNIONE: MA NON IL GIOVEDI' SANTO. La risposta dell'esperto
- QUANDO DICIAMO «CATECHESI»
- IL GRUPPO DEI CATECHISTI
- I NUOVI CATECHISTI
- LA RICONCILIAZIONE DEI RAGAZZI
- IL SACRAMENTO DEL PERDONO

L'INCONTRO CATECHISTICO
di Elvira Bianco


Scuola per catechisti.


Molto spesso l'attività catechistica si esaurisce nell'incontro di catechesi e non è giusto. L'incontro settimanale non può essere «il tutto», non può bastare. Ma è chiaro che il catechista gioca in questo incontro le sue carte più importanti: quell'ora settimanale è sicuramente il fulcro o il punto di partenza di ogni altra attività o iniziativa. Guai allora a farla vivere ai ragazzi come un'ora di scuola in più, o farli annoiare.

«Buon giorno, come stai?». Un ragazzo accolto male non potrà accogliere nulla! Il modo dell’accoglienza è determinante, e ogni ragazzo deve sentirsi accogliere personalmente.  Ogni ragazzo deve sentirsi accolto come una persona unica.

«Io ho un mezzo per accogliere bene ogni ragazzo – dice Severina –: faccio un piccolo diario degli incontri e noto ciò che ognuno mi dice della sua vita personale: preoccupazioni, compagni, sport preferito, scuola, feste di famiglia. Prima dell’incontro rileggo le mie note, ed è già un modo di pensare a loro, di prepararmi ad accoglierli. Essi restano meravigliati e felici di accorgersi che io mi interesso di loro».Quando un ragazzo è stato assente, è importante riceverlo con particolare attenzione: «Come stai, Chiara? Ti è passato il raffreddore?», e dargli qualche informazione sull’incontro precedente: «Abbiamo parlato del regno di Dio mediante piccoli racconti, le parabole. Se vuoi, puoi chiedere a Giulia di mostrarti il suo quaderno». 

Per chiamare i ragazzi con il loro nome fin dai primi incontri, il catechista può mettere loro un tesserino o un’etichetta autoadesiva. Essi sono abituati ad avere il loro nome segnato e così si conosceranno più in fretta tra di loro. 

Prepararsi ad accogliere
Prima di accogliere i ragazzi, il catechista si concede anzitutto alcuni istanti di raccoglimento, per prepararsi con la dovuta concentrazione e serenità. Quanto al luogo, che la catechesi si svolga a casa del catechista o dei genitori, nei locali della parrocchia o altrove, l’importante è che tutti si sentano a loro agio: i ragazzi, ma anche il catechista!
«Da quando faccio catechismo a casa mia – dice Cristina – mi sono organizzata: affido il mio bimbo di tre anni alla suocera, metto il cane in giardino e attivo la segreteria telefonica. Così si può lavorare senza essere disturbati».
«All’inizio lavoravamo attorno alla tavola da pranzo – dice Michela – e inevitabilmente i ragazzi lasciavano tracce sulla tovaglia con i pennarelli o la colla. Ora sistemo tutti in cucina ed è molto meglio: non mi preoccupo più della tovaglia e i ragazzi sono felici di lavorare al profumo dei dolcetti che preparo per loro!».Se il catechismo si svolge nei locali parrocchiali, il catechista deve creare anche là un ambiente familiare. Può appendere dei poster al muro, invitare i ragazzi a portare fiori o qualche oggetto adatto per l’angolo di preghiera.
In concreto, alcuni particolari pratici sono essenziali: un ambiente ben sistemato è più accogliente! I tavolini non debbono essere disposti come a scuola, né il catechista assidersi in cattedra! La catechesi non è la scuola, e questo comincia dalla disposizione dei tavolini. Se sono messi in cerchio, i ragazzi comunicano più facilmente: si guardano, si interrogano, si ascoltano e non hanno come unico interlocutore il «cate-prof». 

