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Catechesi
CEC DON BOSCO Catechesi Rubriche Scriviamoci

Scriviamoci
Anno 2008
Anno 2007
Anno 2006

Per le vostre osservazioni e proposte, scrivete a dossier@elledici.org

Anno 2008

Catechista un po’ preoccupata
Il parroco mi ha quasi costretta ad accettare di fare il catechismo a nove bambini di seconda elementare. Sono un po’ preoccupata per questo nuovo impegno per due motivi: il primo è la grande responsabilità del compito, anche se mi sembra che questo poi mi aiuterà a vivere meglio la mia fede come testimonianza. Più che insegnare credo sia importante trasmettere un’esperienza che è una Presenza. Io ho fatto catechismo tantissimi anni fa, quando il modo di rapportarsi con i bambini era molto diverso e quindi sono anche un po’ spaventata...
Agnese

Siamo certi che sarà per lei una bella esperienza. Positiva anche per i ragazzi. Bisogna prepararsi, ma senza preoccuparsi. L’importante è offrire un’immagine della Chiesa e del cristiano più positiva di quella che leggono sui giornali o vedono alla televisione.


Con entusiasmo e gioia
Vorrei scrivere due righe di risposta a Silvana, che nel numero di ottobre ha scritto lamentandosi del suo parroco. Io sono 26 anni che faccio la catechista (ne ho 41) e mi occupo dei bambini della Prima Comunione e da qualche mese anche di quello della Cresima, che hanno un’età tra i 16 e i 18 anni. Faccio di tutto: preparo gli incontri, i ritiri, i biglietti per gli auguri di Natale (circa 50) che disegno e coloro personalmente, perché non posso comprarli, quelli dei compleanni e per la Pasqua. Preparo i libretti per le celebrazioni, gli inviti per l’inizio del catechismo, perché non mi piace un anonimo foglio bianco con un semplice avviso, ma qualcosa che attiri l’attenzione e l’interesse dei ragazzi, perché voglio se si sentano accolti da subito, prima ancora di incominciare. Faccio tante altre cose con entusiasmo e gioia immensa senza aspettarmi niente in cambio, lo faccio perché mi sento chiamata alla costruzione del Regno di Dio e metto a disposizione i talenti che mi sono stati donati. Queste parole, cara Silvana, vogliono essere un incoraggiamento: ti auguro di trovare in fondo al tuo cuore la forza di andare avanti.
Mary, Poggio di Bretta


Vale più un sorriso e una pacca sulla spalla
Vorrei rispondere a Guido di Parma: «Devo accettare il compromesso?» (Dossier, dicembre 2007). Caro Guido, anch’io mi sono impegnato nella catechesi a più di 50 anni e con alle spalle un’esperienza di dirigente aziendale e, in effetti, le modalità seguite nelle attività parrocchiali sembrano un po’ primitive e sollecitano l’intervento della nostra presunta competenza professionale, oppure spingono a defilarsi o ad accettare compromessi poco graditi. Però, caro Guido, credo che tutto si possa risolvere spostando l’angolo visuale. La parrocchia, i catechisti e soprattutto i ragazzi, non hanno bisogno di manager, non hanno bisogno di sofisticate procedure e organigrammi, ma semplicemente di amore. Ho scoperto che, a volte, è molto più efficace un sorriso, una pacca sulla spalla o una partita a calcio balilla, di una perfetta lezione di catechismo. Allora, mi permetto di darti un consiglio: guarda con occhi nuovi la parrocchia, i catechisti e i ragazzi e vedrai che alla fine la «soddisfazione professionale» passerà in secondo piano e ti gratificherà molto di più la pienezza dell’incontro personale. Con simpatia,
Francesco, Portogruaro


Dopo tre anni passati insieme
I miei 17 piccoli grandi cuccioli di 13 anni… Quante energie, quanto tempo e fatiche ho investito perché scoprissero la figura di Cristo! Quello che più mi è stato a cuore negli ultimi tre anni di cammino insieme è stato far comprendere loro che Gesù ci vuole felici e realizzati, che vuole solo il nostro bene e la nostra gioia. Spero che lo abbiano capito. E conservino un poco anche in futuro «sete di Dio»!
Isabella, Roma


