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Catechesi
CEC DON BOSCO Catechesi Per la formazione

Per la formazione

Documenti

Ufficio Catechistico Nazionale
La formazione dei catechisti nella comunità cristiana
Formazione dei catechisti per l’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi
Collana «Documenti CEI» - Documenti della Conferenza Episcopale Italiana


La formazione dei catechisti nella comunità cristiana

Questo strumento di lavoro intende offrire alcuni criteri per elaborare itinerari formativi per i catechisti dell’Iniziazione Cristiana dei fanciulli e dei ragazzi, secondo le linee pastorali indicate dai Vescovi italiani, e suggerite dai Catechismi «per l’iniziazione cristiana» della Conferenza Episcopale Italiana e riproposte dalle Note per l’iniziazione cristiana del Consiglio Episcopale Permanente.

Questi orientamenti si pongono in «continuità» e vogliono indicare una «novità» rispetto al documento pastorale dell’Ufficio Catechistico Nazionale del ’91 «Orientamenti e Itinerari per la Formazione dei Catechisti».

È in continuità perché accoglie e rilancia alcuni elementi formativi generali quali l’identità e la capacità di comunicare la fede dentro le tipiche dimensioni della spiritualità del catechista.

Indica una novità perché riprende uno degli itinerari proposti, quello per i catechisti dell’Iniziazione Cristiana dei fanciulli e dei ragazzi, per coniugarlo con le istanze e le nuove prospettive pastorali di questi anni.

Lo scopo di questo strumento è quello di orientare, secondo alcune linee essenziali, i percorsi formativi dei catechisti dell’IC che vivono dentro una situazione culturale, ecclesiale ed educativa inedita.

Non si fa l’elenco delle difficoltà che il nuovo modello di iniziazione può incontrare, ma si sottolineano le modalità più efficaci per rispondere alle sfide che richiedono un «ripensamento» della iniziazione cristiana, e si approfondiscono le motivazioni del cambiamento.

La struttura di questo strumento propone cinque parti egualmente importanti:
– la prima parte descrive le istanze di rinnovamento catechistico indicate dalla Conferenza Episcopale Italiana;
– la seconda parte presenta la comunità che educa con tutta la sua vita e manifesta la sua azione dentro una concreta esperienza di ecclesialità;
– la terza parte rilegge il Progetto Catechistico Italiano e i Catechismi per l’Iniziazione Cristiana, pubblicati dalla Conferenza Episcopale Italiana, quali strumenti per gli itinerari di fede dei fanciulli e offre riferimenti formativi per i catechisti stessi;
– la quarta parte definisce l’identità del catechista, i suoi compiti, le abilità e le competenze da acquisire;
– la quinta parte offre orientamenti e criteri per elaborare e realizzare, secondo alcune indicazioni, concreti modelli formativi che rispondano alle nuove istanze di formazione.

I destinatari privilegiati sono anzitutto i formatori dei catechisti che, dentro le comunità cristiane, accompagnano e orientano il servizio educativo dell’annuncio del vangelo e dell’Iniziazione alla vita cristiana. Sono contemporaneamente i catechisti stessi che possono trovare riproposta l’importanza e la natura del loro servizio di annuncio e la possibilità di assumere questa linea unificante.

Roma, 4 giugno 2006
Solennità della Pentecoste

La formazione dei catechisti nella comunità cristiana
Formazione dei catechisti per l’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi
Ufficio Catechistico Nazionale


I nuovi catechisti dei fanciulli e dei ragazzi
Perché questo nuovo documento sulla formazione dei catechisti. Appunti per
una riflessione.

di Pietro Damu

Per riprendere fiducia
Il 4 giugno 2006 è uscito il documento dell’Ufficio Catechistico Nazionale (UCN) La formazione dei catechisti per l’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi. Si tratta di un intervento per la formazione di una specifica categoria di catechisti, quelli operanti nel settore della iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi.
• Si dice nel documento che questi catechisti stanno vivendo un periodo di disorientamento, sfiducia, scoraggiamento: non hanno un sicuro quadro di riferimento; sono raggiunti da proposte operative che si presentano come alternative nei confronti della usuale prassi catechistica.
• In particolare, si afferma che gli stessi catechisti constatano che le cose stanno rapidamente cambiando, e intuiscono la necessità di una decisa innovazione nella risposta catechistica e più ampiamente pastorale; ma non sanno che fare, a che cosa e a chi riferirsi.
• Il documento dell’UCN, che presentiamo, vuol essere un aiuto a questi catechisti perché riprendano fiducia e si attrezzino per gestire in modo adeguato le nuove emergenze.

Un nuovo contesto culturale
Anzitutto i catechisti vengono sollecitati a prendere più lucidamente coscienza del nuovo contesto culturale con il quale devono necessariamente confrontarsi. In concreto essi dovranno misurarsi con le istanze e le esigenze specifiche dei ragazzi di oggi, cercando di elaborare risposte adeguate ed efficaci (cf n. 4).
□ Globalmente il documento costituisce un utile strumento di lavoro per la formazione dei catechisti, sia in fase di progettazione come in fase di verifica. Esso favorisce la progettazione di un impianto formativo motivato, aggiornato e significativo. Come base – e insieme come riscontro – ai catechisti viene offerto un solido e coerente quadro di riferimento, che consente di verificare criticamente la loro formazione e la loro azione.

