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Primi passi/Le domande dei bambini
di Franca Feliziani Kannheiser
Un viaggio nel cuore della realtà
Scriveva Gianni Rodari: «Il gioco dei perché è il più vecchio del mondo. Prima ancora di imparare a parlare l’uomo doveva avere nella testa un grande punto interrogativo; ma di punti interrogativi sono tuttora pieni il cielo e la terra. Il bambino spara i suoi perché come una mitragliatrice. Le sue domande-serie, buffe, strane, divertenti, commoventi, piovono sulla testa dei genitori fitte come la grandine».
• Le domande dei bambini non risparmiano niente e nessuno; non ci sono tabù né argomenti proibiti. La prima cosa che l’adulto deve comprendere che esse nascono dallo stupore e dalla meraviglia e non sono, come qualche mamma, papà, catechista sembrano pensare tentativi di perder tempo o di cogliere in castagna l’adulto. Il bambino che domanda deve trovare rispetto nell’interlocutore adulto: è questo il prerequisito indispensabile per iniziare un cammino insieme.
• Certamente non è facile accettare il senso di confusione e spesso di impotenza che ci colgono soprattutto quando il bambino affronta le grandi domande sull’origine e sulla fine della vita, sull’amore e sulla morte, su Dio. Magari ci sentiamo messi di fronte a enigmi che ci spaventano, che da tempo cerchiamo di rimuovere e allora siamo costretti a rimetterci dolorosamente in gioco oppure ci rendiamo ad un tratto conto dell’inadeguatezza di alcune risposte stereotipate e siamo costretti a riconoscere di essere anche noi principianti, alla ricerca della verità.
• Il bambino non chiede per filosofare ma per saziare la sua fame di senso. Le parole dell’educatore devono rispondere a questa domanda profonda di senso ed ecco allora che il linguaggio più adatto non è quello della spiegazione scientifica, ma della poesia e della preghiera.
La prima condizione per stabilire un vero dialogo sarà l’impegno a cercare di capire che cosa si nasconde dietro le domande dei bambini: «Vorrei capire meglio: dimmi qualcosa di più. Spiega, ti ascolto». In questo modo avremo lanciato un messaggio importante: «Quello che dici mi interessa. Mi prendo tempo per te».
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