Voglia di disegnare

Io coloro il Vangelo

Sono Laura, una mamma che quest’anno ha iniziato a insegnare il catechismo a bambini che si accosteranno al sacramento della Prima Comunione. Con altre mamma stiamo sperimentando il catechismo a piccoli gruppi. Nel mio gruppo (fortunatamente!) ho bambini e bambine piuttosto silenziosi e attenti. Avendo impostato il percorso attraverso il dialogo, il rapporto vangelo/vita reale, lettura del catechismo (Io sono con voi) e commento delle immagini, i miei bambini hanno questa richiesta: vorrebbero disegnare!! Mi piacerebbe un quaderno/libricino, o altro materiale con degli spunti per riempire quei 10 minuti che ci restano liberi per proporre a loro quello che più amano a differenza di altri che si stufano a disegnare e colorare. Avete qualche proposta e/o suggerimento? Grazie.
Mamma Laura

I sussidi per far disegnare i ragazzi ci sono. Per esempio Io coloro la mia Bibbia (249 pagine), ai quattro volumetti: Io coloro il Vangelo). Richieda in omaggio alla Elledici il catalogo «Catechismo» (mail@elledici.org)


I genitori e il catechismo
Alcune catechiste esprimono preoccupazione per il comportamento dei genitori dei bambini del catechismo. È vero, vi è una notevole indifferenza nei genitori. Di norma, quando sono convocati dal parroco, il giorno in cui sono tutti presenti è soltanto quello in cui si deve parlare dell’abito, della funzione e delle procedure da seguire per il giorno fatidico della prima Comunione o della Cresima. Altro non interessa. Quali sono le cause? Forse la loro vita è già così piena di impegni da indurli a fare delle scelte. La scuola riempie già di compiti, lo studio è faticoso, soprattutto perché la scuola elementare è a tempo pieno.
In alcune parrocchie la catechesi si tiene al sabato pomeriggio, in altre la domenica mattina, in altre ancora il mercoledì pomeriggio. L’ora del mercoledì è comoda per i genitori, perché non rovina il fine settimana, ma non è per nulla proficua per i ragazzi, che sono già stanchi da tutta la giornata di scuola e appaiono annoiati o si assentano. Invece quando l’ora di catechismo si tiene il sabato pomeriggio, i ragazzi non vengono solo per sentire la noiosa lezione, ma anche per fermarsi in oratorio e partecipare a varie attività ricreative e istruttive. È vero che i genitori lavorano entrambi e che il fine-settimana lo destinano alle gite, ma essi capiranno che i loro figli si divertono anche in altri modi, forse più semplici. Inoltre i genitori hanno il vantaggio di lasciare i propri figli in parrocchia non solo per un’ora, ma per tutto il pomeriggio. È dunque molto positivo avvicinare l’ora di catechismo all’oratorio: in tal modo si possono inserire, dopo il catechismo, altre attività: giochi, canto, sport, musica, teatro…
Anna Maria Lammioni, Bologna


Mille volte grazie
Caro padre Enrico Pinci, non bastano le parole per esprimerti la mia grandissima gratitudine. Quest’anno è il quarto anno che mi hai chiamata a servire il Signore attraverso il catechismo ai ragazzi. Con questo invito hai fatto si che la mia vita prendesse un senso diverso. Attraverso il catechismo ho riscoperto la fede, la Bibbia, la gioia delle celebrazioni e della vita parrocchiale. Non potrò mai ringraziarti abbastanza. I miei ragazzi mi hanno donato la gioia e la vitalità che avevo perso. Grazie, 1000 volte grazie, a te che hai creduto in me quando ormai non ci credevo più, grazie per avermi incoraggiata a seguire la chiamata del Signore, grazie per essere stato lo strumento che Dio ha usato per ridonarmi la fede che stavo lasciando spegnere per i problemi della vita. Grazie perché non risparmi mai le tue forze e per l’aiuto, la direzione spirituale e la formazione settimanale con cui ci segui una per una (siamo in 24). Grazie per come partecipi alle riunioni e alle feste, perché non ti vergogni di giocare con i ragazzi, e non fai mai lo spettatore per il loro bene. Insomma,  padre Enrico, grazie di esserci. Sei davvero un dono del cielo per noi che ti «lavoriamo» a fianco, un esempio per chi vuole crescere nella fede e un ottimo compagno di viaggio.
Angela, Trapani