Il primo incontro, la prima accoglienza
Il catechista si presenta: «Buon giorno, mi chiamo Laura, ho 43 anni, abito..., ho due figli di 7 e 5 anni. Sono molto contenta di trovarmi qui con voi...».Quando un ragazzo arriva per la prima volta a catechismo, ne ha già sentito parlare: dai genitori che l’hanno iscritto, dai compagni di scuola o di condominio. Ma lui, che cosa si aspetta? Il primo contatto con il catechista e il gruppo sarà determinante. Accogli perciò ogni ragazzo chiamandolo per nome; e fagli occupare il posto che gli hai certamente riservato.Conviene poi invitare ciascuno a presentarsi: Come ti chiami? Hai fratelli e sorelle? Come si chiamano? Che scuola frequenti? Come occupi il tempo libero? Quali trasmissioni televisive preferisci?Il catechista presenta e distribuisce i sussidi catechistici, indica la data della riunione dei genitori, annuncia le tappe essenziali dell’anno.Per fare conoscenza ed essere vicendevolmente a proprio agio, ci si può servire di varie attività (incominciare dai giochi).
È stimolante per i ragazzi domandare loro perché vengono a catechismo, e dire quello che farete insieme.Il catechista enuncia anche le norme fondamentali: impegnarsi a venire a tutti gli incontri, puntuali, avvertire se non si può essere presenti. Molti suggeriscono la stesura di un piccolo regolamento con i ra­gazzi. 

Esempio di piccolo regolamento
- Saremo sempre puntuali e avvertiremo in precedenzaquando non possiamo venire.
- Non dimenticheremo né i quaderni, né i pennarelli,né i libri, né il nostro buon umore.
- Parleremo sempre uno per volta.
- Ascolteremo in silenzio colui che parla e non lo derideremo mai.
- Ognuno avrà un incarico o una responsabilità.
- Prepareremo a turno la lettura del testo biblico,l’angolo di preghiera, la sala...
- Saremo calmi durante la preghiera,celebreremo feste e compleanni.
- Rileggeremo questo regolamentoquando il gruppo incontra difficoltà,e quando tutto va bene per dire «grazie».
Firma dei ragazzi e del catechista 

L’accoglienza in ogni incontro
Il giorno dell’incontro, tutto dev’essere pronto un quarto d’ora prima dell’ingresso dei ragazzi nella casa del catechista o nella sala parrocchiale. Occorre pensare a:
• verificare che l’ambiente sia pulito e accogliente;
• accendere il riscaldamento, se è necessario;
• prevedere il posto di ciascuno;
• preparare carta, matite, altro materiale occorrente per l’attività e per il tempo della preghiera;
• portare una Bibbia, il Catechismo, i sussidi, il quaderno di gruppo.

Quando i ragazzi arrivano a un nuovo incontro non sono più al punto in cui li abbiamo lasciati. Sono accadute tante cose da allora! Dedica qualche minuto, man mano che arrivano, a scambiare notizie, guardare i quaderni, vedere ciò che hanno portato.

Dai anche a ciascuno il tempo di preparare il materiale che ha portato.

Se un ragazzo arriva sistematicamente in anticipo, ci può essere un motivo: ha finito prima un’altra attività, o ha qualcosa da dire e non sa come fare. È l’occasione di parlare con lui e di associarlo all’incontro affidandogli qualche incarico: lettura, organizzazione, scrittura al tabellone, ecc.

È importante che tutti i ragazzi si sentano accolti con bontà e senza evidenti preferenze (nessun beniamino!).

Quando sono arrivati tutti, si può ancora concedere qualche momento perché si mettano a loro agio, lasciando che si salutino, che parlino del loro giornaletto preferito, del loro campione sportivo o dei loro giochi. Permettere una breve chiacchierata è mostrare che la catechesi non è una lezione impartita da un maestro, ma un gruppo di persone che stanno bene insieme.

Se ci sono degli assenti, chiedi subito loro notizie e informati sulla causa della loro assenza.iTalvolta i genitori accompagnano il proprio figlio e hanno bisogno di parlarti. È possibile un’informazione rapida; mentre per uno scambio più approfondito proponi loro un appuntamento, una telefonata... perché i ragazzi, lasciati soli, farebbero baccano! 

