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Ragazzi a catechismo
Il gioco è una cosa seria
di Elvira Bianco
Marco non riesce a stare seduto, Ilenia si distrae in continuazione, Michele è un bambino difficile. Questa è la vostra esperienza. Ma non domandatevi se i bambini hanno dei disturbi nel comportamento. Ogni volta che i bambini mostrano segni di stanchezza, irrequietezza e noia, il messaggio sottinteso è sempre questo: «Facciamo qualcosa di diverso!».
Scrive Mary Gross, che ha scritto un bel libro sul giocare: «Poiché noi sappiamo che Dio ha creato i bambini con una capacità di attenzione limitata e sporadica, possiamo mostrare loro il nostro affetto anche con frequenti cambi di attività e offrendo loro l’opportunità di muovere i muscoli intorpiditi dopo un incontro «tranquillo». Quando un gruppo si annoia, diventa irrequieto o disattento, è il momento di proporre delle attività differenti. Il difficile è quello di avere gli strumenti necessari per destare l’attenzione, stimolare la creatività, sviluppare nuove competenze» (E con le mani parliamo e giochiamo, Elledici).
• Il proporre un gioco, vi aiuterà a mantenere nel gruppo un clima di affettuoso rispetto reciproco. Cogliete le occasioni quando si presentano. Provocatele in occasione di tempi lunghi, mezze giornate, week-end, dove il programma è più ampio.
• I giochi adatti a un incontro di catechesi possono essere di un’infinita varietà. Fate l’inventario dei giochi che sono a vostra disposizione. Per saperne di più chiedete a persone che hanno esperienza alle quali potreste domandare qualche ricetta, che però farete vostra in modo personale, imparando ad adattare i giochi ai vostri ragazzi. Esistono molti sussidi, che potrete trovare in qualsiasi libreria.
Gli esperti dicono che il gioco è gioco: è un allontanarsi dal quotidiano per entrare in una sfera di attività con una finalità tutta propria. Il bambino è perfettamente cosciente di fare solo per finta, appunto per gioco.
Naturalmente il gioco, muovendo dalla realtà, finisce per richiamarsi a essa sia pure rappresentandola in forma nuova, diversa, in una logica nuova. Così i bambini e i ragazzi imparano dal gioco a stare insieme con lealtà e rispetto, a fare amicizia, a rispettare le regole. Il gioco prepara alla vita. Non solo, il gioco trasmette valori importanti su cui si possono poi fare delle importanti riflessioni. Potreste anche considerare il gioco come un test sulla qualità del vostro gruppo, che avrà un ottimo clima se i ragazzi saranno capaci di giocare insieme.
• Anche il catechista può convincersi della validità di servirsi del gioco per raggiungere gli obiettivi della catechesi. Ma ricordiamo ciò che afferma il professor Piero Lucisano, pedagogista dell’Università La Sapienza di Roma: «Il rischio che oggi corriamo è di ridurre quest’ultimo a uno strumento, un utile mezzo di educazione in vista di fini diversi. Utilizziamo il gioco per l’educazione, per la formazione professionale e per mille altri scopi, fino alla psicoterapia. Giochiamo per imparare la matematica, per imparare le scienze, per imparare la vita, perdendo così proprio la funzione del gioco che fa attribuire significati nuovi alla realtà: vivere per imparare a giocare, per affermare la libertà, la gratuità... eliminando i preconcetti, i ruoli stereotipati, le differenze sociali».
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