Troppo preparata per fare catechismo?
Sono di un piccolo paese della provincia di Brescia. Scrivo perché quest’anno il mio parroco non mi ha permesso di insegnare catechismo. Il motivo è questo: dopo alcuni anni in cui ho insegnato catechismo con grande entusiasmo e ottenendo buoni risultati, mi iscrissi a Scienze religiose presso l’università cattolica di Brescia. Essendoci l’obbligo della frequenza, purtroppo non potei proseguire nel mandato di catechista. Ora ho terminato gli studi e ho dichiarato la mia disponibilità al mio parroco per il catechismo e lui mi ha risposto che «far fare catechismo a me significa denigrare i miei studi»!! Questo mi ha ferito tantissimo, perché io adoro i bambini e vederli felici per me è una cosa stupenda. Vorrei denunciare il fatto alla curia, ma non me la sento. Che cosa potrei fare? Vorrei aggiungere che nessuno sa dei miei studi, lo sa solo lui, che mi ha compilato il benestare da consegnare al rettore dell’università.
Maria Grazia


Come devo regolarmi?

Io coloro la mia Bibbia

Salve, sono una catechista, responsabile di un gruppo di catechiste. Da anni, insieme al parroco, stiamo cercando di realizzare ciò che Dossier Catechista insegna: la condivisione, il dialogo, la collaborazione tra catechisti, senza tuttavia riuscirci! A ogni mio tentativo mi trovo davanti muri di invidia, di insulti gratuiti, «battute» di dubbia simpatia, indifferenza, apatia… Le mie proposte non mi pare che comportino particolare difficoltà, ma vengono sistematicamente rifiutate: «Non abbiamo tempo», «Non lo sappiamo fare», «È inutile dire questo, tanto…». Io vorrei per esempio che ci fosse una buona animazione della Messa domenicale dei bambini, che ora è lasciata alla buona volontà di chi si trova ad andare a Messa; vorrei realizzare un incontro mensile in cui tutte noi (19 catechiste) potremmo metterci a confronto e crescere insieme forti delle esperienze altrui; leggere insieme Dossier Catechista, ecc. Penso che sia giusto rispettare la volontà di tutti, di chi non vuol fare, ma anche di chi vuole andare avanti. Se infatti «sto zitta e penso agli affari miei», come qualcuno mi suggerisce di fare, che ne è del rispetto verso la mia esigenza (e di altri pochi del gruppo) di crescere spiritualmente confrontandomi con gli altri? I valori che Gesù ci ha insegnato non dovrebbero essere condivisi e messi in comune tra tutti i componenti di un gruppo, specie se di catechisti? Grazie a chi vorrà rispondermi.
Sonia, Siracusa


La mia avventura di catechista
Ciao, mi chiamo Tatiana, ho 17 anni e da qualche anno collaboro alla catechesi della mia parrocchia. Ho letto quanto scrive Giancarlo da Padova sul numero 3 del 2007 e vorrei esprimere anch’io la mia opinione. Dopo la Cresima ho terminato il catechismo e la suora che mi ha accompagnato lungo questo cammino mi ha chiesto se volevo aiutarla con il nuovo gruppo che le avevano assegnato. Io ho accettato con entusiasmo, felice e orgogliosa di potermi rendere utile nella mia parrocchia e così ho iniziato la mia attività di catechista. Quando oggi mi domando perché faccio la catechista, mi rispondo: perché sono una ragazza a cui piace dedicarsi agli altri, insomma voglio fare qualcosa che sia utile, al contrario di alcuni adolescenti che pensano solo a se stessi e al divertimento. Faccio la catechista volentieri, adoro stare a contatto con i bambini anche perché ti fanno rivivere per la seconda volta quella fascia d’età di cui a volte ho nostalgia. Penso sia un’esperienza che aiuta a maturare e a crescere nella fede. Come dice Alessandro Manzoni: «Occupati dei guai, dei problemi del tuo prossimo. Prenditi a cuore gli affanni, le esigenze di chi ti sta vicino. Regala agli altri la luce che non hai, la forza che non possiedi, la speranza che senti vacillare in te, la fiducia di cui sei privo. Regala un sorriso quando hai voglia di piangere. Produci serenità dalla tempesta che hai dentro. Ti accorgerai che la gioia a poco a poco entrerà in te. Invaderà il tuo essere, diventerà veramente tua nella misura in cui l’avrai regalata agli altri».
Tatiana, Pavia


