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Ragazzi a catechismo
Date importanza all’incontro di catechismo!
di Elvira Bianco
Date importanza all’incontro di catechismo! È così che ogni ragazzo scopre e sperimenta la chiesa.
I ragazzi a catechismo scoprono: • un gruppo diverso da quello della scuola: a catechismo non ci sono professori, compiti da fare, lezioni da imparare, voti, esame finale;
• spesso isolati a scuola, qui si trovano insieme, e questo li rende fiduciosi;
• adulti che non appartengono né all’ambito familiare, né a quello scolastico, e lo accolgono e lo trattano con bontà; • adulti che lavorano per loro gratis, e questo li meraviglia. «Non sei pagato per questo? Perché lo fai?»;
• ragazzi «curiosi di Dio» come loro.
Scoprono di essere capaci:
Il disegno è di Stefano Frassetto
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• di rispettarsi, di ascoltarsi; il parlare, l’ascoltare sono incoraggiati e favoriscono l’assimilazione della parola di Dio;
• di creare vincoli molto stretti. I ragazzi imparano a stare insieme, diventano amici; • di fare silenzio, meditare, pregare;
• di fare scoperte sulla fede e condividerle.
Caty, una ragazzina di otto anni, dopo aver mimato con il suo gruppo gli apostoli che hanno scoperto il sepolcro vuoto il giorno di Pasqua, commenta: «La fede li ha fatti uscire di casa e correre al sepolcro nonostante la loro paura. Anche noi, non avremmo imparato niente se fossimo rimasti a casa!».
Scoprono la vita di figli di Dio:
• la storia dell’alleanza del Popolo di Dio;
• la venuta di Gesù Cristo, duemila anni fa, per rivelare l’amore del Padre all’umanità;
• la forza dello Spirito Santo all’opera nel mondo;
• le testimonianze di fede dei cristiani nel corso dei secoli;
• la vita in una porzione di Chiesa, la vita di gruppo, con quello che comporta di amore, difficoltà, perdono, gioie, pene;
• l’apertura agli altri.
Queste cose sono importanti
Con i ragazzi alcune attenzioni sono indispensabili per raggiungere con loro qualche risultato:
• Ogni ragazzo ha il suo vocabolario, il suo modo di esprimersi. Essi interiorizzano le leggi che hanno osservato nei loro genitori, negli amici e nella scuola. Formulano i propri giudizi, si costruiscono la loro morale. Creano il loro mondo interiore a misura delle loro aspirazioni.
• I legami di un bambino e di un ragazzo con l’adulto e i sentimenti che nutrono per lui hanno grande importanza. Essi sono sensibilissimi alla disponibilità dell’adulto e al suo comportamento e restano colpiti se l’adulto è ingiusto, se ha delle preferenze. Possono reagire opponendosi o criticando aspramente.
Essi in particolare interiorizzano tutte le parole degli adulti. Prima dell’adolescenza non amano esprimere giudizi negativi sui loro genitori.
• I ragazzi si proiettano facilmente in un racconto, una parabola e sono capaci di riflettere quando vengono interpellati: «E tu, che cosa avresti fatto?». Raccontano le cose in modo concreto, spesso con osservazioni improvvise. Invece, per parlare di se stessi, si esprimono più facilmente mediante attività, mimi, il corpo e il disegno che non mediante le parole.
• Spesso sono sconcertati da quanto vedono attorno a sé e che li supera (povertà, guerre...) e presentano a volte soluzioni davvero paradossali e semplicistiche. Il catechista deve trovare il tempo per parlare con loro di ciò che vedono alla televisione. E deve lasciare che facciano le loro domande.
• Bambini e ragazzi vivono la fede in modo semplice, ma non di rado anche piuttosto superficialmente. A loro non dispiace sentire parlare di Gesù, credere che Dio è loro vicino e li sostiene. Ma a volte sono sfiorati dalla sensazione che questo sia tutto un mondo poco reale, quasi di fiaba. La riflessione sui testi biblici li aiuterà a capire meglio il comportamento di Dio, a riconoscerlo vivo e presente nella loro vita. Essi entrano però facilmente in una visione ecclesiale quando vivono qualcosa che li coinvolge molto, quando sono felici insieme.
• I ragazzi possono accorgersi che i loro desideri non sono necessariamente quelli di Dio, che Dio è molto vicino, ma è diverso, che Dio è onnipotente, ma non in modo magico, che la preghiera è una domanda, ma non un ordine. Nella Bibbia i personaggi che entrano in rapporto con Dio non sono tutti perfetti: commettono colpe gravi, tradiscono le promesse fatte. Molti racconti biblici dimostrano che Dio è vicino agli uomini anche nei loro fallimenti e nei loro rifiuti. Su queste basi, il catechista può aiutare i ragazzi a servirsi di tutte le sue esperienze, buone e cattive, per avvicinarsi a Dio, dar loro un senso, e maturare.
• Da ricordare che, oltre ai condizionamenti dell’età, ogni ragazzo ha un proprio ritmo di apprendimento. La catechesi non è propriamente un ambiente «scolastico». Si devono privilegiare forme espressive simpatiche e immediate: test, conversazioni, mimo, canto, gestualità e tecniche manuali, come l’uso dei colori e del disegno. Ogni ragazzo deve poter trovare il proprio modo personale e non faticoso di esprimersi e di maturare.
Preghiera di un ragazzo
Signore, chi sei?
Io non ti conosco bene.
La mia vita sono
i miei compagni, la mia famiglia.
Che cosa voglio?
Scoprirti, incontrarti.
Aiutami a pregare,
a condividere più spesso.
Con te, sono sicuro che potrò
imparare a pregare meglio.
Ezio, 8 anni
PER IL GRUPPO DEI CATECHISTI
In un momento di riflessione personale, rispondete a queste domande e poi confrontatevi con gli altri catechisti.
1. Che cosa impedisce al mio gruppo di catechesi di funzionare bene come vorrei?
2. Da dove provengono le mie difficoltà personali?
3. Qual è la mia caratteristica personale che funziona meglio con i ragazzi?
4. Qual è l’iniziativa più riuscita di questi ultimi tempi?
5. Qual è il problema più serio che incontra il mio gruppo di catechesi in questo momento?
6. Che cosa nel tuo gruppo di catechesi non dovrebbe cambiare?
7. Ci sono invece dei cambiamenti che andrebbero fatti?
8. Pensi che le difficoltà che incontri tu le abbiamo anche gli altri catechisti?
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