«È per me una grande gioia ritrovare il mio gruppo di catechismo. Mi fa rimanere giovane, anche se alla fine dell’incontro sono spossata» (Maria Luisa). 

Preghiera di una catechista per accogliere i ragazzi
Vengo a pregarti, Signore.
Si avvicina il momento in cui mi troverò in mezzo ai ragazzi per parlare di te.
Essi vengono con il desiderio di ritrovarsi,
per conoscerti e amarti.
Vorrei che il mio saluto, il mio sorriso,
i miei gesti siano i tuoi.
Che le mie riflessioni, le mie parole, i miei silenzi
siano quelli giusti.
Che i nostri dialoghi siano ricchi della tua presenza,
ricchi di pazienza e di verità.
Che le nostre attività, le nostre scoperte siano
semi di luce nel loro cuore.
Aiutami, Signore, a compiere la mia missione di catechista
come tu desideri.   

«Chi accoglie questo ragazzo nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha man­dato» (Luca 9, 48) 

Preparazione personale a un incontro
Durante la riunione dei catechisti, il catechista ha già affrontato il tema dei prossimi incontri. Ha riflettuto con gli altri sugli obiettivi da raggiungere e i mezzi da usare, preso appunti e ricevuto indicazioni per il buon andamento dell’incontro. È importante che si prepari qualche giorno prima. Troverà tutto ciò di cui ha bisogno per rinfrescare la memoria nel libro-guida: indicazione degli obiettivi, mezzi da usare, suggerimenti per le attività, scelta dei canti, preghiere.
«Io considero il lavoro in gruppo come uno sfoltimento del tema – afferma Giovanna–. Poi rifinisco la preparazione dell’incontro con il libro-guida». «Dopo la riunione di gruppo – aggiunge Ruggero – rileggo gli appunti che ho preso nella riunione e guardo di nuovo il libro dei ragazzi e del catechista. Poi mi fermo a meditare sul testo biblico, annotando tutte le mie reazioni. Questo lavoro personale mi permette di “sentire” l’incontro, e poi non mi resta che organizzarlo». Perché l’incontro con i ragazzi riesca bene, il catechista si pone alcune semplici domande: come attirare la loro attenzione fin dall’inizio? Quali esempi portare per illustrare questo o quel punto? Quali domande posso fare per raggiungerli nella loro vita?
«Per trovarmi poi al sicuro – dice Marta – io visualizzo tutti i momenti dell’incontro, dal principio alla fine. Penso al testo da leggere, al messaggio che cercherò di far loro scoprire, alle domande da fare per favorire lo scambio, e anche a una storia da raccontare per distenderli».
«Quando preparo l’incontro, mi metto al posto dei ragazzi e penso al modo in cui la catechesi del giorno li possa raggiungere nella loro vita di famiglia, a scuola, nel gioco o guardando la tele», dice Luca.
Nulla impedisce ai catechisti di preparare un incontro in due o tre. «Ho preso l’abitudine di preparare gli incontri con Ivo, catechista come me per la seconda elementare – dice Gianna –. È molto arricchente scambiarci le impressioni sul testo da studiare, riflettere insieme sul modo di presentarlo ai ragazzi. Ivo ha sempre un mucchio di idee pratiche». 

Il bagaglio del catechista
La catechesi richiede anche attività manuali, e il catechista deve preparare gli oggetti di cui avrà bisogno. Il catechista deve sempre avere nella sua borsa: pennarelli, spago, forbici dalla punta arrotondata, pinzatrice, spille, puntine, scotch, colla, fogli di carta, una candela, un accendino (meglio che i fiammiferi). Inoltre, il suo registratore e cassette di canti (prevedere batterie di ricambio e una prolunga).
«Per gli oggetti di cui ho bisogno – dice Anna, che fa catechesi ai più piccoli in casa sua – mi sono organizzata in questo modo: colloco i pennarelli, le forbici, i cataloghi, i fogli, ecc., su un piano dell’armadio di cucina, e per avere un cartellone su cui scrivere, ho ricoperto un cartone con carta bianca, e l’ho appeso al chiodo di un quadro nella sala di soggiorno». 