Passaparola
Un grande grazie per il servizio che fate con Dossier Catechista, utile e ricco di articoli per la catechesi. Invio la fotocopia del ccp, perché avevo già rinnovato l’abbonamento nel mese di giugno.
Suor Lucia, Ascoli Piceno

Mi avete mandato l’invito a riabbonarmi a Dossier Catechista, ma lo avevo già fatto tramite vaglia. In più cerco di fare propaganda alla rivista con i catechisti più giovani, perché è davvero utile.
Anna, Cornedo Vicentino

Due tra le tante lettere in cui si dice di essersi già abbonati. Nessuno si spaventi per i solleciti che arrivano magari per certi automatismi dei computer, oppure perché le poste ci consegnano con ritardo il vostro ccp. Grazie per chi promuove la rivista tra chi ancora non la conosce.


Quando la catechesi funziona
Sono il coordinatore dei catechisti della parrocchia di san Dionigi a Catona nella diocesi di Reggio Calabria-Bova. Scrivo per far conoscere la mia, anzi la nostra esperienza. In totale i bambini della parrocchia che frequentano i nostri gruppi catechistici sono circa centottanta... un numero ragguardevole, che impone a tutti i catechisti un impegno costante, svolto nella gioia e nell’attenzione continua ai bambini a noi affidati. La gioia più grande è la santa Messa della domenica: tutta l’aula assembleare è occupata dai bambini che partecipano in maniera attiva  alla liturgia e all’omelia. Grazie al supporto del nostro parroco, don Stefano Ripepi, e alla sua formazione di biblista siamo sempre in ascolto della Parola, letta, interpretata e pregata. Due volte al mese ci riuniamo con lui per la formazione e la programmazione. Inoltre le singole e differenziate potenzialità di ciascuno dei catechisti svolgono un ruolo molto importante e proficuo, poiché contribuiscono a potenziare l’annuncio della Parola secondo le esigenze di tutti i ragazzi e dei gruppi.
Peppe, Catona Reggio Calabria


Trasmettere la mia gioia
Anch’io vorrei rispondere alla domanda «Perché faccio il catechista?». Premetto che prima di fare l’esperienza forte di diventare amico di una ragazza Down, ma soprattutto prima di capire che gioia immensa dà il volerle l’immenso bene che le voglio, per me l’essere catechista era sì meraviglioso, ma non gli attribuivo la giusta importanza. Fatta questa premessa, l’essere catechista per me è trasmettere ai ragazzi la mia gioia nell’abbeverarmi alle Sacre Scritture e la mia passione nel credere.
Luca Canetti da Ferrara


Il nuovo parroco
Vi comunico che non sono più io il parroco: ho lasciato per limiti di età e per la poca salute. Ora sono Vicario parrocchiale del nuovo parroco, che però non vuole più rinnovare l’abbonamento a Dossier Catechista. Abbiate pazienza. Sono contento della rivista, del vostro validissimo aiuto per i catechisti e non solo, anche per noi sacerdoti. A suo tempo ho esortato i parroci limitrofi ad abbonarsi a Dossier Catechista. Il Signore benedica sempre la vostra preziosissima attività per aprire i più giovani alla fede.
Don Mario

Grazie della sua fedeltà e amicizia, e del suo impegno nella diffusione della rivista. Gli abbonamenti aumentano di alcune migliaia ogni anno, segno che è considerata da tanti parroci e  catechisti come un utile strumento di lavoro, del quale si fanno convinti promotori. Ovviamente non tutti i parroci e catechisti hanno la stessa sensibilità, eguali interessi e le medesime esigenze. Certamente il servizio reso dalla rivista può e deve migliorare; e noi della redazione saremo davvero grati a quanti, abbonati e non, vorranno mandarci osservazioni, consigli, e materiali didattici.