Nel segno della continuità e della novità
Quanto l’UCN offre in questo documento si colloca nella duplice prospettiva della «continuità» e della «novità» rispetto al precedente documento uscito nel 1991 dal titolo Orientamenti e itinerari di formazione dei catechisti. In realtà la prospettiva di continuità-novità si estende anche al documento della Commissione della dottrina della fede e della catechesi: La formazione dei catechisti nella comunità cristiana. Orientamenti pastorali (1982) e più ampiamente a quanto su tale tema dice Il rinnovamento della catechesi (1970).
• Nella logica della continuità si fa tesoro delle preziose acquisizioni maturate in questi 36 anni dall’uscita del «Documento di base»; nella logica della novità vengono evidenziate le migliori risposte catechistiche e, più ampiamente, pastorali, date recentemente alle istanze ed esigenze del nostro tempo (cf Introduzione). In particolare viene richiamata l’esigenza di un profondo rinnovamento, che giunge a un ripensamento dell’impianto tradizionale dell’iniziazione cristiana (cf n. 3).

Un rinnovato quadro di riferimento
Nella prospettiva della continuità e insieme della novità, il documento offre ai catechisti un importante, fondamentale servizio: traccia un quadro generale di riferimento in cui essi possono collocare, in modo chiaro, motivato e coerente, tutto ciò che conoscono, sperimentano e vivono e tutto ciò che progressivamente apprendono.
a. Il documento parte con il richiamare l’orientamento generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) circa la catechesi, con l’insistenza sulla scelta della missionarietà, sulla configurazione della formazione cristiana come processo di iniziazione, sull’applicazione di quanto ne consegue al momento specifico di vita, quello dei fanciulli e dei ragazzi (cap. 1).
b. Viene poi evidenziato come la formazione cristiana sia compito della comunità, che educa mediante tutta la sua vita, coinvolgendo la famiglia e i diversi servizi o ministeri (cap. 2).
c. Segue la esplicitazione degli orientamenti formativi presenti nel progetto catechistico italiano e nei catechismi per l’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi (cap. 3).
d. Nel quadro di queste indicazioni, viene individuata la figura del catechista dell’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi, la sua identità, con la segnalazione dei suoi compiti, delle sue abilità e delle competenze che deve acquisire (cap. 4).
e. Il documento conclude con la proposta di orientamenti per l’elaborazione di concreti modelli operativi che rispondano alle nuove istanze della formazione (cap. 5).
Com’è facile notare, dall’insieme dei cinque capitoli che costituiscono il documento, emerge un coerente e aggiornato impianto pastorale e specificamente catechistico, che può servire, tra l’altro, come traccia per una revisione tanto della formazione come dell’azione pastorale.

Identikit del catechista per l’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi
Il documento ha come primi destinatari i formatori dei catechisti: essi dovranno ispirarsi a questo documento nel programmare e gestire la loro azione formatrice; ma dovranno anche farlo oggetto di esplicita e concreta riflessione con i catechisti stessi, guidandoli nell’approfondire il testo e nell’applicarlo alla propria situazione.
• Non essendo possibile in questo breve articolo scendere ai dettagli, ci limitiamo a richiamare quattro punti, particolarmente significativi, che in qualche modo tratteggiano la figura specifica del «catechista per l’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi». Li formuliamo come impegni.
Su tale identikit i catechisti, individualmente o in gruppo, potranno riflettere e confrontarsi, realizzando un’efficace revisione di vita e/o progettando un cammino di approfondimento (cf cap. 4 e 5).
1. Il catechista deve prendere sempre più adeguata coscienza dei cambiamenti che sono avvenuti in questi ultimi anni nel processo dell’iniziazione cristiana e di quelli che continuano a realizzarsi (cf nn. 1-3); e questo con attenzione specifica alla formazione dei fanciulli e dei ragazzi.
2. In modo particolare deve cogliere l’esigenza e la spinta missionaria presente nella pastorale e nella catechesi, e deve vederne i riflessi sulla sua azione catechistica, che dovrà essere fondamentalmente annuncio significativo del vangelo della salvezza (cf n. 1).
3. Il catechista deve percepire con sempre maggiore chiarezza le dimensioni essenziali della formazione cristiana, così come emergono in una prospettiva di formazione che si richiama alla chiarezza e alla forza delle origini del cristianesimo: è la grande esperienza del catecumenato antico. Ma la ripresa dello spirito catecumenale non può essere un’operazione di archeologia; è piuttosto la riscoperta delle dimensioni e componenti fondamentali del cristianesimo, irrinunciabili in ogni processo di formazione cristiana (cf n. 4).
4. Il catechista deve vivere e operare in modo non isolato ma nel contesto comunitario, dando il suo contributo originale, specifico, in collaborazione con gli altri catechisti (gruppo) e con altri operatori pastorali, al processo di iniziazione cristiana (cf nn. 19-20).



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