Preparazione degli aspetti tecnici
È consigliabile che il catechista (soprattutto se è agli inizi o ha difficoltà con i lavori manuali) realizzi in precedenza le attività da proporre: sarà più sicuro di riuscire a farle nel giorno dell’incontro. Sia una gestualità o un cartellone, è meglio aver provato per non perdere tempo con i ragazzi.
«In pratica – dice Nicola –, ho sempre sotto mano cataloghi di viaggi, belle foto di riviste che conservo per fare cartelloni o distribuire ai ragazzi. Per i lavoretti, chiedo aiuto a mio marito. Lui mi ritaglia pannelli in cartone e trova le astuzie perché tutto riesca. È il suo modo di partecipare!».
Il catechista prepara gli oggetti necessari all’incontro ed eventualmente prepara fotocopie di una preghiera o di un testo che vuol lasciare ai ragazzi. 

Organizzare lo spazio
I luoghi ove si svolgono gli incontri di catechismo sono generalmente utilizzati per gruppi molto differenti. È opportuno adattare al numero dei ragazzi e alle attività proposte. Ecco alcuni punti di riferimento.Nel momento in cui i fanciulli arrivano, tutto deve essere stato preparato: essi non entrano in un cantiere ma in uno spazio disposto per loro! Le sedie o i banchi sono previsti in nume­ro sufficiente (l’eventuale eccedenza è accuratamente disposta fuori dalla loro vista). Se si preferisce non mettere sedili, si prevedano tappeti o cuscini per terra. Nel caso vi siano attività manuali da realizzare, si potrà tenere lo spazio suffi­ciente perché ciascuno possa svolgerle. L’animatore decide il punto da dove può essere visto bene da tutti e prevede, se necessario, una sonorizzazione. Non si mette mai in controluce. I fanciulli fanno fatica a sostenere lo sguar­do degli altri (risate, smorfie, boccacce...).
La disposizione in circolo, se è più indicata per i grandi, può mettere in imbarazzo i piccoli. È preferibile una disposizione più lineare o ad arco di circolo. Se si dispone di diapositive o di video da far vedere si starà attenti che gli schermi siano a un’altezza sufficiente per essere visti da tutti.Nel caso in cui il luogo sia vastissimo per il gruppo, si può sia delimitare lo spazio con dei pannelli, sia orientare l’assem­blea in modo che i fanciulli guardino verso un muro o un angolo che non sia troppo lontano da loro. Se il gruppo è piuttosto considerevole, bisognerà disporre passaggi sufficiente­mente larghi perché si possa circolare più facilmente.La decorazione della sala sarà acco­gliente: le luci, i fiori sono sempre i ben­venuti. Una croce, un’immagine o una statua posta in evidenza indicherà l’identità della riunione. 

Preparazione spirituale
Dopo aver preparato l’aspetto pedagogico e materiale dell’incontro di catechesi, è bene che il catechista dedichi un po’ di tempo per riflettere, notare ciò che lo tocca personalmente e lasciarsi permeare dalla parola di Dio. 

«Signore, io prego come se tutto dipendesse da te, e nello stesso tempo lavoro come se tutto dipendesse da me» (Sant’Ignazio di Loyola) 

Il catechista porta al suo gruppo la qualità della sua preghiera: «Preparare l’incontro a livello di organizzazione non basta – dice Marisa –. Quando ho finito di preparare tutto, mi prendo un momento di silenzio. Lascio “decantare” tutto ciò che ho scoperto, tutto ciò che desidero far scoprire dai ragazzi durante l’incontro. Affido a Dio il mio lavoro con loro, invoco lo Spirito Santo e gli chiedo che ci con­duca insieme. Prego per ognuno dei ragazzi che mi sono stati affidati». 

Preghiera di un catechista
«Ecco, Signore, ho fatto del mio meglio per preparare ciò che desidero che i ragazzi scoprano di te e il modo di comportarmi. Ora donami tu le parole giuste e gli atteggiamenti che suscitino in loro il desiderio di seguirti».

Scuola per Catechisti
Elledici - pp.256 - 21,00 euro
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