Impegnarsi in due
Siamo una coppia che si occupa della catechesi familiare. È da 20 anni che ci occupiamo di catechesi ed è stata un’esperienza che ci è servita molto. Soprattutto il farlo in coppia ha avuto significato nel rendere più significativa la nostra attività di animazione e ci ha aiutati a crescere e a mettere la fede al centro della nostra famiglia. E più ancora, ci ha fatto crescere come coppia e nell’amore verso i nostri figli. A volte troviamo difficile conciliare il tempo da riservare alla famiglia e ai figli con quello che diamo alla parrocchia, ma per noi l’uno e l’altro fanno ormai parte di un’unica missione.
Osvaldo e Elena


Genitori e figli insieme
Ho letto sul numero di dicembre che don Bartolini ci ha lasciati. Io, catechista da molti anni, l’ho conosciuto attraverso gli scritti sulla rivista e condivido in pieno i sentimenti espressi nel vostro articolo di saluto e non mancherò di fare una preghiera per lui. Ma ora voglio farvi sapere che nel mio paese è cambiato il modo di fare catechesi. Non più incontri settimanali da ottobre a maggio, ma 4-5 incontri domenicali nell’arco dell’anno nei quali i bambini fanno l’incontro con le catechiste e i genitori svolgono lo stesso argomento dei figli insieme a parroco. In questo modo cerchiamo di coinvolgere i genitori. Secondo me sta funzionando. Dopo l’incontro partecipiamo tutti insieme alla santa Messa.
Patrizia, Vestenanuova VR

Tentare vie nuove è sempre utile, soprattutto quando si cerca di coinvolgere di più e meglio i genitori. Non si deve però ridurre troppo l’attività catechistica. È importante che tutti, bambini e genitori, partecipino alla vita della comunità ecclesiale durante tutto l’anno liturgico.


Altra cultura, altri evangelizzatori
Vi ringrazio del libro-omaggio che mi avete inviato. É uno strumento davvero utile per approfondire la mia cultura di catechista e di cristiano. I vostri testi che mensilmente arrivano sono uno strumento utile per poter approfondire e radicare con radici ben salde il mistero della fede nella vita dei fanciulli. Ci sono però altri evangelizzatori che evangelizzano con altri testi sacri, per esempio quelli televisivi, culturali che però trasmettono altra cultura e altra tradizione. La fede in questi ultimi 30 anni ha visto i suoi anni bui, e questo è dimostrato dal calo di vocazioni sacerdotali e dall’allontanamento dei giovani dall’orbita della parrocchia. Preghiamo il Padre affinché mandi operai alla sua messe, ma soprattutto mandi giovani a evangelizzare altri giovani con il linguaggio dell’amore. Il vostro aiuto nell’evangelizzare è un sicuro appoggio nel discernimento e nella preparazione del primo annuncio. Speriamo che il mondo possa cambiare anche con il nostro contributo.
Vincenzo, Filogaso, CZ


Fantasia per comunicare
Sono una ragazza di 17 anni e nonostante sia molto impegnata con la scuola cerco di organizzare bene il mio tempo per poter dare il mio contributo in parrocchia, soprattutto per i bambini che hanno bisogno di sentire qualcuno che parli loro di Dio e che riesca a coinvolgerli in questa fondamentale esperienza! Io ritengo che la fantasia sia uno degli strumenti più importanti per comunicare con loro perché è giusto che facciano esperienza di una gioia continua nel vivere e condividere insieme momenti come quelli delle celebrazioni domenicali e del catechismo nelle quali devono sentirsi partecipi!!
Valentina, Oristano


Ben vengano i laureati
Sono un giovane catechista e forza viva della comunità (così ci chiama il parroco in quanto collaboriamo abbastanza) in una piccola parrocchia di Brescia. Voglio dire la mia per quanto concerne la lettera di Maria Grazia pubblicata sul Dossier di aprile 2008. Anzitutto ben venga lo studio di Scienze religiose! Sono senza parole per la reazione del parroco. Com’è possibile che rifiuti di far fare catechismo a una persona laureata in Scienze religiose? Dovrebbe essere fiero che una persona con tanto di laurea, insegni la fede cristiana ai più piccoli. Secondo me, Maria Grazia potrebbe essere «utilizzata» (passatemi il termine) anche per tenere incontri coi genitori, riunioni dei catechisti... Penso che con il nuovo modello di Iniziazione cristiana, ci sia bisogno di gente come lei! Basti pensare che in alcune zone pastorali è stato fatto, apposta per i catechisti, un corso della durata di tre anni!! Dico a Maria Grazia che non è semplice trovare i catechisti, soprattutto preparati come si dovrebbe, e ci sono tante parrocchie che sono quasi senza. Prova a parlarne con il vicario zonale o a chiedere consiglio all’Ufficio catechistico. In bocca al lupo.
Simone



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